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Presentazione di Oltre l’Arcobaleno Volume II[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, annuncio:

Dall’evento Facebook:
In chiusura della #Queeresima2017 si posizione questa bellissima proposta dall’associazione AGedO Cagliari:

“Oltre l’arcobaleno – Volume II” è un iniziativa nata dalla volontà degli autori partecipanti di dedicare un proprio racconto al tema del mondo omosessuale.

Sarà presente uno degli autori, Francesco Mastinu, Pina Doi darà voce ai testi e condurà la serata Michele Pipia.

Vi aspetto domani!

 
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Pubblicato da su 28 giugno 2017 in Blog, Letteratura

 

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Concorso Oltre l’Arcobaleno. Gli esiti[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, diffondo:

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Il Premio Letterario Oltre L’arcobaleno, in collaborazione con Amarganta e LGBT Film Festival de L’Aquila, nasce con l’intento di arricchire l’offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013, attraverso racconti dedicati al tema attuale dell’omosessualità e alla lotta per l’equità nei diritti di cittadinanza.

Lo scopo dell’iniziativa è promuovere mediante la lettura e la cultura una società fondata sui diritti civili e sul rispetto delle multiculturalità senza discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali.

Sono stati selezionati i vincitori e finalisti del concorso Oltre l’arcobaleno edizione 2017:
Lily Carpenetti: Tutto sulle mie spalle
Manuela Chiarottino: Lettera a un padre
Giorgio Ghibaudo: Sotto le dita.
Menzioni d’onore:
Eva Serena Pavan: La mia mela
F.N.Fiorescato: Rainbow cake
Autumn Saper: Troy e Jake

I racconti faranno parte della raccolta Oltre l’arcobaleno – volume 2,
in pubblicazione nel maggio 2017, il cui ricavato (sia da parte degli autori, che dell’editore) verrà interamente devoluto a un’associazione (scelta dall’associazione Amarganta) che si impegna nella lotta in favore dei diritti civili.
La premiazione: sabato 25 febbraio 2017 durante la giornata finale della manifestazione LGBT Film Festival de L’Aquila presso l’Auditorium Renzo Piano, Viale delle Medaglie d’oro, 67100 L’Aquila Reale

Ancora un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e tanti complimenti ai vincitori e alle menzioni d’onore. Sono orgoglioso di aver fatto parte di tutto questo.

 

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2017 in Blog, Letteratura

 

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TRIANGOLI ROSA[RACCONTO]

Uscito per la prima volta nella raccolta “Concatenazioni” edita da 6pollici nel 2013, lo ripropongo oggi.
Per non dimenticare mai.

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TRIANGOLI ROSA

Paragraph 175 StGB.
Ein Mann, der mit einem anderen Mann Unzucht treibt oder sich von ihm zur Unzucht mißbrauchen läßt, wird mit Gefängnis bestraft.
Bei einem Beteiligten, der zur Zeit der Tat noch nicht einundzwanzig Jahre alt war, kann das Gericht in besonders leichten Fällen von Strafe absehen.
Articolo 175.
Un uomo che commette atti licenziosi e lascivi con un altro uomo o permette l’abuso su di sé di atti licenziosi e lascivi, deve essere punito con l’imprigionamento. Se uno dei due coinvolti ha meno di 21 anni, al momento del compimento dell’atto la Corte può, specialmente in casi particolari, inasprire la punizione.

Lo scatto del registratore mi fece sussultare, mentre lei lo posava sul tavolo.
– Quando se la sente, incominci pure – sussurrò, pronta a prendere appunti. Fissai l’orologio sulla parete dinanzi a me, quasi avesse il potere di arrestarsi e ritornare indietro per riportarmi ai miei incubi di tanti anni fa.
– Inverno 1940 – iniziai – il mio arrivo al campo di concentramento di Sachsenhausen…

Frugando nei miei ricordi, non posso negarlo, ci sei tu e i tuoi occhi di cristallo, che notai subito il giorno in cui fosti assegnato al nostro blocco.
M’invadono i pensieri anche adesso.
Eri giovane e sperduto, non so nemmeno quanto potessi essere conscio del perché fossi finito tra noi. Il tuo segno sul petto, in quella divisa a righe, diceva tutto di te e aveva ben poca importanza quanto fosse vero o meno, il tuo destino era già stato segnato, legato a doppio filo con le nostre disgrazie. I tuoi capelli erano stati rasati, ma eri bello ugualmente, tremo ancora adesso se ci ripenso.
Con te nella mia mente inizio a parlare quest’oggi.

– Cosa facevate durante la giornata? A che lavori, o attività, eravate assegnati?
Lei si sporse dalla poltrona, quasi avesse voluto venirmi incontro. Il suo registratore continuava a girare.
– Non avevamo scelta – ripresi – eravamo destinati ai lavori forzati, oppure costretti a sottoporci alle cure e agli esperimenti di alto profilo scientifico a cui i medici del Reich si dedicavano nell’intento di farci guarire dall’omosessualità. Non seppi mai con quali criteri venivamo scelti, ma nessuno guarì con i loro tentativi a base di ormoni. – Sorrisi amaro.

Imparasti fin da subito qual era la nostra routine: il risveglio, se mai Dio avesse voluto regalarci il sonno; l’appello e la colazione, se ve ne fosse stato il tempo. Poi il lavoro, estenuante tra lo scherno e il disprezzo dei nostri carcerieri. Dopo la prima settimana ci misero assieme.
A mani nude spostavamo la neve da un ciglio all’altro della strada. Ricordo che più di una volta rischiai di inciampare per essermi soffermato troppo tra le tue iridi. Cadere sarebbe stato un grave errore, loro non aspettavano altro.
– Io mi chiamo Hans – sussurrasti, tanto da poter essere sentito da me solo.
– Georg – replicai con un soffio.
– Tutto questo finirà quando ci uccideranno? – mi chiedesti al successivo trasporto. Mi morsi la lingua, la tua domanda cadde nel vuoto. I miei occhi si incastrarono nei tuoi e ciò valse più di ogni altra risposta.

– E la notte? Cosa succedeva durante le notti?
Sospirai per trovare il coraggio di proseguire, senza riuscire a non sentirmi abbrutire man mano che andavo avanti, ma avevo deciso io che era giunto il momento di rivelarlo:
– Eravamo obbligati a stare in due o in tre per cuccetta, le mani bene in vista per non toccarci. La luce era sempre accesa e ogni notte facevano le ronde per controllare. Non era permesso nemmeno parlarci, potevamo solo pregare in silenzio che il sonno scendesse su di noi.

Erano trascorsi dei mesi dal tuo arrivo, quando assistemmo all’esecuzione dei due che dormivano vicino a noi.
Fummo messi in riga mentre loro, di fronte a tutti, vennero spogliati in mezzo alla neve; era Gennaio, credo.
Sapevamo che avremmo saltato la brodaglia che chiamavano colazione quel giorno, perché fummo obbligati a guardare quello spettacolo orrendo, ad ascoltare quelle urla atroci.
Sperai con tutto il cuore che le guardie non notassero le nostre lacrime: avremmo rischiato di essere puniti anche noi.
Erano stati scoperti a toccarsi la notte precedente; le avvisaglie di questo loro amore, noi le avevamo notate da tempo e ne avevamo paura, era impossibile sfuggirgli, sapevamo che sarebbe accaduto.
Li violentarono con le spranghe prima di sparare e dopo li lasciarono lì, sanguinanti e mezzo sventrati, sulla neve che divenne rossa tutt’intorno. Le guardie ridevano, ci minacciavano dicendo:
– I prossimi potreste essere voi.
Quella notte notai che tremavi perché eravamo finiti nella stessa cuccetta da un mese, il ricambio tra nuovi arrivi e decessi era costante. La tua figura si era fatta ben più esile rispetto alla tua discesa nel nostro inferno.
Era appena passata la ronda, i tuoi occhi grandi mi fissavano irrequieti, sapevo che ancora nelle tue orecchie rimbombavano le urla di dolore dei nostri compagni.
“Avrei voluto poterti abbracciare pur di confortarti e cancellare dalla tua mente quell’orrore, ci sarebbe voluto poco, le nostre mani erano distanti qualche centimetro soltanto.
Poi accadde: d’improvviso il tuo viso si arenò sul mio e, per un lungo minuto ci baciammo.
Non so se fosse per paura o per chissà quale altra misteriosa forza che voleva esorcizzare l’orrore che era diventata la nostra vita. Per fortuna nessuno se ne accorse, dopo pochissimo i tuoi occhi tornarono a fissare il fondo della branda sopra di noi. Non me lo sono mai scordato quel gesto, perché ti fece smettere di tremare e io mi sentii per la prima volta un essere umano.

– Avevate rapporti, di qualunque genere, con gli altri reclusi del campo? Collaboravate? Vi incontravate?
– Eravamo considerati da tutti il gradino più basso, anche dagli altri prigionieri. D’altronde noi triangoli rosa, eravamo quelli contro natura che per il solo fatto di esistere commettevano un delitto agli occhi di chiunque. Qualsiasi tipo di contatto con noi avrebbe sicuramente provocato il sospetto di essere omosessuali e generato ritorsioni crudeli se non mortali. Nessuno, dagli ebrei, agli zingari, ai testimoni di Geova, avrebbe dovuto fare grandi sforzi per disprezzarci.
Mi fermai un secondo prima di proseguire, per tirare il fiato, bere un sorso d’acqua e poi finii:
– il triangolo rosa era il nostro marchio dalla doppia sventura. Se fosse capitato a qualcuno di ucciderci, nessuno sarebbe stato punito, come invece sarebbe successo tra gli altri internati.
– Mi sta dicendo che la sua vita aveva un valore diverso?
– Non aveva più nemmeno il suo nome.

Altro tempo trascorse mentre il nostro amore, nonostante la fame e il dolore quotidiano, cresceva.
Ci furono diverse esecuzioni e altri nuovi sventurati ci raggiunsero. Io ti amavo, nonostante ormai di noi fosse rimasto solo il fantasma di quel che eravamo un tempo, nella vita passata che non c’era più. Ci avevano adibiti al trasporto dei cadaveri destinati ai crematori.
La tua tosse peggiorava di giorno in giorno, io pregavo che nessuno si accorgesse del tuo malessere e lo riferisse: si diceva che chi si fosse ammalato sarebbe passato per il camino.
Mi ricordo bene quando avesti la tua crisi: stavamo trasportando l’ennesimo corpo sconosciuto, in parte putrescente. Tu ti fermasti senza motivo, guardandomi e basta, io cercavo di strattonare il peso per farti riprendere a camminare prima che il Kapo e le guardie ci punissero con la frusta per la pausa non concessa.
Il tuo viso era scavato e terreo, imperlato di sudore.
– Ti amo, Georg – dicesti mentre mi fissavi senza muoverti.
Rimasi impietrito mentre tutto avveniva molto in fretta. Fosti scosso da una tosse violenta che sparse sangue dinanzi ai tuoi piedi senza che tu riuscissi a placarti.
Ti vidi cadere in ginocchio, cercai di sorreggerti, piangevo. Arrivarono subito, strappandoti dalle mie braccia, con forza cercai di aggrapparmi alla tua casacca logora ma mi rimase in mano solo un pezzo del tuo triangolo rosa.
Fui allontanato a calci e spintoni mentre ti trascinavano via.

– C’è mai più tornato a Sachsenhausen?
Erano passate due ore dall’inizio dell’intervista e sapevo che ormai ci stavamo approssimando alla conclusione. Involontariamente, una lacrima mi scese tra le gote, mentre la mano mi si posizionò all’altezza del mio vecchio cuore malandato.
No – mentii – non ne ho mai avuto il coraggio.

Ricordo bene che lo feci qualche anno fa, quando ancora le mie gambe funzionavano nonostante tutto.
Rividi quei binari maledetti, là, dove i miei occhi o soltanto il mio animo attendevano di incrociare di nuovo il tuo sguardo.
Osservai tutto quanto, durante la visita guidata, riconoscendo che nei miei ricordi non era presente la dimensione immane di cosa fosse stata quella tragedia.
Sachsenhausen era vuoto, eppure io, nella nebbia dei miei ricordi, non avevo mai pensato alla sua grandezza. Vidi anche la nostra baracca, ma non ebbi il coraggio di entrarvi per vedere cosa potesse esserci rimasto dentro, di me, di noi. La guida spiegò per filo e per segno tutto, ma non disse una parola sui triangoli rosa. Ancora oggi, pensai, siamo destinati a morire nell’oblio.
Mentre il resto della comitiva, silenziosamente, si recava verso l’ingresso per allentare la tensione generata dal luogo e dai racconti, mi avviai a compiere quello per cui ero venuto.
Conoscevo la strada, anche dopo tutti quegli anni in cui con tutte le forze avevo cercato di cancellarla. Mi fermai vicino ai binari, poco distante c’era la rampa dove ogni cosa, per entrambi, aveva avuto inizio.
Tirai fuori il mio logoro pezzo di stoffa, ormai sbiadito, che avevo conservato come una reliquia per tantissimo tempo. Era il mio triangolo, quello che avevo cucito sul petto della mia divisa.
Lo adagiai lì, vicino alle rotaie, ponendoci sopra un sasso. Era così che doveva essere fatto.
Indica un pezzo del mio cuore, un pezzo della mia vita, rappresenta quell’uomo col pigiama a righe, consunto e sporco, il cui spirito ha atteso giorno dopo giorno, anno dopo anno, il tuo ritorno.
Ricordo che piansi soltanto più tardi, ma provai anche sollievo, perché finalmente dentro di me parte di quell’incubo era stato ripagato.

L’intervistatrice si avviò verso la porta, ringraziandomi tanto per la gentilezza. Il registratore scomparve nella sua borsetta.
Dopo che fu andata via, la mia mano tornò vicino al cuore, estrassi dal taschino lo scampolo rosa sbiadito che apparteneva alla tua divisa.
Me lo misi sul naso, come facevo di tanto in tanto, cercando di non piangere più. Se chiudevo gli occhi riuscivo ancora a captare una qualche sfumatura del tuo odore, che non ho mai più ritrovato, perché la vita con le sue tragedie mi ha impedito di riassaporarlo dopo l’unico bacio che io e te ci eravamo scambiati.
Nel mio animo sentivo dentro l’unico rimpianto che mi restava e che mi assillò per tutto il tempo successivo.
– Ti amo, Hans – sussurrai.
Glielo avrei voluto dire prima che lui morisse, prima che me lo strappassero dalle braccia.

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2017 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Diario di viaggio #8

6241679840_img_1439Il nostro secondo giorno al Makalali è iniziato alle 5:00 con una colazione veloce e subito partenza per il safari mattutino: ci siamo imbattuti in un carinissimo branco di Licaoni che giocavano tra loro, e poi tra gli altri animali tipici, due dormiglioni tenerissimi: i ghepardi.

Vi confesso però che l’emozione più forte è stata invece quella di riuscire a scovare un terzo Big Five, quasi per caso: il Leopardo, che si era messo sulle tracce di un branco di Impala. Un animale fiero e sospettoso. Insomma, posso dire che come esperienza siamo più che soddisfatti.
Oltre ai safari e alle continue colazioni, nel villaggio riserva, non c’era tanto altro da fare, per cui ci si riposa.

Abbiamo passato qualche ora in una delle piscine del Lodge e ci siamo divertiti a dare qualche biscottino alle scimmiette (che sono delle ladre fenomenali, sia per come ingannano gli umani che per il modo con cui riescono a compiere i loro furti. Ma sono davvero dolcissime!)

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Di pomeriggio, dopo un altro riposo ristoratore e qualche simpatico incontro nel bel mezzo del Lodge,6174634016_img_1534

siamo partiti per il terzo safari fotografico. Rispetto agli altri due stavolta c’erano molte più jeep in giro alla ricerca di animali che, invece non hanno dato grandi soddisfazioni a dire il vero. Abbiamo rivisto il branco di leoni che riposava laddove li avevamo lasciati, abbiamo beccato un rinoceronte nero 6241678800_img_1560(ma è scappato ben due volte) e quindi portato a casa un altro Big Five alla nostra lista, e infine un elefante solitario (quinto Big Five) 6241678800_img_1576che sicuramente doveva aver perso le tracce del suo gruppo e si aggirava solo nel sottobosco. Abbiamo anche beccato un altro leopardo, stavolta un cucciolo, il luogo 6241678800_img_1593dove fondamentalmente si è congestionato il traffico dei turisti.

Al tramonto siamo andati a vedere gli ippopotami, ma a parte le mandibole e le orecchie, si sono guardati bene dall’uscir fuori. Idem, il solitario coccodrillo che tutto il tempo è rimasto nascosto dietro a un cespuglio.
Ma la cosa più divertente è il tremendo acquazzone che ci siamo beccati, mi sono divertito da morire a lasciare la testa fuori e bagnarmi il viso. Mi ha regalato la sensazione che mi ha ispirato tutto quello che ho vissuto sinora in Sudafrica. Un estremo senso di libertà e con questa foto ho solo voluto dire “Sono libero anche io!”

6241679840_img_1434La sera, una volta conclusa l’ennesima avventura, mi è scesa addosso come nebbia un po’ di malinconia. Non so perché ma solo in riserva mi sentivo in contatto con la parte più intima di me e ho iniziato ad avvertire il distacco da tutto questo. Ma ci ha pensato lo staff a farmi un’altra sorpresa: tornati fiaccati dalla cena, io e Guido abbiamo trovato nel nostro bungalow un percorso di candele e foglie che ci conduceva alla vasca piena di acqua calda e schiuma, con a corredo una bottiglia di champagne e due flûte, e poi nel nostro lettone.

E insomma, era il loro regalo che ci ricordava la luna di miele, il motivo per cui eravamo finiti in Sudafrica. Nonostante la stanchezza ci siamo lasciati avvolgere dall’amore, che un po’ ha mitigato la tristezza che si stava impossessando di me.

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La canzone del giorno, ovviamente, non poteva che essere questa: https://youtu.be/KPJtn-xgorw

Alla prossima!
Scritto da Fra il 14.01.17 ore 11:00

 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Premio Letterario Oltre L’arcobaleno[SEGNALAZIONE]

Affilate le penne, scade il 22 Gennaio. Qui il link su Facebook dell’evento!
Ecco il testo del bando:

Il Premio Letterario Oltre L’arcobaleno, in collaborazione con Amarganta e LGBT Film Festival de L’Aquila, nasce con l’intento di arricchire l’offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013, attraverso racconti dedicati al tema attuale dell’omosessualità e alla lotta per l’equità nei diritti di cittadinanza.
Lo scopo dell’iniziativa è promuovere mediante la lettura e la cultura una società fondata sui diritti civili e sul rispetto delle multiculturalità senza discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali.

Scadenza invio opere e pagamento iscrizione: 22 gennaio 2017

Art. 1 – Il Premio Oltre L’arcobaleno – prima edizione sostiene e promuove la coscienza civile, dando visibilità alle storie che trattano come argomento l’omosessualità, nel più ampio respiro del termine e nel contempo si pone l’obiettivo, attraverso l’opera letteraria, di esprimere e valorizzare una cultura inclusiva delle persone quali che siano le loro preferenze affettive.
È strutturato in un’unica sezione per racconti brevi, senza vincoli di genere, che devono essere inediti, ovvero mai pubblicati in nessun altro contesto, rete internet compresa. I testi devono essere al massimo di 20.000 caratteri spazi inclusi, pena l’esclusione.
Il tema del racconto è libero, l’unico vincolo permane sulla centralità dell’omosessualità nella trama. Non saranno ammesse opere inneggianti l’odio, l’omofobia e la violenza verso le persone omoaffettive.

Art. 2 – Al Premio possono partecipare scrittori di tutte le nazionalità purché le opere iscritte siano in lingua italiana.

Art. 3 – Come partecipare.
Inviare una copia digitale del testo in formato word, rtf o pdf, con allegata biografia dell’autore, indirizzo, numero telefonico, codice fiscale, e-mail, dichiarazione di opera inedita e di opera priva di vincoli per la pubblicazione. Inoltre si richiede la dichiarazione ai sensi della vigente normativa sulla privacy, di cui all’articolo 9 del presente bando.
In merito alla dichiarazione opera inedita/vincoli è sufficiente riportare nella mail di adesione la seguente dicitura: “Io sottoscritto … dichiaro che l’opera presentata è frutto esclusivo del mio ingegno ed è inedita. Che sono l’unico titolare di tutti i diritti dell’opera, e che li cedo in via gratuita e non esclusiva per le finalità del concorso stesso. Che ho letto il regolamento del concorso e lo accetto in ogni sua parte.
Il materiale richiesto andrà inoltrato all’indirizzo e-mail antologialgbt@amarganta.eu entro il 22 gennaio 2017 (farà fede la data del server del provider). La mail di ritorno erogata dal server attesta l’avvenuta ricezione del testo e sarà convalidata da un’ulteriore e-mail dell’Associazione Amarganta.

Art. 4 – Consistenza del premio:
La giuria tecnica del premio, selezionerà tre testi finalisti che parteciperanno alla cerimonia di premiazione il 25 febbraio 2017 a L’Aquila in occasione dell’LGBT Film Festival.
La giuria di qualità, composta dai membri dell’organizzazione dell’LGBT Film Festival e dell’associazione Amarganta, indicherà i tre finalisti entro il 5 febbraio.
I primi tre classificati riceveranno una targa di merito e saranno inseriti di diritto nell’antologia Oltre l’arcobaleno – volume 2, edita dall’editore Amarganta per la collana Amarganta LGBT.

Art. 5 – Antologia: I tre racconti selezionati verranno inseriti nell’antologia Oltre l’arcobaleno – volume 2, in pubblicazione per maggio 2017, il cui ricavato verrà interamente devoluto a un’associazione (scelta dall’associazione Amarganta) che si impegna nella lotta in favore dei diritti civili.
Non verrà quindi riconosciuto alcun compenso agli autori dei racconti, i ricavati della vendita dell’antologia saranno infatti destinati alle finalità di cui al precedente capoverso.
Insieme ai testi finalisti, saranno compresi nell’antologia Oltre l’arcobaleno, volume 2, altri racconti di autori italiani e/o stranieri selezionati dall’editore. La scelta avverrà a giudizio incondizionato da parte dell’editore. L’eventuale partecipazione al concorso preclude l’inclusione del testo nell’antologia in altre modalità differenti dal concorso medesimo. Il curatore dell’antologia sarà il dott. Francesco Mastinu direttore della collana Amarganta LGBT per l’editore Amarganta.
Si chiarisce sin da ora che i testi dei finalisti saranno sottoposti a editing da parte dello staff dell’editore Amarganta, a cui i tre finalisti sono tenuti a ottemperare, pena l’esclusione dall’antologia e la perdita del premio.

Art. 6 – Il giudizio della Giuria è insindacabile.

Art. 7 – La quota di iscrizione è fissata in 2,00 euro per ogni racconto iscritto da pagare tramite paypal: associazioneamarganta@gmail.com oppure tramite bonifico:
IT83X0200814606000103971348 – AMARGANTA ASSOCIAZIONE
Unicredit Agenzia Rieti
Piazza Battisti Cesare 7 – 02100 Rieti (RI)

Art. 8 – La partecipazione al Premio Letterario Oltre l’arcobaleno I Edizione implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.

ART. 9 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:
Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso copiare nella dichiarazione il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali che segue:
Consenso al trattamento dei dati
Consapevole che le informazioni da me fornite sono facoltative ma necessarie per la partecipazione al Premio Letterario Oltre l’arcobaleno prima edizione, che il trattamento è finalizzato allo svolgimento delle attività legate al Premio, che i dati saranno trattati nei principi della correttezza, liceità e trasparenza, esprimo il mio libero consenso al trattamento dei dati personali e sensibili da parte dell’Associazione Amarganta ai sensi dell’’art. 13 del D.lgs. 196/2003 e successive modifiche per tutte le operazioni previste nella citata Legge. Il trattamento dei dati personali potrà essere effettuato anche per finalità statistiche e d’informazione sull’attività dell’Associazione Amarganta.

Per informazioni:
Segreteria Premio Letterario Oltre l’arcobaleno I Edizione
antologialgbt@amarganta.eu
associazioneamarganta@gmail.com

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Pubblicato da su 5 gennaio 2017 in Blog, Letteratura

 

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Le canzoni di Sono solo parole[Playlist]

Questo romanzo, come ho già detto da qualche parte, nasce subito dopo la conclusione di Foglie, per l’idea di scrivere una storia che fosse il più possibile romance e che raccontasse un po’ di adolescenza. Alla fine, quel che ne è venuto fuori, è un crossover della serie Emozioni del nostro tempo, proprio perché i suoi protagonisti avevano deciso che non potevano ancora abbandonarci. C’è stata una canzone che mi accompagnato maggiormente nella storia, è la stessa da cui ne ho tratto il titolo. La cantante è Noemi, e questa è Sono solo parole, colonna sonora “madrina” della storia travagliata di Erika e Simone:

Proprio questa musica sta alla base di tutta la storia, del suo significato più intrinseco. Che il destino spesso gioca con le nostre vite, ma tutto quello che ci si palesa davanti, spesso serve per non lasciarci dietro i sospesi che potrebbero rincorrerci tutta la vita. E’ ovvio quindi che questa musica ha fatto parte soprattutto delle riflessioni di Simone ed Erika, e dei loro amici. Ma, come di consueto, eccovi la carrellata delle altre canzoni, insomma, della playlist dei momenti topici di Sono solo parole. Vi auguro buon ascolto!

Paula Cole – I don’t want to wait (l’arrivo di Erika a scuola e il primo incontro con gli altri, soprattutto con Simone)

Rolling Stones – Streets of love (Simone che si rende conto di avere una cotta per Erika e decide di provarci. le riflessioni sul rapporto tra Mirna e Manlio)

Michael Jackson – I just can’t stop loving you (il ballo a Capodanno)

Laura Pausini – Io canto (Scene dedicate ad Alba e alla festa di Spano)

Jewel – This Way (le confidenze di Erika alle sue amiche)

Melody Crittenden – Broken Road (Simone cerca di allontanarsi da Erika)

Shawn Colvin – Love came down at Christmas (Festa di Natale tra amici)

Savage Garden – Truly, madly deeply (Simone si rende conto di essere innamorato di lei, qualunque cosa Erika faccia)

Edwin McCain – I’ll be (Manlio fa i conti con le angherie di Sarah. Simone e il dilemma sulle esperienze sessuali)

Tracy Chapman – Fast car (momenti al falò tra tutti gli amici)

Alanis Morisette – Simple together (Erika propone la pausa di riflessione. Erika scopre del viaggio in USA)

Le vibrazioni – in una notte d’estate (Simone ed Erika, in spiaggia)

Mark Kozelek – Ruth Marie (I baci tra Erika e Simone)

Passenger – Let her go (Erika rimane sola in spiaggia. Erika che piange in macchina dopo il bacio di Simone. Simone lascia Barbara e se ne va di casa)

Verbow – Crest of Mary (I momenti al cinema tra Erika e Simone, sia durante il liceo che dopo l’università)

Alex Britti e Bianca Atzei –Non è vero mai (Erika fa i conti con le sue scelte, la proposta di matrimonio e le sue reazioni)

R.E.M. – Nightswimming (L’incontro tra loro nel tempo, in diverse occasioni)

Stevie Nicks – Free Fallin’ (Simone riceve la partecipazione di Erika e si sconforta)

Laura Doyle – I love you so (I momenti tra Barbara e Simone nella terza parte)

Weekend Excursion – Finally found you (Simone ed Erika si incontrano per caso, da adulti)

Damien Rice – Cold Water (Scena tra Erika e Simone a casa di lei, dopo aver scoperto il segreto di Barbara)

Tiziano Ferro e Laura Pausini – Non me lo so spiegare (Simone ed Erika cercano di cambiare vita, ma alla fine capiscono che sono ancora legati tra loro)

Tracy Chapman – All that you have is your soul (La cena a casa di Mirna e le riflessioni di tutti gli amici ormai adulti)

Michael Stipe e Joseph Arthur – In the sun (Simone va da Erika, fase finale della storia)

 
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Pubblicato da su 4 dicembre 2016 in Blog, Letteratura

 

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Autori Vari. Oltre l’Arcobaleno Volume 1 – Il Domani che vogliamo[SEGNALAZIONE]

E finalmente oggi, in onore della giornata mondiale contro l’omofobia posso con vero piacere e un pizzico di emozione tirare il velo su un progetto che ho avuto l’onore di seguire in questi mesi.
Ecco a voi, Oltre l’Arcobaleno.
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Quindici autori si sono messi in gioco declinando con il proprio stile e il proprio genere ciò che sentono e che vogliono raccontare sull’omosessualità e i diritti, per gridare a gran voce qual è, dal loro punto di vista, il domani che desiderano: l’equità e il rispetto di tutti, senza svantaggi di fatto o discriminazioni.
Si tratta di storie semplici e nel contempo complesse, che parlano del quotidiano, del dramma o anche della gioia di essere. Dall’antica Grecia, passando per l’era contemporanea fino ad apocalittici futuri probabili, i personaggi vivono la vecchiaia, la malattia, l’omofobia, il desiderio di non arrendersi, il senso di famiglia e la genitorialità l’amore e l’amicizia in un percorso unico ed emozionante.

Il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività dell’Avvocatura LGBT – Rete Lenford.

Con la partecipazione di:
Francesca Masante
Guido Spano
Cristina Bruni
Beatrice da Vela
Taylor Kinney
Fabio Cicolani
Francesco Sansone
Annemarie De Carlo
Federica Gnomo
Clara Cerri
Leah Weston
Minerva Stevens
Susan Moretto
Giada Gaudino
Francesco Mastinu

Il volume è in vendita in formato ebook (ISBN 9788899344474) nei maggiori store online, il cartaceo sarà presto disponibile su Amazon e sul sito di Amarganta.
Un ringraziamento particolare va: ad Amarganta nelle persone di Cristina Lattaro e Paola Fallerini per averci approvato il progetto e concesso la pubblicazione, a tutti e 14 gli autori che insieme a me hanno creduto in questo progetto e ci hanno lavorato senza riserve in questi mesi, a Fabio Cicolani per la bellissima grafica che ha realizzato per noi. Un grazie a Marcello Di Giacomo per la bellissima prefazione che ci ha dedicato. E non ultima per importanza, ad Amneris Di Cesare senza la quale, lo dirò finché campo, tutto questo non si sarebbe concretizzato.
Un enorme grazie anche a Rete Lendford per aver accettato di far parte di questo progetto e soprattutto i proventi che ne scaturiranno, in un’ottica per la quale noi abbiamo voluto premiare un’associazione che si impegnasse in modo fattivo e solidaristico a favore dei diritti civili.
Eh sì, sono emozionato, si tratta della mia prima esperienza come curatore. E spero che l’antologia che abbiamo voluto realizzare si di gradimento soprattutto a voi, esattamente quanto a noi è piaciuto crearla.

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Pubblicato da su 17 maggio 2016 in Letteratura

 

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