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Cristina Lattaro – Strix Julia[RECENSIONE]

22 Mag

Titolo: Strix Julia
Autore: Cristina Lattaro
Editore: Bookeco Media
Prezzo e-book: 1,49 euro
ISBN: 978-88-99561-14-7
Pagine: 212

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Trama:
Fosco Scionni si trova in un momento importante della sua vita. La sua adorata Daria metterà alla luce un figlio, il risultato auspicato per qualsiasi altra coppia. Ma l’incontro con la misteriosa Julia, che si presenterà come strix (strega) rimescolerà le carte della sua esistenza in un continuo altalenarsi di vicende, viaggi nel tempo e soprattutto in una girandola di emozioni che tormenteranno il protagonista sino alla fine, che si presenterà con un inaspettato colpo di scena. L’amore emozionale e ossessivo per la sua strix metteranno comunque a dura prova la pazienza e gli stessi valori di Fosco, che dopo accettare il coinvolgimento nelle missioni della strega, non vedrà più il mondo con gli stessi occhi di prima.

Contenuti:
Una cosa va premessa sin da subito: l’esperienza di lettura di questo testo non è semplice, in primo luogo perché in sé i temi affrontati sono talmente tanti che sfugge a una catalogazione di genere. Di fatto, è oltre il fantasy, non è solo psicologico e possiede dei tratti thriller, accenni LGBT molto blandi e una forte connotazione sociale che apre la strada alle riflessioni post lettura.
I temi fondamentali si snodano attraverso la vita del protagonista: troviamo in primo luogo la dimensione introspettiva della scelta,della seconda opportunità, un tema molto comune dei nostri tempi, dove la personalità umana diventa quasi egoista, centrando l’attenzione sulla ricerca della felicità piuttosto che sui valori che sino a pochi anni prima venivano insegnanti come non negoziabili. Dalla mappa della storia trasuda proprio, attraverso i sentimenti e i gesti di Fosco, la dicotomia tra il valore della famiglia, la nascita di un figlio e il sentimento di paternità che rispecchia comunque il risultato e, se vogliamo, il senso stesso di tutta un’esistenza, contro invece il desiderio, l’ossessione che distrugge la persona sinché non si realizza, anche quando questo tipo di scelta ha il potere di azzerare il mondo di una persona. In questa netta linea di demarcazione la Lattaro costruisce una vicenda, ci impronta il suo protagonista, i cui patemi d’animo, la stessa lotta interiore, diventa il cardine del narrato, fino alla soluzione finale dove comunque i valori assumono una nuova luce interpretativa.
Altro tema fondante è invece la donna, non solo come entità di genere ma essere di affermazione, quasi come se l’autrice volesse calcare la mano sulla dimensione dell’evoluzione sociale dove la persona di gentil sesso ha potere per affermarsi senza rinunciare al suo essere donna in ogni fibra e, ovviamente per questo, e a prescindere dal possesso di poteri magici, si scontra con le istituzioni, prevalentemente religiose e morali che tendono a distruggere le persone che non si conformano ai dettami maschilistici e cercano di affermarsi. Julia stessa diventa pertanto la metafora della donna che si realizza e che cerca di contrastare l’immutabile gerarchia obsoleta di chi vuole organizzare la società in modo piramidale, basandosi sulle differenze di genere. Julia diventa quasi sinonimo di una società che si evolve.
In tutto il tessuto complesso della trama, l’autrice non ci delude, inserendo un piccolo, ma determinante, elemento LGBT di matrice saffica, affrontando il tema della gelosia e dell’amore impossibile e doloroso, che porterà all’interno della storia, scelte estreme e irreversibili da parte di Alice. Troviamo delineati i temi fantasy: dalla magia, al mondo parallelo (in passato e futuro) dove si sviluppa la storia fino al cammino dell’eroe, Fosco, che pur non avendo poteri magici riuscirà a evolversi a livello psicologico, acquisendo consapevolezza di sé e, nel contempo, imparando a difendere e ad attrezzarsi per la cosa che, alla fine, risulterà la più preziosa di tutte.

Ambientazione e Personaggi:
Una generica Italia, dai connotati laziali ma universali, fanno da sfondo alle vicende di Julia e Fosco, laddove l’ambiente non influisce sulle dinamiche della storia ma si adatta per consentirne una gestione ottimale. Non troviamo le piazze e le strade tipiche di Milites, o l’ambiente edulcorato e nascosto, quasi oscuro di Lusores (sì, diciamo che sto in fissa per questa talentuosa scrittrice) ma qui l’atmosfera è più soffusa, ansiosa a tratti, scura come quella che a volte solo Dario Argento riesce a realizzare, ma soprattutto e nel contempo onirica, perché filtrata dagli occhi di Fosco e quindi, pervasa dal sogno e dal desiderio agognato.
I personaggi sono demarcati secondo questa stessa linea, Fosco ci dice cosa è per lui Julia e quanto sia bella e feroce nella lotta, Fosco ci racconta il suo amore per Daria (e la tratteggia, nei momenti di maggior nostalgia, come un personaggio stressante, a volte antipatico allo stesso lettore), Fosco descrive Saccas, il misterioso infiltrato, Alice e tutte le altre comparse. Ma sin da subito è chiaro che la sua lettura è parziale, perché Fosco li descrive in funzione di se stesso, per raccontare sé al lettore più che una storia. Ogni personaggio pertanto si porta addosso, nel bene o nel male, il marchio che la voce narrante imprime ai suoi gesti e alla sua fisicità.

Stile e forma:
Un romanzo introspettivo necessita di una voce narrante robusta, e soprattutto coerente. In questo senso l’autrice raggiunge fin troppo bene il risultato, per quanto a volte forse stemperare un po’ l’emotività e la riflessione di Fosco agevolerebbe il godimento del testo e dell’azione. Non si sono rilevate incongruenze di storia, solo una leggera accelerazione di ritmo sul finale, come se si arrivasse troppo in fretta a soverchiare gli equilibri e accompagnare, correndo, il lettore a scoprire la verità tra Fosco e Julia, dove forse qualche passaggio intermedio avrebbe aiutato a digerire meglio la portata della storia. Il testo si costruisce in tre fasi temporali distinte, secondo uno schema alternato: il presente, dove Fosco riflette sulla sua vita e ci racconta la continua ossessione per Julia, il passato dove Fosco compie una missione nel tempo dell’antica Roma per salvare Julia e un presente/futuro dove Fosco assolve i compiti che Julia e l’organizzazione delle strix gli propongono. Ogni dettaglio, ogni segmento, è complementare, ma da solo insufficiente a rendere chiara la trama al lettore se non una volta conclusa la lettura. Tutto è legato, nulla risulta essere fuori posto.

Conclusioni finali:
Strix Julia è un’avventura complessa. Sia per la scrittrice compierlo che per il lettore assimilarlo, uno di quei testi che ha il potere di coinvolgere la mente e far riflettere su più campi fisici e ideologici. Esistono pochi libri che, per quanto siano in divenire, riescano a generare effetti forti durante la lettura: o li si richiudono perché lo sforzo mentale è troppo forte, o li si ama proprio per questo. Inutile dire che per me è un bel libro, un libro che ho amato dalla prima all’ultima pagina.
Consigliato a tutti quelli che voglio partire dal fantastico per interpretare e viaggiare nel mondo che oggi conosciamo, che è in divenire, e che a volte va così veloce che solo una strega come Julia riuscirebbe ad afferrare.

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2 commenti

Pubblicato da su 22 maggio 2016 in Letteratura, Recensioni

 

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2 risposte a “Cristina Lattaro – Strix Julia[RECENSIONE]

  1. cristinalattaroscrittrice

    22 maggio 2016 at 14:22

    Grazie!

     
  2. amnerisdicesare

    22 maggio 2016 at 15:24

    Fantastica la nuova copertina!!!

     

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