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Milioni di cose da dire... ma attualmente nemmeno una che mi viene in mente

Vi presento Fiamme

E con grande piacere, annuncio il quarto volume della serie Emozioni del nostro tempo.
Ecco a voi: Fiamme!

Enrico quarantenne e affermato docente universitario, ha raggiunto la dimensione della sua esistenza grazie al marito Manlio e a loro figlio Carlo. L’attrazione fatale verso uno studente dagli occhi di ghiaccio, tuttavia, accende in lui un’incontenibile frenesia che stenta egli stesso a riconoscere. È l’inizio di un percorso difficile, tra tentazione e rimorsi, pulsioni e cedimenti. Un tormentone che lo prostra nella mente e nel fisico gettandolo in una spirale perversa che potrebbe costargli quanto conquistato fino a ora. Attorno a lui si muovono ed evolvono gli altri protagonisti della serie “Emozioni del nostro tempo”. Le loro vite si incrociano e proseguono parallele per poi prendere direzioni impreviste e sovrapporsi ancora. Anche se le fiamme bruciano, consumando ogni cosa, è possibile per ciascuno rinascere dalle proprie ceneri e trarre dal calore la forza per combattere a difesa di chi si ama e di chi si deve proteggere.

Titolo: Fiamme
Volume IV della serie Emozioni del nostro tempo
Autore: Francesco Mastinu
Editore: Amarganta
Pagine 350
Collana LGBT
ISBN Ebook        acquistabile nei maggiori store online
ISBN Cartaceo  978-1974614561 acquistabile qui e su Amazon

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Pubblicato da su 7 settembre 2017 in Blog, Letteratura

 

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Diario di viaggio #8

Occhi.

Che spesso si fanno racconto, di noi stessi o più semplicemente del mondo (o anche del modo) in cui viviamo. Ci sono sguardi che raccontano molto più di quanto abbiamo il coraggio di dialogare. Nell’ultimo giorno di Romania sono questi gli occhi che ho incontrato e che voglio provare a narrare. Della gente che abbiamo visto, delle persone con cui abbiamo viaggiato, o meglio, vissuto. Che sono diventate comunque parte di me.

L’ultima tappa del nostro viaggio è stata proprio Bucarest, laddove siamo partiti. Che per me rimane la sintesi del suo paese: una tensione continua tra il voler essere se stessi e il farsi includere nel mondo di cui rivendicano appartenenza.

Origini romane, influenze medievale e credenze ortodosse che si mischiano col progresso post – dittatura in un popolo che rinnega e si lascia affascinare dal mondo moderno. Con tutti i rischi che corre, dalla speculazione alla perdita della tradizione. Così è Bucarest per me. Un misto tra moderno e antico, una storia antica, rivisitata e in divenire. E non posso negare che mantenga, proprio per questa dicotomia, il suo fascino più intenso.

Abbiamo visitato luoghi monumentali, religiosi, cuori della dittatura o effetti della globalizzazione, ci siamo lasciati trascinare in questo percorso a tratti folle, per scoprire una città tipicamente dell’est europeo, con le sue caratteristiche ma soprattutto con le sue normalità, insite in un sistema di vita che, se non vivi, forse non puoi nemmeno comprendere.

Per questo la mia opinione rimane indefinita, ma comunque emozionale. Puramente emotiva.

Come avrete notato, non ho parlato di omosessualità rumena in nessun capitolo. Perché di fatto, non esiste. Nel senso purtroppo più triste del termine: in questo posto siamo lontani luce da quello che in Italia abbiamo appena intravisto con le novità normative. C’è tanta diffidenza e omofobia, così ci raccontano le statistiche. E purtroppo l’ho toccato con mano. Non mi è successo nulla, tranquilli, ho solo avuto modo di scambiare i miei punti vista con un parcheggiatori che, una volta compresa la situazione, ha tagliato la corda. C’è tanto bisogno di emancipazione, dico davvero. Forse di affermazione e di lotta. Non a caso la Romania è uno dei pochi paesi che non ha le Unioni civili (ma perlomeno hanno un’estensione dei reati di odio che riguarda anche l’orientamento sessuale).

A conti fatti, è stata una giornata intensa quella di ieri. Mattina e pomeriggio dedicata alla visita della città, serata con cena folk, e infine un assaggio di vita notturna, perché era l’ultimo giorno del nostro viaggio.

Una nota a margine per i posteri la voglio comunque lasciare: con me riporto a casa il calore dei rapporti stretti, e delle persone meravigliose che facevano parte del gruppo vacanza alla scoperta di questo strano ma affascinante paese.

Un calore e un’amicizia che, oltre a coltivare, non dimenticherò così facilmente. Il viaggio è stato meno sofferto proprio per la loro presenza, lo giuro!

Ogni cosa bella, o comunque intensa, trova sempre la sua fine, e non saprei quale potrebbe essere il modo migliore per chiudere questo diario di viaggio se non con una dedica proprio a queste persone.

L’ora tarda avanza, e ora, a casa nel caldo cagliaritano, io mi metto a letto, dopo una giornata come ieri e soprattutto dopo tante ore di volo di oggi.

Un abbraccio a tutti e, come sempre, grazie per avermi seguito sin qui.

La dedica finale? Assolutamente questa:

Scritto da Frà finalmente a Casa Fagiolina il 27 agosto 2017, ore 23;23

 
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Pubblicato da su 27 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #7

Oggi volevo riflettere sui rapporti umani. Su come essi si possano costruire e disfare a volte perché si viene fraintesi. Ma soprattutto volevo parlare di legami, di sintonia. Di persone che non si conoscono e che si ritrovano, e riescono ad andare d’accordo, accertandosi per quello che sono. Situazioni che, nel bene o nel male, stupiscono sempre, e fanno bene al cuore.

Oggi abbiamo iniziato la giornata con la visita al Castello Peles, una residenza reale costruita dal 1800 in stile neorinascimentale tedesco. Un posto davvero suggestivo, con la funzione di sede di rappresentanza della monarchia.

È situato proprio a Sinaia, quindi immerso in un paesaggio speciale.

Dopo la visita, finalmente, ci siamo recati nel famosissimo Castello di Bran che, seppur un falso storico, è definito il Castello di Dracula, sul quale è stato negli anni improntato il turismo. Si tratta comunque del maniero che ha ispirato Bram Stoker per il suo romanzo, e questo mi fa riflettere (e gongolare) sul potere della letteratura.

Emozione indescrivibile, perlomeno per me.

Ok, sappiamo tutti che in realtà la vera dimora di Vlad l’impalatore si trova a Poenari della cui fortezza non sono rimasti che ruderi, e che il castello di Bran è più che altro un espediente turistico, ma si respira, credetemi, aria vampiresca sul serio, soprattutto negli esterni più che gli interni. Anche perché, a dirla tutta, rispetto agli altri palazzi reali che ho conosciuto, l’aspetto della ricostruzione della mobilia dell’epoca lascia abbastanza a desiderare.

Una critica estemporanea: ho rivalutato il modo di guidare italiano, in Romania sono sul serio avventati, e spesso impediti.

Questo pomeriggio invece abbiamo visitato la cittadina di Brasov, uno dei simboli storici della Transilvania se non dell’intera Romania. Ve ne lascio qualche scorcio suggestivo.

Comunque una cosa è certa: la tirannia di Cesausescu ha lasciato delle profonde ferite in questo popolo.

La cena è stata all’insegna dell’allegria, con musica dal vivo, vicino all’albergo.

è ora di dormire, cari.

Oggi mi va di salutarvi con questa: https://youtu.be/oq5fezofOjU

Buonanotte!

Scritto da Frà il 25 agosto 2017, a Sinaia, ore 23;45

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #6

Poco da dire, oggi. Sveglia alle 6;30 e lunga giornata dedicata fondamentalmente alla natura e alle bellezze paesaggistiche. Ma non solo!

Abbiamo iniziato con una breve sosta in una casa privata rumena dell’ambiente rurale, dove vivono nonna e nipotino. Un’esperienza, data la storia personale, molto toccante per diversi punti di vista. Ok, per riservatezza non voglio raccontare nello specifico le vicende ma lasciare solo l’impressione che ne ho desunto: nonostante tutte le contraddizioni e forse un certo voler creare la barriera tra il noi e il loro, i rumeni hanno tante speranze. L’ho letta negli occhi del bambino, ma in generale nell’aria che si respira. Speranze che, nel bene o nel male, denotano con forza la voglia di andare avanti e migliorarsi. Io, oggi, a quest’ora, la penso così.

(Il micio viveva nella casa, le altre cose non me la sento di postarle. Non per altro, perché voglio custodire tutto nel cuore.)

Abbiamo poi fatto una visita al Monastero di Agapia, dove oltre alla chiesa ortodossa abbiamo potuto vedere le suore al lavoro col telaio produrre tappeti, oppure a maglia per sciarpe e altri capi di abbigliamento rigorosamente fatti a mano.

Mi hanno stupito i colori dei fiori, anche se c’era un’atmosfera più trafficata e meno… spirituale. Perlomeno per me.

Altra tappa splendida, dopo ore di pullman, sono le Gole di Bicaz che lasciano, sul serio, senza fiato. E qui vorrei lasciar parlare le immagini più che me.

Altra meta naturalistica di indiscusso interesse è di certo il Lago Rosso, noto anche come Lago Assassino. Si tratta di una diga naturale creatasi a seguito del crollo di una montagna su tre ruscelli. Anche in questo caso è stato possibile lasciarsi incantare dalla natura, ma soprattutto dagli incontri della fauna, non solo randagia, ovviamente!

Essendo stato un percorso piuttosto lungo e tortuoso, non ho risparmiato nemmeno qualche scatto lungo la strada, in movimento.

Ma il vero evento è avvenuto comunque in una fermata non prevista, a Pretatea Rejmer dove abbiamo potuto fotografare le famose cicogne. Qui in Romania la popolazione ci tiene particolarmente a questi uccelli migratori, che fanno i nidi persino nelle nicchie appositamente riservate a loro sui tralicci della luce.

Diciamo che è stata una giornata pesante, ma anche ricca di belle sensazioni. Ora siamo in viaggio nella Valacchia, diretti a Sinaia, località montana dove alloggeremo per due giorni. Ma rimanete sintonizzati, che domani si torna sulle orme di Dracula.

E per concludere, questa canzone oggi la dedico a voi. https://youtu.be/_7q0skpXPIs

Scritto da Frà il 24 agosto 2017, verso Sinaia alle ore 20;17

 
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Pubblicato da su 24 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #5

E mentre mi approccio a mettermi a dormire, scrivo qualche riga sulla giornata di oggi. Premetto: monasteri, monasteri, monasteri.

Ma andiamo per ordine: una prima riflessione che mi è venuta riguarda il randagismo: ci sono parecchi cuccioli randagi e, purtroppo, secondo me, sono un po’ maltrattati. Non ho approfondito l’argomento con chi avrebbe potuto chiarire questo aspetto, ma mi sono venute in mente differenze di approccio: i cani di Atene sono coccolati dalla popolazione. Qui mi è parso viga un senso di fastidio generale per questo danno sociale. Eccovi l’esempio di uno dei tanti cuccioli incontrati, tutti piuttosto timorosi dell’essere umano.

Per il resto, siamo in Bucovina, terra di spiritualità e religione, che mantiene un po’ l’aspetto rurale che affascina di certo.

Oggi abbiamo visitato nell’ordine il monastero di Moldovita,

nonché quello di Sucevita

e infine quello di Voronet.

Sono tutti quanti patrimonio dell’Unesco da parecchio, i tre monasteri sono molto simili, caratterizzati dalle pitture medievali esterne e da altrettanti affreschi interni, che rappresentano il calendario ortodosso. Ho avuto modo di appurare un estremo senso di rispetto dei rumeni verso il credo religioso, con l’idea che per quanto austero, detenga comunque un suo fascino impossibile da negare, né cancellare.

Una volta conclusasi l’ultima visita (le distanze sono piuttosto cospicue e gran parte del tempo lo abbiamo trascorso in pullman) siamo arrivati alla nostra meta notturna: la cittadina di Gura Humorului, di cui non farò nessuna esplorazione per necessità di stanchezza.

Nonostante al nostro arrivo lo staff ci abbia accolto così.

Ma siamo sfatti, sul serio, e domani ci si sveglia prestissimo per proseguire il tour. E poi sono febbricitante, ma come mi ha insegnato la mia cara amica Milly, se non fai caso alla febbre, quella se ne va. Ed è esattamente ciò che intendo fare.

Buonanotte, alla prossima!

Stavolta su queste note: https://youtu.be/JGwWNGJdvx8

Scritto da Frà a Gura Humorului il 23 agosto 2017, ore 23;09

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #4

E mentre stiamo entrando in Bucovina, scrivo per lasciarvi un brevissimo report: ieri notte siamo stati in giro per Bistrita. Un po’ triste è stato vedere, o meglio, non vedere la chiesa per la scarsa luce.

Una cosa che mi ha stupito: un bel progetto di biblioteca per strada. E non potevo chiedermi quando anche In Italia riusciremo ad avere idee del genere, soprattutto se durerebbe senza venire distrutto dai teppisti.

Un particolare dell’hotel: ha lo stesso nome della pensione in cui alloggiò il protagonista di Dracula quando arriva per la prima volta in Transilvania.

Vi lascio con un vecchio successo romeno, chi se lo ricorda?

Buona giornata!

Scritto da Frà in Bucovina il 23.08.17 h 09:59

 
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Pubblicato da su 23 agosto 2017 in Blog

 

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Diario di viaggio #3

Intensa questa terza giornata che ci ha visto impegnati alla scoperta delle leggende e dei tesori della Transilvania,

e quindi, ovviamente, dietro le orme del famoso Vlad l’impalatore, il monarca difensore delle terre cristiane contro l’invasione turco/ottomana noto per la sua crudeltà, noto anche come Dracula, personaggio che ispirerà Bram Stoker e il suo bellissimo romanzo.

Ok, devo dire altro? Io penso di no.

Iniziamo con una panoramica di Biertan e della sua suggestiva chiesa fortificata. Credo che le immagini parlino per contro proprio.

Una cosa speciale di questa giornata di sole è di certo l’aria che si respira in questa terra, dove ancora rimane comunque un peculiare gusto rurale nonostante la popolazione romena desideri sentirsi occidente da un lato e non perdere la propria cultura in favore della globalizzazione dall’altro.

Di sicuro il luogo più interessante e turistico rimane Sighisoara, cittadina medievale che ha dato i natali proprio al nostro amico Vlad Draculia, sul quale è improntato gran parte del turismo di massa che ci perviene. Per tanti autoctoni comunque, al di là dei romanzi e delle leggende, il signore transilvano rimane un eroe della cultura popolare.

La terza tappa ci ha visto invece fare una breve passeggiata per Targu Mures,

dove quel che mi ha colpito di più è di certo il riferimento alle origini latine che un po’ tutta la Romania rivendica, e che trova espressione in una delle tante lupe capitoline che si trovano nei centri più importanti.

I paesaggi, come sempre, sono stati incantevoli e finalmente sono riuscito a scattare qualche foto delle campagne verdissime che caratterizzano questa zona. Un’altra cosa positiva è la buona atmosfera che si è creata col gruppo di partecipanti, di reciproca simpatia e soprattutto di cura e di compagnia per queste lunghe traversate tra storia, campagna e viaggio in pullman alla scoperta di questa nazione controversa, ma comunque affascinante.

Ora siamo a Bistrita, dove dormiremo prima di proseguire il tour domani.

Adesso stacco, qui si sta per andare a cenare.

Dedica di questa puntata? Ma questa, fuor di ogni dubbio!

https://youtu.be/aatr_2MstrI

Buona serata!

Scritto da Frà il 22 agosto 2017 a Bistrita, ore 19;57

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2017 in Blog

 

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