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Vi presento Ciao, amore bello, ciao

E per la prima volta mi affaccio al mondo della poesia, con doveroso rispetto ed emozione. Da oggi è disponibile per la nuova collana poetica di Amarganta…

A governare i versi della raccolta Ciao, amore bello, ciao, è la sfera dei turbamenti e delle emozioni ad ampio spettro. Nella silloge emerge il quotidiano di temi universali, dall’amore alla lontananza, dalla libertà al desiderio erotico, dal rimpianto per un lutto o per una perdita alla rabbia. La poesia diviene strumento per descrivere dimensioni sociali complesse, comprese l’omosessualità, l’elaborazione del ricordo e l’affetto. Un cammino ricco di istantanee del vivere comune che avvolgono il lettore in una delicata dimensione intimistica.

Titolo: Ciao, amore bello, ciao
Autore: Francesco Mastinu
Editore: Amarganta
Pagine 54
Collana Poesia
ISBN Ebook        acquistabile nei maggiori store online
ISBN Cartaceo  978-1548556983 acquistabile qui e su Amazon

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2017 in Letteratura

 

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Cose mie #23

L’amore mio non apprezza troppo essere oggetto delle mie fotografie. Protesta sempre perché pensa che metta evidenza i difetti. Eppure… eppure a me è esattamente così che piace. In ogni sua forma, in ogni segno del tempo trascorso. Vedete, l’ho amato da subito, sin dal primo attimo in cui l’ho visto, ho pensato che sì, fosse proprio lui l’amore per tutta una vita.

E posso giurarlo, che dopo 16 anni, niente in me è cambiato. L’ho sposato mesi fa e lo rifarei ancora oggi.

Mi piace, lo amo, lo voglio esattamente come lo volevo allora, tutto intero, così com’é. Perché è l’amore mio. E lo sarà sempre, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Non è per mettermi in mostra, né per fare propaganda. Avevo bisogno di dirlo e l’ho fatto.

Lui é l’amore mio e lo trovo bellissimo esattamente così. Lo giuro.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2017 in Blog, Vita

 

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Fiaccolata contro l’omofobia 2017

IMG_4182Sempre emozioni diverse sono quelle che mi vengono in mente se ripenso all’evento di ieri sera. Abbiamo attraversato con bandiere, cartelli e fiaccole il centro di Cagliari, in mezzo alla gente, e mi sono soffermato, tra le tante cose, ancora una volta al concetto di eroismo.

E’ più che mai vero, c’è ancora tanto da fare in Italia per rispedire indietro l’odio verso chi ama in un modo che vogliono farci credere diverso. E’ vero anche che proprio in questo ultimo anno abbiamo conquistato dei risultati importanti, che non bastano, ma che dobbiamo considerare come l’inizio. E poi non posso negare quello che accade intorno, in altri paesi del mondo dove l’odio e la violenza diventano (o meglio, permangono) persino legge dello stato.

Ed è per questo che penso all’eroismo. Ci vuole eroismo per dire basta, e sfilare a viso aperto. A volte è eroismo anche scappare e cercare rifugio per non rinunciare a essere se stessi, come ci hanno detto ieri i ragazzi migranti dell’Africa condividendo in un momento di raccoglimento e condivisione le loro esperienze personali. Io penso che sia eroico anche accettarsi e non rinunciare. Avere tutti contro e insegnare, con la propria visibilità, che essere gay non è né sbagliato né una malattia. Ma è essere se stessi al pari di tutto il resto.

IMG_4201Perché, vedete, quando chi abbiamo intorno ci rimprovera o ci odia per quello che siamo, non dobbiamo essere per forza noi a sbagliarci, meno che mai se quanto sentiamo non è dettato da scelte o voglie, ma ci appartiene dentro. Alla fine, della visibilità, sono gli altri che si vergognano: se scrivi e ti esponi, se manifesti, se finisci in televisione in uno dei momenti più belli della tua vita (e questo può, in primo luogo, aiutare chi ancora fatica ad accettarsi e ha paura di quel che è perché famiglia o amici ti insegnano che sei sbagliato)… non sei tu l’errore. Ma l’errore e la vergogna appartengono a chi te lo fa pesare. Per questo parlo di eroismo. Ci vuole coraggio a essere se stessi e ad andare avanti nonostante l’odio. E insieme, gli ostacoli, diventano sempre più piccoli.

Il mio augurio di quest’anno, affidato alla fiamma flebile delle fiaccole che hanno rischiarato l’imbrunire della città, è proprio questo. Coraggio ed eroismo. Rimandare indietro la vergogna a chi la prova, senza che diventi nostra. Da questo parte la felicità di essere, l’orgoglio.

La vita che non è – e mai lo deve diventare – un errore per odio, timore o imbarazzo altrui.

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Pubblicato da su 21 maggio 2017 in Blog, Vita

 

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Robben Island[PensieriVolanti] #34

Questa è Robben Island, un fazzoletto di terra a circa 12 chilometri da Città del Capo e adibita, sin dalla prima colonizzazione europea, a carcere. Un’isola che si staglia all’orizzonte della città, noto perché per gran parte della sua prigionia, e in condizioni spesso disumane, Nelson Rolihlahla Mandela vi abbia dovuto soggiornare come prigioniero politico a causa della sua strenua opposizione all’apartheid. All’epoca era un carcere di massima sicurezza e solo di recente è diventato un museo che ci racconta, se tendiamo l’orecchio al sibilo delle onde, di come un singolo uomo e i suoi compagni, sebbene confinati, in tutti quegli anni abbiano continuato il loro attivismo in favore dell’equità di tutti, senza distinzioni di colore, razza od origine. Un posto che a me personalmente ricorda come l’eroismo di chi lotta per l’uguaglianza, non conosce né sbarre né confini. Dobbiamo molto a uomini come loro. E in loro nome mai bisogna dimenticare che i diritti sono patrimonio imprenscindibile di ogni essere umano. Robben Island è solo un simbolo che ancora oggi ci parla di tutto questo.

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Pubblicato da su 26 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #13

Come è possibile descrivere un addio se non così. Che poi, per tutto il tempo, non abbiano fatto altro che dirci e dire che non si trattava di addio, ma di un sperato arrivederci. Hanno ragione, lo confesso anche io, hanno ragione quando parlano di Mal d’Africa, anche adesso che sono sul volo che mi sta riportando da Dubai a Roma sfatto, dopo aver fatto la notte in volo sul Capetown- Dubai.


Perché l’Africa ti entra dentro e non ti molla mai, proponendoti ogni giorno un’emozione differente. Eh sì, siamo partiti, e prima di iniziare la telecronaca delle nostre ultime ore africane, volevo ringraziare tutti quelli che hanno reso il sogno mio e di mio marito possibile. Perché questo viaggio era la nostra lista nozze è solo grazie all’affetto dei cari è stato possibile concretizzarlo. Per ciò grazie. Come un enorme grazie va alla gentilezza di un popolo, a prescindere dal colore della pelle e alla sua terra, che mi ha emozionato tanto davvero, fino alle lacrime. Così come, forse, sapevamo sarebbe stato. Grazie a chi abbiamo incontrato, a chi ci ha fatto conoscere i luoghi, a chi ci ha dedicato un pensiero accettando la nostra come quello che era: una luna di miele a tutti gli effetti.

La mattina di ieri c’è la siamo presi con calma, nel nostro belllissimo hotel Taj CapeTown, con un’ora e oltre di massaggi rilassanti indiani. Un’esperienza a dir poco magnifica e intensa, che non penso sarà riproducibile da nessun altra parte. E ancora a pranzo per Waterfront, per fare qualche ultimo acquisto e cercare ancora il senso della pace che solo questa città ispira. Abbiamo celebrato anche i nobel per la pace africani nel loro monumento dedicato. Abbiamo celebrato soprattutto Mandela, un esempio a cui vorrei avere la forza e il coraggio di ispirarmi. Abbiamo celebrato una nazione animata, integrata, povera per certi versi. Ma dignitosa, ricca di natura come mai avremmo potuto immaginare.

E penso che queste emozioni ce le porteremo strette dentro per tutta la vita e faranno parte di noi.

Non mi dilungo oltre, perché rischio di commuovermi.

Questo viaggio lo abbiamo fortemente voluto e ce lo siamo vissuto intensamente. Insieme. Perché ci amiamo e continueremo a farlo senza paura, come solo il popolo africano poteva insegnarci.

Il diario penso sia meglio chiuderlo qui domani, o stanotte, quando finalmente arriveremo a casa, sarà un nuovo capitolo da iniziare, con entusiasmo. A quattro mani.

E in conclusione. Grazie anche a tutti voi, per averci seguito sin qui.

https://youtu.be/lbSOLBMUvIE
Scritto da Frà, il 18.01.17 alle ore 11 fusorario italiano

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #9

img_3498Sveglia alla solita ora, inusuale se pensiamo a sabato, per il consueto safari mattutino, ma vissuto col mio personale magone perché di lì a poche ore avrei dovuto abbandonare quel luogo magico per proseguire il mio viaggio in questa terra davvero speciale.
Di sicuro, per la quarta escursione, la parte davvero più bella è stato l’incontro a debita distanza con l’intero branco degli elefanti alla pozza: li abbiamo osservati abbeverarsi, sciacquarsi e spruzzarsi il fango addosso, in religioso silenzio, a parte qualche barrito di protesta. Il branco si muoveva come in una danza precisa, con la supervisione del capo branco. Un’esperienza splendida, che però non ha lenito la mia tristezza.

img_3487Abbiamo salutato gli uomini e le donne che rendono possibile e soprattutto fruibile un oasi del genere e credo che me li porterò dentro per tanto tempo.

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6241678800_img_1657Lo strappo l’ho avvertito proprio mentre il cancello si è richiuso alle nostre spalle e siamo ripartiti per un estenuante viaggio di 5 ore per arrivare in tempo all’aeroporto di Johannesburg. Non so se riuscirò a spiegarmi: è stata proprio una separazione forte, intensa, dolorosa. Abbandonavo qualcosa che mi ha fatto stare bene e non volevo.

img_3486Nella nostra traversata ci siamo imbattuti in diversi villaggi e cittadine. Da cui ho desunto una mia idea di un Sudafrica che ancora non ha chiaro il suo destino: vedi nelle periferie molta povertà (proveniente anche da un intenso fenomeno migratorio da altri stati). Un popolo con le sue tradizioni che si è liberato dell’apartheid, ma dove ancora diffidenza e conflitti sono presenti. (E forse anche un pizzico di razzismo all’inverso).

Ho sentito la necEssità di rinchiudermi in me stesso per un po’, forse per elaborare quell’addio, ma anche per pensare a tutto questo. A un popolo che non si risparmia per lavorare ed emanciparsi su un modello comunque occidentale, ma che detiene ancora quel senso d abbandono che fa male vedere.

Giunti a destinazione, abbiamo salutato il mitico Mario, la guida che di ha accompagnati in questa avventura e che, sono certo, faticheremo a dimenticare.

Poi, di botto, una volta atterrati, abbiamo scoperto i colori di Capetown, anche se eravamo stanchi morti. Ma di quello, scusatemi, vi parlerò domani… adesso sto proprio crollando.

La canzone non poteva che essere questa https://youtu.be/4pBo-GL9SRg

Scritto da Fra il 15.01.16 h. 01;06

 
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Pubblicato da su 15 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #1

img_3412-2Da qualche parte bisogna sempre cominciare, e ho deciso di farlo adesso, alle ore 01;41 ora locale, mentre in Italia si digerisce la cena e qualcuno magari si avvicina al letto, io sono qui per fissare qualche pensiero sparso sui prossimi giorni, quando toccherò terre talmente lontane che magari non avrei mai immaginato prima di poter vedere. O forse sì. In fondo il potere dei sogni è strano, talmente tanto che a volte alcuni di essi, che davi per perduti, corrono il rischio di realizzarsi quando meno te lo aspetti. Anche molto tardi.

Ma, non divaghiamo. Questa è Dubai, l’enorme aeroporto internazionale, e io sono in attesa del mio volo, inizio a sentire un po’ di stanchezza a essere sincero. Sarà che siamo partito all’alba stamattina per raggiungere dalla nostra isola Fiumicino, il primo snodo di questa che spero rimanga un’avventura senza (dis) iniziale.

Ma di sicuro la news più eclatante è stato il volo Emirates che mi avrebbe portato sino a qui. Guardate un po’ com’era affollato. Un’enorme aereo per 5 ore e oltre di viaggio, spezzando fusorari. Ma va bene, va bene così. Ho trovato abbastanza deludente il servizio Wi-Fi (in pratica non funzionava affatto) ma in compenso il trattamento è stato ottimo. Ci hanno riempito di cibo in un modo assurdo, senza tralasciare nulla. In effetti il tempo scorre abbastanza in fretta in loro compagnia, merito del loro servizio di animazione interattiva, che propone giochi, film e tanto altro.

Io l’ho finita a recuperare un film che non avevo visto al cinema, Finding Dory (e questa ne è la prova) e in successione ho visto Kubo e la spada magica (ok, tanti film, ma un po’ pochini anche in italiano, mannaggia a me che non so le lingue). E dopo tutto ciò, eccomi qua. In attesa del prossimo volo, sempre Emirates, previsto per le 4,40 ora locale. Spero di riuscire a dormicchiare almeno un pochino prima dell’atterraggio.img_3411

Abbiamo fatto un giretto nemmeno tanto grande per passarci il tempo, ma poi la stanchezza ci ha rapito e praticamente vinto quest’oggi. Ma cambiare aria aiuta di sicuro. A dimenticare in primo luogo certi personaggi che vogliono rovinarti la festa a prescindere, ma forse anche da una monotonia generale che mi aveva preso ultimamente.

E comunque, penso sia tutto per ora, ci rivediamo alla prossima puntata!

Un abbraccio (solo e sempre) a chi se lo merita!

E tranquilli, non vi lascio a bocca asciutta. Oggi vi dedico proprio questa canzone 🙂

https://youtu.be/DEVbsQB52RA
Non è bellissima?

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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