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*Mirna*[PersonaggiInCercaDiEditore]

04 Ago

Nome: Mirna
La conosciamo in: Falene
Età: 25
Aspetto fisico: Mora
Occhi: Nocciola
Segno zodiacale: Pesci
Canzone: “In Punta di piedi” di Nathalie Giannitrapani

Una ragazza idealista, una di quelle per cui i sentimenti come l’amicizia, non hanno mai lasciato spazio alla realtà.
Mirna non se ne rende nemmeno conto, per quanto gli anni scorrano, lei non riesce ad abbandonare la visione romantica della vita, dove tutto è ancora possibile e gli può cadere addosso, anche lì, sul momento, tra le sue braccia eternamente aperte, in attesa del momento magico.
Mirna però dovrà fare i conti con tutti i suoi desideri, anche quelli più improbabili che prima o poi dovrà esternare per poterci fare i conti.
Comprenderà che non servirà a nulla reprimere le emozioni o cercare di scacciare le persone che glieli provocano. L’amore cresce, fiorisce, e a dispetto di ogni sua convinzione emerge, si svincola e pretenderà delle risposte … Anche se quelle stesse risposte potrebbero non piacergli.
Mirna assisterà da protagonista alla rinuncia di quello che desidera, per capire che dai rapporti nascono per forza delle conseguenze che, belle o brutte che siano, ci regalano sempre qualcosa di speciale.

***

Eravamo circondati dal profumo del mare, mentre lo scrosciare delle onde sembrava infrangersi nel tramonto.
Poetto, estate. Sabbia scintillante di una spiaggia insolitamente vuota.
Lei, appena quindicenne, di fronte a me, che mi guardava con occhi intensi.
Gli altri si erano spostati, eravamo rimasti soli.
«Dimmi» risposi.
Mirna cominciò a giocare con le mani, intrecciandole, mostrando tutte le sue insicurezze.
Il suo viso era tenero.
«Ti devo parlare a proposito di noi.»
Io la guardai, incorniciata dall’oro e dal blu, mentre il silenzio ci circondava.
«Perché?»
Lei, forse rassicurata dalla mia domanda, sembrò ascoltare i suggerimenti del vento, prima di rispondere.
«È da un po’ di tempo che ci penso. Mi chiedevo che sono io per te. Cosa siamo noi.»
Mi spiazzò.
Non ci avevo mai riflettuto fino ad allora. Lei c’era sempre stata, sin dall’infanzia. Lei era sempre stata lì per me.
Considerai tanti aspetti, tutti assieme, ma non avevo parole con cui esprimere i concetti che avevo in mente, era come se fluissero via, lontano.
Lei mi guardava, in attesa.
«Tu sei la persona più importante, per me.»
La mia risposta le piacque, sembrava che ridesse con gli occhi.
Cominciai a vederla sotto un’altra luce, avvicinai il viso al suo.
«Davvero? E perché?» i suoi occhi divennero seri e le sue labbra, impercettibilmente, si schiusero.
La mia testa sembrava esplodere, il nostro dialogo pareva avvenire a rallentatore, quasi come se da esso potesse derivare la  svolta più importante delle nostre vite.
“Perché tu ci sarai sempre.”
Fu questo l’unico pensiero che formulai in forma compiuta senza tuttavia riuscire a pronunciarlo.

(Capitolo sesto – Déjà vu)

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Pubblicato da su 4 agosto 2015 in Letteratura

 

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