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*Francesco*[PersonaggiInCercaDiEditore] #4

14 Set

Nome: Francesco
Lo conosciamo in: Falene
Età: 35
Aspetto fisico: Brizzolato
Occhi: Celesti
Segno zodiacale: Acquario

A chiunque possono essere capitati degli episodi nei quali un avvenimento, o un incontro, hanno generato degli effetti insperati, sospirati, che richiedevano una buona dose di coraggio per essere vissuti.
Ognuno di noi, in qualsiasi forma, ha per forza incrociato un Francesco nel proprio cammino. Lui incarna ciò che desideriamo, dalla passione fisica alla fuga. Una vita diversa, più vera.
Francesco potrebbe non essere reale, ma nella vita di Manlio è arrivato davvero e solo grazie a lui , e a lui soltanto, ha potuto imparare il valore dei sogni… e quanto essi, a volte, richiedano un contrappasso doloroso.

***
Fu proprio quando ero preda di quel turbamento, che i miei occhi incapparono in lui.
Qualche passo più in là. Mi stese. Era poco più alto di me, brizzolato, pizzo, fisico tonico e due occhi blu intenso. Si voltò nella mia direzione proprio mentre io guardavo dalla sua parte. I nostri sguardi si incrociarono e fui attratto dalla sua presenza. Deglutii a fatica, mentre dentro al petto non avevo  più un cuore bensì una grancassa che batteva sempre più concitata. Ebbi l’impressione che il mondo si fosse fermato.
C’eravamo soltanto io e lui, entrambi dentro un senso di déjà vu forte, intenso.
Persino la musica cambiò, nella mia testa non sentivo più l’orribile tum, tum di pochi istanti prima. Nella dimensione in cui ero, tutto il resto era escluso e c’era un sottofondo di pianoforte, dolce e malinconico, in cui sentivo di dovermi cullare.
Sorridemmo, capii che anche lui si era accorto di me, in mezzo alla folla.
Arrossii, feci un leggero schiocco con le labbra, nel tentativo di dire qualcosa, qualsiasi cosa pur di prolungare una simile emozione. In quella manciata di secondi non riuscii a staccarmi dal suo viso squadrato, dalla luce dei suoi occhi. Cercai di allungare la mano, forse per afferrare quella visione.
Mi fece un cenno chiedendomi con lo sguardo di avvicinarmi e l’avrei pure fatto, se un gruppo di festaioli e di ballerine chiassose non si fosse frapposto, col solito trenino, investendoci come un’onda, separandoci. Fummo come risucchiati dai flussi di una marea.
Lo persi e non sapevo il suo nome, ma la sensazione che il nostro contatto visivo aveva generato, continuava ad accarezzare i miei sensi.
Non compresi cosa mi fosse preso, ma dovevo trovarlo.
Cominciai a girare intorno per cercarlo, ma la calca diveniva, a ogni mio spostamento, sempre più opprimente. Di quell’uomo misterioso neanche l’ombra, avrei potuto persino credere di essermi immaginato ogni cosa.
(Capitolo V – Crocevia)

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Pubblicato da su 14 settembre 2015 in Blog, Letteratura

 

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