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Cristina Lattaro – L’altra luce del buio[RECENSIONE]

23 Set

Titolo: L’altra luce del buio
Autore:
Cristina Lattaro
Editore:
 Bookeko
ISBN: 9788899561048
Pagine: 214

cover

Trama: Fabrizio viene dall’Est europeo, dove è al soldo della mafia e dei suoi delicati equilibri, è tornato alle sue origini, in Italia, a seguito una lunga assenza. Ha una nuova identità, nessun amico, ma un unico obiettivo: scoprire che fine ha fatto la sua sorellastra Lorna Assi. Con questo intento parte dall’ultimo luogo di lavoro in cui la sorella è stata vista viva, per una ricerca della verità che coinvolgerà pochi altri, dall’evanescente e sensualissima Clelia al commissario Rinaldi. Un percorso che porterà il lettore in avanti e indietro nel tempo, miscelando vendette, segreti oscuri e desideri incandescenti, fino a scoprire una cruda verità.

Contenuti: ritorna un autrice come Cristina, con un noir che ha il potere di inserire il lettore nelle dinamiche di vendetta transnazionali, che riguardano l’Italia e la Russia, il mercato del racket e il potere dei boss, il sesso e gli omicidi per regolare i conti, o meglio, gli equilibri nel delicato mondo della criminalità organizzata. Accanto a questi elementi canonici e propri del genere, per quanto siano precisi sulla descrizione delle dinamiche dell’organizzazione criminale sia autoctona ma soprattutto di stampo russo, troviamo sempre dei piccoli scrigni nascosti tra le pieghe della storia che insegnano al lettore a non dare mai nulla per scontato, soprattutto nelle sfaccettature caratteriali dei personaggi così ben delineati dall’autrice. Scopriamo un universo parallelo, fatto di rivalsa da una vita che prima addolora e poi rende liberi. È il caso del protagonista, che da una condizione di svantaggio per il suo peso in gioventù subisce le angherie dei coetanei e la violenza in famiglia da parte del padre, per poi diventare da adulto una guardia del corpo e un sicario, ribaltando il suo destino e soprattutto la sua forza interiore. Ma scopriamo anche il mondo delle persone che devono lavorare per vivere che si scontrano con l’agiatezza di chi ha tutto e rincorre i propri problemi, o l’accesissimo tema della gravidanza e della maternità laddove non arriva e in quanto tale diventa un desiderio quasi ossessionante per la madre mancata. Abbiamo anche l’omosessualità, per quanto in questo libro sia un aspetto marginale, si tratta di un amore, o meglio, di una relazione tra due uomini duri, che nascondono il loro peccato per non rovinarsi la loro reputazione, insomma… una tendenza verosimile, ancora tutta italiana.

Ambientazione e Personaggi: L’autrice ci ha viziato talmente bene che nemmeno in quest’occasione ci delude. La storia si svolge nell’ambientazione campestre delle colline reatine, vicino alla città, dove respiriamo gli odori, sentiamo i sapori e i rumori dei boschi e della campagna rude, talvolta crudele, ma soprattutto reale. Il lettore spazia nella dimensione, passando spesso attraverso i ricordi di Fabrizio dalla grigia Russia, quasi impalpabile, ai colori accesi della sua terra natia, che ha fagocitato, forse ucciso, sua sorella. La delineazione caratteriale del protagonista è vivida, netta e intensa, tanto da emergere con vigore rispetto a tutti gli altri personaggi che invece rimangono stemperati sullo sfondo, a volte forse troppo, tanto da non dare il tempo a lettore di capire e di accettarli come facenti parte integrante della storia. Come nel caso di Lorenzo e Paolo, che rimangono in periferia, o anche Clelia, che a volte fatica a raggiungere la sua tridimensionalità, immersa nel processo di idealizzazione che Fabrizio mette in atto per lei. Ed è proprio la psicologia di Fabrizio il punto forte della storia, perché modella la realtà in modo da proiettare la sua versione dei fatti al lettore che non può far altro che accoglierla e farsene avvolgere.

Stile e forma: La Lattaro ha la capacità innata di intessere trame con uno stile ritmico e incalzante, che sconvolge il lettore, tanto da fargli venire il fiatone. In questo libro l’intreccio del narrato fila liscio, con tutti gli espediente del caso, dipanando un’intricata tela che rivela storie sulle storie senza mai entrare in collisione o contraddizione. L’esposizione dosa bene eleganza e versatilità, non ci sono errori formali, se non qualche piccola distrazione che comunque non vanifica l’esperienza di lettura, che è e rimane ottimale, come solo un’autrice talentuosa come Cristina Lattaro ci può regalare.

Giudizio finale e conclusioni: L’altra luce del buio è un romanzo dalle tinte scure, che racconta chi siamo e cosa possiamo diventare quando ci viene toccato un bene prezioso come la famiglia o chi ci vuol bene al di là di tutto. Un romanzo composito, che racconta una storia dolorosa e nel contempo aiuta il protagonista, e con lui il lettore, a raggiungere la propria catarsi, seppur lasciando in sospeso la pulsione a realizzarsi con amore. Ma la vita è anche questo. L’altra luce del buio è una lettura dedicata a chi cerca risposte su di sé, e a chi vuole ritrovare l’affetto e l’innocenza che con l’età tendono a perdersi nel limbo del tempo e del dolore.

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Pubblicato da su 23 settembre 2015 in Letteratura, Recensioni

 

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