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Giada Gaudino – La rabbia è un bacio sulla bocca[RECENSIONE]

25 Feb

Titolo: Giada Gaudino
Autore: La rabbia è un bacio sulla bocca
Editore: Demian Edizioni
Pagine: 208
ISBN: 9788895396934

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Trama: Gabriele è un uomo che ha raggiunto i vertici di un’azienda grazie al suo impegno, trascurando qualsiasi cosa, famiglia compresa. Ma agli onori sul lavoro non corrispondono però gli apprezzamenti: la moglie gli ha chiesto la separazione che lui ha subito e la sua vita inizia a sembrargli un lungo labirinto inestricabile di doveri e di perdita. Ma poi basterà un sogno, un viaggio a rotta di collo per riscoprire suo padre per rimettere in discussione le sue priorità.

Contenuti: Al di là della vicissitudine propria del romanzo, a metà tra l’argomentazione romance e la saga di famiglia, Giada Gaudino si presente ai lettori con il suo esordio attraverso un romanzo singolare e poliedrico. Troviamo un amore viscerale per gli animali ma anche delle nozioni ben definite di psicologia e psicoterapia, troviamo tutti gli elementi proprio della storia d’amore, anche quando i caratteri sono talmente diversi da risultare quasi impossibile trovare un punto d’incontro eppure… succede. Inoltre lo stesso testo propone al lettore il concetto di una storia che si ripete, e che comporta comunque una variazione nell’animo umano. Le tendenze tendono a replicarsi, tanto che Gabriele forse commette gli stessi errori di sua madre Giulietta ma, grazie al senno del poi e alla comprensione, alla fine il giovane comprende cosa non va e può permettersi durante il suo tortuoso cammino di affrancarsi dallo sbaglio e rimediare. L’autrice inoltre riesce ad accompagnare il lettore in una storia moderna che ci parla di separazione, della perdita dell’amore e della gestione di famiglie interrotte, di come le persone riescono a ricostruirsi una vita, ma lo fa con un occhio antico, secondo un principio che troppo spesso dimentichiamo: a volte le cose non rimangono rotte, se si vuole i rapporti possono ancora aggiustarsi. E in questo senso, a fine lettura, si ha la dimensione della vittoria.

Ambientazione e personaggi: La prospettiva dei personaggi è sfalsata dal punto di vista di Gabriele prima e di Tommaso poi, comprimendo la resa delle loro caratteristiche all’interno del vissuto dei due io. I due uomini sono speculari, sono vittime di loro stessi e carnefici dell’altro e del partner, eppure entrambi devono imparare a comprendersi per capire cosa è successo nella loro vita. La realizzazione della storia poi, se affrontata da questa prospettiva, propone diverse diadi interessanti: anche Fiorenza e Giulietta, affrontate e descritte rispettivamente dal figlio e dal padre, possiedono dei punti di contatto che però mettono la storia personale delle due donne in completa antitesi, sconvolgendone gli esiti. Gli altri personaggi menzionati, rimangono marginali, forse anche troppo, proprio dove magari avrebbero avuto bisogno di avere più spazio per esprimersi, consentendo magari di arricchire la narrazione. È il caso di Linda, di Bianca e anche di Paolo, che rispetto alle altre amicizie, in qualche modo, emergono nonostante il ruolo secondario a cui sono vincolati, perché possiedono un loro perché. Nel libro ritroviamo una buona descrizione dell’ambientazione fisica, non solo come interni delle case ma anche come città: Roma, Napoli e Trieste assumono dei connotati tridimensionali con odori, colori vividi e luoghi raccontati, con dovizia nei particolari.

Stile e forma: la narrazione si dipana in modo regolare, proponendo una storia dentro una storia, un sogno che poi si trasforma in racconto, diventando un “Perché?”
Trattandosi di un esordio, come è normale che accada, a volte nello stile si casca in qualche piccola ingenuità, a partire dall’abuso di punteggiatura che per certi versi può essere improprio (i vari !!! possono rendere l’idea di cosa accade, ma ad alcuni lettori infastidiscono), ma in linee generali la gestione della trama è buona come anche l’utilizzo della lingua italiana e degli stratagemmi narrativi. In questo l’autrice di sicuro riesce a esprimere il suo talento.

Conclusioni e Giudizio finale: il libro di Giada è un vero e proprio viaggio, non solo per i luoghi attraversati ma per le emozioni che suscita. Una lettura intensa, che colora l’anima. La rabbia è un bacio sulla bocca è da dedicare a tutti coloro che sono convinti di aver raggiunto un risultato, per poi scoprire che si è solo all’inizio e che quindi la meta non è altro che un principio per andare più in là. E in questo senso l’esordio acquisisce suono e forza, da un’autrice che, sono convinto, sarà in grado di regalarci ottime sorprese future.

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Pubblicato da su 25 febbraio 2015 in Recensioni

 

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