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Cose mie #16

28 Ott

Ciampino

“Polvere è un romanzo breve che lascia dietro di sé una scia molto lunga: quella dell’amore tra i protagonisti, ostacolato prima dai pregiudizi, poi dall’epoca storica e poi dal destino stesso con i suoi colpi di mano. I momenti di gioia sono quasi strozzati nelle sofferenze, un po’ come nella vita di tutti i giorni. Ed è questo il grande pregio di Polvere: mostrarci le difficoltà dell’amore tra Rino e Bustianu con realismo, in modo disincantato e autentico.”
La valutazione del Premio Città di Ciampino per il secondo posto di Polvere.

Cosa è giusto provare dopo momenti di questo genere, mi chiedo io. Ci sono occasioni in cui davvero ci si merita di fermarsi e riflettere, su quello che è un percorso di un libro, su quello che arriva al lettore di ciò che scrivi. Ecco, oggi posso dire in assoluta sincerità che molto probabilmente raggiungere un bel risultato, come essere tra i finalisti di un premio letterario, nonostante tutte le difficoltà in cui un autore, di norma, si imbatte quando entra e cerca di rimanere a galla nel mondo dell’editoria, possa essere un sogno che si concretizza, o anche il degno finale che ci auspichiamo quando mettiamo al mondo la nostra storia e lasciamo navigare nell’etere, sulla carta, tra le pagine. E la mia risposta è che non so cosa provare, cosa dire dell’emozione che ho provato. Solo, che è stata davvero tanta. Ma come sempre, io penso che il merito non vada solo a una penna, ma tutti coloro che, ancora oggi, dopo un anno e oltre in cui Polvere è stato pubblicato, hanno contribuito a farlo crescere, e sono rimasti attaccati quanto me alla sua forma, alle sue parole, a quello che ho sentito scrivendo, presentandolo e facendolo recensire.
Una di quelle emozioni che mi spronano, nonostante le difficoltà di cui parlavo poco sopra, a non smettere. Io ho un sogno: poter dire. E se questo sogno si concretizza, il merito va a chi legge quello che scrivo e se ne lascia coinvolgere. A chi domani, leggendo la parola fine, comprenderà magari non solo il mio messaggio, ma un altro punto di vista.
Mondoscrittura 2

Sognare alla fine ripaga sempre. E anche se non merito, o meglio, non vengo incluso nelle luci della ribalta di un mondo che forse, e dico forse, privilegia altri aspetti dell’editoria piuttosto che un messaggio o le emozioni che trasmetto, beh, in situazioni come questa, mi sento di poter dire che non è ancora venuto il tempo di smettere.
Lo devo a tutti quanti voi, ma soprattutto lo devo a me stesso.

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Pubblicato da su 28 ottobre 2015 in Blog, Letteratura, Vita

 

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