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Un, due, tre… Pride!

26 Giu

 

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Come al solito ho sempre bisogno di un po’ di tempo per carburare le emozioni quando avviene qualcosa di bello o di importante, come è stato per me il Sardegna Pride di sabato 25 giugno. Un’esperienza che, per uno come me che non è ha saltato nemmeno uno, sembrerà sempre uguale ma, lo confesso apertamente, è sempre fonte di nuovi sentimenti.
Gli anni passano, eppure ci ritroviamo lì, nella nostra amata Cagliari, a sfilare e a dire quello che siamo, quanto sia ingiusto vergognarsene. E come di consueto ritroviamo una cittadinanza bella, accogliente, che ci segue e resta con noi per tutto il percorso, che ci dimostra quanto quello per cui noi lottiamo, sia condiviso.
Al di là di tutte le brutture esterne, a partire dai pregiudizi che abbiamo attorno e che spesso vengono fomentati dalla politica nostrana e dalle istituzioni cattoliche, è bello riuscire a sentire addosso quel calore. Poter marciare mano nella mano con la persona che amo da (quasi) 15 13511047_10209864504120462_3252497447636935399_nanni e sentirmi parte di qualcosa di grande. Riesco quasi a dimenticare anche tutti quelli che, immancabilmente, parlano di una volgarità che non esiste in queste occasioni, di una nudità che non c’è ma che sistematicamente rilevano da fotomontaggi nel web, di un non bisogno di manifestare con gioia per essere orgogliosi, quando di fronte all’ignoranza e all’odio che ancora vige in Italia ci sarebbe invece la necessità di un Pride quotidiano, e non solo di un’occasione l’anno.
13528659_10209864507480546_2079166599507966720_nSì, quello che volevo mettere nero su bianco è la speranza che una manifestazione del genere regala: non solo a chi ne fa parte, ma a chi lotta per potersi affermare. E la moltitudine conforta, tanto. Una bella serata, trascorsa con tanti amici che a volte non vedi spesso, ma che marciano con te, per un mondo migliore.
E in tutto questo non bisogna dimenticare di ringraziare tutti quelli che lo hanno reso possibile, dall’Associazione Arc Cagliari ad Agedo Cagliari, MOS e tutti gli altri che magari, per questioni di memoria, non riesco a citare. Perché il bello del Pride è che c’è una macchina di volontariato che lo organizza e che si fa davvero il mazzo per renderlo possibile, con un chiaro messaggio di restituzione: Il Pride è di tutti. E così sempre dovrà essere.

Perché sì, alla fine, noi siamo andati insieme a chi ha avuto il coraggio di esserci e in nome di quei tanti che non hanno potuto farlo. Ma soprattutto per coloro che, invece, non hanno avuto il coraggio di farsi vedere, con l’augurio di averli, un domani, a marciare fieramente con noi. Io, nel mio piccolo, spero solo di poterci andare ancora l’anno prossimo, da sposato con chi amo. Perché è questo quello che in cui credo.
Sono emozioni che ti entrano dentro e ti percuotono. Ti stancano, ma ripeteresti tante e tante altre volte.
Per cui buon Pride fratelli e sorelle.
Io per riprendermi oggi sono andato al mare (e invidiatemi pure!), ma vabbeh, questa è un’altra storia…

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Pubblicato da su 26 giugno 2016 in Blog, Vita

 

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