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Tina Caramanico – Nell’altra stanza[RECENSIONE]

02 Nov

Titolo: Nell’altra stanza: (tre racconti sull’altrove)
Autrice: Tina Caramanico
Autopubblicato
Raccolta di racconti
Prezzo: € 0,99
Nell'altra stanza medium
Dalla quarta di Copertina: A volte non siamo dove sembriamo essere. A volte non siamo qui, non siamo noi. Siamo in un’altra stanza, un’altra vita, un altro tempo.

L’esperienza di lettura: In una raccolta così breve, appena tre testi, sembrerebbe quasi impossibile trovare profondità e la giusta dimensione introspettiva, ma invece c’è. Nobile, intensa, che accarezza l’ego sino alla fine e che quasi trascina il lettore a volerne avere ancora. Questo in me ha suscitato questa lettura. I personaggi sono variegati, tre storie che vibrano e che hanno in comune, a mio avviso, un unico comune denominatore: il senso di solitudine estremo, o anche estremizzato nelle sue conseguenze, che pervade l’animo umano nei momenti più intensi della propria vita. Ci sono delle storie toccanti, che in parte fanno paura, in parte riflettere e che comunque sono accomunate dal momento intenso in cui tre figure femminili centrali si muovono all’interno della scena, anche quando l’io narrante è un uomo come nel caso di Altrove, dove comunque è la storia della giovane che si sviluppa all’interno della scena mentre l’uomo che la ama rimane sullo sfondo, a vedere l’inconcepibile per lui destino che lo metterà in croce e, nel contempo, attore e spettatore. Ma in generale è la donna che vive il suo percorso solitario, che forse ha il coraggio di rompere lo schema e impossessarsi della solitudine del suo destino, sia che esso sia manifesto o tutto da scoprire. La raccolta è ambientata in diversi luoghi o, meglio, non luoghi, più o meno definiti: da una casa in un paese nevoso a un appartamento anonimo sino alla Tokyo affascinante ma che, come per Mara, non percepisce nemmeno, turbata dalle notizie che le sono state rivelate in tutta la loro drammaticità. Di sicuro l’autrice possiede la dote di saper raccontare e di muovere dentro le persone delle emozioni forti, a prescindere dal genere che sceglie per farlo nel migliore dei modi.

Stile e forma: Ci troviamo di fronte a una narrativa lineare, costruita sull’alternanza di punti vista, di tempo o anche solo di persone. Di fatto la gestione dei ritmi e della sintassi sono azzeccate e buone, accattivano l’attenzione di chi legge e la sanno mantenere, complice la brevità della storia, forse tra le tre storie quella meno riuscita è proprio nell’Altra Stanza, che dà il titolo alla raccolta, ma per un motivo banale e soggettivo: ho trovato la sorpresa finale su cui si fondava il testo un po’ scontata, nella misura in cui me lo ero prefigurato dalle prime pagine. Ma nel complesso questa nuova esperienza di scrittura dell’autrice è da ritenersi sicuramente degna di attenzione.

Giudizio finale e conclusioni: Nell’altra stanza è una lettura che costa poco: non parlo di termini economici ma di tempo, perché nemmeno ci si rende conto di averla finita quando accade. Ma comunque compensa con le belle emozioni che suscita nel trovarsi tra quelle righe e lasciarsene trascinare, anche quando ci si arrabbia con l’autrice per aver interrotto troppo in fretta la magia con così poche pagine, perché ne vorremmo leggere ancora. E ancora. Si tratta di una raccolta delicata, che sa giocare coi suoi generi per raccontarci le paure intime dell’animo umano, dedicata a tutti coloro che sono sufficientemente sensibili da saperlo cogliere.

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Pubblicato da su 2 novembre 2015 in Recensioni

 

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