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Cose mie #23

L’amore mio non apprezza troppo essere oggetto delle mie fotografie. Protesta sempre perché pensa che metta evidenza i difetti. Eppure… eppure a me è esattamente così che piace. In ogni sua forma, in ogni segno del tempo trascorso. Vedete, l’ho amato da subito, sin dal primo attimo in cui l’ho visto, ho pensato che sì, fosse proprio lui l’amore per tutta una vita.

E posso giurarlo, che dopo 16 anni, niente in me è cambiato. L’ho sposato mesi fa e lo rifarei ancora oggi.

Mi piace, lo amo, lo voglio esattamente come lo volevo allora, tutto intero, così com’é. Perché è l’amore mio. E lo sarà sempre, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Non è per mettermi in mostra, né per fare propaganda. Avevo bisogno di dirlo e l’ho fatto.

Lui é l’amore mio e lo trovo bellissimo esattamente così. Lo giuro.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2017 in Blog, Vita

 

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Cose mie #22

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E a un mese da quel giorno che ancora rimane stampato nella mia mente come uno dei ricordi più belli, non posso fare a meno di sfogliare le foto, e riviverne l’amore. Una fredda mattina di gennaio, in cui, dopo 16 anni, abbiamo detto di sì.
Forse è solo colpa del mio inguaribile romanticismo, ma giuro, nulla, ripeto, nulla, è riuscito a scalfire la memoria di un giorno che si realizzava. Nessuna cattiveria (anche quando è stata tentata), nessuna tristezza.
Perché è vero, oggi me ne rendo conto che poi non è cambiato così tanto: viviamo la stessa vita, abbiamo solo un anello sul dito a ricordarci che cosa è successo il 7 gennaio. Il fatto che eravamo una famiglia prima, perché dentro c’era tutto l’amore che eravamo in grado di provare, e che lo siamo rimasti anche dopo. Così come era giusto che dovesse essere. Ed è questa la differenza sostanziale. Possono definirlo nei modi più disparati, derubricarlo di alcuni obblighi, denunciarne l’innaturalezza. Ma è e rimane un Matrimonio fatto di due persone che, amandosi, realizzano una Famiglia. Un percorso che era già in essere, più veloce delle leggi che lo hanno permesso e di quelle che verranno poi, dando ampio spazio a tutto quello che manca.
E’ stato un momento d’amore e nel contempo un momento civico, per tutti. Un motivo di orgoglio per me, per tutti quelli che hanno lottato in passato e coloro che hanno bisogno ancora oggi di persone che decidano di non nascondersi e di dire che si amano. Che vengano riconosciuti come Famiglia dalla società e dallo stato.
Un momento naturale, perché è naturale amarsi.
Giudicare l’amore e vergognarsene, questo è innaturale. Potersi sposare è un atto dovuto a tutti, al mondo, al singolo, a due persone senzienti che si innamorano e si amano e insieme, solo perché si stringono la mano, diventano automaticamente qualcosa.

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L’anello che diviene il simbolo di qualcosa che non si sfalderà facilmente, fino a quando l’amore ci sarà ad avvolgerci. Per cui non c’è spazio, né interesse per l’odio, il giudizio, l’imbarazzo e nemmeno l’invidia. Noi un mese fa ci siamo solo detti di fronte all’Ufficiale dello Stato che ci amiamo e che siamo intenzionati a continuare a farlo.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #13

Come è possibile descrivere un addio se non così. Che poi, per tutto il tempo, non abbiano fatto altro che dirci e dire che non si trattava di addio, ma di un sperato arrivederci. Hanno ragione, lo confesso anche io, hanno ragione quando parlano di Mal d’Africa, anche adesso che sono sul volo che mi sta riportando da Dubai a Roma sfatto, dopo aver fatto la notte in volo sul Capetown- Dubai.


Perché l’Africa ti entra dentro e non ti molla mai, proponendoti ogni giorno un’emozione differente. Eh sì, siamo partiti, e prima di iniziare la telecronaca delle nostre ultime ore africane, volevo ringraziare tutti quelli che hanno reso il sogno mio e di mio marito possibile. Perché questo viaggio era la nostra lista nozze è solo grazie all’affetto dei cari è stato possibile concretizzarlo. Per ciò grazie. Come un enorme grazie va alla gentilezza di un popolo, a prescindere dal colore della pelle e alla sua terra, che mi ha emozionato tanto davvero, fino alle lacrime. Così come, forse, sapevamo sarebbe stato. Grazie a chi abbiamo incontrato, a chi ci ha fatto conoscere i luoghi, a chi ci ha dedicato un pensiero accettando la nostra come quello che era: una luna di miele a tutti gli effetti.

La mattina di ieri c’è la siamo presi con calma, nel nostro belllissimo hotel Taj CapeTown, con un’ora e oltre di massaggi rilassanti indiani. Un’esperienza a dir poco magnifica e intensa, che non penso sarà riproducibile da nessun altra parte. E ancora a pranzo per Waterfront, per fare qualche ultimo acquisto e cercare ancora il senso della pace che solo questa città ispira. Abbiamo celebrato anche i nobel per la pace africani nel loro monumento dedicato. Abbiamo celebrato soprattutto Mandela, un esempio a cui vorrei avere la forza e il coraggio di ispirarmi. Abbiamo celebrato una nazione animata, integrata, povera per certi versi. Ma dignitosa, ricca di natura come mai avremmo potuto immaginare.

E penso che queste emozioni ce le porteremo strette dentro per tutta la vita e faranno parte di noi.

Non mi dilungo oltre, perché rischio di commuovermi.

Questo viaggio lo abbiamo fortemente voluto e ce lo siamo vissuto intensamente. Insieme. Perché ci amiamo e continueremo a farlo senza paura, come solo il popolo africano poteva insegnarci.

Il diario penso sia meglio chiuderlo qui domani, o stanotte, quando finalmente arriveremo a casa, sarà un nuovo capitolo da iniziare, con entusiasmo. A quattro mani.

E in conclusione. Grazie anche a tutti voi, per averci seguito sin qui.

https://youtu.be/lbSOLBMUvIE
Scritto da Frà, il 18.01.17 alle ore 11 fusorario italiano

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #11

6176666288_img_1975Proseguendo nel nostro percorso, ci siamo fermati a mangiare a Simon’s Town in un locale con la terrazza direttamente sull’oceano indiano. Nonostante la giornata uggiosa, i colori che abbiamo ammirato erano davvero spettacolari. Da lì abbiamo concluso il nostro tour a Boulder’s Beach, famosa per la presenza di una colonia permanente di pinguini. Devo dire che erano carinissimi, anche se un po’ avevo l’impressione che erano talmente abituati alla presenza umana da mettersi quasi in posa per essere fotografati.
In quel fazzoletto di sabbia i pennuti vivono la loro vita, come se nulla fosse, peggio dei vip del Grande fratello. Mi hanno emozionato non solo per la loro monogamia (anche omosessuale) nota ai più, ma perché, verso a parte, che come Annalisa ci ha fatto notare richiama il raglio degli asini, assumevano alcune pose davvero romantiche, perlomeno per mia interpretazione umana dei loro comportamenti.6176666288_img_1966
Dicevo come se nulla fosse, proprio perché davanti ai flash e ai rumori da otturatore, facevano proprio tutto, come da dimostrazione fotografica.6176666288_img_1990
Eh sì, non solo certi umani sono esibizionisti all’inverosimile.
Durante l’itinerario ho avuto modo di intervistare Annalisa sull’omofobia in Sudafrica, per scoprire una realtà di apertura sui gay quasi inaspettata, soprattutto nelle grandi città. Sapevamo che nel Sudafrica i matrimoni gay sono legge dal 2006 (e le adozioni per le coppie gay già dal 2002) e ho avuto modo di riflettere sul fatto che forse proprio l’arcobaleno di culture e la mescolanza in qualche modo abbia avuto a che fare con le opportunità per le persone LGBT di questo paese. Città del Capo pare che sia seconda solo a San Francisco per la concezione sociale e l’accettazione dell’omosessualità.6176666288_img_2046
Il nostro viaggio è proseguito poi verso la città, per l’ultima tappa del tour: i giardini di Kirstenbosch, un immenso orto botanico molto suggestivo, che racchiude nel suo terreno migliaia di specie della flora mondiale differenti. Percorso reso più difficoltoso per la concomitanza con alcuni concerti di cantanti famosi della zona 6176666288_img_2032ma nonostante qualche centinaio di metri in più confesso che alcuni scorsi, così come alcuni luoghi, erano davvero bellissimi ed emozionanti.

 

Dalla famosa vasca, al percorso alto 12 metri simile a un serpente, sino al busto di Mandela. Un’esperienza davvero unica per uno come me che non è noto per il suo pollice verde.6176666288_img_2080
Finita la prima gita, siamo tornati in hotel, dove la receptionist ci ha avvisato della sorpresa per noi dedicata alla nostra luna di miele. In camera abbiamo trovato una vasca colma di petali di rose, un’idea carinissima che come sempre ci ha ricordato cosa ci stava dietro alla nostra presenza all’altro capo del mondo (nel vero senso del termine).

 

Ci siamo quindi concessi una pausa nella piscina interna dell’hotel, con delle nuotate rigeneranti e poi siamo corsi a cenare nel ristorante.

Anche l’idea di una sana nuotata è stata un toccasana per lo spirito e per le membra abbastanza provate dalla giornata.6176666288_img_2098
6176666288_img_2112img_3534Dopo cena abbiamo cercato di fare una passeggiata nella via principale dinanzi alla nostra location, attratti dalle luminarie ancora accese per la via, a causa di una ricorrenza del luogo che procrastina l’illuminazione natalizia, ma stanotte il vento gelido e la stanchezza ci hanno fatto ritornare indietro dopo una ventina di metri.

 

Andrà meglio domani?
Buonanotte a tutti, tra queste note! https://youtu.be/S1XHMF4ft50 (Grazie ad Annalisa per il suggerimento)

Scritto da Frà il 16.01.17 alle ore 00;26

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #4

La giornata che si è appena conclusa, confesso, è stata molto intensa per tanti punti di vista. Oggi abbiamo passato la giornata tra le meraviglie del Mpumalanga, con la visita ai maggiori siti di interesse naturalistico e monumentale, da intendersi come monumentale da parte della natura, della sua esistenza, del suo lavoro secolare di modellamento della terra.Cascate, Viste su strapiombo, Canyon… ce n’è davvero per tutti i gusti.

Ok, so che non è una grande notizia ma come prima cosa qualcuno si è comprato il cappello.

(E a dire il vero giusto qualche bancarella dopo l’ho preso anche io, perché qui fa caldo e il sole picchia sul serio)

Ci siamo fatti anche una foto con la nostra guida, il Grande Mario, proprio in una delle terrazze della Finestra di Dio.

Ma quello che mi premeva raccontarvi, è la conferma di una personale idea che un po’ si era fatta in strada in me ieri: in Sudafrica c’è un’Africa che non ti aspetti.


Non la savana, nemmeno il Baobab, ma foreste, parecchie di ripascimento, e tanto tantissimo verde che mi ha persino ricordato alcune verdi zone della mia Sardegna.

“Ecco” mi sono detto “sono all’altro capo del mondo” e vi confesso che è stato piuttosto strano doverci fare caso.



Ho visto luoghi che sembravano usciti da libri di favole, un verde sfavillante in ogni dove, il sorriso gentile della gente, a partire da chi ha poco, e un’atmosfera che, in qualche modo, mi ha colpito dentro.



Tante sarebbero le foto che vorrei condividere con voi, ma non posso, intaserei il post e forse anche l’intero blog (tanto tutto l’album lo metterò non appena tornerò a casa su Facebook).


La giornata è stata pesante, ma davvero tanto stimolante. E le sorprese non si sono mica esaurite così. Ma ve lo racconterò nel prossimo post. Posso solo dire che ci sono meraviglie che custodirò nel cuore, e sarà ancora più bello ricordarle per averle vissute con una persona speciale.


Per ora è tutto, buonanotte!

È vero, quasi dimenticavo: ecco la mia dedica per oggi! https://youtu.be/KkGVmN68ByU

 
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Pubblicato da su 11 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #2

Rubo qualche minuto alla stanchezza solo per condividere con voi qualche altro pensiero su questa avventura che è appena iniziata. Ieri, dopo aver finito il post, siamo riusciti finalmente a prendere il volo che da Dubai ci avrebbe portato a Johannesburg. Alle 4;40 o giù di lì l’aereo ha decollato e siamo partiti, sfatti come non mai. Una cosa che mi ha colpito, nonostante la notte travagliata (perché 8 ore di volo e sonno a palate che non riesce a esprimersi in aereo non farebbe morire di gioia nessuno temo) è la tecnica strana che utilizza la Emirates per conformare l’atmosfera aerea al fuso orario di destinazione, quindi, anziché osservare l’alba ormai prossima alla nostra destra abbiamo avuto, tra sonno e veglia, un tetto di cielo, esattamente come questo.6174638736_img_0510
L’ho trovata tutto sommato un’idea carina.
Ok, finalmente alle 11 di questa mattina siamo arrivati alla nostra destinazione ultima, il Sudafrica. A parte le lungaggini burocratiche di  formale ingresso nel paese, oggi abbiamo conosciuto la nostra guida personale per questa prima parte del tour, che comprende il Mpumalanga e le pertinenze della Metropoli dì Johannesburg.
Si chiama Marco, un signore italiano ma cittadino sudafricano, che ci ha illustrato nel lungo percorso che ci ha portati attraverso le strade di questa regione sino ad arrivare qui, al Hulala Lakeside Lodge, nella nostra suite per due notti, il doloroso e affascinante percorso storico dello Stato Sudafricano.
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Non ho potuto fare a meno di riflettere parecchio su quello che i libri non dicono e su quanto a volte la storia che ti insegnano a scuola non rispecchia esattamente certe tragedie o, peggio ancora, tende a declassificarle rispetto ad altro.

DI sicuro , riflessioni mistiche personali a parte, ci sono delle cose che mi sono rimaste impresse:
1) La guida a Sinistra! Non ero abituato e mi chiedevo come me la sarei cavata io in una situazione del genere.6174638736_img_0514

2) Nell’immaginario collettivo noi abbiamo presente un certo tipo di paesaggio quando si tratta dell’Africa, che di sicuro contrasta con tutto il verde che ho visto. Qualche prova? Eccola qui.

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Comunque questo primo impatto è stato sul serio interessante. Vorrei parlarvi della nostra sistemazione alberghiera (di cui vi lascio foto appena arrivati, ma il wi-fi stringe e il sonno avanza, per cui devo lasciarvi così. Ora ho una notte di ristoro da vivere. A presto! 6174638736_img_0566

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #1

img_3412-2Da qualche parte bisogna sempre cominciare, e ho deciso di farlo adesso, alle ore 01;41 ora locale, mentre in Italia si digerisce la cena e qualcuno magari si avvicina al letto, io sono qui per fissare qualche pensiero sparso sui prossimi giorni, quando toccherò terre talmente lontane che magari non avrei mai immaginato prima di poter vedere. O forse sì. In fondo il potere dei sogni è strano, talmente tanto che a volte alcuni di essi, che davi per perduti, corrono il rischio di realizzarsi quando meno te lo aspetti. Anche molto tardi.

Ma, non divaghiamo. Questa è Dubai, l’enorme aeroporto internazionale, e io sono in attesa del mio volo, inizio a sentire un po’ di stanchezza a essere sincero. Sarà che siamo partito all’alba stamattina per raggiungere dalla nostra isola Fiumicino, il primo snodo di questa che spero rimanga un’avventura senza (dis) iniziale.

Ma di sicuro la news più eclatante è stato il volo Emirates che mi avrebbe portato sino a qui. Guardate un po’ com’era affollato. Un’enorme aereo per 5 ore e oltre di viaggio, spezzando fusorari. Ma va bene, va bene così. Ho trovato abbastanza deludente il servizio Wi-Fi (in pratica non funzionava affatto) ma in compenso il trattamento è stato ottimo. Ci hanno riempito di cibo in un modo assurdo, senza tralasciare nulla. In effetti il tempo scorre abbastanza in fretta in loro compagnia, merito del loro servizio di animazione interattiva, che propone giochi, film e tanto altro.

Io l’ho finita a recuperare un film che non avevo visto al cinema, Finding Dory (e questa ne è la prova) e in successione ho visto Kubo e la spada magica (ok, tanti film, ma un po’ pochini anche in italiano, mannaggia a me che non so le lingue). E dopo tutto ciò, eccomi qua. In attesa del prossimo volo, sempre Emirates, previsto per le 4,40 ora locale. Spero di riuscire a dormicchiare almeno un pochino prima dell’atterraggio.img_3411

Abbiamo fatto un giretto nemmeno tanto grande per passarci il tempo, ma poi la stanchezza ci ha rapito e praticamente vinto quest’oggi. Ma cambiare aria aiuta di sicuro. A dimenticare in primo luogo certi personaggi che vogliono rovinarti la festa a prescindere, ma forse anche da una monotonia generale che mi aveva preso ultimamente.

E comunque, penso sia tutto per ora, ci rivediamo alla prossima puntata!

Un abbraccio (solo e sempre) a chi se lo merita!

E tranquilli, non vi lascio a bocca asciutta. Oggi vi dedico proprio questa canzone 🙂

https://youtu.be/DEVbsQB52RA
Non è bellissima?

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2017 in Blog, Vita

 

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