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Mauro Colarieti – Costellazione di brufoli[RECENSIONE]

11 Set

Titolo: Costellazione di Brufoli
Autore: Mauro Colarieti
Editore: Lettere Animate
Pagine: 373
ISBN: 9788868823344



Trama
: Lonh e Fabrizio. Due giovani del Nord Italia che non potrebbero essere più diversi. Uno ha problemi di linea e poca coscienza di quello che è, l’altro è tanto bello da non crederci lui per primo. Eppure, al di là delle loro tragedie passate, dei primi tragici amori e dei piccoli drammi esistenziali, i due impareranno a muovere i primi passi nella socialità, a fare i conti con le pulsioni, l’amore, le delusioni e la voglia di crescere. Non potrebbero essere più diversi, vi dicevo, eppure, in qualche modo, riusciranno a conoscersi e a unire i loro cammini, con numerosi colpi di scena.

Contenuti: uscendo al di fuori delle solite etichette attinenti ai romanzi romantici e rocamboleschi che trattano di giovani e adolescenti, il libro di Mauro Colarieti restituisce al lettore uno spaccato realistico dei piccoli traumi personali e quotidiani dei giovani di oggi in cerca di una rivalsa o meglio, in lotta costante per separarsi dal gravame del loro passato che li rincorre e ricorda loro da dove vengono. Nelle sue pagine affrontiamo i temi moderni della solitudine, quando non hai una famiglia alle spalle, ma anche la percezione del sé, nei termini di non accettazione del proprio aspetto fisico che si vorrebbe cambiare o che si ha paura di modificare. Ritroviamo episodi di bullismo e omofobia, violenza, desiderio di sentirsi parte del gruppo e tutte quelle caratteristiche proprie di un’epoca, quella adolescenziale, dove i grandi temi della vita trovano una precisa collocazione nelle emozioni e nel carattere. Questo quadro, inserito nei rapporti del gruppo dei pari e soprattutto in aggiunta alle dinamiche tipiche delle tematiche LGBT sia in termini affettivi che di riconoscimento sociale, fanno acquisire al romanzo una dimensione poliedrica, che abbraccia gran parte dello scibile del disagio dei nostri tempi.

Ambientazione e Personaggi: sull’atmosfera che si percepisce nella lettura, si rileva in modo prepotente l’emotività gestuale e riflessiva dei personaggi più che una vera e propria cornice descritta: passiamo campi scout, città, scuole ma la connotazione fisica dei luoghi è nettamente in secondo piano. Una peculiarità che un po’ mi lascia perplesso riguarda proprio la frequenza estiva del campo scout: da che io ricordi i campi estivi campi aperti a chi non ha mai fatto scoutismo durante l’anno non esistono in Italia: di norma l’escursione estiva riguarda gli associati, non i giovani iscritti in occasione dell’evento, oltre che di norma i ragazzi scout di quella fascia d’età dormono in tenda e vivono in piccoli gruppi di squadriglie (chiamate così per chi è Agesci) svolgendo attività altamente strutturate nel piccolo gruppo e nel grande gruppo, femmine comprese. La realtà descritta nel romanzo credo che sia più confacente a una sorta di colonia estiva per giovani, più che a un vero e proprio campo scout. I personaggi che si muovono all’interno della scena sono multi sfaccettati, alcuni hanno delle delineazioni caratteriali definite, altri invece sono un po’ più carenti, agendo a volte senza un motivo predefinito. Sul personaggio di Lohn, però, data la sua peculiare storia passata, si percepisce forse un pizzico di gusto tragico in più rispetto a quanto sarebbe necessario. Ha perso i genitori, vive con degli zii che non lo apprezzano ed è fortemente antisociale. Poi, di botto, fiorisce, grazie al suo primo amore, pur mantenendo i piedi per terra sulla concezione del sé. Fabrizio è più controverso, ha delle problematiche interne di disaffezione che non sa esprimere per le quali, agli occhi del lettore, riesce a emergere in modo più accattivante: decide e si impone strepitando, poi si lascia usare mostrando tutta la sua fragilità, diventando nettamente il personaggio più affascinante della storia proprio perché alla fine evidenzia in tutti i modi il suo desiderio di fuga lasciandosi avvincere dagli altri, Luca in primis. Vincenzo, per quanto sia ugualmente controverso, emerge meno nelle sue scelte sino alla fine, seppur porta davanti al lettore tutta la sua sofferenza interna, esplode in modo improvviso, inaspettato. Daniele e Giulio rimangono di contorno, agiscono basandosi sull’eventualità del momento, ma faticano ad affermarsi nella scena, così come Luca, che è talmente cinico e rabbioso, con le sue elucubrazioni e le sue voglie, da apparire a volte fuori contesto rispetto all’età del gruppo in azione.

Stile e forma: la scelta narrativa di diversificare i punti di vista sulla base della macrofase di storia non appare sempre azzeccata: in questo caso lo sviluppo di passaggi diversi tra un parte e l’altra, non aiutano a volte il lettore ad adattarsi appieno alla lettura. Un’altra caratteristica di questo romanzo è l’evidente desiderio di raccontare tutta la realtà presente e le varie conseguenze, mettendo molta carne al fuoco, che se da un lato apre degli spiragli interessanti, dall’altro rischia di riempire la trama di troppi argomenti facendo perdere la bussola su quello che è il nucleo della storia. In questa ottica anche la tragica conclusione che cambierà per sempre la vita di Lohn e degli altri protagonisti potrebbe apparire un po’ troppo azzardata, ma non per questo meno reale. Di sicuro Costellazione di Brufoli è frutto di un lavoro entusiastico di un autore giovanissimo, che se da un lato deve limare un po’ la tendenza a strafare, trascurando a volte i dettagli, dall’altro mostra delle buone capacità che con il rigore della scrittura potrebbero dargli grosse soddisfazioni. E di certo a noi lettori con lui. A parte qualche imprecisione o refuso, la storia si presenta comunque sciolta, scorrevole, con una buona gestione dialogica dei protagonisti che evidenzia le loro caratteristiche. Ho trovato curioso anche l’utilizzo delle canzoni, attribuendo spesso alle piccole azioni e alle riflessioni una colonna sonora che si armonizza con il racconto, che trasporta il lettore là dove l’autore voleva portarlo.

Giudizio Finale e conclusioni: Costellazione di Brufoli è un romanzo pluri sfaccettato, che racconta le contraddizioni dell’essere oggi giovani e omosessuali. Paure, sogni e aspettative si armonizzano e si infrangono nella sua storia, proiettandoci sul domani senza che l’odierno sia davvero concluso. Un romanzo dedicato a chi vuole rivivere la gioventù ma soprattutto capire l’altro, che in realtà in emozione e sentimenti non è affatto diverso da quello che possiamo essere in quanto umani.

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Pubblicato da su 11 settembre 2015 in Recensioni

 

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