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Diario di viaggio #2

Nessuna persona è un mondo a parte.

E’ questa la riflessione che ho maturato in queste ore. Anche una situazione come questa, in cui hai necessità di relax e di staccare, non ti permette comunque di scollegarti per davvero da chi ti sta intorno.

Oggi, dopo una mattina trascorsa tra conferenze sul peso corporeo e come dosare il cibo e l’esplorazione della nave, siamo attraccati a Bari, prima meta del nostro viaggio. Eppure, per quanto la città meriti, ne abbiamo osservato solo uno scorcio di passaggio.

Come due bravi croceristi per caso, abbiamo prenotato la prima delle nostre escursioni e ci siamo fatti accompagnare a Matera, una città della Basilicata che per il 2019 è stata eletta Capitale Europea della Cultura.

Direi che non potevamo esimerci dal visitarla, anche se per poche ore, proprio perché mentre Bari è comunque raggiungibile da Cagliari, Matera rimane uno di quei luoghi che se non avessimo visitato oggi, chissà se ci sarebbe mai capitato.

A quanto ci hanno raccontato, Matera ha un vissuto collegato alla Narrativa proprio grazie all’opera di Carlo Levi Cristo si è fermato a Eboli, dalla cui narrazione addirittura è sorta l’opera di riqualificazione operata dallo stato, che negli anni cinquanta ha cercato di bonificare la situazione degli abitanti dei sassi.

Impressioni?

Non so. Matera viene decantata come città che ha ispirato le arti, a partire dalla cinematografia. È noto come tanti film hanno avuto come set questa città, senza scordare la famosa Passion di Mel Gibson o anche Il vangelo secondo Matteo di Pasolini.

È sicuramente una città che detiene il suo fascino. Nel nostro giro turistico abbiamo avuto modo di assaporare degli scorci particolari, oltre che visitare il museo che rappresenta una Chiesa monacale del Medioevo e altresì una casa scavata sulla roccia che è stata abitata sino agli anni cinquanta.

A me ha lasciato addosso una gran malinconia questa atmosfera, ma anche un grande senso di rivalsa, di una città unica nel suo genere, che vuole emergere e che adesso sta raccogliendo i frutti del suo voler investire sul futuro.

Abbiamo comunque avuto il tempo, in questa visita flash, di fare comunque qualche foto scema, come potrete notare:

Una volta rientrati, abbiamo assistito a uno spettacolo di magia nel teatro della nave, molto suggestivo. Tra drink e cocktail, siamo arrivati alla cena, e niente, adesso cerchiamo di riposare nonostante la partenza tardiva per via del forte vento che c’era a largo dell’Adriatico.

Perché adesso guardo le luci della costa pugliese, e vi scrivo queste righe, in attesa di Corfù, domani.

La riflessione del giorno appartiene tutta a questa foto, scovata tra i cartelli di Matera. Lascio a voi le deduzioni del caso.

Vi saluto con la canzone di questa giornata, che non potrebbe essere altro che questa:

https://youtu.be/PUdyuKaGQd4

Scritto da Frà il 28/08/2018 alle ore 01;00

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Pubblicato da su 28 agosto 2018 in Blog

 

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Diario di Viaggio #1

Ed eccomi qua, a stressarvi un pochino con la telecronaca delle mie vacanze. Beh, dai, in fondo è uno stress fondato sul piacere reciproco, il mio di raccontare e il vostro di sapere magari qualcosa di nuovo. È un modo per restare in contatto, credo.

Comunque, siccome il vostro scrittore preferito era in effetti piuttosto stressato in questi ultimi mesi (ok, almeno questo 2018 mi ha regalato la pubblicazione di ben due bellissimi libri di cui ho parlato qualche post addietro), stavolta ha fatto una scelta che in qualche modo significasse… relax totale. Per cui, a questo giro nessun viaggio on the road, e non ci sarà nemmeno l’ombra di un safari esotico. Perché stavolta io e mio marito faremo i crocieristi per caso!

In effetti è una scelta che ha lasciato perplesso me per primo, è la prima volta per noi. Ma credetemi, desideravo davvero qualcosa di più sbarazzino, di meno impegnato, anche se mi conosco fin troppo bene per sapere che vivrò quest’esperienza sino in fondo, e spero che voi facciate lo stesso con me.

Per cui questa mattina c’è stata la levataccia alle 4 e mezzo del mattino, ci siamo imbarcati alla volta di Milano, e dalla stazione centrale siamo arrivati a Venezia!

Che io non avevo mai visto e devo dire che, anche se non abbiamo avuto modo di girare (ma lo Spritz ce lo siamo concesso ugualmente, e per di più con il Select, che pare essere una cosa tipica alla foce del Po) devo confessare che è una città con un notevole impatto per i turisti.

Ma purtroppo, Venezia spero di aver modo di poterla visitare al nostro ritorno perché dopo il ristoro delle labbra siamo dovuti correre al terminal crociere per imbatterci nel colosso della Costa Deliziosa, che ancora non sono riuscito a fotografare nella sua interezza. Ma non demordo.

Che dire?

La nave è un piccolo paese galleggiante, enorme e multilingue, pieno di persone di ogni tipo, che non mi sarei mai aspettato. La vedevo più una realtà da pensionati e famigliole eppure, mi sono dovuto ricredere. Di sicuro, per chi ha più voglia dello straccetto che in questo momento vi sta scrivendo, è un’esperienza multiforme che offre di tutto per ogni palato.

Da convegni salutisti a spettacoli e serate discotecare. E poi, non vi ho ancora detto del cibo?

Credetemi, continuando di questo passo, dovrò anche io stra – giurare che in realtà è vero, si sale magri e se ne scende grassi.

Noi dal canto nostro, abbiamo guardato la nave abbandonare le acque veneziane, rimanendo senza fiato di fronte alla potenza di certi scorci. Poi, tanto per non rischiare di essere macellati al posto dei maialini del menù, siamo andati a fare esercizio in palestra, o meglio sono rimasto a guardare il mio amore sportivo darsi da fare tra gli attrezzi.

Una cosa mi ha particolarmente commosso, oggi: le gabbianelle che seguivano per un lungo tratto la nostra nave. Mi hanno ricordato una vecchia storia di Sepulveda a cui sono particolarmente legato. Parlo proprio della Gabbianella e del gatto che le insegnò a volare.

Vi svelo un segreto che solo in pochi sanno: io mi sono sentito proprio come Fortunata per un periodo della mia vita. La Gabbianella che aveva bisogno di una spintarella per imparare a volare, ebbene sì, aveva parecchio in comune con un ragazzo che ha avuto bisogno di aiuto per avere il coraggio di essere se stesso senza più sentirsi in colpa.

E comunque, cercare di fotografare Gabbiani e Gabbianelle è stato… catartico.

Ora vi saluto, amici.

Sto crollando, stanotte si balla un po’ a causa del vento, e devo riprendere le forze.

Alla prossima puntata!

Scritto da Frà il 26.08.2018 alle ore 23;42 fusorario italiano.

La canzone di oggi, la dedico come sempre a voi!

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2018 in Blog

 

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Le canzoni di Avrei voluto essere lì[Playlist]

Ormai lo sapete, per scrivere io ho un estremo bisogno di ascoltare musica. Perché le note hanno il potere di accompagnare le emozioni che desidero fissare su carta.
Funziona esattamente così.
Questo romanzo, per me, ha una colonna sonora particolare, a cui sono legato per tanti motivi. E’ stata dura la sua gestazione e mentirei se dicessi il contrario. E le canzoni mi hanno guidato anche nei momenti maggiormente difficoltosi, aiutandomi a sciogliere i nodi più difficili da digerire o, più semplicemente, da ricordare. Avrei voluto essere lì è un romanzo che in primo luogo parla del potere delle parole, delle ferite che a volte ci vengono inferte solo con certi discorsi, senza nemmeno arrivare alle mani, alle botte.
Ma non per questo certe affermazioni sono meno violente di un pugno.
Ed ecco qui che mi ritrovo a ripercorrere il ritmo di quelle note.
Lo confesso, c’è una canzone da cui tutto è nato un pomeriggio ansioso, di un certo periodo dell’anno passato, quando ragionavo sul mio percorso passato perché, sapete come funziona, a volte la vita ci si mette di impegno a far riemergere cose che avresti voluto dimenticare. O, nel mio caso, che non avrei voluto vivere.
Ebbene sì, sulle note di questa canzone, ho iniziato a fare i conti sia con le ferite che chi spacciava affetto mi ha inferto, sia con quelle che appartenevano al mio passato. Dalla musica di Mika all’iniziare a scrivere questo romanzo il passo è stato breve.
Parlo di Hurts, una canzone che mi rimarrà stampata dentro in modo indelebile.

Ma non finisce qui questo viaggio. Passo per passo, canzone dopo canzone, eccovi tutte le altre. Ciascuna di loro parlano di me che scrivevo, di una storia che doveva nascere a ogni costo. Perché è scrivere l’unico modo che ho ancora oggi per sentirmi davvero libero.

Muse – Time is running out

The Chaismoker & Colplay – Something just like this

Alanis Morisette – Mary Jane (normale e acoustic)

Disturbed -The sound of silence

Lenny – Hell.o

Joseph Arthur – Honey and moon

Linkin Park – Invisible

Tracy Chapman – Change

Ed Sheeran – Give me Love

Crash test dummies – Mmmmmh Mmmmmh

Loredana Berté – Mi manchi

Evanescence – My Immortal

Elisa – Rainbow

Passenger feat Birdy – Beautiful birds

Tracy Chapman – America

Passenger – The boy who cried wolf

Negramaro feat Dolores o Riordan – Senza fiato

Christina Aguilera – Beautiful

Natalie Merchant – My skin

Counting Crows – Colorblind

P!nk – What about us

R.E.M. – Losing my religion

Francesca Michielin – Nessun grado di separazione

Jasmine Thompson – Mad world

Clean Bandit – Symphony

James Arthur – Can I be him

Che dire ancora? Buon ascolto!

mastinu_avrei_volut#521EA2F

 
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Pubblicato da su 10 agosto 2018 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Vi presento Avrei voluto essere lì

Un bel po’ di commozione e senso d’attesa mi accompagna con questo post. Oggi esce un romanzo a cui tengo particolarmente. Perché?
Perché è stato scritto in una fase particolare della mia vita, in cui avevo bisogno di fissare dei punti fermi, di riesumare alcune esperienze per poterle, finalmente, affrancare da me.
Non ve lo nego, è un romanzo crudo, che spiattella la realtà senza troppi giri di parole. Ma alla fine, penso che sia anche un portatore di speranza. Non solo per chi si è lasciato certe situazioni alle spalle, ma soprattutto per chi, in futuro, non sia più obbligato a viverle.
Vi presento Avrei voluto essere lì

mastinu_avrei_volut#521EA2F

«Avrei voluto essere lì
in quei momenti bui del passato nostro.
Per dirti tutte le parole che avrei voluto sentirmi dire.»

Questa è una storia come tante, una storia come poche. La biografia di tanti ragazzi gay felici dopo aver percorso il loro sentiero della dignità, ma potrebbe essere la storia di tanti ragazzi con un finale più tragico. Certe parole e certi gesti si imprimono come un marchio sulla carne e ne rimane vittima anche Edoardo. Già a dieci anni deve affrontare il compagno Christian che lo aggredisce all’uscita di scuola: frocio, gli dice. Per Edoardo è un universo che si svela.
Avrei voluto essere lì è una guerra tra ciò che sei e ciò che gli altri vogliono che tu sia, e l’ultima battaglia avverrà nella camera ardente della pubertà, dove Edoardo farà i conti con tutte le discriminazioni subite.
Questo romanzo accarezza la privazione degli affetti, cerca redenzione per la colpa di essere nato così, frocio, per arrivare a comprendere finalmente che ci vuole coraggio per crescere in un mondo di omofobi.

Titolo: Avrei voluto essere lì
Autore: Francesco Mastinu
Editore: goWare
Collana: Pesci Rossi – LGBT
Pagine: 278
ISBN e-book: 978-8833630632
ISBN cartaceo: 978-8833630625

Disponibile nei maggiori store online e nelle librerie

 
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Pubblicato da su 25 luglio 2018 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Un perché dobbiamo. Sardegna Pride 2018

Leggevo in giro per la rete tante opinioni in questi giorni sull’argomento. Tante esternazioni di affetto e altrettante perplessità su eccessi e manifestazioni poco consone alla richiesta di pari diritti. Ecco, potrei scriverlo il mio sermone.
Racconterei di come nasce il Pride nel lontano 1969, di cosa significhi essere liberi di poter essere se stessi, di quanto in verità quella della nostra rivendicazione altro non sia che una rivoluzione gentile, unico caso di divertimento e spensieratezza tra le marce di dissenso. E poi… poi mi imbatto proprio sullo spot del Pride di Londra:

E le parole scappano via. Perché in poche immagini ci racconta perché dobbiamo esserci.
Perché alla fine il Pride non è altro che l’essenza stessa dell’orgoglio di cittadinanza. Manifesta l’orgoglio di essere ciò che siamo, il poter esistere. L’orgoglio di amarci l’un l’altro perché essere umani significa proprio trovare l’anima affine che ci stimoli mente anima e corpo a prescindere da chi sia l’oggetto dei nostri desideri.
Ma soprattutto vorrei concentrarmi sull’Orgoglio nel voler bene a noi stessi, perché meritiamo rispetto ed equità, a partire proprio dalla propria coscienza.
E questo concetto nessuno potrà offuscarlo: né religioni dell’odio, né populismi politici e tantomeno l’ignoranza di chi non vuole ascoltare la nostra verità di essere sociali al pari di tutti gli altri.
Per cui, poche storie.
Sabato 7 giugno ci aspetta il Sardegna Pride a Cagliari, e noi ci saremo. Con amore, allegria, voglia di esistere.
Qui l’evento con tutte le informazioni sul caso.
Sotto, per quelli più titubanti, lo spot del Sardegna Pride. Scoprirete che saremo davvero tutti lì.

 

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2018 in Blog, Vita

 

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Vi presento Tienimi con te. La nostra storia si è fatta musica

Annuncio, esce oggi, è ufficiale. E sono tanto emozionato!

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Daniele e Matteo, due mondi in apparenza differenti si scontrano in una rocambolesca girandola passionale nella quale i sentimenti faticano a esprimersi. Il giovane Dan è un timido romantico, mentre Matteo ha da tempo rinunciato a credere che l’oggetto dei suoi più grandi successi canori, l’amore, esista davvero.
La vita, però, li costringe a confortarsi continuamente con le emozioni che provano, fino a quando la loro storia non diventerà musica.

Titolo: Tienimi con te
La nostra si è fatta musica
Autore: Francesco Mastinu
Editore: Triskell Edizioni
Pagine 263
Collana Triskell Rainbow
ISBN Ebook       978-88-9312-388-4  acquistabile nei maggiori store online
ISBN Cartaceo  Prossimamente

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2018 in Blog, Letteratura

 

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Primo anticipo di mare, sole e nuovi colori

Eh sì, rispetto alla consueta tabella di marcia stavolta penso di essere in anticipo stavolta.
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Ma il tempo oggi meritava, e pure la giornata di vacanza. Devo dire che mi mancava il mare, dopo tutto questo inverno dentro e fuori, che è andato lento i mesi passati per poi svanire all’improvviso.
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Questa volta, per il primo mare 2018, la bandierina se la aggiudica la spiaggia di Cala Pira, un’insenatura riparata di Costa Rei, i cui colori lasciano sempre delle belle sensazioni anche nei momenti più cupi. Era perfetta la giornata, per la nostra famiglia, c’era caldo e una lieve brezza rinfrescante, e poi… non c’era il pienone che notoriamente subiamo nei mesi estivi.
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E io… io ne ho approfittato per rilassarmi, lo confesso.
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Ho un romanzo in corso, una storia su cui mi sto spremendo parecchio (e per la prima volta nella mia vita, mi ci sto dedicando direttamente col pc, senza passare dalla carta) per cui, a parte musica e rumore delle onde, in quelle ore di mare non mi sono concentrato su niente di impegnativo.
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Erano più importanti i colori, i profumi, l’odore del mare che rigenera e che, nonostante tutto il passato, mi aiuta. Ho parecchie cose in ballo nei prossimi mesi, nuove avventure e la stesura di quello che sto scrivendo, per cui credo che faccia bene staccare, farlo soprattutto con chi ami. Anche se nel mio caso succede da 17 anni ormai e sono pronto a giurare che non mi passerà, che l’amore per mio marito durerà a lungo.
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Ma oggi, oggi lasciatemi ricordare i colori e farmi un augurio semplice: che posso farcela e che ce la farò. Con quest’azzurro intorno a me, che sia di buon auspicio. E vi auguro possa esserlo anche per voi tutti che mi siete vicino.

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Come di consueto, sì. C’era una colonna sonora anche oggi.Esattamente lei:

 
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Pubblicato da su 25 aprile 2018 in Blog, Vita

 

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