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AA.VV. – Prendi la DeLorean e scappa[RECENSIONE]

26 Mag

Titolo: Prendi la Delorean e scappa
Autori: Davide Bacchilega, Marco Candida, Eva Clesis, Vito Ferro, Roberto Gagnor e Michela Cantarella, Enzo Gaiotto, Manuela Giacchetta, Elia Gonella, Andrea Malabaila, Christian Mascheroni, Gianluca Mercadante, Claudio Morandini, Gianluca Morozzi, Daniele Pasquini, Giorgio Pirazzini, Giuseppe Sofo, Daniele Vecchiotti, Paolo Zardi.
Editore: Las Vegas Edizioni
Pagine: 158
ISBN: 9788895744322

Trama (dalla quarta di copertina): Un tempo il 2015 era il futuro. Lo era nel 1985, l’anno di uscita nelle sale cinematografiche di Ritorno al futuro. Lo era nel secondo film della trilogia, con le macchine volanti, l’hoverboard, le scarpe autoallaccianti e una certa nostalgia per gli anni Ottanta. E oggi, che siamo davvero nel 2015, che cos’è rimasto di tutto ciò? Con quest’antologia di diciotto racconti vogliamo festeggiare il trentennale della saga di Zemeckis e portarvi ancora una volta avanti e indietro nel tempo. Siete pronti a partire con noi?

Contenuti: Al di là del filo conduttore, che riguarda i viaggi nel tempo e spesso anche chiari riferimenti alla saga di “ Ritorno al futuro” su cui si fonda l’idea di questa raccolta, il libro propone la tematica principale declinandola secondo diverse sfaccettature, che vanno dal puro rimpianto emotivo per i tempi andati, ai segreti non rivelati e intrisi di un alone di mistero, fino all’amore intenso, spesso perduto, che in qualche modo il protagonista della storia vuole recuperare. Questi diciotto racconti che vanno dall’eroico al romantico, passando per il mistero e il comico, presentano talmente tante sfaccettature legate in qualche modo a una storia raccontata dal grande schermo negli anni ottanta, che risulta sin troppo difficile poterle condensare in un giudizio unico e lapidario.

L’esperienza di lettura: non vi sono particolari rilievi da fare in ambito ambientale: alcuni ci raccontano l’America, parecchi invece trovano la loro collocazione in Italia, ma comunque l’aria che si respira, sempre soffusa, consente all’ambientazione di non interferire con i nessi logici e con le vicende, ma di accompagnare il lettore nel dare alle scene una tridimensionalità, caratteristica che comunque ricorre per tutti i testi, da quelli brevi a quelli più impegnativi. La modalità di descrivere i personaggi e di dare loro voce invece risente delle peculiarità stilistiche di ogni singolo autore, diversificando e stratificando invece l’empatia del lettore e il legame che egli stesso deve instaurare con chi gli racconta la storia. Non tutti i racconti comunque appaiono riusciti: ci sono delle storie che certamente hanno il potere di coinvolgere di più, gettando chi legge dentro le pagine con estrema facilità, quasi facendo provare a chi legge le sensazioni che gli vengono narrate. In qualche altro caso, invece, la trama fatica a decollare e a dare alla fine qualcosa, sempre per mia opinione personale alcuni testi sono forse un po’ troppo asettici, scevri di impatto e di emotività e rendono difficoltoso al lettore il sentimento di affetto duraturo alle vicende che vengono raccontate. Un po’ forse dipende dall’adesione alla cornice in cui la vicenda si sviluppa, un po’ forse alla difficoltà a comprendere non solo i fili che muovono i gesti dei personaggi ma anche, e soprattutto, le emozioni personali che sottendono la loro intimità. Ma a ogni modo la raccolta, nel suo insieme, non viene in alcun modo inficiata dal giudizio di ogni singolo racconto che la compone e aiuta il lettore a trascorre delle ore gradevoli in sua compagnia. Una nota a margine, che per uno della mia generazione e che ha vissuto in pieno l’era dei film dedicati alla Delorean e a Doc, la voglio comunque fare: è stato bello rituffarsi in uno sfondo, come quello della saga cinematografica a cui la raccolta è dedicata e da cui prende spunto, e ricordare quanto certi valori semplici e certe emozioni basilari aiutassero a vedere comunque la vita in una prospettiva che oggi, ahimé, appare piuttosto sbiadita.

Stile e forma: non ho riscontrato particolari orrori grammaticali e i refusi sono pressoché assenti, il che denota una particolare cura editoriale nel proporre il testo a chi lo legge. Non sempre la gestione della trama di alcuni racconti invece è risultata ottimale, alcune scelte di organizzazione della storia per certi testi forse le ho trovate discutibili, ma si tratta comunque di un parere soggettivo. Per quanto ciascuno dei diciotto racconti si dipana a suo modo, totalmente differente dagli altri, comunque si nota una certa omogeneità nel risultato d’insieme dell’intera opera che, a fronte di diciotto penne diverse e soprattutto di diciotto storie diverse, rende comunque merito al lavoro che è stato fatto.

Giudizio finale e conclusioni: Prendi la Delorean e scappa non è una raccolta nostalgica e nemmeno un tentativo di commemorare una saga che ha avuto successo. Si tratta di diciotto testi che in qualche modo onorano, è vero, un filone cinematografico che ha incantato generazioni di spettatori, ma partendo da quella base aggiunge delle peculiarità gradevoli al lettore che vi si imbatte. È una raccolta che accompagna, pagina dopo pagina, chiunque si spinge dall’emozione di ricordare per rileggere poi la sua vita odierna con gli occhi di oggi. È una lettura in divenire, dedicata a tutti coloro che non si accontentano di trascorrere il tempo con diciotto storie ma che con esse cercano di riformulare e di rivivere la propria esperienza.

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Pubblicato da su 26 maggio 2015 in Letteratura, Recensioni

 

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