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T.J.Klune – John & Jackie[RECENSIONE]

Titolo: John e Jackie
Autore: T.J.Klune
Genere: LGBT
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: 9.00 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
ISBN ebook: 9788899344986
ISBN cartaceo: 978-1544909301
Traduzione: Amneris Di Cesare

TramaJohn e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

Recensione: John e Jackie è un binomio che affonda le sue radici nella giovinezza di due uomini che, a discapito del tempo, vivono un’intera vita insieme. Ma è il tempo proprio il problema che affligge la coppia quando l’autore inizia a parlarcene. Perché manca poco, e Jackie teme di non farcela a ripercorrere insieme all’amato tutto quello che li ha legati. E allora inizia il racconto, a ritroso sulla china della loro storia, da quando si incontrarono tanti anni prima e divennero amici, fino al primo bacio. Solo contro tutti, ma loro, nonostante tutto, hanno vissuto l’intensità di un sentimento che li ha legati sino alla vecchiaia.
Il nodo centrale della storia pertanto è il legame, che attraversa tutte le fasi, dall’innamoramento alla dipendenza consapevole, al costruire insieme qualcosa, in una girandola emotiva che attraversa gli anni, le difficoltà di un legame che non si vede riconoscere i diritti, ma ciò che si trasforma in ostacolo, per loro, si traduce ancora in forza, portandoli oltre.
John e Jackie, due uomini che si amano, una coppia che può essere d’esempio per molti se pensiamo all’amore, quello vero.
Tanti sono i contenuti che ritroviamo tra le pagine: il desiderio di scoprirsi, l’omofobia latente e le difficoltà, a volte disastrose, che un giovane gay deve affrontare col coming out in famiglia, ma anche l’incuria e l’abbandono dei genitori, la violenza gratuita e immotivata, che mai va giustificata con delle attenuanti, come nel caso del padre di John, il cui dolore cieco lo ha trasformato in un mostro. E ancora ci interfacciamo con la gelosia, il tradimento, il desiderio di costruirsi un futuro e di farlo insieme, il matrimonio agognato.
Tutto il quadro composito acquisisce tridimensionalità di fronte alla storia, che alterna motivi di gioia al dolore intenso di una perdita dolorosa e infame, per il quale, per quanto ci si possa sentire preparati, non lo si è mai.
Ma nonostante l’esito, che non vi svelo, questo libro ha di sicuro il pregio di insegnare al lettore una lezione importante: il sentimento rimane e va oltre gli eventi, regala una speranza importante. Proprio quella a cui, forse, tutti ambiamo, quando amiamo sul serio qualcuno: il potere di non separarcene mai, di tenere vivo e vegeto il legame che ci mantiene con le dita intrecciate a chi amiamo per tutta la vita, o meglio, oltre la vita.
Per questo consiglio vivamente la sua lettura: un’esperienza intensa e delicata, scritta con gusto e in modo scorrevole ma nel contempo poetico, che non risparmia sangue ma lo propone in modo intenso dal profilo emotivo. Una storia che, nel profondo, credo che vorremmo vivere tutti noi fino in fondo.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Letteratura, Recensioni

 

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La mia biblioteca in pillole – altre letture (31)

Ed ecco a voi un’altra carrellata di letture che ho fatto in questi mesi, parlo di libri che in qualche modo mi sono rimasti impressi e di cui, per svariati motivi, consiglio la lettura.

Titolo: Vorrei averti Adesso
Autore: Amneris di Cesare
Editore: Autopubblicato
Pagine: 59
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Un libro breve che si legge con la stessa velocità di un bicchiere d’acqua. Un libro il cui neologismo “GabrieleEleonora” ti penetra dentro, e più che un binomio sembra raccontarti una storia unica, di due amici che si innamorano e che alla fine la vita separa e rischia di far rincontrare, lasciando in sospeso le emozioni più sottili che respirano e prendono vita nella mente del lettore. Ne consiglio la lettura principalmente perché è davvero una bella storia e soprattutto ben scritta, da una scrittrice che ha tanto da raccontare e da emozionare. L’unica pecca? Finisce subito, come dicevo all’inizio: il tempo di un bicchiere d’acqua fresca, che diventa più dissetante per l’anima.

Titolo: La buona legge di Mariasole
Autore: L.R. Carrino
Editore: E/O
Pagine: 212
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Chi si aspetta di leggere un seguito di “Acquastorta” rimarrà deluso. Così come rimarrà deluso chi crede che, proseguendo la storia della famiglia dei suoi protagonista, si perderà comunque qualcosa rispetto al primo libro. Mariasole è una donna forte che ha perso l’uomo che amava e che in suo nome si ritrova suo malgrado a gestire un mondo che non la vorrebbe a capo. Ma lei dimostrerà a tutti che non solo possiede delle risorse inaspettate, ma sarà capace di ottenere la sua vendetta. Un libro che parla di un mondo a parte, con le sue regole precise ed efferate, una realtà che si presenta davanti al lettore in modo spietato e sincero, che racconta un dolore, quello della morte di chi si ama, nonostante tutto, che non si cancella mai. Un’altra bella prova dell’autore da non perdere per nulla al mondo.

Titolo: Contrabbandieri d’amore
Autore:
Laura Costantini e Loredana Falcone
Editore:
Harper Collins Italia
Pagine:
467
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Un libro di più di 400 pagine può a volte intimorire il lettore. A meno che le due autrici non siano capaci di trascinare i lettori per i capelli, senza permettergli di staccarsi dalla lettura. E’ questo l’effetto che fa l’ennesima fatica di queste due autrici delle quali vi ho già parlato in passato, un effetto che ormai io battezzerei come la Sindrome di LauraELory: incollarsi al lettore e non mollarlo se non a storia finita. Questa volta ci addentriamo negli anni venti del secolo scorso per parlare di migranti: Italiani che cercano una vita migliore in “America”. E con il loro solito modo le due autrici ci raccontano amore e storia, suspense e dolore, senso di rivalsa e rinascita. Una lettura davvero bella che consiglio caldamente.

Titolo:
L’urlo della folla
Autore:
Dawn Blackridge
Editore:
Autopubblicato
Pagine:
88
lurlo-della-folla-di-dawn-blackridge-e1447244150254Vinto in un giveaway (perché qualche volta vinco anche io, eh) quello che più mi ha colpito di questo libro è la delicatezza con cui viene affrontata la crisi di coppia, ma soprattutto il terrore di vivere di nascosto la propria natura. Al di là delle vicissitudini personali e del marketing, in una band molto famosa c’è un amore travagliato, che ha bisogno di esprimersi per non perdersi. E c’è poi l’omofobia, la reazione, il volersi sentire adeguati rispetto alla società, senza rinunciare a quel che si è. Tutti messaggi importanti, che l’autrice ci propone in modo spietato, ma comunque delicato, senza caricare troppo. Lo consiglio perché, nonostante ci sia qualche aspetto da rivedere rispetto alla forma (ma nulla di esageratamente grave) questo libro è un libro che insegna il coraggio e il desiderio di essere senza sconti. Principi che a volte diamo per scontati ma che, soprattutto di questi tempi, non lo sono mai.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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La mia biblioteca in Pillole – letture estive (30)

C’è chi dice che l’estate sia il tempo della lettura, la mia purtroppo è andata a rilento, ma nonostante questo voglio condividere con voi le ultime letture che ho fatto in questo periodo.

Titolo: Noctua
Autore: Cristina Lattaro
Editore: Bookeco Media
Pagine: 224
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Noctua è un horror non convenzionale, che mescola al suo interno elementi psicologici, predestinazione e soprannaturale. La narrazione spinge il lettore a voler comprendere meglio l’arcano della famiglia Cocci, da tempo immemore custode della protezione del paese di  Ornello dall’influenza negativa di Albinia, antico essere malefico. La storia ha un suo modo particolare di svilupparsi che, attraverso il percorso dell’eroe impersonato dall’avvocato difensore, ci mostra come il cambiamento interno e la riscoperta dei propri poteri atavici a volte richieda semplicemente un requisito: la fede incondizionata, al di là di tutte le costrizioni delle nostre vite agiate. La Lattaro ci propone un vero e proprio incubo che lascia il segno. Dedicato a chi non ha timore di scoprire i pericoli dietro le leggende appena appena sussurrate.

Titolo: Cronache di sangue e nebbia
Autore: Allison J. Wade
Editore: Wade Books
Pagine: 318
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Una bella storia quella che propone Allison J. Wade, ambientata a Middletown, una città di confine. Ma non si tratta di una separazione geografica, quanto della convivenza dei due mondi, quello degli uomini e quello delle creature demoniache che, ogni tanto, vanno a turbare gli equilibri degli esseri umani. A vigilare in modo diverso sul transito delle creature sono rispettivamente l’ordine dei Cavalieri di Salomone e i Figli di Ecate, due fazioni differenti che appaiono in contrasto tra loro ma che in realtà si ritroveranno ad affrontare delle situazioni che, in qualche modo, li rimetterà a rivedere le reciproche priorità. Una narrazione affascinante e ben calibrata fa da cornice a questa bella storia, che lascia senza fiato il lettore sino alla fine.

Titolo: Sangue del suo sangue
Autore: Gaja Cenciarelli
Editore: Nottetempo
Pagine: 344
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Tra le storie di confine non poteva mancare Sangue del suo sangue, di Gaja Cenciarelli, una storia che mi ha colpito parecchio e che mi ha coinvolto. In questo caso il confine non si trova collocato al di fuori, nello spazio, ma dentro le persone. L’autrice ci descrive il percorso di vita di Margherita, una donna che sin da giovane ha subito i soprusi di un padre padrone prima e di un fratello poi fino a che, con tutta l’ingenuità possibile, un giorno decide di scegliere per sé cosa fare, allontanandosi da Torino per venire a Roma. Sullo sfondo di una vita vissuta sulle tragedie dei crimini politici degli anni ’70, che in qualche modo potrebbero ritornare nel presente, il lettore non solo può notare la cura documentale con cui viene resa la cornice sia attuale che storica, ma viene letteralmente rapito dalla sofferenza e dal dolore dei suoi protagonisti. Consigliato.

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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La mia biblioteca in Pillole – Destini (29)

E ancora oggi, condivido con piacere le mie ultime letture, quelle che mi hanno lasciato qualcosa e che in qualche modo voglio consigliare anche a voi. Oggi parliamo di destino, nelle varie forme e stratificazioni, con due romanzi e un saggio.
Iniziamo?

Titolo: Il destino attende a Canyon Apache
Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone
Editore: Las Vegas edizioni
Pagine: 332

copIDACAQuesto di sicuro è uno dei libri che mi hanno più colpito quest’anno. Non solo perché si tratta di una trama fitta ma completamente logica, dove ogni tassello si incastra a perfezione nel quadro generale, ma perché l’atmosfera stessa della storia è capace di trasportarti nel mondo western, tra i teepee indiani e gli avamposti dell’invasore bianco con una semplicità disarmante. Il destino unisce quattro persone che non potrebbero essere più diverse tra loro: Kerry, Daniel, David e Shenadoah loro ,malgrado intrecciano i cammini sulle loro scelte, che altro non realizzano il destino di un’intero scontro tra i popoli. Un romanzo ricco di colpi di scena scritto dal duetto di autrici più talentuose del nostro tempo. Da non perdere.

Titolo: Scrittura Dispregiativa
Autore: Greta Cerretti
Editore: Mondoscrittura
Pagine: 150
cop_scrittura-dispregiativa_nuova2La storia di Sofia ha il potere di portare il lettore a confrontarsi con i propri sogni e con i risultati delle proprie rinunce. Il suo mondo sembra decolorato, ma la sua capacità di descrivere in modo sottile il mondo attorno e l’aura stessa dei suoi desideri riesce a far esplodere i colori dell’anima. Un libro che racconta le vicende di una donna che si sente sola, ma nel contempo riesce a dare consistenza al suo desiderio di cambiamento, o forse solo di accettazione del suo passato, per poter andare avanti. Un mix di generi si alternano, ma al centro rimane solo lei, la protagonista. Con tutte le sue fragilità che diventeranno i suoi punti di forza. Una lettura appassionata, che vale la pena di fare sul serio.

Titolo: Chiesa e Omosessualità. Un matrimonio imperfetto.
Autore: Domenico Di Cesare
Editore: Amarganta
Pagine: 136

chiesa e omosessualitàL’autore ci racconta, attraverso una serie di interviste che indagano sulla vita di alcuni sacerdoti, o meglio, sui loro destini, il difficile connubio tra l’esercizio della propria vocazione cattolica e l’essere omosessuali. Si tratta di veri e propri percorsi, a volte dolorosi, a volte rassegnati e in qualche occasione ricchi di speranza, che spiegano approfonditamente la piaga della negazione degli impulsi perpetrata dalla Chiesa che ancora oggi fatica ad accettare una constatazione semplice: l’omosessualità non solo esiste, ma può far parte della natura dell’uomo. Vi sono all’interno dei contenuti davvero toccanti, che vale la pena di conoscere per tutti coloro che vogliono capire meglio la posizione ecclesiale e, nel contempo, farsi un’idea precisa su quanto possa costare rinunciare a una vocazione o, al contrario, reprimere se stessi in onore di quanto la Chiesa Cattolica ritiene corretto o errato essere. Assolutamente consigliato.

Per oggi è tutto. Voi li avevate già letti?
Alla prossima!

 
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Pubblicato da su 6 luglio 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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La mia biblioteca in pillole – Storie emotive (28)

Ed eccomi qua per condividere pillole di lettura dalle mie ultime esperienze con i libri. Questa volta voglio dedicare la panoramica a tre libri che, per motivi differenti, sono in grado di emozionare il lettore.

Titolo: Passavamo sulla terra leggeri
Autore: Sergio Atzeni
Editore: Ilisso
Pagine:208
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Diventa complesso confrontarsi con un’opera che, in qualche modo, attraversa la Sardegna tutta mediante il lirismo e soprattutto l’eroismo epico della sua storia. Un’opera, quella di Atzeni, che racconta un popolo ma che scavando ancora nell’animo è capace di esemplificare quelle che siamo. Danzatori sotto le stelle, banditi guerrieri, giudici e donne di coraggio e bellezza. Una storia che si tramanda, e che viene puntualmente raccontata per non perderne il ricordo.
La storia, frutto di una ripetizione orale dell’anziano Antonio Setzu fatta a un giovane ascoltatore, riporta alla mente accadimenti reali, o anche fantasiosi, che rendono le nostre pietre e il nostro sangue speciale, un tesoro corale e quasi onirico, che non dovremmo mai scordare: quello che ci lega alle nostre origini. Un romanzo da leggersi tutto d’un fiato.

Titolo: Lettere fra l’erba
Autore: Clara Cerri
Editore: Lettere Animate
Pagine: 293

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Una nuova storia per Clara Cerri, che racconto in modo disincantato due  epoche che si incontrano: la prima, quella degli adulti di oggi, che hanno vissuto il periodo della Pantera, una generazione che un po’ è maturata per lo scorrere del tempo e un po’ invece rincorre con il rimpianto quanto non è riuscita a splendere durante la giovinezza, quando tutto sembrava ancora essere possibile. Dall’altra la gioventù di oggi, incarnata dalla bella e indecisa Isabella che si confronta con gli adulti e che vive per la prima volta le emozioni proprie dei suoi sedici anni. Non starò a raccontare i nessi e gli intrecci, rovinerei il gusto di una bella storia che merita di essere letta per portare ciascuno a una propria sintesi.
Per l’ennesima volta l’autrice, dotata di un buon talento da spendere e del quale forse deve ancora osare di più, regala ai lettori una piccola perla che si trova a metà strada tra l’esperienza di vita e il romanzo d’amore, di quelli intensi, che non si esauriscono mai nemmeno col passare degli anni, capaci di andare oltre la morte.

Titolo: Ritratto di un preziosissimo amore indecente
Autore:  Federica Gnomo Twins
Editore: Triskell
Pagine: 136

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Un libro questo, che dura il soffio appena delle pagine tra le dita ma che è capace di trasudare pura emozione. Racconta, con una perfetta aderenza al senso storico, dell’amore tra un pittore, Thomas, e il suo giovane e inconsapevole modello Wilhelm. In un tempo dove sentimento ed erotismo si fondono assieme, il lettore riesce a dedurre lo sfondo di timore per una relazione che all’epoca potrebbe generare scandalo e che anzi obbliga entrambi a fare i patti con la propria natura e l’irreprensibilità genuina di quello che provano. L’amore trascina i due in un vortice complesso di eventi, ma ci regala un insegnamento semplice: non importa quanto socialmente la relazione possa essere accettata. L’amore rende puri.
Ed è un concetto per cui vale la pena di lottare ancora oggi.

Titolo: Il quarto fato
Autore:  Laura MacLem
Editore: Autopubblicato
Pagine: 323

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Laura MacLem ritorna con una lettura dalla trama complessa, ma perfettamente incasellata nel suo dipanarsi. La sua è una lettura su più livelli di contenuto: abbiamo la misteriosa storia di Clara, una giovane lettrice che in qualche modo interagisce con l’ambiente e le variazioni attorno a sé e alla sua “famiglia” fino  a quando non matura la consapevolezza del suo ruolo e delle sue origini, dall’altro l’allegoria precisa della storia di un libro, di come si costruisce e di come rendere una trama realmente vivibile, degna di essere letta e, in quanto tale, vissuta.
Un libro che dimostra ancora una volta il talento di un’autrice nostrana che meriterebbe la ribalta, per la cura e soprattutto la fantasia con cui manifesta il piacere di scrivere e creare nuove storie sempre intriganti.

 

 
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Pubblicato da su 22 giugno 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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Bullied to Death – Giovanni Coda

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Titolo
: Bullied to death
Regista: Giovanni Coda
Italia/USA
Durata: 75 minuti
Produzione: Zena Film (Italy); Atlantis Moon Productions (USA)

Sinossi: Il film prende spunto dalla vera storia del giovane Jamey, quattordicenne americano suicidatosi nel settembre del 2011 dopo i ripetuti atti di bullismo cui veniva sottoposto, in seguito al suo coming out, a scuola e sul web. Alla storia di Jamey si legano le storie di giovani gay, lesbiche e trans uccisi o indotti al suicidio in diverse parti del mondo. Il 17 maggio 2071 a sessant’anni dalla morte del giovane, durante la giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, un gruppo di artisti si ritrova unito in una performance commemorativa che attraversa l’arco dell’intera giornata.

Il mio commento: Diventa davvero difficile riuscire a commentare un’opera come quella di Giovanni Coda che, per l’ennesima volta, riesce a mischiare in un modo perfetto l’arte della cinematografia con il senso civico di un messaggio forte e drammaticamente importante.
Parliamo di giovane vite spezzate dall’odio, che hanno lottato nel silenzio più completo delle Istituzioni e che hanno trovato un’alternativa nella tragica fine, piuttosto che nella comprensione. E con la sequenza di immagini forti e nel contempo poetiche, che accompagnano le testimonianze di questi piccoli eroi che non ce l’hanno fatta, suona dolorosamente forte lo schiaffo che si riceve, pesa come un macigno sullo stomaco.
Una girandola di emozioni che ruota lenta, che percorre le loro storie e nel contempo le storie di tanti altri che rimangono altrimenti senza voce, che porta lo spettatore a riflettere e ad appassionarsi alle vicende, suscitando una speranza di riscatto che, purtroppo, non riesce comunque a controbilanciare la drammaticità degli eventi. La rinuncia, il finale che non vorremmo e che è realmente esistito, per cui chiunque, se avesse voluto, avrebbe potuto porvi rimedio.
Ed è così che funziona l’arte del regista sardo Giovanni Coda. Ti trascina e ti abbandona nel dramma, ti violenta con dolcezza e ti restituisce migliore, con le lacrime, ti attrae e ti abbandona da solo ad affrontare i drammi delle altrui vite, che potevano essere le nostre vite.
Un’opera forte, che non dà sconti, e che ti obbliga a bere sino all’ultima goccia di veleno. Non è solo un film, è emozione nell’arte che trascende nella vita vissuta. Una visione breve e intensa, che lascia dietro di sé una scia difficile da dimenticare o cancellare.

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Pubblicato da su 8 giugno 2016 in Recensioni, Vita

 

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Cristina Lattaro – Strix Julia[RECENSIONE]

Titolo: Strix Julia
Autore: Cristina Lattaro
Editore: Bookeco Media
Prezzo e-book: 1,49 euro
ISBN: 978-88-99561-14-7
Pagine: 212

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Trama:
Fosco Scionni si trova in un momento importante della sua vita. La sua adorata Daria metterà alla luce un figlio, il risultato auspicato per qualsiasi altra coppia. Ma l’incontro con la misteriosa Julia, che si presenterà come strix (strega) rimescolerà le carte della sua esistenza in un continuo altalenarsi di vicende, viaggi nel tempo e soprattutto in una girandola di emozioni che tormenteranno il protagonista sino alla fine, che si presenterà con un inaspettato colpo di scena. L’amore emozionale e ossessivo per la sua strix metteranno comunque a dura prova la pazienza e gli stessi valori di Fosco, che dopo accettare il coinvolgimento nelle missioni della strega, non vedrà più il mondo con gli stessi occhi di prima.

Contenuti:
Una cosa va premessa sin da subito: l’esperienza di lettura di questo testo non è semplice, in primo luogo perché in sé i temi affrontati sono talmente tanti che sfugge a una catalogazione di genere. Di fatto, è oltre il fantasy, non è solo psicologico e possiede dei tratti thriller, accenni LGBT molto blandi e una forte connotazione sociale che apre la strada alle riflessioni post lettura.
I temi fondamentali si snodano attraverso la vita del protagonista: troviamo in primo luogo la dimensione introspettiva della scelta,della seconda opportunità, un tema molto comune dei nostri tempi, dove la personalità umana diventa quasi egoista, centrando l’attenzione sulla ricerca della felicità piuttosto che sui valori che sino a pochi anni prima venivano insegnanti come non negoziabili. Dalla mappa della storia trasuda proprio, attraverso i sentimenti e i gesti di Fosco, la dicotomia tra il valore della famiglia, la nascita di un figlio e il sentimento di paternità che rispecchia comunque il risultato e, se vogliamo, il senso stesso di tutta un’esistenza, contro invece il desiderio, l’ossessione che distrugge la persona sinché non si realizza, anche quando questo tipo di scelta ha il potere di azzerare il mondo di una persona. In questa netta linea di demarcazione la Lattaro costruisce una vicenda, ci impronta il suo protagonista, i cui patemi d’animo, la stessa lotta interiore, diventa il cardine del narrato, fino alla soluzione finale dove comunque i valori assumono una nuova luce interpretativa.
Altro tema fondante è invece la donna, non solo come entità di genere ma essere di affermazione, quasi come se l’autrice volesse calcare la mano sulla dimensione dell’evoluzione sociale dove la persona di gentil sesso ha potere per affermarsi senza rinunciare al suo essere donna in ogni fibra e, ovviamente per questo, e a prescindere dal possesso di poteri magici, si scontra con le istituzioni, prevalentemente religiose e morali che tendono a distruggere le persone che non si conformano ai dettami maschilistici e cercano di affermarsi. Julia stessa diventa pertanto la metafora della donna che si realizza e che cerca di contrastare l’immutabile gerarchia obsoleta di chi vuole organizzare la società in modo piramidale, basandosi sulle differenze di genere. Julia diventa quasi sinonimo di una società che si evolve.
In tutto il tessuto complesso della trama, l’autrice non ci delude, inserendo un piccolo, ma determinante, elemento LGBT di matrice saffica, affrontando il tema della gelosia e dell’amore impossibile e doloroso, che porterà all’interno della storia, scelte estreme e irreversibili da parte di Alice. Troviamo delineati i temi fantasy: dalla magia, al mondo parallelo (in passato e futuro) dove si sviluppa la storia fino al cammino dell’eroe, Fosco, che pur non avendo poteri magici riuscirà a evolversi a livello psicologico, acquisendo consapevolezza di sé e, nel contempo, imparando a difendere e ad attrezzarsi per la cosa che, alla fine, risulterà la più preziosa di tutte.

Ambientazione e Personaggi:
Una generica Italia, dai connotati laziali ma universali, fanno da sfondo alle vicende di Julia e Fosco, laddove l’ambiente non influisce sulle dinamiche della storia ma si adatta per consentirne una gestione ottimale. Non troviamo le piazze e le strade tipiche di Milites, o l’ambiente edulcorato e nascosto, quasi oscuro di Lusores (sì, diciamo che sto in fissa per questa talentuosa scrittrice) ma qui l’atmosfera è più soffusa, ansiosa a tratti, scura come quella che a volte solo Dario Argento riesce a realizzare, ma soprattutto e nel contempo onirica, perché filtrata dagli occhi di Fosco e quindi, pervasa dal sogno e dal desiderio agognato.
I personaggi sono demarcati secondo questa stessa linea, Fosco ci dice cosa è per lui Julia e quanto sia bella e feroce nella lotta, Fosco ci racconta il suo amore per Daria (e la tratteggia, nei momenti di maggior nostalgia, come un personaggio stressante, a volte antipatico allo stesso lettore), Fosco descrive Saccas, il misterioso infiltrato, Alice e tutte le altre comparse. Ma sin da subito è chiaro che la sua lettura è parziale, perché Fosco li descrive in funzione di se stesso, per raccontare sé al lettore più che una storia. Ogni personaggio pertanto si porta addosso, nel bene o nel male, il marchio che la voce narrante imprime ai suoi gesti e alla sua fisicità.

Stile e forma:
Un romanzo introspettivo necessita di una voce narrante robusta, e soprattutto coerente. In questo senso l’autrice raggiunge fin troppo bene il risultato, per quanto a volte forse stemperare un po’ l’emotività e la riflessione di Fosco agevolerebbe il godimento del testo e dell’azione. Non si sono rilevate incongruenze di storia, solo una leggera accelerazione di ritmo sul finale, come se si arrivasse troppo in fretta a soverchiare gli equilibri e accompagnare, correndo, il lettore a scoprire la verità tra Fosco e Julia, dove forse qualche passaggio intermedio avrebbe aiutato a digerire meglio la portata della storia. Il testo si costruisce in tre fasi temporali distinte, secondo uno schema alternato: il presente, dove Fosco riflette sulla sua vita e ci racconta la continua ossessione per Julia, il passato dove Fosco compie una missione nel tempo dell’antica Roma per salvare Julia e un presente/futuro dove Fosco assolve i compiti che Julia e l’organizzazione delle strix gli propongono. Ogni dettaglio, ogni segmento, è complementare, ma da solo insufficiente a rendere chiara la trama al lettore se non una volta conclusa la lettura. Tutto è legato, nulla risulta essere fuori posto.

Conclusioni finali:
Strix Julia è un’avventura complessa. Sia per la scrittrice compierlo che per il lettore assimilarlo, uno di quei testi che ha il potere di coinvolgere la mente e far riflettere su più campi fisici e ideologici. Esistono pochi libri che, per quanto siano in divenire, riescano a generare effetti forti durante la lettura: o li si richiudono perché lo sforzo mentale è troppo forte, o li si ama proprio per questo. Inutile dire che per me è un bel libro, un libro che ho amato dalla prima all’ultima pagina.
Consigliato a tutti quelli che voglio partire dal fantastico per interpretare e viaggiare nel mondo che oggi conosciamo, che è in divenire, e che a volte va così veloce che solo una strega come Julia riuscirebbe ad afferrare.

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Pubblicato da su 22 maggio 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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