RSS

Amneris Di Cesare – Nient’altro che amare[RECENSIONE]

14 Nov

Titolo: Nient’altro che amare
Autore: Amneris di Cesare
Editore: edizioni Centoautori
ISBN: 9788897121428
Pagine: 120

nientaltroche1

Trama: La chiamavano ‘A Zannuta, per via dei suoi denti sporgenti. È il marchio di una donna che dalla vita ha ottenuto davvero poco e che, lei stessa per prima ha ammesso di averne ottenuto indietro solo calci. Un periodo peculiare che segna il progressivo ma inesorabile cambiamento sociale da mondo agreste a società moderna del secondo dopo guerra, Maria nonostante abbia purtroppo tutta la sua comunità contro cercherà di vivere per sé e per i suoi figli, adattandosi a fare ogni tipo di lavoro, per poter sperare in un futuro in cui lei per prima non riesce a credere.

Contenuti: è molto difficile approcciarsi a una storia di questo tipo senza lasciarsi coinvolgere dalla toccante vita di questa protagonista, ultima tra gli ultimi, e nonostante questo capace di arrivare nel profondo del lettore a rimestare emozioni e sentimenti che a volte rimangono sopiti. Al di là del titolo, che lascerebbe presupporre altro, la storia di Maria insegna tanto: in primo luogo il rispetto verso di sé, anche quando hai la cittadinanza intera tua nemica. Ma si va oltre, per arrivare alla concezione dell’odio profondo verso le donne, ritenendole oggetti sessuali se non proprio una figura inferiore, un retaggio che nella storia che l’autrice ci racconta sembra appartenere ad altri tempi ma che proprio per questo, valutando le radici profonde di ieri, si riesce a comprendere anche l’origine del male di oggi: violenza, femminicidio, discriminazione, odio. Tutte idee sbagliate, tutti atteggiamenti da condannare, che il lettore vive sulla sua pelle nel momento stesso che si confronta con la storia di Zannuta. Una donna fragile, che avrebbe meritato un’altra opportunità. Che forse la vita le regalerà troppo tardi. Mi ripeterò, ma diventa molto difficile apparire oggettivi dinanzi alla sua vita di dolore e sofferenze. Ma è un percorso necessario. La storia, alla fine, insegna a non odiare, a non giudicare nessuno né dalle apparenze né tantomeno dalle proprie origini, serve a insegnare a tutti quanti noi che ognuno ha una sua specialità e che pertanto ha diritto di vivere e realizzarsi. Ci insegna il rispetto, a lottare contro ogni tipo di odio. Maria insegna che essere donne sole e vessate, non necessariamente comporta una vita di stenti e sconfitte. Il suo amore alla fine è l’amore per i figli, e forse per la vita stessa che in qualche modo, pur avendola rifiutata, cerca di riabilitarla.

Personaggi e Ambientazione: sull’atmosfera, a tratti decadente e in molti passi angusta e claustrofobica, soprattutto a livello interiore, si respira con forza l’aria di una società immota, che va avanti e si modernizza solo perché è obbligata a farlo. Un contesto che ci tocca molto da vicino, proprio perché appartiene a quel sud dell’Italia dove ancora si viveva la società civile con sospetto, dove ancora retaggi e tradizioni non vorrebbero essere intaccati dalle nuove tendenze, per quanto tale processo alla fine si dimostri ineluttabile. La trama è centrata su Zannuta, sulle sue passioni e la sua semplicità, una voce vivida e delicata che mostra la sua ingenuità e tutto l’ardore possibile. Gli altri personaggi sono di passaggio, soprattutto quelli maschili, spesso violenti, altre volte candidi amanti, in alcune occasioni persone buone, che danno alla donna un’opportunità che lei riesce a cogliere quasi inconsapevolmente. E poi ci sono i suoi figli che crescono, pagina dopo pagina, dimostrandosi comunque più uomini a volte dei loro stessi padri, ma che rimangono nella prospettiva materna, che li vede sempre piccoli, sempre bisognosi del suo affetto e della sua dedizione.

Stile e forma: il libro scivola via nelle sue 120 pagine con leggerezza, nonostante l’argomento piuttosto intenso. Non si rilevano imprecisioni e lo stile è capace di accattivare l’attenzione del lettore, nonostante la presenza di tutti i regionalismi che contribuiscono a creare l’effetto di aderenza al territorio, di vedere l’esotico magari nella nostra stessa nazione e a rielaborarlo in termini personali. Perché Zannuta ha le sue origini, il suo dialetto, ma di certo potrebbe parlarne uno qualunque dei nostri, perché la sua storia purtroppo non si modifichi affatto. La gestione della trama è buona, nonostante la sua brevità, il ritmo del narrato è ben gestito. Unico neo forse è la conclusione troppo precipitosa a livello temporale nell’ultima parte del libro, laddove forse il lettore meritava di avere maggior spazio per rielaborare il percorso della donna.

Giudizio finale e conclusioni: Niente altro che amare è un libro intenso e molto duro. Non solo per l’argomento trattato ma per lo strascico emotivo che lascia dietro di sé. Una lettura dedicata in primo luogo agli uomini, per cogliere il danno che porta spesso con sé il pregiudizio e la discriminazione, soprattutto se accompagnata all’assenza di rispetto. Ma il suo raggio di azione, come racconto, si estende a tutti coloro che vogliono combattere le origini dell’odio basato sulle differenze di genere, per rendere giustizia alla storia di una donna, Maria, che si dimostra una grande eroina del nostro tempo.

 

 

Annunci
 
1 Commento

Pubblicato da su 14 novembre 2015 in Recensioni

 

Tag: , ,

Una risposta a “Amneris Di Cesare – Nient’altro che amare[RECENSIONE]

  1. amnerisdicesare

    14 novembre 2015 at 10:03

    L’ha ribloggato su Sono Solo Scarabocchie ha commentato:
    “Niente altro che amare è un libro intenso e molto duro. Non solo per l’argomento trattato ma per lo strascico emotivo che lascia dietro di sé. Una lettura dedicata in primo luogo agli uomini, per cogliere il danno che porta spesso con sé il pregiudizio e la discriminazione, soprattutto se accompagnata all’assenza di rispetto. Ma il suo raggio di azione, come racconto, si estende a tutti coloro che vogliono combattere le origini dell’odio basato sulle differenze di genere, per rendere giustizia alla storia di una donna, Maria, che si dimostra una grande eroina del nostro tempo.”

     

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: