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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #3

Intensa questa terza giornata che ci ha visto impegnati alla scoperta delle leggende e dei tesori della Transilvania,

e quindi, ovviamente, dietro le orme del famoso Vlad l’impalatore, il monarca difensore delle terre cristiane contro l’invasione turco/ottomana noto per la sua crudeltà, noto anche come Dracula, personaggio che ispirerà Bram Stoker e il suo bellissimo romanzo.

Ok, devo dire altro? Io penso di no.

Iniziamo con una panoramica di Biertan e della sua suggestiva chiesa fortificata. Credo che le immagini parlino per contro proprio.

Una cosa speciale di questa giornata di sole è di certo l’aria che si respira in questa terra, dove ancora rimane comunque un peculiare gusto rurale nonostante la popolazione romena desideri sentirsi occidente da un lato e non perdere la propria cultura in favore della globalizzazione dall’altro.

Di sicuro il luogo più interessante e turistico rimane Sighisoara, cittadina medievale che ha dato i natali proprio al nostro amico Vlad Draculia, sul quale è improntato gran parte del turismo di massa che ci perviene. Per tanti autoctoni comunque, al di là dei romanzi e delle leggende, il signore transilvano rimane un eroe della cultura popolare.

La terza tappa ci ha visto invece fare una breve passeggiata per Targu Mures,

dove quel che mi ha colpito di più è di certo il riferimento alle origini latine che un po’ tutta la Romania rivendica, e che trova espressione in una delle tante lupe capitoline che si trovano nei centri più importanti.

I paesaggi, come sempre, sono stati incantevoli e finalmente sono riuscito a scattare qualche foto delle campagne verdissime che caratterizzano questa zona. Un’altra cosa positiva è la buona atmosfera che si è creata col gruppo di partecipanti, di reciproca simpatia e soprattutto di cura e di compagnia per queste lunghe traversate tra storia, campagna e viaggio in pullman alla scoperta di questa nazione controversa, ma comunque affascinante.

Ora siamo a Bistrita, dove dormiremo prima di proseguire il tour domani.

Adesso stacco, qui si sta per andare a cenare.

Dedica di questa puntata? Ma questa, fuor di ogni dubbio!

https://youtu.be/aatr_2MstrI

Buona serata!

Scritto da Frà il 22 agosto 2017 a Bistrita, ore 19;57

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #1

20170820_175825E viste le esperienze pregresse di diario, anche se non prometto nulla e scriverò comunque post senza soluzione di continuità, eccomi qui, appena partito per una nuova avventura.

 

20170820194957_img_5820Perché stavolta la Romania? In realtà me lo chiedo anche io, forse siamo rimasti affascinati dall’idea di visitare la Transilvania e i tesori della leggenda di Dracula, passando per la Bucovina e la Cozia, senza ovviamente dimenticare Bucarest. Per ora non abbiamo visto molto, trascorrendo gran parte del tempo in aeroporto e in volo: da Cagliari a Monaco di Baviera e da lì a Bucarest, e dopo di filato in hotel perché domani mattina si inizia il giro, siamo atterrati all’una del mattino ora locale ed è tassativo riposare.

 

20170820_215441A parte la strana atmosfera rarefatta che mi accompagna per questo viaggio, oggi una cosa mi ha colpito all’aeroporto di Monaco, mentre facevamo uno spuntino in un lounge bar, tanto da fotografarla. Un’insegna che annunciava una room speciale per chi volesse entrare in comunione con la propria religiosità. I simboli dei vari credo, uno accanto all’altro, come a voler dire che non importa quel che professi, ma che lo faccia. Non so perché ma a me, di questi tempi, fa pensare alla pace. Nessun è meglio, nessuno che prevarica. Ognuno solo in contatto con il proprio personale divino.20170820205333_img_5826

 

Su queste riflessioni passo e chiudo.

Buonanotte!

E con la canzoncina di questo primo pezzo https://youtu.be/cSn3A-guLTw

Scritto da Frà tra il 20 e il 21 agosto a Bucarest. Ore 03.17 locali

 
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Pubblicato da su 21 agosto 2017 in Blog

 

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Cose mie #23

L’amore mio non apprezza troppo essere oggetto delle mie fotografie. Protesta sempre perché pensa che metta evidenza i difetti. Eppure… eppure a me è esattamente così che piace. In ogni sua forma, in ogni segno del tempo trascorso. Vedete, l’ho amato da subito, sin dal primo attimo in cui l’ho visto, ho pensato che sì, fosse proprio lui l’amore per tutta una vita.

E posso giurarlo, che dopo 16 anni, niente in me è cambiato. L’ho sposato mesi fa e lo rifarei ancora oggi.

Mi piace, lo amo, lo voglio esattamente come lo volevo allora, tutto intero, così com’é. Perché è l’amore mio. E lo sarà sempre, giorno dopo giorno, anno dopo anno.

Non è per mettermi in mostra, né per fare propaganda. Avevo bisogno di dirlo e l’ho fatto.

Lui é l’amore mio e lo trovo bellissimo esattamente così. Lo giuro.

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2017 in Blog, Vita

 

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Primo mare, ansie e ricerca della libertà per l’anno 2017

Non è stato un anno facile sinora, lo ammetto. E ancora oggi posso dire che ho bisogno, spesso, di fare appello a delle forze che nemmeno pensavo di avere. Ma si sa, a volte sole e mare aiutano, e me lo ero scordato. Basta guardarmi, guardarci qua, in questo piccolo paradiso.

Ieri abbiamo inaugurato la nostra stagione balneare anno 2017, stavolta a Costa Rei, vicinissimi al paese. Bei colori, belle tinte, tanto relax agognato, ma soprattutto il potere di spegnere la mente all’ansia e ai problemi che ancora rimangono in sospeso. E voglia, sì, di essere libero e di ricominciare.

Vi lascio le foto, solo perché quest’anno sono di poche parole. Ma mi auguro che sia l’inizio di qualcosa di nuovo, di una nuova energia per andare avanti, senza arrendersi mai. Ne abbiamo tutti quanti bisogno credo, e per una volta penso di averne necessità anche io.

E vi lascio la musica. A questo giro, la canzone e le note sono esattamente queste.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2017 in Blog, Vita

 

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T.J.Klune – John & Jackie[RECENSIONE]

Titolo: John e Jackie
Autore: T.J.Klune
Genere: LGBT
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: 9.00 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
ISBN ebook: 9788899344986
ISBN cartaceo: 978-1544909301
Traduzione: Amneris Di Cesare

TramaJohn e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

Recensione: John e Jackie è un binomio che affonda le sue radici nella giovinezza di due uomini che, a discapito del tempo, vivono un’intera vita insieme. Ma è il tempo proprio il problema che affligge la coppia quando l’autore inizia a parlarcene. Perché manca poco, e Jackie teme di non farcela a ripercorrere insieme all’amato tutto quello che li ha legati. E allora inizia il racconto, a ritroso sulla china della loro storia, da quando si incontrarono tanti anni prima e divennero amici, fino al primo bacio. Solo contro tutti, ma loro, nonostante tutto, hanno vissuto l’intensità di un sentimento che li ha legati sino alla vecchiaia.
Il nodo centrale della storia pertanto è il legame, che attraversa tutte le fasi, dall’innamoramento alla dipendenza consapevole, al costruire insieme qualcosa, in una girandola emotiva che attraversa gli anni, le difficoltà di un legame che non si vede riconoscere i diritti, ma ciò che si trasforma in ostacolo, per loro, si traduce ancora in forza, portandoli oltre.
John e Jackie, due uomini che si amano, una coppia che può essere d’esempio per molti se pensiamo all’amore, quello vero.
Tanti sono i contenuti che ritroviamo tra le pagine: il desiderio di scoprirsi, l’omofobia latente e le difficoltà, a volte disastrose, che un giovane gay deve affrontare col coming out in famiglia, ma anche l’incuria e l’abbandono dei genitori, la violenza gratuita e immotivata, che mai va giustificata con delle attenuanti, come nel caso del padre di John, il cui dolore cieco lo ha trasformato in un mostro. E ancora ci interfacciamo con la gelosia, il tradimento, il desiderio di costruirsi un futuro e di farlo insieme, il matrimonio agognato.
Tutto il quadro composito acquisisce tridimensionalità di fronte alla storia, che alterna motivi di gioia al dolore intenso di una perdita dolorosa e infame, per il quale, per quanto ci si possa sentire preparati, non lo si è mai.
Ma nonostante l’esito, che non vi svelo, questo libro ha di sicuro il pregio di insegnare al lettore una lezione importante: il sentimento rimane e va oltre gli eventi, regala una speranza importante. Proprio quella a cui, forse, tutti ambiamo, quando amiamo sul serio qualcuno: il potere di non separarcene mai, di tenere vivo e vegeto il legame che ci mantiene con le dita intrecciate a chi amiamo per tutta la vita, o meglio, oltre la vita.
Per questo consiglio vivamente la sua lettura: un’esperienza intensa e delicata, scritta con gusto e in modo scorrevole ma nel contempo poetico, che non risparmia sangue ma lo propone in modo intenso dal profilo emotivo. Una storia che, nel profondo, credo che vorremmo vivere tutti noi fino in fondo.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Letteratura, Recensioni

 

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T.J. Klune – John & Jackie[SEGNALAZIONE]

Titolo: John e Jackie
Autore: T.J.Klune
Genere: LGBT
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: 9.00 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
ISBN ebook: 9788899344986
ISBN cartaceo: 978-1544909301
Traduzione: Amneris Di Cesare

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John e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

 
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Pubblicato da su 20 maggio 2017 in Blog, Letteratura

 

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