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Cristina Lattaro – Venezia d’acqua dolce[RECENSIONE]

10 Ott

Titolo: Venezia d’acqua dolce
Autore: Cristina Lattaro
Editore: Bookeco
Pagine: 480

Trama: Quattro malavitosi si ritrovano a gestire un negozio di fiori, in attesa del boss e dei suoi ordini, mentre alcuni membri delle forze dell’ordine sotto copertura li tengono costantemente sotto controllo. Ciascuno di loro con un suo passato e un peculiare destino da non rivelare, non adesso, non prima che tutto si compia. Ognuno di loro viene coinvolto nella storia del quartiere, sino a che l’entità del Velino, il fiume che sa ogni cosa, cercherà di fare un incursione in quei luoghi per portare a termine quello che, anni prima, ha lasciato in sospeso. Sullo sfondo di una Rieti magica e che non perdona, i destini si incroceranno, tutti i nodi verranno sciolti non senza colpi di scena.

Contenuti: In un romanzo come Venezia d’Acqua dolce, il cui titolo omaggia la storia di Rieti per parola degli stessi personaggi, la metafora della vita e del destino fanno da padrone nell’intera narrazione. Nulla è lasciato al caso: parliamo di vita, di morte, di perdita, di amore e di riscatto, ciascuno vissuto in modo diverso e nel contempo stupefacente.
Tutto risponde a un unico assioma: nulla è mai come sembra e tutto può ancora modificarsi. Al di là delle fattispecie paranormali e dei contenuti thriller, la storia ha la capacità di far riflettere il lettore sul rapporto tra ambiente e uomo, quando il secondo pretende di conformarlo alle proprie esigenze (necessarie o meno, è tutto da vedersi) e il primo subisce dei danni spesso irreparabili: in questo senso sono illuminanti le esondazioni del fiume che, seppur con una personalità paranormale, di fatto lancia un monito all’uomo: l’entità naturale è ancora in grado di riappropriarsi della tua vita e di ribellarsi ai soprusi. Un messaggio quanto mai attuale ai giorni nostri.

Ambientazione e Personaggi: Di sicuro, rispetto a tutto il resto, quello che nella narrazione emerge con forza è l’omaggio alla città di Rieti, teatro del terrore ma anche della rinascita. Delle seconde opportunità. Una Rieti che troviamo anche nelle altre produzioni letterarie della Lattaro, come le piazze di Milites, di cui parlammo a suo tempo, ma in questo caso la città pulsa all’interno della storia, e racchiude in sé tutta la magia della storia. La descrizione diventa quindi totalizzante, tanto che sembra sul serio di essere lì dentro, a passeggiare per le vie, a osservare il turbinio del Velino e a riempirsi i polmoni degli odori di una città antica e misteriosa. I personaggi all’interno della cornice ambientale si muovono quasi per esaudirne i desideri e le richieste, più che per proprio volere. I loro tratti infatti sono più sfuggenti, forse troppo, forse anche perché sono tanti e si ha difficoltà a ricostruire le dinamiche quando interagiscono tra loro o saltano dal presente al passato e viceversa, ma di fatto esprimono spesso la volontà della città, che diventa nel contempo madre e carnefice, padrona e paladina della loro stessa vita.

Stile e forma: Lo stile è molto ritmico, incalzante, mai complesso o in errore. In questo libro c’è una particolare cura del dettaglio, che comunque riesce ad arricchire il testo senza comprometterne l’esperienza di lettura. Forse la presenza di troppi personaggi rende difficoltoso seguire l’evoluzione della trama alle letture più distratte, ma nel complesso tutti i nodi non sono lasciati al caso ma fanno evincere una gestione sapiente del narrato, anche quando diviene complesso.

Conclusioni e giudizio finale: Venezia d’acqua dolce non è una lettura per tutti, ma destinata solo a coloro che vogliono davvero farsi vincere da un romanzo che ha in sé elementi e commistioni di genere vari che si presentano in modo gradevole. C’è il thriller, il giallo, le tinte horror e paranormali, c’è la magia del fantasy. Venezia d’acqua dolce diventa quindi un testo che può accontentare i palati più disparati, ma che riusciranno a farsi avvincere da una storia poliedrica. Una lettura composita, dedicata a chi desidera conoscere Rieti senza muoversi di casa. E che dopo vorrà, a tutti costi, andarci in viaggio.

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1 Commento

Pubblicato da su 10 ottobre 2015 in Letteratura, Recensioni

 

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Una risposta a “Cristina Lattaro – Venezia d’acqua dolce[RECENSIONE]

  1. cristinalattaroscrittrice

    11 ottobre 2015 at 21:16

    Grazie Francesco per questa recensione, al solito chirurgica e profonda…

     

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