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Archivi tag: uomini coraggiosi

Diario di viaggio #5

La nostra giornata a Mykonos è stata ricca di avventura, anche se in realtà abbiamo fatto mare e un giretto per la città, ma andiamo con ordine:

L’isola, tanto nota per essere una vera e propria icona del divertimento a livello mondiale, si è palesata a noi sin dall’alba, in una festa di colori suggestivi, come potete vedere.

Abbiamo rinunciato a un po’ di sonno, ma credetemi, ne è valsa la pena.

Dopo aver espletato le nostre funzioni quotidiane (mangiare, lavarsi, vestirsi e pigramente trascinarsi al punto di incontro sulla nave per la nostra escursione) siamo finalmente scesi a terra per andare verso la spiaggia di Kalafati, a vivere qualche ora di relax puro tra la risacca e il rumore delle onde.

I colori sono molto simili a quelli del nostro mare, eppure ci sono delle differenze, tra la Sardegna e Mykonos, che rendono l’una e l’altra completamente diverse. Ed è bella e intensa questa varietà.

È stata una mattinata intensa, stancante, ma anche molto bella, dico davvero. Noi sardi siamo un po’ così, non riusciamo a staccarci del tutto dal mare, fa parte di noi, perché è un po’ nostro genitore e un po’ la nostra condanna.

Ok, questo post sarà puramente fotografico, perché volevo spendere due parole sull’isola nel suo complesso, ma lo farò con la seconda puntata.

Nota divertente: Al chiosco della spiaggia c’era il sottofondo musicale, a un certo punto è andata in onda una versione remixata di Bella Ciao. Mi ha fatto sorridere, ironicamente.

Dovevo finire in Grecia per sentire un po’ d’aria di sinistra, di rispetto, di lotta. Situazione che in questi giorni un po’ strani nella nostra nazione, mi ha fatto pensare.

Canzone per questa prima parte, indubbiamente lei, Giusy Ferreri. L’hanno trasmessa a palla allo stabilimento e a me, al netto delle critiche, questa canzone piace tanto.

Alla prossima!

Scritto da Frà a largo delle Cicladi, il 30.08.2018 alle ore locali 19;40

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Pubblicato da su 31 agosto 2018 in Blog

 

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Diario di viaggio #3

Sono tante le emozioni che mi pervadono oggi. Talmente diverse, e stratificate, che comunque è difficile afferrarle, poterle cogliere o, ancora, riuscire a parlarne.

Prima nota a margine: finalmente sono riuscito a farvi una foto della nave, eccola qua.

E ci è voluto proprio il porto dell’isola di Corfù per riuscirci.

Ecco, la prima cosa che mi viene in mente di quest’isola, è la limpidezza delle sue acque, persino in luoghi, come il porto, dove non ti aspetteresti.

Ecco, è un po’ strano, perché a questo è legata l’emozione di volerci tornare in quest’isola, chissà. Forse per sempre. Forse solo per vivere questa vita.

E vi giuro che è proprio questo quello che oggi ho provato. Uno strano senso di nostalgia, un’aria di casa che per me è stato abbastanza difficile provare altrove. Forse in Sudafrica mi è successo l’anno scorso. A Berlino parecchio tempo fa. E ora, a Corfù.

E so di non essere stato il solo: capitò all’imperatrice Sissi, allo scrittore Durrel di cui oggi abbiamo rincorso le tracce, e a tanti altri.

E ora, che sono andato via, sento il desiderio di tornare farsi forte in me.

Le sue origini letterarie vengono da lontano, ce ne parla Omero proprio perché Kerkyra è l’isola dove Ulisse, nudo, finisce dopo aver vagato vent’anni tra i mari. E lì, nel regno dei Feaci, che Ulisse incontra la principessa Nausicaa e suo padre Alcinoo.

Ma andiamo con ordine: la nostra escursione è iniziata con una tappa alla spiaggia di Palaiokastritsa, ai piedi di un promontorio dove si trova l’omonimo monastero ancora abitato dai Monaci. Qui la guida ci ha raccontato che a causa delle forti piogge quest’anno la strada di collegamento è crollata, per cui i pullman non possono passare per non rischiare quanto accaduto a Genova. Questo mi ha fatto riflettere come certe tragedie derivanti dall’incuria umana facciano necessariamente il giro del mondo.

Noi ci siamo concessi una pausa e il primo bagno tra le acque greche. E i colori che mi hanno circondato hanno saputo in qualche modo colorarmi il cuore di tranquillità.

Dopo la pausa bagno, siamo finiti a Corfù, per una visita alla vita del cuore dell’isola, con i riferimenti a Durrel, la fortezza, le chiese.

Una città strana, dove tutti sono integrati, anche se di religioni o etnie diverse, esiste un profondo rispetto reciproco.

A Corfù è pressoché assente la delinquenza, tutti, compresi i ROM, rispettano le regole. La stessa Guida ci ha raccontato che la maggiore difficoltà dell’isola risiede nella mancanza di manodopera disponibile a svolgere dei lavori, perché non vengono accettati i migranti, e lei stessa riferiva che essi erano necessari al funzionamento della vita civile.

Ecco, al netto delle riflessioni o delle polemiche, mi ha fatto riflettere questo sbilanciamento di prospettiva, laddove alcuni dei nostri italiani inveivano dicendo che avrebbero voluto regalare volentieri quelli che invece arrivano in Italia. Tutto il mondo è paese, vero. Ma a volte ascoltare gli altri potrebbe aiutare a capire quello che, forse, a volte non comprendiamo.

A ogni modo l’aria di quest’isola mi si è attaccata addosso, tanto da voler sapere quanto costerebbe comprare per vivere qui.

E non si sa mai, io ci sto pensando seriamente.

Mai saprei descrivere che cosa ha rappresentato questo luogo.

Per il resto la nostra serata è scivolata via, tra palestra, cena, animazione serale e una bellissima serata revival anni ‘80 nella quale ho ballato tanto, e mi sono divertito, come se fosse l’ultimo giorno in questo mondo.

Mi sono persino commosso durante lo spettacolo, ascoltando una canzone di Disturbed che fa parte della colonna sonora di Avrei voluto essere lì, perché quel romanzo è ancora una cicatrice pulsante in me, e ho poco da aggiungere.

E poi… poi che è accaduto mentre il sole crollava sul mare per andare a dormire?

Mi ha rincorso, avviluppato, un po’ di malinconia. Ecco. Mi auguro che domani sia meglio. Adesso, adesso sto pensando alle occasioni perdute, a come a volte è facile rovinare ogni cosa perché tutto è scontato o, spesso, non si da importanza ai piccoli gesti della vita.

Emozioni che scivolano via, e che lasciano ricordi chiamati ferite.

Ora stacco, perché mi auguro che passi.

Domani, domani Santorini.

Vi lascio con la canzone del giorno, proprio quella incriminata.

https://youtu.be/u9Dg-g7t2l4

Un abbraccio

Scritto da Frà il 29/08/2018 alle ore locali 01;56

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2018 in Blog, Vita

 

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Stonewall, riflessione intorno a un film

Stonewall

Il primo pensiero è stato questo: avrei voluto vederlo prima.
Sì.
Al di là di tutte le speculazioni che si possono fare attorno a questa storia (e, a quanto leggo, ne sono state fatte parecchie) devo dire che il film attraverso gli occhi della cinepresa inquadra lo stigma di chi, per pensiero comune, viene ritenuto diverso e in quanto tale sconveniente.
Ma non si limita a fare una panoramica della tristezza di uno status, va oltre: ci ricorda che uniti si possono conquistare diritti improbabili. Che l’unione può effettivamente fare la forza.
Penso che, in tempi come questi dove certi spauracchi si sentono più forti con la connivenza della discriminazione politica e sociale di chi ci governa, sia un concetto importante da non dimenticare.
Il motto che fa da cornice al film, oggi, è un po’ come se lo avessi interiorizzato.
Il coraggio di pochi che ha cambiato il futuro di molti.

Ecco, io voglio crederci.

 
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Pubblicato da su 19 agosto 2018 in Blog, Vita

 

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Le canzoni di Avrei voluto essere lì[Playlist]

Ormai lo sapete, per scrivere io ho un estremo bisogno di ascoltare musica. Perché le note hanno il potere di accompagnare le emozioni che desidero fissare su carta.
Funziona esattamente così.
Questo romanzo, per me, ha una colonna sonora particolare, a cui sono legato per tanti motivi. E’ stata dura la sua gestazione e mentirei se dicessi il contrario. E le canzoni mi hanno guidato anche nei momenti maggiormente difficoltosi, aiutandomi a sciogliere i nodi più difficili da digerire o, più semplicemente, da ricordare. Avrei voluto essere lì è un romanzo che in primo luogo parla del potere delle parole, delle ferite che a volte ci vengono inferte solo con certi discorsi, senza nemmeno arrivare alle mani, alle botte.
Ma non per questo certe affermazioni sono meno violente di un pugno.
Ed ecco qui che mi ritrovo a ripercorrere il ritmo di quelle note.
Lo confesso, c’è una canzone da cui tutto è nato un pomeriggio ansioso, di un certo periodo dell’anno passato, quando ragionavo sul mio percorso passato perché, sapete come funziona, a volte la vita ci si mette di impegno a far riemergere cose che avresti voluto dimenticare. O, nel mio caso, che non avrei voluto vivere.
Ebbene sì, sulle note di questa canzone, ho iniziato a fare i conti sia con le ferite che chi spacciava affetto mi ha inferto, sia con quelle che appartenevano al mio passato. Dalla musica di Mika all’iniziare a scrivere questo romanzo il passo è stato breve.
Parlo di Hurts, una canzone che mi rimarrà stampata dentro in modo indelebile.

Ma non finisce qui questo viaggio. Passo per passo, canzone dopo canzone, eccovi tutte le altre. Ciascuna di loro parlano di me che scrivevo, di una storia che doveva nascere a ogni costo. Perché è scrivere l’unico modo che ho ancora oggi per sentirmi davvero libero.

Muse – Time is running out

The Chaismoker & Colplay – Something just like this

Alanis Morisette – Mary Jane (normale e acoustic)

Disturbed -The sound of silence

Lenny – Hell.o

Joseph Arthur – Honey and moon

Linkin Park – Invisible

Tracy Chapman – Change

Ed Sheeran – Give me Love

Crash test dummies – Mmmmmh Mmmmmh

Loredana Berté – Mi manchi

Evanescence – My Immortal

Elisa – Rainbow

Passenger feat Birdy – Beautiful birds

Tracy Chapman – America

Passenger – The boy who cried wolf

Negramaro feat Dolores o Riordan – Senza fiato

Christina Aguilera – Beautiful

Natalie Merchant – My skin

Counting Crows – Colorblind

P!nk – What about us

R.E.M. – Losing my religion

Francesca Michielin – Nessun grado di separazione

Jasmine Thompson – Mad world

Clean Bandit – Symphony

James Arthur – Can I be him

Che dire ancora? Buon ascolto!

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Pubblicato da su 10 agosto 2018 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Umani sopra – tutto. Organizzazioni Sarde contro la de-umanizzazione[SEGNALAZIONE]

Il mio invito è quello di leggere questo interessante Manifesto di Intenti a opera di 35 associazioni sarde che svolgono azioni di tutela dei diritti, ricreativo – culturali e sostegno sociale.
Con quest’iniziativa si sta mettendo in atto il tentativo di fare rete e di arginare i fenomeni di odio che ultimamente stanno riempiendo le cronache senza purtroppo smuovere la coscienza critica delle persone e, purtroppo, dei nostri rappresentanti politici.
E credo che l’intento di rimettere il centro l’umanità delle persone sia un obiettivo condivisibile e importante. Da qui il mio invito: Leggete il documento, parlatene, condividetelo. Iscrivetevi magari alla newsletter o unitevi a loro se avete un’associazione. Le lotte di difesa dei nostri valori vanno agite nei modi consentiti, e comunque possibili. Uniti si può cercare di essere umani.

 
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Pubblicato da su 6 agosto 2018 in Blog, Vita

 

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Vota bene, vota Irene

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Siamo agli sgoccioli di una campagna elettorale comunale molto intensa, e io ci tenevo a presentarvi una persona, e l’intera sua squadra, lei: Irene. Una donna coraggiosa, senza pregiudizi e che, anzi, ha a cuore il benessere della cittadina in cui vive.

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E con lei, ci sono loro: donne e uomini superlative e superlativi, che hanno voluto mettersi in gioco per il bene della nostra cittadina.

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Tante cose vorrei dire, sia sull’intero gruppo di candidati che dei simpatizzanti, ma non posso che rinviarvi al link che segue, per avere ogni informazione su programmi, aspirazioni e, soprattutto, su quello che significa il bene. Dico solo che, a prescindere da tutto, con loro, per l’entusiasmo e la voglia di fare, ci si sente bene. Ed è come ritornare a casa.

Questo paese ha bisogno di un vento nuovo, di una verniciata di colori nuovi e sicuramente della forza e della costanza di cittadini consapevoli. Cittadini proprio come Irene e la sua squadra.
Le elezioni saranno domenica 10 giugno, noi ci vogliamo credere perché lo riteniamo importante. Per cui… non mi rimane che dire: Vota bene, vota Irene.

E se proprio non sapete chi scegliere tra tutte queste persone altamente valide, beh, io un suggerimento ce l’avrei. Scommetto che questa faccia vi è nota. A me, parecchio 🙂

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Pubblicato da su 8 giugno 2018 in Blog, Vita

 

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Primo anticipo di mare, sole e nuovi colori

Eh sì, rispetto alla consueta tabella di marcia stavolta penso di essere in anticipo stavolta.
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Ma il tempo oggi meritava, e pure la giornata di vacanza. Devo dire che mi mancava il mare, dopo tutto questo inverno dentro e fuori, che è andato lento i mesi passati per poi svanire all’improvviso.
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Questa volta, per il primo mare 2018, la bandierina se la aggiudica la spiaggia di Cala Pira, un’insenatura riparata di Costa Rei, i cui colori lasciano sempre delle belle sensazioni anche nei momenti più cupi. Era perfetta la giornata, per la nostra famiglia, c’era caldo e una lieve brezza rinfrescante, e poi… non c’era il pienone che notoriamente subiamo nei mesi estivi.
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E io… io ne ho approfittato per rilassarmi, lo confesso.
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Ho un romanzo in corso, una storia su cui mi sto spremendo parecchio (e per la prima volta nella mia vita, mi ci sto dedicando direttamente col pc, senza passare dalla carta) per cui, a parte musica e rumore delle onde, in quelle ore di mare non mi sono concentrato su niente di impegnativo.
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Erano più importanti i colori, i profumi, l’odore del mare che rigenera e che, nonostante tutto il passato, mi aiuta. Ho parecchie cose in ballo nei prossimi mesi, nuove avventure e la stesura di quello che sto scrivendo, per cui credo che faccia bene staccare, farlo soprattutto con chi ami. Anche se nel mio caso succede da 17 anni ormai e sono pronto a giurare che non mi passerà, che l’amore per mio marito durerà a lungo.
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Ma oggi, oggi lasciatemi ricordare i colori e farmi un augurio semplice: che posso farcela e che ce la farò. Con quest’azzurro intorno a me, che sia di buon auspicio. E vi auguro possa esserlo anche per voi tutti che mi siete vicino.

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Come di consueto, sì. C’era una colonna sonora anche oggi.Esattamente lei:

 
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Pubblicato da su 25 aprile 2018 in Blog, Vita

 

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