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Riflessioni a margine sul Family Day che fomenta l’odio

21 Giu

Ieri si è svolta l’ennesima manifestazione dell’ennesimo comitato che intende salvaguardare la famiglia tradizionale dallo spauracchio delle teorie gender e dalla drammatica ipotesi che i gay possano convolare a nozze in Italia, perché ciò di fatto discrimina l’assetto naturale delle cose: le donne sono donne, gli uomini sono maschi e i figli se vedono due maschi che si baciano tra loro possono essere contagiati da un virus.
Sì, in questa domenica mattina faccio dell’ironia spicciola, che non è costruttiva o utile a nessuno. Ma poi, dopo aver visto alcuni spezzoni e letto alcuni stralci delle parole di quel palco, che sottendevano solo l’odio e il desiderio di prevaricare la altrui libertà, non solo di formare famiglia ma anche solo di essere, mi viene in salita avere rispetto di una piazza riempita da un milione di persone che non era un milione di nulla (ma a sparare cifre siamo bravi tutti) che autorizzano l’odio nel prossimo (in completa antitesi con i dettami di amore del Dio che invocano come loro alleato) salvo poi offendersi quando glielo si fa notare, che sono persone che odiano.
E per farlo, non esitano a dire bugie, a generare paura e a cavalcare l’onda del timore pur di riuscirci.
Una prova?
La teoria del Gender è una teoria sociologica che si studia all’università, non si insegna alle elementari, ma anche se glielo si è fatto rilevare, hanno finto che non sia vero. Hanno accostato a questa teoria un programma didattico che vuole insegnare ai più piccoli il rispetto delle differenze personali, tra cui quelle affettive. Perché? Perché evidentemente è meglio educare all’odio del diverso che insegnare il rispetto e l’amore.
Un’altra?
Il fatto che due persone si amino, che diventino genitori e che possano sposarsi, non disturba chi crede che per amarsi bisogna essere di sesso diverso. Non è che, a discapito di quanto ci accusa qualche cardinale, l’Europa è in crisi perché si riconoscono i matrimoni gay.
E poi, diciamocela tutta: la famiglia naturale esiste? Perché in natura di norma succede altro, non si formano famiglie. Quelle provengono solo dalla cultura umana. Ma mai bisogna permettersi di affermarlo pubblicamente: la famiglia naturale è quella formata da un uomo e una donna, ed è naturale solo perché altrimenti, se riconoscessimo l’impostazione culturale, saremmo obbligati ad ammettere che la cultura umana si evolve e che di culture ne esistono altre, tra cui quella che ci impone che l’amore conta a prescindere da chi lo prova.
Se avrete notato, oggi non metto link alle notizie, non me la sento di pubblicizzare ancora certe idiozie o certe dichiarazioni in malafede di questi signori. Non metto nemmeno immagini, perché non esistono colori su avvenimenti del genere.
Mi chiedo solo: anni fa dissero che il family day impedì la concretizzazione dei Dico. Domani il Family Day dell’odio bloccherà anche la stentata legge Cirinnà?
E no. Non parlo nella chiusa nemmeno del medioevo italiano. Mi pare sia palese che di Medioevo si tratti e che sia nella testa di chi antepone l’odio per chi si ama davvero al di sopra di ogni cosa.

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1 Commento

Pubblicato da su 21 giugno 2015 in Blog, Vita

 

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Una risposta a “Riflessioni a margine sul Family Day che fomenta l’odio

  1. Acquafortis

    21 giugno 2015 at 12:06

    Purtroppo è cosi vero quello che dici….

     

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