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La recensione a Falene di Giada Gaudino (da Facebook)

29 Set

Con enorme piacere leggo su Facebook, inoltro e condivido:

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Oggi recensisco “Falene” di Francesco Mastinu :

Su questo piccolo capolavoro premesse non ne ho. O forse sì, una c’è.
Questo è il quarto “Mastinu” presente nella mia libreria personale (praticamente li ho tutti!) e considero ogni copia in mio possesso come una piccola opera d’arte. Questo giovane autore sardo non sbaglia un colpo! Mi ha fatto emozionare con la sua opera di esordio “Eclissi”, piangere fiumi di lacrime con “Polvere”, ha saputo regalarmi parecchi spunti di riflessione con “Concatenazioni” e adesso con “Falene” non ha deluso le mie già altissime aspettative.
C’è da dire che, come ha raccontato lo stesso autore, questo romanzo, scritto da lui anni fa, è stato preso, voltato e rivoltato come un calzino, rivisitato, massacrato, annientato. Fu consigliato all’autore di posare la penna e mettersi a fare altro perché lo scrivere non era arte per lui. Tutta questa storia mi fa ridere di gusto. Somiglia un po’ a quella di Camilleri e al suo Commissario Montalbano che per tantissimi anni nessuno ha voluto pubblicare e che oggi invece è un successo internazionale. Alcuni editori dovrebbero seriamente pensare di chiudere bottega, non hanno il fiuto per fare questo mestiere. Il fiuto sopraffino però ce l’ha avuto Amarganta ed è stato un vero colpaccio!

Parto, come sempre, dalla copertina del romanzo: lucida, bellissima, ritrae una falena rossa. Perché “Falene”? Perchè questo libro parla d’amore, un amore incondizionato,alle volte anche troppo intenso, quasi suicida, proprio come quello della falena nei confronti della luce: ne è attratta e pur di raggiungerla mette a rischio la propria vita. Muore bruciandosi nel suo stesso amore.
Il protagonista di questa storia è Manlio, un giovane ragazzo omosessuale. Manlio non ha compreso da subito le proprie inclinazioni o forse l’ha sempre saputo ma aveva bisogno di tempo per realizzare questa sua consapevolezza. Aveva bisogno di Enrico per capirlo e per accettarlo. In passato ha avuto relazioni con donne e pensava che questo fosse il normale corso delle cose. Ma quando, giovane matricola, incontra Enrico, professore universitario, nel bagno della facoltà di psicologia di una Cagliari splendida e lucente, il mondo si ferma. Manlio si chiede terrorizzato cosa gli stia succedendo, perché il cuore gli batta così forte da schizzargli fuori dal petto, perchè stia sudando, perchè stia tremando.
Tutta la sua vita cambia da quel momento in poi. Intraprende una relazione stabile e duratura con Enrico. Ma nella sua vita c’é un’altra presenza importante, un angelo custode che gli è sempre accanto: la sua amica di infanzia, Mirna. E’ con lei che ride, con lei che condivide le sue emozioni. E a lei che asciuga le lacrime e sempre a lei permette di asciugare le sue.
La relazione con Enrico, molto più grande di lui d’età, nonostante sia collaudata dà a Manlio parecchie sofferenze. Enrico ha un carattere forte, dominatore, freddo e distaccato. Calcola tutto alla perfezione, la sua vita è maniacalmente pianificata proprio come lo sono i suoi sentimenti. Non si lascia andare a effusioni o carinerie, gestisce in toto la vita di Manlio. Insomma è un subdolo manipolatore. Manlio nel frattempo si laurea ma non cerca lavoro, non ci prova nemmeno perché Enrico non vuole. Lo tiene prigioniero nella sua morsa chiamando amore ciò che in realtà è solo possesso, desiderio di tenere incatenata una persona privandola di ogni forma di autonomia e libertà.
Ma quando si tiene una persona al guinzaglio per lungo tempo si deve anche mettere in conto che prima o poi quel guinzaglio possa spezzarsi. A tagliare quella corda è Francesco, un pittore che Manlio conosce durante una festa. Tra i due sboccia l’amore e sebbene Manlio cerchi con tutte le sue forze di resistergli per non rovinare ciò che possiede (ossia la sua relazione con Enrico) alla fine il richiamo della libertà è più forte.Da questo punto in poi molte cose cambieranno in Manlio e nella sua vita.
Ci saranno dubbi, incertezze, tantissima confusione e titubanza. Da un lato c’é la sua vita con Enrico, la sua vita di sempre, piatta, perfettamente incasellata e priva di autonomia ed emozioni forti ma pur sempre stabile e sicura. Dall’altro lato c’é un totale salto nel buio, calore, sì, emozioni ma pur sempre l’ignoto. E l’ignoto spaventa.
In tutto ciò c’é sempre Mirna, la cara amica di Manlio. E anche qui le cose si complicano. Si definiscono entrambi “anime gemelle destinate a non stare insieme”. Si amano.
Manlio si chiede come sia possibile amare un uomo e una donna contemporaneamente. Ma capisce presto che l’amore che prova per Mirna non è lo stesso tipo d’amore che può provare per Enrico o per Francesco. Cerca con tutti i mezzi di non ferire la sua amica e di non perderla ma alle volte più cerchiamo di non fare del male a chi amiamo e più incappiamo nell’errore e nei fraintendimenti.
Insomma, la situazione si fa seriamente ingarbugliata. Cosa farà Manlio? Resterà con Enrico scegliendo di non sacrificare la sua stabilità? Cederà a Mirna? Scappera via con Francesco per crearsi una nuova vita?
Eh no,scopritelo da voi ! Io ora devo fermarmi altrimenti vi svelo tutto il romanzo togliendovi il gusto di leggerlo. Emoticon wink

E ora due parole sull’autore: Francesco Mastinu è un astro nascente nel panorama letterario contemporaneo e sono sicura che farà moltissima strada. Sentirete spesso parlare di lui. Affronta tematiche importanti come l’omosessualità in modo deciso e chiaro. Non lascia spazio all’immaginazione. Apre un mondo sconosciuto agli eterosessuali scatenando una valanga di momenti di riflessione. Il suo stile è diretto, pochi fronzoli ma intenso…mostruosamente intenso. L’uso sapiente di ogni singola parola è in grado di azionare nel lettore una fortissima immedesimazione e un coinvolgimento totale. Non si riesce a chiudere un libro di Francesco senza avere le lacrime agli occhi. Insomma, il ragazzo di talento ne ha da vendere, eccome!
Pertanto vi consiglio vivamente di leggerlo e non ve ne pentirete.
Il romanzo è impostato alla perfezione, dice tutto ma al contempo lascia spazio al lettore e alle sue domande, ai suoi pensieri.
Il messaggio che vuole trasmettere è molto nitido. A chi non è mai capitato di sacrificare tutto per amore? A chi non è mai successo di annientare se stessi, di rinunciare alla propria vita e ai propri desideri solo ed esclusivamente in nome dell’amore? Chi non ha mai vissuto una relazione in cui l’altro ci ha schiacciati con la sua personalità, portandoci a mettere da parte tutto al punto tale che i nostri bisogni non esistevano più? Quante volte abbiamo taciuto per non rovinare tutto, siamo scesi a compromessi che ci hanno fatto male, abbiamo perdonato anche l’imperdonabile, abbiamo chiuso gli occhi per non vedere mentre il cuore invece ci urlava di reagire e di scappare?
Quanto è sano tutto questo? Quand’é che l’amore travalica il sottile confine e diventa possesso?
Insomma, il romanzo ci offre tanto su cui riflettere.
E per concludere, colpissimo di scena sul finale! Una roba da brividi!
E anche se, arrivando alla fine, vi sembrerà che qualcosa sia rimasto incompiuto vi dico: state bboni e restate connessi. “Falene” è il primo capitolo di una lunga saga denominata “Emozioni del nostro tempo”. Molto presto leggeremo anche il sequel e la storia di Manlio, Enrico, Mirna e Francesco continuerà ad emozionarci ancora.
E a chi mi dirà. “Eh no, mia cara. Io un romanzo che parla di froci non lo leggo!” rispondo: fai bene, anzi benissimo! Perché un’opera di questa enorme portata non è adatta ad una mente piccola come la tua. Non la comprenderesti nemmeno se ti ci mettessi con tutto l’impegno. Dovresti cominciare da qualcosa di più semplice, che so, il Topolino. Magari quello ci arrivi a comprenderlo.

Infine vorrei riportare dei passi del romanzo che maggiormente mi hanno colpito:

– “Dopo la prima chiacchierata nei bagni, dopo il nostro primo caffè assieme, la mia vita, che fino a quel momento era stata un miscuglio di paure adolescenziali e di prevedibilità, subì una brusca virata. Cominciai a fare i conti con i miei desideri, e non solo a livello fisico, constatando come le mie pulsioni si scontrassero con le aspettative che gli altri avevano sul mio persorso, su di me. Inziai a capire di aver sempre custodito delle consapevolezze che mi rifiutavo di far emergere e di confrontare con gli altri per paura di veder capitolare ogni cosa, a partire proprio dalla facciata che avevo innalzato per proteggermi. (….) Prendere coscienza significò sofferenza, convinto com’ero di essere l’unico al mondo a sentire attrazione per qualcuno del mio sesso, di essere un “diverso”. Ero terrorizzato e continuavo a torturarmi, assecondando le comuni affermazioni sugli omosessuali, provando riprovazione verso quell’etichetta. Era quanto temevo maggiormente: anormalità, scherno, solitudine”. (dal Capitolo 2)

– ” Ho sempre sognato di diventare padre, per poter insegnare ai miei figli che non importa quanto la società ti possa o meno accettare. In fin dei conti, quello che è davvero importante è attrezzarli alla vita, dar loro amore e protezione e soprattutto insegnare loro ad andare al cuore di ogni cosa. Sentirsi liberi di essere è un valore irrinunciabile che sta alla base di ogni vita che vale la pena di essere vissuta”. (dal Capitolo 10).

“Falene” di Francesco Mastinu. Edizioni Amarganta.Prezzo di copertina: € 13,00 per il cartaceo e € 2,49 per la versione e-book.

Giada Gaudino

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Pubblicato da su 29 settembre 2015 in Blog

 

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