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Un perché dobbiamo. Sardegna Pride 2018

Leggevo in giro per la rete tante opinioni in questi giorni sull’argomento. Tante esternazioni di affetto e altrettante perplessità su eccessi e manifestazioni poco consone alla richiesta di pari diritti. Ecco, potrei scriverlo il mio sermone.
Racconterei di come nasce il Pride nel lontano 1969, di cosa significhi essere liberi di poter essere se stessi, di quanto in verità quella della nostra rivendicazione altro non sia che una rivoluzione gentile, unico caso di divertimento e spensieratezza tra le marce di dissenso. E poi… poi mi imbatto proprio sullo spot del Pride di Londra:

E le parole scappano via. Perché in poche immagini ci racconta perché dobbiamo esserci.
Perché alla fine il Pride non è altro che l’essenza stessa dell’orgoglio di cittadinanza. Manifesta l’orgoglio di essere ciò che siamo, il poter esistere. L’orgoglio di amarci l’un l’altro perché essere umani significa proprio trovare l’anima affine che ci stimoli mente anima e corpo a prescindere da chi sia l’oggetto dei nostri desideri.
Ma soprattutto vorrei concentrarmi sull’Orgoglio nel voler bene a noi stessi, perché meritiamo rispetto ed equità, a partire proprio dalla propria coscienza.
E questo concetto nessuno potrà offuscarlo: né religioni dell’odio, né populismi politici e tantomeno l’ignoranza di chi non vuole ascoltare la nostra verità di essere sociali al pari di tutti gli altri.
Per cui, poche storie.
Sabato 7 giugno ci aspetta il Sardegna Pride a Cagliari, e noi ci saremo. Con amore, allegria, voglia di esistere.
Qui l’evento con tutte le informazioni sul caso.
Sotto, per quelli più titubanti, lo spot del Sardegna Pride. Scoprirete che saremo davvero tutti lì.

 

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Pubblicato da su 5 luglio 2018 in Blog, Vita

 

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Vi presento Tienimi con te. La nostra storia si è fatta musica

Annuncio, esce oggi, è ufficiale. E sono tanto emozionato!

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Daniele e Matteo, due mondi in apparenza differenti si scontrano in una rocambolesca girandola passionale nella quale i sentimenti faticano a esprimersi. Il giovane Dan è un timido romantico, mentre Matteo ha da tempo rinunciato a credere che l’oggetto dei suoi più grandi successi canori, l’amore, esista davvero.
La vita, però, li costringe a confortarsi continuamente con le emozioni che provano, fino a quando la loro storia non diventerà musica.

Titolo: Tienimi con te
La nostra si è fatta musica
Autore: Francesco Mastinu
Editore: Triskell Edizioni
Pagine 263
Collana Triskell Rainbow
ISBN Ebook       978-88-9312-388-4  acquistabile nei maggiori store online
ISBN Cartaceo  Prossimamente

 
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Pubblicato da su 31 maggio 2018 in Blog, Letteratura

 

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Primo anticipo di mare, sole e nuovi colori

Eh sì, rispetto alla consueta tabella di marcia stavolta penso di essere in anticipo stavolta.
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Ma il tempo oggi meritava, e pure la giornata di vacanza. Devo dire che mi mancava il mare, dopo tutto questo inverno dentro e fuori, che è andato lento i mesi passati per poi svanire all’improvviso.
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Questa volta, per il primo mare 2018, la bandierina se la aggiudica la spiaggia di Cala Pira, un’insenatura riparata di Costa Rei, i cui colori lasciano sempre delle belle sensazioni anche nei momenti più cupi. Era perfetta la giornata, per la nostra famiglia, c’era caldo e una lieve brezza rinfrescante, e poi… non c’era il pienone che notoriamente subiamo nei mesi estivi.
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E io… io ne ho approfittato per rilassarmi, lo confesso.
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Ho un romanzo in corso, una storia su cui mi sto spremendo parecchio (e per la prima volta nella mia vita, mi ci sto dedicando direttamente col pc, senza passare dalla carta) per cui, a parte musica e rumore delle onde, in quelle ore di mare non mi sono concentrato su niente di impegnativo.
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Erano più importanti i colori, i profumi, l’odore del mare che rigenera e che, nonostante tutto il passato, mi aiuta. Ho parecchie cose in ballo nei prossimi mesi, nuove avventure e la stesura di quello che sto scrivendo, per cui credo che faccia bene staccare, farlo soprattutto con chi ami. Anche se nel mio caso succede da 17 anni ormai e sono pronto a giurare che non mi passerà, che l’amore per mio marito durerà a lungo.
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Ma oggi, oggi lasciatemi ricordare i colori e farmi un augurio semplice: che posso farcela e che ce la farò. Con quest’azzurro intorno a me, che sia di buon auspicio. E vi auguro possa esserlo anche per voi tutti che mi siete vicino.

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Come di consueto, sì. C’era una colonna sonora anche oggi.Esattamente lei:

 
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Pubblicato da su 25 aprile 2018 in Blog, Vita

 

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Cose mie #24

IMG_8986 (2)Lui ha tatuato un delfino in mezzo al mare. Voleva gridare al mondo quanto è bello essere liberi.
Lui ha tatuato una fenice che spicca il volo. Aveva bisogno di ricordare che dalle ceneri può sorgere il miracolo di una rinascita.
Noi. Una parola semplice che racchiude un universo di emozioni. Uno si è fatto dipingere addosso il delfino, per dimostrare che bisogna essere liberi di amarsi, e di amare. L’altro ha invece la fenice, perché è convinto che non si debba mai smettere di credere che si può ricominciare, con accanto chi non deve lasciarci mai.
Io e lui. Lui e me.
Senza mai dimenticare la strada che ci ha unito, e che prosegue innanzi verso quel luogo chiamato futuro.
Soltanto Insieme siamo Noi.

 
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Pubblicato da su 16 aprile 2018 in Blog

 

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Anniversario di matrimonio #1

Ebbene sì, un anno da quel palpitante 07 gennaio del 2017, è trascorso. E credetemi, è emozionante. Una sensazione capace di scaldare tutto quanto, per quanto adesso mi chieda, dopo che i minuti sono arrivati a questo giorno fatidico, come ci si debba sentire al primo Anniversario. Ben 16 anni abbiamo dovuto attendere per questo passo importante, che ha un valore non solo per il nostro sentimento, quanto soprattutto per il diritto che sottende. Un primo passo per essere al pari di chiunque ami.
E ve lo confesso, in questo difficile anno trascorso, quella è una delle poche cose di cui non mi sono pentito. E lo rifarei ancora, con la stessa gioia.
In onore soprattutto dell’amore che provo per l’uomo della mia vita.
Ecco come mi sento: felice.
Felice e basta.
Buon anniversario a noi. Il primo, mi auguro, di tanti altri a seguire.

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Pubblicato da su 7 gennaio 2018 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #7

Oggi volevo riflettere sui rapporti umani. Su come essi si possano costruire e disfare a volte perché si viene fraintesi. Ma soprattutto volevo parlare di legami, di sintonia. Di persone che non si conoscono e che si ritrovano, e riescono ad andare d’accordo, accertandosi per quello che sono. Situazioni che, nel bene o nel male, stupiscono sempre, e fanno bene al cuore.

Oggi abbiamo iniziato la giornata con la visita al Castello Peles, una residenza reale costruita dal 1800 in stile neorinascimentale tedesco. Un posto davvero suggestivo, con la funzione di sede di rappresentanza della monarchia.

È situato proprio a Sinaia, quindi immerso in un paesaggio speciale.

Dopo la visita, finalmente, ci siamo recati nel famosissimo Castello di Bran che, seppur un falso storico, è definito il Castello di Dracula, sul quale è stato negli anni improntato il turismo. Si tratta comunque del maniero che ha ispirato Bram Stoker per il suo romanzo, e questo mi fa riflettere (e gongolare) sul potere della letteratura.

Emozione indescrivibile, perlomeno per me.

Ok, sappiamo tutti che in realtà la vera dimora di Vlad l’impalatore si trova a Poenari della cui fortezza non sono rimasti che ruderi, e che il castello di Bran è più che altro un espediente turistico, ma si respira, credetemi, aria vampiresca sul serio, soprattutto negli esterni più che gli interni. Anche perché, a dirla tutta, rispetto agli altri palazzi reali che ho conosciuto, l’aspetto della ricostruzione della mobilia dell’epoca lascia abbastanza a desiderare.

Una critica estemporanea: ho rivalutato il modo di guidare italiano, in Romania sono sul serio avventati, e spesso impediti.

Questo pomeriggio invece abbiamo visitato la cittadina di Brasov, uno dei simboli storici della Transilvania se non dell’intera Romania. Ve ne lascio qualche scorcio suggestivo.

Comunque una cosa è certa: la tirannia di Cesausescu ha lasciato delle profonde ferite in questo popolo.

La cena è stata all’insegna dell’allegria, con musica dal vivo, vicino all’albergo.

è ora di dormire, cari.

Oggi mi va di salutarvi con questa: https://youtu.be/oq5fezofOjU

Buonanotte!

Scritto da Frà il 25 agosto 2017, a Sinaia, ore 23;45

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2017 in Blog

 

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