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Diario di viaggio #8

Quello che di sicuro mi rimarrà impresso della Croazia è il colore cristallino del mare, persino al porto dove ti aspetteresti qualcosa di scuro e inquinato. Beh, non è così.

Stamattina siamo dovuti attraccare abbastanza presto, e alle 8;00 eravamo già in viaggio per fare l’escursione a Dubrovnik.

La città ha una cittadella circondata dalle mura delle fortezze, in gran parte ricostruita dopo la guerra degli anni novanta, verso la quale tutti sembrano avere ancora gli scossoni quando ne parlano. Per ricordare quanto accaduto, alcune facciate dei monumenti sono state mantenute volutamente scheggiate.

La Croazia in questi anni ha conosciuto un boom di turismo internazionale, con cui deve fare i conti. Gran parte della popolazione di Dubrovnik vive dell’indotto vacanziero.

Devo confessare che la passeggiata è stata molto suggestiva, come non mi sarei mai aspettato. E in quelle ore ho dimenticato l’imminente ritorno alla realtà che ci attende domani.

Non ho visto purtroppo il Trono di Spade, per mancanza di tempo, ma sono comunque riuscito a vedere la fortezza dove parte del serial è stato girato.

Una volta concluso il giro, siamo stati portati a Cavta, una località di mare molto amata dagli americani, in cui ci siamo concessi un po’ di relax passeggiando nel lungo mare.

E ancora, la guerra, con le case distrutte nel tragitto e mai ricostruite, a ricordarci la cattiveria dell’uomo. (Per puro rispetto ho evitato di fare foto, anche se ce le hanno indicate).

Non ho potuto fare a meno di pensare a come a volte sia semplice metterci gli uni contro gli altri, anche solo per far valere i nostri ideali. Le guerre nascono tutte dall’affermazione: il più grande contro chi vuole soggiogare, la pace contro l’oppressione, la religione giusta contro quella ritenuta sbagliata.

Ma forse l’uomo dovrebbe imparare a ricordare cosa ci attende dopo una guerra, gli strascichi che essa provoca.

Chiudo qui il momento “zen”.

Che cosa ci aspetta oggi che è l’ultima sera?

Beh, abbiamo fatto palestra e abbiamo preparato le valigie. Poi sicuramente vedremo lo spettacolo, la cena, qualche drink, con un po’ di sconforto, perché domani siamo di nuovo a Venezia.

Canzone di oggi, solo per voi:

https://youtu.be/Kq-r4ZUpels

Scritto da Frà il 01.09.2018 alle ore 19;50

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Pubblicato da su 2 settembre 2018 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #7

La crociera è un mondo a parte, devo avervelo già detto da qualche parte nei post precedenti.

Però qualche piccola riflessione, nel giorno di navigazione che ci ha separato da Mykonos verso Dubrovnik mi è venuta in mente.

La prima, certamente, è che chi si aspetta la crociera come una realtà lussuosa e d’élite, purtroppo si dovrà ricredere. Anche questa tipologia di vacanza si è adeguata al mercato odierno, dando l’opportunità un po’ a tutti quanti di poter accedere, con tariffe diverse. E, ovviamente, liberalizzando l’accesso corri il rischio di trovare un po’ di tutto nella tua esperienza, anche esperienze non troppo piacevoli.

Non sono un classista, né lo sono mai stato, eppure certe cose le ho notate persino io. Mi riferisco in primo luogo alla maleducazione che ho trovato in alcune persone che, in barba alle normali regole di convivenza, sono strafottenti anche in un ambiente soggetto a regole peculiari come una nave di soggiorno. L’altra difficoltà che ho riscontrato è costituita dai numeri: più persone ci sono, maggiori sono i rischi di vivere situazioni caotiche. Noi per esempio non abbiamo fatto un giorno di piscina (sebbene qui ce ne fossero due) perché nei momenti in cui non eravamo a terra, vigeva il comportamento di chi primo arriva occupa per il resto del tempo. Idem, mi secca dirlo, anche in palestra.

Altra criticità invece è l’organizzazione delle escursioni, soprattutto per quelle in terra greca: avendo fatto diversi tour, ho avuto l’aspettativa che le escursioni si svolgessero allo stesso identico modo: spiegazione, visita, curiosità, tempo libero. Invece negli sbarchi, tutto avviene di corsa, vedi poco e a volte non ti viene nemmeno spiegato che cosa hai visto. Addirittura qualcuna delle guide ci ha indicato dai parcheggi che strade seguire, a che ora ritornare e ci ha lasciato andare. Per cui, di sicuro, dovendo ripetere l’esperienza terremo in conto di organizzarci per conto nostro dove è possibile, proprio perché è nei momenti di libertà che abbiamo trovato la nostra dimensione di visita.

Ma il premio dell’esperienza maggiormente pessima va, udite udite, al buffet libero: ho visto scene impressionanti, di persone che sembrava non mangiassero da giorni (e, vi assicuro che non è possibile non mangiare in crociera. Quasi ti imboccano!) per questo ho evitato come la peste situazioni del genere.

Infine, la crociera per mantenere il suo impianto, è comunque un business. I servizi base sono garantiti, ma tutto il resto si paga. Inoltre, è un continuo rimando all’acquisto: seminario gratuito corrisponde a proposta di vendita, foto speciale corrisponde al comprarne la stampa, trattamento prova corrisponde al propinarti un prodotto.

Aspetto indubbiamente positivo è l’animazione: stratificata, diversificata e divertente. E comunque anche le persone che incontri, la socializzazione, il potersi coccolare e vivere una dimensione di relax. Cose che ti ripagano di gran lunga dallo stress di quanto sopra ho descritto come negativo.

Che abbiamo fatto noi?

Semplice: Percorso benessere, cibo, percorso benessere, cibo, cena di gala, festa in maschera e divertimento.

Alla prossima!

E la canzone? Eccola qui:

https://youtu.be/nMO5Ko_77Hk

Scritto da Frà il 01.09.2018 alle ore 18;00

 
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Pubblicato da su 1 settembre 2018 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #2

Nessuna persona è un mondo a parte.

E’ questa la riflessione che ho maturato in queste ore. Anche una situazione come questa, in cui hai necessità di relax e di staccare, non ti permette comunque di scollegarti per davvero da chi ti sta intorno.

Oggi, dopo una mattina trascorsa tra conferenze sul peso corporeo e come dosare il cibo e l’esplorazione della nave, siamo attraccati a Bari, prima meta del nostro viaggio. Eppure, per quanto la città meriti, ne abbiamo osservato solo uno scorcio di passaggio.

Come due bravi croceristi per caso, abbiamo prenotato la prima delle nostre escursioni e ci siamo fatti accompagnare a Matera, una città della Basilicata che per il 2019 è stata eletta Capitale Europea della Cultura.

Direi che non potevamo esimerci dal visitarla, anche se per poche ore, proprio perché mentre Bari è comunque raggiungibile da Cagliari, Matera rimane uno di quei luoghi che se non avessimo visitato oggi, chissà se ci sarebbe mai capitato.

A quanto ci hanno raccontato, Matera ha un vissuto collegato alla Narrativa proprio grazie all’opera di Carlo Levi Cristo si è fermato a Eboli, dalla cui narrazione addirittura è sorta l’opera di riqualificazione operata dallo stato, che negli anni cinquanta ha cercato di bonificare la situazione degli abitanti dei sassi.

Impressioni?

Non so. Matera viene decantata come città che ha ispirato le arti, a partire dalla cinematografia. È noto come tanti film hanno avuto come set questa città, senza scordare la famosa Passion di Mel Gibson o anche Il vangelo secondo Matteo di Pasolini.

È sicuramente una città che detiene il suo fascino. Nel nostro giro turistico abbiamo avuto modo di assaporare degli scorci particolari, oltre che visitare il museo che rappresenta una Chiesa monacale del Medioevo e altresì una casa scavata sulla roccia che è stata abitata sino agli anni cinquanta.

A me ha lasciato addosso una gran malinconia questa atmosfera, ma anche un grande senso di rivalsa, di una città unica nel suo genere, che vuole emergere e che adesso sta raccogliendo i frutti del suo voler investire sul futuro.

Abbiamo comunque avuto il tempo, in questa visita flash, di fare comunque qualche foto scema, come potrete notare:

Una volta rientrati, abbiamo assistito a uno spettacolo di magia nel teatro della nave, molto suggestivo. Tra drink e cocktail, siamo arrivati alla cena, e niente, adesso cerchiamo di riposare nonostante la partenza tardiva per via del forte vento che c’era a largo dell’Adriatico.

Perché adesso guardo le luci della costa pugliese, e vi scrivo queste righe, in attesa di Corfù, domani.

La riflessione del giorno appartiene tutta a questa foto, scovata tra i cartelli di Matera. Lascio a voi le deduzioni del caso.

Vi saluto con la canzone di questa giornata, che non potrebbe essere altro che questa:

https://youtu.be/PUdyuKaGQd4

Scritto da Frà il 28/08/2018 alle ore 01;00

 
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Pubblicato da su 28 agosto 2018 in Blog

 

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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #7

Oggi volevo riflettere sui rapporti umani. Su come essi si possano costruire e disfare a volte perché si viene fraintesi. Ma soprattutto volevo parlare di legami, di sintonia. Di persone che non si conoscono e che si ritrovano, e riescono ad andare d’accordo, accertandosi per quello che sono. Situazioni che, nel bene o nel male, stupiscono sempre, e fanno bene al cuore.

Oggi abbiamo iniziato la giornata con la visita al Castello Peles, una residenza reale costruita dal 1800 in stile neorinascimentale tedesco. Un posto davvero suggestivo, con la funzione di sede di rappresentanza della monarchia.

È situato proprio a Sinaia, quindi immerso in un paesaggio speciale.

Dopo la visita, finalmente, ci siamo recati nel famosissimo Castello di Bran che, seppur un falso storico, è definito il Castello di Dracula, sul quale è stato negli anni improntato il turismo. Si tratta comunque del maniero che ha ispirato Bram Stoker per il suo romanzo, e questo mi fa riflettere (e gongolare) sul potere della letteratura.

Emozione indescrivibile, perlomeno per me.

Ok, sappiamo tutti che in realtà la vera dimora di Vlad l’impalatore si trova a Poenari della cui fortezza non sono rimasti che ruderi, e che il castello di Bran è più che altro un espediente turistico, ma si respira, credetemi, aria vampiresca sul serio, soprattutto negli esterni più che gli interni. Anche perché, a dirla tutta, rispetto agli altri palazzi reali che ho conosciuto, l’aspetto della ricostruzione della mobilia dell’epoca lascia abbastanza a desiderare.

Una critica estemporanea: ho rivalutato il modo di guidare italiano, in Romania sono sul serio avventati, e spesso impediti.

Questo pomeriggio invece abbiamo visitato la cittadina di Brasov, uno dei simboli storici della Transilvania se non dell’intera Romania. Ve ne lascio qualche scorcio suggestivo.

Comunque una cosa è certa: la tirannia di Cesausescu ha lasciato delle profonde ferite in questo popolo.

La cena è stata all’insegna dell’allegria, con musica dal vivo, vicino all’albergo.

è ora di dormire, cari.

Oggi mi va di salutarvi con questa: https://youtu.be/oq5fezofOjU

Buonanotte!

Scritto da Frà il 25 agosto 2017, a Sinaia, ore 23;45

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #6

Poco da dire, oggi. Sveglia alle 6;30 e lunga giornata dedicata fondamentalmente alla natura e alle bellezze paesaggistiche. Ma non solo!

Abbiamo iniziato con una breve sosta in una casa privata rumena dell’ambiente rurale, dove vivono nonna e nipotino. Un’esperienza, data la storia personale, molto toccante per diversi punti di vista. Ok, per riservatezza non voglio raccontare nello specifico le vicende ma lasciare solo l’impressione che ne ho desunto: nonostante tutte le contraddizioni e forse un certo voler creare la barriera tra il noi e il loro, i rumeni hanno tante speranze. L’ho letta negli occhi del bambino, ma in generale nell’aria che si respira. Speranze che, nel bene o nel male, denotano con forza la voglia di andare avanti e migliorarsi. Io, oggi, a quest’ora, la penso così.

(Il micio viveva nella casa, le altre cose non me la sento di postarle. Non per altro, perché voglio custodire tutto nel cuore.)

Abbiamo poi fatto una visita al Monastero di Agapia, dove oltre alla chiesa ortodossa abbiamo potuto vedere le suore al lavoro col telaio produrre tappeti, oppure a maglia per sciarpe e altri capi di abbigliamento rigorosamente fatti a mano.

Mi hanno stupito i colori dei fiori, anche se c’era un’atmosfera più trafficata e meno… spirituale. Perlomeno per me.

Altra tappa splendida, dopo ore di pullman, sono le Gole di Bicaz che lasciano, sul serio, senza fiato. E qui vorrei lasciar parlare le immagini più che me.

Altra meta naturalistica di indiscusso interesse è di certo il Lago Rosso, noto anche come Lago Assassino. Si tratta di una diga naturale creatasi a seguito del crollo di una montagna su tre ruscelli. Anche in questo caso è stato possibile lasciarsi incantare dalla natura, ma soprattutto dagli incontri della fauna, non solo randagia, ovviamente!

Essendo stato un percorso piuttosto lungo e tortuoso, non ho risparmiato nemmeno qualche scatto lungo la strada, in movimento.

Ma il vero evento è avvenuto comunque in una fermata non prevista, a Pretatea Rejmer dove abbiamo potuto fotografare le famose cicogne. Qui in Romania la popolazione ci tiene particolarmente a questi uccelli migratori, che fanno i nidi persino nelle nicchie appositamente riservate a loro sui tralicci della luce.

Diciamo che è stata una giornata pesante, ma anche ricca di belle sensazioni. Ora siamo in viaggio nella Valacchia, diretti a Sinaia, località montana dove alloggeremo per due giorni. Ma rimanete sintonizzati, che domani si torna sulle orme di Dracula.

E per concludere, questa canzone oggi la dedico a voi. https://youtu.be/_7q0skpXPIs

Scritto da Frà il 24 agosto 2017, verso Sinaia alle ore 20;17

 
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Pubblicato da su 24 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #2

Avete presente la pioggia che, a volte, per quanto trasformi tutto in grigio, sembra riesca a pulire ogni cosa, a partire dall’aria?

Questa mattina siamo stati accolti dalla pioggia, che ci ha praticamente accompagnato per tutto il giorno, e devo dire che, non vedendone una goccia da mesi, ha fatto un bell’effetto su di me. Sul serio.

Oggi la giornata è iniziata con una partenza da Bucarest, che non abbiamo girato perché il programma folto ci portava già in altre regioni. Giusto una foto una al Parlamento, e qualche istantanea dal pullman, dove ho ritrovato, nelle periferie, un degrado e una diversità che già avevo conosciuto anni fa a Berlino est, retaggi di un passato che, ancora, è difficile da cancellare.

Abbiamo macinato parecchi chilometri nell’autobus del tour, facendo la prima tappa in Cozia, precisamente nel famoso Monastero medievale che mi ha suscitato delle sensazioni contrastanti.

Devo dire che la Romania per ora non sono riuscito a inquadrarla, non in modo completo. Mi provoca una strana reazione relativa a un popolo che cerca di reinvestirsi e liberarsi del suo passato di coercizione, come mi è già successo per altri paesi dell’est. Eppure… eppure c’è qualcos’altro di indefinito, che ancora non riesco a visualizzare.

Una cosa bellissima che abbiamo visto (e purtroppo non è stato possibile fotografare) è il paesaggio della regione del fiume Olt, con una strada panoramica che tra verdissime foreste e tratti di fiume ci ha regalato delle intense emozioni. E così, attraverso questo percorso siamo entrati in Transilvania, con la quale mi accosto sempre con enorme rispetto. E aspettativa.

La sera invece è stata dedicata alla visita della cittadina di Sibiu, dove alloggiamo per stanotte. Il centro è davvero carino (come da foto che allego), e richiama un po’ le repubbliche baltiche come colori e dimensione. Caratteristiche le case con gli “occhi” sui tetti.

Per cena abbiamo avuto l’onore di un pasto genuino presso un’azienda agricola tipica rumena, vivendo momenti di goliardia pura e di conoscenza con gli altri partecipanti a questo viaggio.

E in conclusione, non poteva mancare sicuramente la canzone di oggi, che direttamente da un passato lontano, della mia giovinezza, non poteva che essere questa:

https://youtu.be/7IKMXfI5hzE

Ora stacco, domani un altro giorno super intenso mi attende.

Buonanotte!

Scritto da Frà a Sibiu, il 21.08.2017 ore 23;34

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2017 in Blog, Vita

 

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