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Laura MacLem – Regina di fiori e radici[RECENSIONE]

13 Ott

Titolo: Regina di fiori e radici
Autore: Laura MacLem
Autopubblicato
Pagine: 264
ISBN: 978-1517236236

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Trama: In un tempo lontano, governato dalle divinità antiche che esse stesse generarono i miti dell’umanità, la giovane dea Persefone, che sovrintende la primavera della terra, inizia a porsi le domande sui suoi stessi misteri. Ma il Fato ineluttabile le mette sulla strada Ade, il dio dell’oltretomba, che l’ha scelta come moglie, corrisposto dalla stessa giovane sin dalla tenera età. I due mondi contrapposti, appartenenti alle loro specificità di provenienza, dovranno imparare a scendere a compromessi, laddove l’amore di entrambi diviene la forza che ha il potere di cambiare loro e con essi gli stessi equilibri del nostro pianeta.

L’esperienza di lettura: l’aspetto mitologico della storia, che trasforma Persefone in un’eroina moderna, in questo libro è stato rielaborato in modo competente e piuttosto accattivante ma, avendo avuto già in passato modo di immergersi nel talento indiscusso dell’autrice, non è una novità dire che questo è un libro ben scritto e coinvolgente. La struttura sociale, che riprende la mitologia greca e tutte le sue sfaccettature, è armonizzata a perfezione con le scelte di Persefone, con i personaggi caratteriali che incontra, con le fasi magari non comprese nel mito che comunque vengono gestite con una narrativa accattivante, a metà tra il gusto antico ed edulcorato e il senso moderno del linguaggio.
Una bella e affascinante descrizione degli ambienti e dei luoghi accompagna tutto il percorso di lettura, dando al lettore visioni nitide del dove tutto accade.
Troviamo in questa vicenda la storia di una donna che lotta per emergere in un posto prettamente maschilista, dove padre e marito concordano e spartiscono le vite dei mortali e delle donne, divine o meno che fossero, e proprio la protagonista impara ad affermarsi per diventare un esempio concreto dell’autonomia personale e delle proprie aspirazioni, che vanno oltre le leggi non scritte. È interessante come per lanciare un messaggio di questo tipo l’autrice si sia dedicata a una divinità antica, affascinante nelle vicissitudini che sin dall’antica Grecia ci sono state tramandate. Ma all’interno della storia ci interfacciamo anche con le emozioni che guidano il suo agire, l’intuito che la spinge a lottare per il suo amore Ade, anche quando tutti coloro che avevano attorno vedevano di cattivo occhio una loro relazione. I personaggi, al di là delle licenze ponderate dal mito conosciuto, si muovono sulla scena in modo coerente, studiato, personificando comunque tutti gli aspetti necessari e, sugli strati più profondi della storia, raccontando la morale del racconto e gli ideali ultimi che sottendono la trama. Ade è di certo il personaggio più evidente: schivo, letale, ma innamorato tanto da cambiare pur di proteggere la sua amata e poi Demetra, la madre che alla fine per amore genitoriale cerca di trovare un accordo pur di rendere felice la figlia. Ma Persefone persegue la sua rivoluzione personale: affermarsi e dimostrare al Padre Celeste la sua autodeterminazione, in quanto donna e dea. Un messaggio di un’attualità pazzesca ancora oggi. Un esempio a cui ci si dovrebbe rifare quando invochiamo la parità, o meglio, l’equità tra i generi.

Stile e forma: Nulla da eccepire. La forma narrativa in prima persona è coerente e profonda, portando per mano chi legge non solo alla mera cronaca degli avvenimenti, ma anche al percorso introspettivo affrontato da Persefone per maturare le sue scelte e, diciamocela tutta, per stimolare nei suoi confronti un’estrema simpatia. Non ci sono imprecisioni, la lettura è avvincente dalla prima all’ultima riga. È stata fatta la scelta, in alcune fasi, di richiamo diretto al lettore che conosce la storia, atta a smentire quel che si è detto per mostrare la sua verità intima, un meccanismo che in questo caso non disturba né fa storcere il naso.

Giudizio finale e conclusioni: Regina di fiori e radici è una bella storia tratta da un mito arrivato sino a noi con una buona dose di fascino, genera delle aspettative che, ritengo, non deluderanno le persone aperte a una bella storia da leggere. Una lettura delicata ma nel contempo illuminante, dedicata a chi vuole conoscere il passato e, tramite esso, capire e affrontare i drammi del nostro tempo, che purtroppo pervadono ancora oggi la società evoluta.

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Pubblicato da su 13 ottobre 2015 in Letteratura, Recensioni

 

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