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Archivi tag: Famiglia

Diario di viaggio #9

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Un viaggio è sempre costituito dall’entusiasmo dell’inizio, dalla gioia del suo percorso e dalla malinconia per la sua conclusione, e oggi non è stato da meno.
Di mattina siamo attraccati a Venezia, dopo aver navigato nella sua laguna sino alla zona crociere, e abbiamo ammirato nuovamente quel paesaggio per l’ultima volta. Lo stesso che ci aveva accompagnato durante la partenza.
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La tristezza volava attorno a noi, un po’ come i gabbiani che ci seguivano una volta arrivati al porto, anche se la stanchezza ha iniziato a farsi sentire. Poi… succede.
In mente ti balena un’idea.
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Ma fra quante ore dobbiamo essere in aeroporto?
Ebbene sì, alla fine è stato semplice decidere: qualche ora a Venezia, a girare tra le calli, la si poteva trascorrere.
Perché no?
Ed è esattamente ciò che abbiamo fatto.
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Abbiamo quindi abbandonato la nostra nave con un piano che in qualche modo stemperasse un po’ il senso di tristezza per la fine di un viaggio.
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E’ stato breve ma intenso, insieme alla nostra cara amica Laura, che ci ha accompagnato in questa escursione last minute, abbiamo girato un po’ la grande Venezia, piena come sempre di turisti anche se di domenica.

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Non basterebbe un intero blog per parlare di questa città, capitale per tanti del romanticismo tutto Made in Italy, né voglio farlo, forse.
Preferisco lasciar parlare le immagini, che vi raccontino Venezia vista dai nostri occhi. Ci state?

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E’ inconfutabile: ogni angolo di questa città è pura arte, storia, e io mi chiedo perché ci siano voluti 38 anni per poterla visitare per la prima volta. Ogni dettaglio ha un senso, si incastra a perfezione con il resto.

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Purtroppo la nostra permanenza è durata davvero poco, ma ci è voluto poco per conquistarmi!

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E non ho potuto fare a meno di promettere che… ci sarei tornato, per viverla sino in fondo.

E infine, penso proprio che sia questo il senso di un viaggio: scoprire qualcosa che ti spinga, sulle ali del vento, a programmare il successivo, a sognare di riempirsi gli occhi di colori, di sapore, dell’amore di essere in giro per nuovi posti con le persone che ami.

E qui passo e chiudo per questa avventura. Alla prossima!

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E, come di rito, la canzone di oggi:

Scritto da Fra il 02.09.2018, a casa sua. Tra le braccia dell’amore.

 

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Pubblicato da su 3 settembre 2018 in Blog, Vita

 

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Anniversario di matrimonio #1

Ebbene sì, un anno da quel palpitante 07 gennaio del 2017, è trascorso. E credetemi, è emozionante. Una sensazione capace di scaldare tutto quanto, per quanto adesso mi chieda, dopo che i minuti sono arrivati a questo giorno fatidico, come ci si debba sentire al primo Anniversario. Ben 16 anni abbiamo dovuto attendere per questo passo importante, che ha un valore non solo per il nostro sentimento, quanto soprattutto per il diritto che sottende. Un primo passo per essere al pari di chiunque ami.
E ve lo confesso, in questo difficile anno trascorso, quella è una delle poche cose di cui non mi sono pentito. E lo rifarei ancora, con la stessa gioia.
In onore soprattutto dell’amore che provo per l’uomo della mia vita.
Ecco come mi sento: felice.
Felice e basta.
Buon anniversario a noi. Il primo, mi auguro, di tanti altri a seguire.

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Pubblicato da su 7 gennaio 2018 in Blog, Vita

 

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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Buon 2017 a tutti

E davvero, l’unica cosa che voglio augurare, è che l’anno nuovo porti una ventata di novità per tutti quanti voi. Porti gioia, bellezza, ascolto e soddisfazioni.

Con noi, sento che sarà così. Forse solo perché proprio al suo principio, realizzeremo una cosa bella e mi auspico che la nostra stessa gioia diventi, come d’incanto, la stessa gioia per tutti quanti voi.
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E con il brindisi, come di consueto, lo voglio accompagnare con le ultime note di questo 2016.
Buon anno nuovo a tutti.

 
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Pubblicato da su 31 dicembre 2016 in Blog, Vita

 

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La mia letterina a Babbo Natale. Famiglia vuol dire Amarsi.

 

 

Da quanto tempo non scrivevo una lettera a Babbo Natale?
natale 1Il peso del tempo trascorso da allora è diventato effimero, si è affievolito, così come la spinta di chiedere un gioco o un libro che in qualche modo mi avrebbe fatto fare i salti dalla gioia, o perlomeno mi avrebbe aiutato a sognare in tutti i momenti in cui era difficile riuscirci per via delle grandi e piccole difficoltà quotidiane che allora sembravano insormontabili. Ma oggi sto qui, al caldo, poco prima di andare a dormire, per esprimere un desiderio che poco ha a che fare con le speranze di quando ero piccolo eppure, nello stesso tempo, c’entra tutto quanto.
Perché la fantasia di allora mi ha comunque aiutato a essere quello che sono oggi.
La prima richiesta, è ovvia, domanderò sempre che la luce di tutte le stelle buone del mondo possano proteggere chi ho vicino: chi amo, gli amici, chi sento essere la mia famiglia, in un modo o nell’altro.
Ma è la seconda richiesta che ritengo la più importante di tutte. Vorrei solo che si avvicini il tempo in cui le persone vengano considerate tali, a prescindere da chi amino. E che il loro amore possa esplodere in calore, storie in comune, vita da condividere come succede a tutti quanti.Natale 3
Perché in questo periodo, credo, siamo abituati a credere che il tepore della famiglia riesca in qualche modo a confortarci contro la frenesia, l’odio e il giudizio del mondo di fuori. E diventa naturale osservarne gli effetti dal proprio grandangolo, per sentirsene avvolgere. Amarsi ha un solo significato al mondo: insieme di emozioni che ci legano gli uni con gli altri e bisogno che questa realizzazione non si interrompa mai.
Viviamo in una società che, purtroppo, ancora oggi vuole educare verso chi è giusto provare dei sentimenti, dove insegnano magari alle nuove generazioni attraverso i media, i pulpiti o genitori poco accorti, che l’amore ha solo un modo di esistere.
DSC07309Tra qualche giorno è Natale e io ritorno bambino solo per chiedere che domani non ci sia più bisogno di lottare per affermare un concetto così semplice: Che valga la pena amarsi, perché l’amore ci porta a essere felici con le persone che ci toccano il cuore, a prescindere da chi amiamo. Che quindi tutti impariamo una buona volta che famiglia non è uno stile da imporre sulla base dei desideri fisici, ma che essa si percepisce nel fuoco sottile come un soffio, in un gesto dolce, in un bacio che smuove ogni cosa dentro, in una carezza o nelle dita intrecciate.
Per dire di amare non abbiamo bisogno di niente altro.
Che si abbia il coraggio di riconoscere che l’amore genera figli a volte, che sono tali e devono essere da tutti tutelati anche se i genitori sono due mamme o due padri, perché vi giuro col dito posato sui sogni più importanti per me che proteggere la vita ed educare con amore prescinde dai ruoli, ma pretende solo dedizione e affetto. Un sentimento che appartiene anche ai bambini e ai loro genitori.
E poi che non si debba più avere paura per mostrarsi al mondo cosa siamo e cosa facciamo. Perché alla fine il cammino è lo sNatale 2tesso per tutti, e chi amare è solamente una delle tante caratteristiche che possono renderci preziosi, utili, capaci di stare al mondo.
Ecco cosa chiedo a Babbo Natale: che possiamo tutti quanti, davvero, essere famiglia, a prescindere dal numero, dai suoi componenti, da quello che si racconta. Sono qui, a scrivere questa manciata di righe prima di tornare tra le braccia dell’uomo che amo con un solo pensiero,
dedicato a chi i desideri, così come la magia e i regali di questo periodo dell’anno, è ancora capace di realizzare.
D’altronde, basta poco per farmi fare un salto di gioia. Amare senza avere paura. E io, nonostante non abbia più l’età per scrivere letterine del genere, sono rimasto un piccolo grande sognatore.

Notte buia del 22 dicembre 2015. Per sempre vostro Francesco Mastinu
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Pubblicato da su 23 dicembre 2015 in Blog, Vita

 

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