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AA.VV. – Oltre l’arcobaleno volume 3 – L’amore che siamo[SEGNALAZIONE]

E puntuale come un orologio svizzero, in occasione della giornata Mondiale contro l’Omofobia dalle fucine Amarganta esce Oltre l’Arcobaleno giunta ormai alla sua terza edizione, un’iniziativa a scopo benefico che simbolicamente esce in questa data per lottare con il nostro modo preferito (ovvero, scrivere e leggere) a favore del rispetto di tutti e dei diritti civili.
Ecco qua a voi la scheda:
Autori Vari
Oltre l’arcobaleno Volume 3 – L’amore che siamo
Amarganta
Collana: Amarganta LGBT
Pagine:
Disponibile su Amazon in Ebook (2,99 euro) e Cartaceo (14,00 euro)

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L’antologia Oltre l’arcobaleno, iniziativa nata dal desiderio di alcuni autori di schierarsi dalla parte dei diritti civili, giunge alla terza edizione. Al suo interno, racconti legati alle tematiche del mondo omosessuale, declinato da ogni punto di vista possibile. Drammi, percorsi e incontri caratterizzano storie in cui i protagonisti celebrano con allegria, sconfitta o più semplicemente attraverso la quotidiana normalità del vivere il diritto di essere e non arrendersi mai. Tra i racconti inclusi anche il testo vincitore e i tre selezionati della seconda edizione del Premio Letterario Oltre L’Arcobaleno.
Quest’anno il ricavato dell’opera andrà interamente a sostegno delle attività di Gay Center per il progetto della Casa Famiglia Refuge LGBT.

Con la partecipazione di: Claudia Tifi, F.N.Fiorescato, Stefano Bonazzi, Pablo Cerini, Bert D’Arragon, Maria Rosaria D, Maria Silvia Avanzato, Luigi Romolo Carrino, Clara Cerri, Erin E. Keller, Beatrice Da Vela, Francesca Masante, Fabio Cicolani, Lily Carpenetti, Laura Costantini e Loredana Falcone, Francesco Mastinu, Manuela Chiarottino, Matteo Grimaldi, Paolo Capponi, Annemarie De Carlo, C.K. Harp, Mariano Lamberti.

Che altro dire? Quest’anno per me è davvero emozionante, perché contiene un mio inedito, non scrivevo un racconto breve da anni e devo dire che mai avrei creduto di riprendere la penna in mano. Ma sono felice. E mi raccomando, acquistatela e leggetela. Ne vale la pena e ci aiuterete a sostenere la Casa Famiglia per i giovani che vengono scacciati di casa dai familiari che non accettano la loro omosessualità. Regaliamogli un futuro migliore.

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Pubblicato da su 17 maggio 2018 in Blog, Letteratura

 

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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Presentazione di Oltre l’Arcobaleno Volume II[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, annuncio:

Dall’evento Facebook:
In chiusura della #Queeresima2017 si posizione questa bellissima proposta dall’associazione AGedO Cagliari:

“Oltre l’arcobaleno – Volume II” è un iniziativa nata dalla volontà degli autori partecipanti di dedicare un proprio racconto al tema del mondo omosessuale.

Sarà presente uno degli autori, Francesco Mastinu, Pina Doi darà voce ai testi e condurà la serata Michele Pipia.

Vi aspetto domani!

 
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Pubblicato da su 28 giugno 2017 in Blog, Letteratura

 

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Cose mie #23

L’amore mio non apprezza troppo essere oggetto delle mie fotografie. Protesta sempre perché pensa che metta evidenza i difetti. Eppure… eppure a me è esattamente così che piace. In ogni sua forma, in ogni segno del tempo trascorso. Vedete, l’ho amato da subito, sin dal primo attimo in cui l’ho visto, ho pensato che sì, fosse proprio lui l’amore per tutta una vita.

E posso giurarlo, che dopo 16 anni, niente in me è cambiato. L’ho sposato mesi fa e lo rifarei ancora oggi.

Mi piace, lo amo, lo voglio esattamente come lo volevo allora, tutto intero, così com’é. Perché è l’amore mio. E lo sarà sempre, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Non è per mettermi in mostra, né per fare propaganda. Avevo bisogno di dirlo e l’ho fatto.

Lui é l’amore mio e lo trovo bellissimo esattamente così. Lo giuro.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2017 in Blog, Vita

 

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Fiaccolata contro l’omofobia 2017

IMG_4182Sempre emozioni diverse sono quelle che mi vengono in mente se ripenso all’evento di ieri sera. Abbiamo attraversato con bandiere, cartelli e fiaccole il centro di Cagliari, in mezzo alla gente, e mi sono soffermato, tra le tante cose, ancora una volta al concetto di eroismo.

E’ più che mai vero, c’è ancora tanto da fare in Italia per rispedire indietro l’odio verso chi ama in un modo che vogliono farci credere diverso. E’ vero anche che proprio in questo ultimo anno abbiamo conquistato dei risultati importanti, che non bastano, ma che dobbiamo considerare come l’inizio. E poi non posso negare quello che accade intorno, in altri paesi del mondo dove l’odio e la violenza diventano (o meglio, permangono) persino legge dello stato.

Ed è per questo che penso all’eroismo. Ci vuole eroismo per dire basta, e sfilare a viso aperto. A volte è eroismo anche scappare e cercare rifugio per non rinunciare a essere se stessi, come ci hanno detto ieri i ragazzi migranti dell’Africa condividendo in un momento di raccoglimento e condivisione le loro esperienze personali. Io penso che sia eroico anche accettarsi e non rinunciare. Avere tutti contro e insegnare, con la propria visibilità, che essere gay non è né sbagliato né una malattia. Ma è essere se stessi al pari di tutto il resto.

IMG_4201Perché, vedete, quando chi abbiamo intorno ci rimprovera o ci odia per quello che siamo, non dobbiamo essere per forza noi a sbagliarci, meno che mai se quanto sentiamo non è dettato da scelte o voglie, ma ci appartiene dentro. Alla fine, della visibilità, sono gli altri che si vergognano: se scrivi e ti esponi, se manifesti, se finisci in televisione in uno dei momenti più belli della tua vita (e questo può, in primo luogo, aiutare chi ancora fatica ad accettarsi e ha paura di quel che è perché famiglia o amici ti insegnano che sei sbagliato)… non sei tu l’errore. Ma l’errore e la vergogna appartengono a chi te lo fa pesare. Per questo parlo di eroismo. Ci vuole coraggio a essere se stessi e ad andare avanti nonostante l’odio. E insieme, gli ostacoli, diventano sempre più piccoli.

Il mio augurio di quest’anno, affidato alla fiamma flebile delle fiaccole che hanno rischiarato l’imbrunire della città, è proprio questo. Coraggio ed eroismo. Rimandare indietro la vergogna a chi la prova, senza che diventi nostra. Da questo parte la felicità di essere, l’orgoglio.

La vita che non è – e mai lo deve diventare – un errore per odio, timore o imbarazzo altrui.

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Pubblicato da su 21 maggio 2017 in Blog, Vita

 

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Concorso Oltre l’Arcobaleno. Gli esiti[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, diffondo:

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Il Premio Letterario Oltre L’arcobaleno, in collaborazione con Amarganta e LGBT Film Festival de L’Aquila, nasce con l’intento di arricchire l’offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013, attraverso racconti dedicati al tema attuale dell’omosessualità e alla lotta per l’equità nei diritti di cittadinanza.

Lo scopo dell’iniziativa è promuovere mediante la lettura e la cultura una società fondata sui diritti civili e sul rispetto delle multiculturalità senza discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali.

Sono stati selezionati i vincitori e finalisti del concorso Oltre l’arcobaleno edizione 2017:
Lily Carpenetti: Tutto sulle mie spalle
Manuela Chiarottino: Lettera a un padre
Giorgio Ghibaudo: Sotto le dita.
Menzioni d’onore:
Eva Serena Pavan: La mia mela
F.N.Fiorescato: Rainbow cake
Autumn Saper: Troy e Jake

I racconti faranno parte della raccolta Oltre l’arcobaleno – volume 2,
in pubblicazione nel maggio 2017, il cui ricavato (sia da parte degli autori, che dell’editore) verrà interamente devoluto a un’associazione (scelta dall’associazione Amarganta) che si impegna nella lotta in favore dei diritti civili.
La premiazione: sabato 25 febbraio 2017 durante la giornata finale della manifestazione LGBT Film Festival de L’Aquila presso l’Auditorium Renzo Piano, Viale delle Medaglie d’oro, 67100 L’Aquila Reale

Ancora un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e tanti complimenti ai vincitori e alle menzioni d’onore. Sono orgoglioso di aver fatto parte di tutto questo.

 

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2017 in Blog, Letteratura

 

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Il Mondo dei Bambini Normali

A volte ho l’impressione che per quanti passi si possano fare avanti, altrettanti se ne facciano indietro. Sul mondo dei bambini non c’è nulla da dire, davvero. Il loro sogno, la loro crescita, tutto quanto va tutelato, educato, investito e reso possibile, perché è questo il dovere di noi adulti. Tutelare, per crescere bene, in modo armonico.
Siamo nel 2016, e ancora ci imbattiamo nell’eccesso di zelo su questo versante. Perché? Semplice, continuiamo a pensare che i bambini vadano protetti, che non debbano conoscere e, soprattutto, che non debbano essere curiosi.
Ma in realtà, spesso con questa cautela sono gli adulti a mascherare la propria inadeguatezza. Perché ancora oggi ci sono persone convinte che un minore non debba sapere che si ama, e che le forme dell’amore possono essere molteplici. Perché spostiamo il concetto dall’amore, il sentimento che, nel bene o nel male, fa girare la vita e il mondo stesso, a chi ama.
Ed è triste.
Non solo affermare che per tutelare un bambino che prima deve imparare cosa è normalità e solo quando cresce che ci sono diversità, ma  anche solo pensarlo.
Chi salvaguardiamo? Il bambino che scopre che esistono tanti modi di amarsi, e che vivrà la questione con un’alzata di spalle e al massimo come qualcosa di assodato che diventerà domani la base del rispetto per tutti, oppure vogliamo salvare noi stessi dal dover spiegare che certe cose accadono lo stesso anche se nascondiamo i minori in una campana di vetro, o dalla nostra vergogna repressa?
Vorrei tanto delle risposte, ma come sempre capita, risposte non ce ne sono mai.
So solo che amare è l’unico modo per tutelare se stessi e chi circonda. Che la natura delle persone non si cambia per educazione e che di sicuro non si impara ad amare il sesso opposto piuttosto che lo stesso sesso sulla base dell’età con cui ti confronti con la realtà. Ma è innato. Non ci si educa ad amare, a provare attrazione. Lo si fa e basta.
E il giorno in cui tutti noi adulti ce ne renderemo conto, sarà sempre troppo tardi. Perché lasciamo per l’ennesima volta in sospeso agli adulti di domani quello che potremmo fare noi adulti di oggi. E diventa la solita catena che imbriglia chi, domani, avrà bisogno di sentirsi dire che va bene lo stesso, chiunque sia la persona che ami.

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Pubblicato da su 15 novembre 2016 in Blog, Vita

 

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