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T.J.Klune – John & Jackie[RECENSIONE]

Titolo: John e Jackie
Autore: T.J.Klune
Genere: LGBT
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: 9.00 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
ISBN ebook: 9788899344986
ISBN cartaceo: 978-1544909301
Traduzione: Amneris Di Cesare

TramaJohn e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

Recensione: John e Jackie è un binomio che affonda le sue radici nella giovinezza di due uomini che, a discapito del tempo, vivono un’intera vita insieme. Ma è il tempo proprio il problema che affligge la coppia quando l’autore inizia a parlarcene. Perché manca poco, e Jackie teme di non farcela a ripercorrere insieme all’amato tutto quello che li ha legati. E allora inizia il racconto, a ritroso sulla china della loro storia, da quando si incontrarono tanti anni prima e divennero amici, fino al primo bacio. Solo contro tutti, ma loro, nonostante tutto, hanno vissuto l’intensità di un sentimento che li ha legati sino alla vecchiaia.
Il nodo centrale della storia pertanto è il legame, che attraversa tutte le fasi, dall’innamoramento alla dipendenza consapevole, al costruire insieme qualcosa, in una girandola emotiva che attraversa gli anni, le difficoltà di un legame che non si vede riconoscere i diritti, ma ciò che si trasforma in ostacolo, per loro, si traduce ancora in forza, portandoli oltre.
John e Jackie, due uomini che si amano, una coppia che può essere d’esempio per molti se pensiamo all’amore, quello vero.
Tanti sono i contenuti che ritroviamo tra le pagine: il desiderio di scoprirsi, l’omofobia latente e le difficoltà, a volte disastrose, che un giovane gay deve affrontare col coming out in famiglia, ma anche l’incuria e l’abbandono dei genitori, la violenza gratuita e immotivata, che mai va giustificata con delle attenuanti, come nel caso del padre di John, il cui dolore cieco lo ha trasformato in un mostro. E ancora ci interfacciamo con la gelosia, il tradimento, il desiderio di costruirsi un futuro e di farlo insieme, il matrimonio agognato.
Tutto il quadro composito acquisisce tridimensionalità di fronte alla storia, che alterna motivi di gioia al dolore intenso di una perdita dolorosa e infame, per il quale, per quanto ci si possa sentire preparati, non lo si è mai.
Ma nonostante l’esito, che non vi svelo, questo libro ha di sicuro il pregio di insegnare al lettore una lezione importante: il sentimento rimane e va oltre gli eventi, regala una speranza importante. Proprio quella a cui, forse, tutti ambiamo, quando amiamo sul serio qualcuno: il potere di non separarcene mai, di tenere vivo e vegeto il legame che ci mantiene con le dita intrecciate a chi amiamo per tutta la vita, o meglio, oltre la vita.
Per questo consiglio vivamente la sua lettura: un’esperienza intensa e delicata, scritta con gusto e in modo scorrevole ma nel contempo poetico, che non risparmia sangue ma lo propone in modo intenso dal profilo emotivo. Una storia che, nel profondo, credo che vorremmo vivere tutti noi fino in fondo.

 
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Pubblicato da su 23 maggio 2017 in Letteratura, Recensioni

 

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T.J. Klune – John & Jackie[SEGNALAZIONE]

Titolo: John e Jackie
Autore: T.J.Klune
Genere: LGBT
Pagine: 112
Prezzo cartaceo: 9.00 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
ISBN ebook: 9788899344986
ISBN cartaceo: 978-1544909301
Traduzione: Amneris Di Cesare

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John e Jackie si incontrano da bambini. Ora, settantuno anni dopo, Jack si prepara a dare a suo marito l’ultima immensa prova d’amore. Aspettando il tramonto, durante un intero pomeriggio, John e Jackie faranno rivivere cinque momenti chiave della loro vita insieme. Dal primo bacio alla violenza di un padre alcolizzato. Dall’insidia delle tentazioni del mondo alle difficoltà della maturità. Esperienze che hanno determinato quel che sono diventati e definito la  profondità del sentimento che li unisce. Mentre il sole declina, se fin dal primo giorno John non ha voluto altri che Jackie, nel loro ultimo Jackie dovrà farsi forza, vincendo ogni egoismo e remora, per concedere a John la morte decorosa che desidera.

 
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Pubblicato da su 20 maggio 2017 in Blog, Letteratura

 

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Festa nazionale del gatto a Quartucciu[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, condivido la locandina. Ulteriori informazioni, le trovate qui

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Pubblicato da su 16 febbraio 2017 in Letteratura

 

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Concorso Oltre l’Arcobaleno. Gli esiti[SEGNALAZIONE]

Con estremo piacere, diffondo:

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Il Premio Letterario Oltre L’arcobaleno, in collaborazione con Amarganta e LGBT Film Festival de L’Aquila, nasce con l’intento di arricchire l’offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013, attraverso racconti dedicati al tema attuale dell’omosessualità e alla lotta per l’equità nei diritti di cittadinanza.

Lo scopo dell’iniziativa è promuovere mediante la lettura e la cultura una società fondata sui diritti civili e sul rispetto delle multiculturalità senza discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali.

Sono stati selezionati i vincitori e finalisti del concorso Oltre l’arcobaleno edizione 2017:
Lily Carpenetti: Tutto sulle mie spalle
Manuela Chiarottino: Lettera a un padre
Giorgio Ghibaudo: Sotto le dita.
Menzioni d’onore:
Eva Serena Pavan: La mia mela
F.N.Fiorescato: Rainbow cake
Autumn Saper: Troy e Jake

I racconti faranno parte della raccolta Oltre l’arcobaleno – volume 2,
in pubblicazione nel maggio 2017, il cui ricavato (sia da parte degli autori, che dell’editore) verrà interamente devoluto a un’associazione (scelta dall’associazione Amarganta) che si impegna nella lotta in favore dei diritti civili.
La premiazione: sabato 25 febbraio 2017 durante la giornata finale della manifestazione LGBT Film Festival de L’Aquila presso l’Auditorium Renzo Piano, Viale delle Medaglie d’oro, 67100 L’Aquila Reale

Ancora un grazie a tutti coloro che hanno partecipato e tanti complimenti ai vincitori e alle menzioni d’onore. Sono orgoglioso di aver fatto parte di tutto questo.

 

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2017 in Blog, Letteratura

 

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TRIANGOLI ROSA[RACCONTO]

Uscito per la prima volta nella raccolta “Concatenazioni” edita da 6pollici nel 2013, lo ripropongo oggi.
Per non dimenticare mai.

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TRIANGOLI ROSA

Paragraph 175 StGB.
Ein Mann, der mit einem anderen Mann Unzucht treibt oder sich von ihm zur Unzucht mißbrauchen läßt, wird mit Gefängnis bestraft.
Bei einem Beteiligten, der zur Zeit der Tat noch nicht einundzwanzig Jahre alt war, kann das Gericht in besonders leichten Fällen von Strafe absehen.
Articolo 175.
Un uomo che commette atti licenziosi e lascivi con un altro uomo o permette l’abuso su di sé di atti licenziosi e lascivi, deve essere punito con l’imprigionamento. Se uno dei due coinvolti ha meno di 21 anni, al momento del compimento dell’atto la Corte può, specialmente in casi particolari, inasprire la punizione.

Lo scatto del registratore mi fece sussultare, mentre lei lo posava sul tavolo.
– Quando se la sente, incominci pure – sussurrò, pronta a prendere appunti. Fissai l’orologio sulla parete dinanzi a me, quasi avesse il potere di arrestarsi e ritornare indietro per riportarmi ai miei incubi di tanti anni fa.
– Inverno 1940 – iniziai – il mio arrivo al campo di concentramento di Sachsenhausen…

Frugando nei miei ricordi, non posso negarlo, ci sei tu e i tuoi occhi di cristallo, che notai subito il giorno in cui fosti assegnato al nostro blocco.
M’invadono i pensieri anche adesso.
Eri giovane e sperduto, non so nemmeno quanto potessi essere conscio del perché fossi finito tra noi. Il tuo segno sul petto, in quella divisa a righe, diceva tutto di te e aveva ben poca importanza quanto fosse vero o meno, il tuo destino era già stato segnato, legato a doppio filo con le nostre disgrazie. I tuoi capelli erano stati rasati, ma eri bello ugualmente, tremo ancora adesso se ci ripenso.
Con te nella mia mente inizio a parlare quest’oggi.

– Cosa facevate durante la giornata? A che lavori, o attività, eravate assegnati?
Lei si sporse dalla poltrona, quasi avesse voluto venirmi incontro. Il suo registratore continuava a girare.
– Non avevamo scelta – ripresi – eravamo destinati ai lavori forzati, oppure costretti a sottoporci alle cure e agli esperimenti di alto profilo scientifico a cui i medici del Reich si dedicavano nell’intento di farci guarire dall’omosessualità. Non seppi mai con quali criteri venivamo scelti, ma nessuno guarì con i loro tentativi a base di ormoni. – Sorrisi amaro.

Imparasti fin da subito qual era la nostra routine: il risveglio, se mai Dio avesse voluto regalarci il sonno; l’appello e la colazione, se ve ne fosse stato il tempo. Poi il lavoro, estenuante tra lo scherno e il disprezzo dei nostri carcerieri. Dopo la prima settimana ci misero assieme.
A mani nude spostavamo la neve da un ciglio all’altro della strada. Ricordo che più di una volta rischiai di inciampare per essermi soffermato troppo tra le tue iridi. Cadere sarebbe stato un grave errore, loro non aspettavano altro.
– Io mi chiamo Hans – sussurrasti, tanto da poter essere sentito da me solo.
– Georg – replicai con un soffio.
– Tutto questo finirà quando ci uccideranno? – mi chiedesti al successivo trasporto. Mi morsi la lingua, la tua domanda cadde nel vuoto. I miei occhi si incastrarono nei tuoi e ciò valse più di ogni altra risposta.

– E la notte? Cosa succedeva durante le notti?
Sospirai per trovare il coraggio di proseguire, senza riuscire a non sentirmi abbrutire man mano che andavo avanti, ma avevo deciso io che era giunto il momento di rivelarlo:
– Eravamo obbligati a stare in due o in tre per cuccetta, le mani bene in vista per non toccarci. La luce era sempre accesa e ogni notte facevano le ronde per controllare. Non era permesso nemmeno parlarci, potevamo solo pregare in silenzio che il sonno scendesse su di noi.

Erano trascorsi dei mesi dal tuo arrivo, quando assistemmo all’esecuzione dei due che dormivano vicino a noi.
Fummo messi in riga mentre loro, di fronte a tutti, vennero spogliati in mezzo alla neve; era Gennaio, credo.
Sapevamo che avremmo saltato la brodaglia che chiamavano colazione quel giorno, perché fummo obbligati a guardare quello spettacolo orrendo, ad ascoltare quelle urla atroci.
Sperai con tutto il cuore che le guardie non notassero le nostre lacrime: avremmo rischiato di essere puniti anche noi.
Erano stati scoperti a toccarsi la notte precedente; le avvisaglie di questo loro amore, noi le avevamo notate da tempo e ne avevamo paura, era impossibile sfuggirgli, sapevamo che sarebbe accaduto.
Li violentarono con le spranghe prima di sparare e dopo li lasciarono lì, sanguinanti e mezzo sventrati, sulla neve che divenne rossa tutt’intorno. Le guardie ridevano, ci minacciavano dicendo:
– I prossimi potreste essere voi.
Quella notte notai che tremavi perché eravamo finiti nella stessa cuccetta da un mese, il ricambio tra nuovi arrivi e decessi era costante. La tua figura si era fatta ben più esile rispetto alla tua discesa nel nostro inferno.
Era appena passata la ronda, i tuoi occhi grandi mi fissavano irrequieti, sapevo che ancora nelle tue orecchie rimbombavano le urla di dolore dei nostri compagni.
“Avrei voluto poterti abbracciare pur di confortarti e cancellare dalla tua mente quell’orrore, ci sarebbe voluto poco, le nostre mani erano distanti qualche centimetro soltanto.
Poi accadde: d’improvviso il tuo viso si arenò sul mio e, per un lungo minuto ci baciammo.
Non so se fosse per paura o per chissà quale altra misteriosa forza che voleva esorcizzare l’orrore che era diventata la nostra vita. Per fortuna nessuno se ne accorse, dopo pochissimo i tuoi occhi tornarono a fissare il fondo della branda sopra di noi. Non me lo sono mai scordato quel gesto, perché ti fece smettere di tremare e io mi sentii per la prima volta un essere umano.

– Avevate rapporti, di qualunque genere, con gli altri reclusi del campo? Collaboravate? Vi incontravate?
– Eravamo considerati da tutti il gradino più basso, anche dagli altri prigionieri. D’altronde noi triangoli rosa, eravamo quelli contro natura che per il solo fatto di esistere commettevano un delitto agli occhi di chiunque. Qualsiasi tipo di contatto con noi avrebbe sicuramente provocato il sospetto di essere omosessuali e generato ritorsioni crudeli se non mortali. Nessuno, dagli ebrei, agli zingari, ai testimoni di Geova, avrebbe dovuto fare grandi sforzi per disprezzarci.
Mi fermai un secondo prima di proseguire, per tirare il fiato, bere un sorso d’acqua e poi finii:
– il triangolo rosa era il nostro marchio dalla doppia sventura. Se fosse capitato a qualcuno di ucciderci, nessuno sarebbe stato punito, come invece sarebbe successo tra gli altri internati.
– Mi sta dicendo che la sua vita aveva un valore diverso?
– Non aveva più nemmeno il suo nome.

Altro tempo trascorse mentre il nostro amore, nonostante la fame e il dolore quotidiano, cresceva.
Ci furono diverse esecuzioni e altri nuovi sventurati ci raggiunsero. Io ti amavo, nonostante ormai di noi fosse rimasto solo il fantasma di quel che eravamo un tempo, nella vita passata che non c’era più. Ci avevano adibiti al trasporto dei cadaveri destinati ai crematori.
La tua tosse peggiorava di giorno in giorno, io pregavo che nessuno si accorgesse del tuo malessere e lo riferisse: si diceva che chi si fosse ammalato sarebbe passato per il camino.
Mi ricordo bene quando avesti la tua crisi: stavamo trasportando l’ennesimo corpo sconosciuto, in parte putrescente. Tu ti fermasti senza motivo, guardandomi e basta, io cercavo di strattonare il peso per farti riprendere a camminare prima che il Kapo e le guardie ci punissero con la frusta per la pausa non concessa.
Il tuo viso era scavato e terreo, imperlato di sudore.
– Ti amo, Georg – dicesti mentre mi fissavi senza muoverti.
Rimasi impietrito mentre tutto avveniva molto in fretta. Fosti scosso da una tosse violenta che sparse sangue dinanzi ai tuoi piedi senza che tu riuscissi a placarti.
Ti vidi cadere in ginocchio, cercai di sorreggerti, piangevo. Arrivarono subito, strappandoti dalle mie braccia, con forza cercai di aggrapparmi alla tua casacca logora ma mi rimase in mano solo un pezzo del tuo triangolo rosa.
Fui allontanato a calci e spintoni mentre ti trascinavano via.

– C’è mai più tornato a Sachsenhausen?
Erano passate due ore dall’inizio dell’intervista e sapevo che ormai ci stavamo approssimando alla conclusione. Involontariamente, una lacrima mi scese tra le gote, mentre la mano mi si posizionò all’altezza del mio vecchio cuore malandato.
No – mentii – non ne ho mai avuto il coraggio.

Ricordo bene che lo feci qualche anno fa, quando ancora le mie gambe funzionavano nonostante tutto.
Rividi quei binari maledetti, là, dove i miei occhi o soltanto il mio animo attendevano di incrociare di nuovo il tuo sguardo.
Osservai tutto quanto, durante la visita guidata, riconoscendo che nei miei ricordi non era presente la dimensione immane di cosa fosse stata quella tragedia.
Sachsenhausen era vuoto, eppure io, nella nebbia dei miei ricordi, non avevo mai pensato alla sua grandezza. Vidi anche la nostra baracca, ma non ebbi il coraggio di entrarvi per vedere cosa potesse esserci rimasto dentro, di me, di noi. La guida spiegò per filo e per segno tutto, ma non disse una parola sui triangoli rosa. Ancora oggi, pensai, siamo destinati a morire nell’oblio.
Mentre il resto della comitiva, silenziosamente, si recava verso l’ingresso per allentare la tensione generata dal luogo e dai racconti, mi avviai a compiere quello per cui ero venuto.
Conoscevo la strada, anche dopo tutti quegli anni in cui con tutte le forze avevo cercato di cancellarla. Mi fermai vicino ai binari, poco distante c’era la rampa dove ogni cosa, per entrambi, aveva avuto inizio.
Tirai fuori il mio logoro pezzo di stoffa, ormai sbiadito, che avevo conservato come una reliquia per tantissimo tempo. Era il mio triangolo, quello che avevo cucito sul petto della mia divisa.
Lo adagiai lì, vicino alle rotaie, ponendoci sopra un sasso. Era così che doveva essere fatto.
Indica un pezzo del mio cuore, un pezzo della mia vita, rappresenta quell’uomo col pigiama a righe, consunto e sporco, il cui spirito ha atteso giorno dopo giorno, anno dopo anno, il tuo ritorno.
Ricordo che piansi soltanto più tardi, ma provai anche sollievo, perché finalmente dentro di me parte di quell’incubo era stato ripagato.

L’intervistatrice si avviò verso la porta, ringraziandomi tanto per la gentilezza. Il registratore scomparve nella sua borsetta.
Dopo che fu andata via, la mia mano tornò vicino al cuore, estrassi dal taschino lo scampolo rosa sbiadito che apparteneva alla tua divisa.
Me lo misi sul naso, come facevo di tanto in tanto, cercando di non piangere più. Se chiudevo gli occhi riuscivo ancora a captare una qualche sfumatura del tuo odore, che non ho mai più ritrovato, perché la vita con le sue tragedie mi ha impedito di riassaporarlo dopo l’unico bacio che io e te ci eravamo scambiati.
Nel mio animo sentivo dentro l’unico rimpianto che mi restava e che mi assillò per tutto il tempo successivo.
– Ti amo, Hans – sussurrai.
Glielo avrei voluto dire prima che lui morisse, prima che me lo strappassero dalle braccia.

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2017 in Blog, Letteratura, Vita

 

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Premio Letterario Oltre L’arcobaleno[SEGNALAZIONE]

Affilate le penne, scade il 22 Gennaio. Qui il link su Facebook dell’evento!
Ecco il testo del bando:

Il Premio Letterario Oltre L’arcobaleno, in collaborazione con Amarganta e LGBT Film Festival de L’Aquila, nasce con l’intento di arricchire l’offerta culturale proposta dall’associazione culturale Amarganta a partire dal settembre 2013, attraverso racconti dedicati al tema attuale dell’omosessualità e alla lotta per l’equità nei diritti di cittadinanza.
Lo scopo dell’iniziativa è promuovere mediante la lettura e la cultura una società fondata sui diritti civili e sul rispetto delle multiculturalità senza discriminazioni basate sugli orientamenti sessuali.

Scadenza invio opere e pagamento iscrizione: 22 gennaio 2017

Art. 1 – Il Premio Oltre L’arcobaleno – prima edizione sostiene e promuove la coscienza civile, dando visibilità alle storie che trattano come argomento l’omosessualità, nel più ampio respiro del termine e nel contempo si pone l’obiettivo, attraverso l’opera letteraria, di esprimere e valorizzare una cultura inclusiva delle persone quali che siano le loro preferenze affettive.
È strutturato in un’unica sezione per racconti brevi, senza vincoli di genere, che devono essere inediti, ovvero mai pubblicati in nessun altro contesto, rete internet compresa. I testi devono essere al massimo di 20.000 caratteri spazi inclusi, pena l’esclusione.
Il tema del racconto è libero, l’unico vincolo permane sulla centralità dell’omosessualità nella trama. Non saranno ammesse opere inneggianti l’odio, l’omofobia e la violenza verso le persone omoaffettive.

Art. 2 – Al Premio possono partecipare scrittori di tutte le nazionalità purché le opere iscritte siano in lingua italiana.

Art. 3 – Come partecipare.
Inviare una copia digitale del testo in formato word, rtf o pdf, con allegata biografia dell’autore, indirizzo, numero telefonico, codice fiscale, e-mail, dichiarazione di opera inedita e di opera priva di vincoli per la pubblicazione. Inoltre si richiede la dichiarazione ai sensi della vigente normativa sulla privacy, di cui all’articolo 9 del presente bando.
In merito alla dichiarazione opera inedita/vincoli è sufficiente riportare nella mail di adesione la seguente dicitura: “Io sottoscritto … dichiaro che l’opera presentata è frutto esclusivo del mio ingegno ed è inedita. Che sono l’unico titolare di tutti i diritti dell’opera, e che li cedo in via gratuita e non esclusiva per le finalità del concorso stesso. Che ho letto il regolamento del concorso e lo accetto in ogni sua parte.
Il materiale richiesto andrà inoltrato all’indirizzo e-mail antologialgbt@amarganta.eu entro il 22 gennaio 2017 (farà fede la data del server del provider). La mail di ritorno erogata dal server attesta l’avvenuta ricezione del testo e sarà convalidata da un’ulteriore e-mail dell’Associazione Amarganta.

Art. 4 – Consistenza del premio:
La giuria tecnica del premio, selezionerà tre testi finalisti che parteciperanno alla cerimonia di premiazione il 25 febbraio 2017 a L’Aquila in occasione dell’LGBT Film Festival.
La giuria di qualità, composta dai membri dell’organizzazione dell’LGBT Film Festival e dell’associazione Amarganta, indicherà i tre finalisti entro il 5 febbraio.
I primi tre classificati riceveranno una targa di merito e saranno inseriti di diritto nell’antologia Oltre l’arcobaleno – volume 2, edita dall’editore Amarganta per la collana Amarganta LGBT.

Art. 5 – Antologia: I tre racconti selezionati verranno inseriti nell’antologia Oltre l’arcobaleno – volume 2, in pubblicazione per maggio 2017, il cui ricavato verrà interamente devoluto a un’associazione (scelta dall’associazione Amarganta) che si impegna nella lotta in favore dei diritti civili.
Non verrà quindi riconosciuto alcun compenso agli autori dei racconti, i ricavati della vendita dell’antologia saranno infatti destinati alle finalità di cui al precedente capoverso.
Insieme ai testi finalisti, saranno compresi nell’antologia Oltre l’arcobaleno, volume 2, altri racconti di autori italiani e/o stranieri selezionati dall’editore. La scelta avverrà a giudizio incondizionato da parte dell’editore. L’eventuale partecipazione al concorso preclude l’inclusione del testo nell’antologia in altre modalità differenti dal concorso medesimo. Il curatore dell’antologia sarà il dott. Francesco Mastinu direttore della collana Amarganta LGBT per l’editore Amarganta.
Si chiarisce sin da ora che i testi dei finalisti saranno sottoposti a editing da parte dello staff dell’editore Amarganta, a cui i tre finalisti sono tenuti a ottemperare, pena l’esclusione dall’antologia e la perdita del premio.

Art. 6 – Il giudizio della Giuria è insindacabile.

Art. 7 – La quota di iscrizione è fissata in 2,00 euro per ogni racconto iscritto da pagare tramite paypal: associazioneamarganta@gmail.com oppure tramite bonifico:
IT83X0200814606000103971348 – AMARGANTA ASSOCIAZIONE
Unicredit Agenzia Rieti
Piazza Battisti Cesare 7 – 02100 Rieti (RI)

Art. 8 – La partecipazione al Premio Letterario Oltre l’arcobaleno I Edizione implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.

ART. 9 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:
Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo.

Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso copiare nella dichiarazione il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali che segue:
Consenso al trattamento dei dati
Consapevole che le informazioni da me fornite sono facoltative ma necessarie per la partecipazione al Premio Letterario Oltre l’arcobaleno prima edizione, che il trattamento è finalizzato allo svolgimento delle attività legate al Premio, che i dati saranno trattati nei principi della correttezza, liceità e trasparenza, esprimo il mio libero consenso al trattamento dei dati personali e sensibili da parte dell’Associazione Amarganta ai sensi dell’’art. 13 del D.lgs. 196/2003 e successive modifiche per tutte le operazioni previste nella citata Legge. Il trattamento dei dati personali potrà essere effettuato anche per finalità statistiche e d’informazione sull’attività dell’Associazione Amarganta.

Per informazioni:
Segreteria Premio Letterario Oltre l’arcobaleno I Edizione
antologialgbt@amarganta.eu
associazioneamarganta@gmail.com

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Pubblicato da su 5 gennaio 2017 in Blog, Letteratura

 

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Le canzoni di Sono solo parole[Playlist]

Questo romanzo, come ho già detto da qualche parte, nasce subito dopo la conclusione di Foglie, per l’idea di scrivere una storia che fosse il più possibile romance e che raccontasse un po’ di adolescenza. Alla fine, quel che ne è venuto fuori, è un crossover della serie Emozioni del nostro tempo, proprio perché i suoi protagonisti avevano deciso che non potevano ancora abbandonarci. C’è stata una canzone che mi accompagnato maggiormente nella storia, è la stessa da cui ne ho tratto il titolo. La cantante è Noemi, e questa è Sono solo parole, colonna sonora “madrina” della storia travagliata di Erika e Simone:

Proprio questa musica sta alla base di tutta la storia, del suo significato più intrinseco. Che il destino spesso gioca con le nostre vite, ma tutto quello che ci si palesa davanti, spesso serve per non lasciarci dietro i sospesi che potrebbero rincorrerci tutta la vita. E’ ovvio quindi che questa musica ha fatto parte soprattutto delle riflessioni di Simone ed Erika, e dei loro amici. Ma, come di consueto, eccovi la carrellata delle altre canzoni, insomma, della playlist dei momenti topici di Sono solo parole. Vi auguro buon ascolto!

Paula Cole – I don’t want to wait (l’arrivo di Erika a scuola e il primo incontro con gli altri, soprattutto con Simone)

Rolling Stones – Streets of love (Simone che si rende conto di avere una cotta per Erika e decide di provarci. le riflessioni sul rapporto tra Mirna e Manlio)

Michael Jackson – I just can’t stop loving you (il ballo a Capodanno)

Laura Pausini – Io canto (Scene dedicate ad Alba e alla festa di Spano)

Jewel – This Way (le confidenze di Erika alle sue amiche)

Melody Crittenden – Broken Road (Simone cerca di allontanarsi da Erika)

Shawn Colvin – Love came down at Christmas (Festa di Natale tra amici)

Savage Garden – Truly, madly deeply (Simone si rende conto di essere innamorato di lei, qualunque cosa Erika faccia)

Edwin McCain – I’ll be (Manlio fa i conti con le angherie di Sarah. Simone e il dilemma sulle esperienze sessuali)

Tracy Chapman – Fast car (momenti al falò tra tutti gli amici)

Alanis Morisette – Simple together (Erika propone la pausa di riflessione. Erika scopre del viaggio in USA)

Le vibrazioni – in una notte d’estate (Simone ed Erika, in spiaggia)

Mark Kozelek – Ruth Marie (I baci tra Erika e Simone)

Passenger – Let her go (Erika rimane sola in spiaggia. Erika che piange in macchina dopo il bacio di Simone. Simone lascia Barbara e se ne va di casa)

Verbow – Crest of Mary (I momenti al cinema tra Erika e Simone, sia durante il liceo che dopo l’università)

Alex Britti e Bianca Atzei –Non è vero mai (Erika fa i conti con le sue scelte, la proposta di matrimonio e le sue reazioni)

R.E.M. – Nightswimming (L’incontro tra loro nel tempo, in diverse occasioni)

Stevie Nicks – Free Fallin’ (Simone riceve la partecipazione di Erika e si sconforta)

Laura Doyle – I love you so (I momenti tra Barbara e Simone nella terza parte)

Weekend Excursion – Finally found you (Simone ed Erika si incontrano per caso, da adulti)

Damien Rice – Cold Water (Scena tra Erika e Simone a casa di lei, dopo aver scoperto il segreto di Barbara)

Tiziano Ferro e Laura Pausini – Non me lo so spiegare (Simone ed Erika cercano di cambiare vita, ma alla fine capiscono che sono ancora legati tra loro)

Tracy Chapman – All that you have is your soul (La cena a casa di Mirna e le riflessioni di tutti gli amici ormai adulti)

Michael Stipe e Joseph Arthur – In the sun (Simone va da Erika, fase finale della storia)

 
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Pubblicato da su 4 dicembre 2016 in Blog, Letteratura

 

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