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Francesca Rossini – Phoenix Operazione Parrot[RECENSIONE]

22 Gen

Titolo: Phoenix-Operazione parrot
Autore: Francesca Rossini
Editore: Lettere Animate
Genere:Thriller-spionaggio
Pagine:219
ISBN: 9788868822439

Trama: La vita di Leila verrà sconvolta dall’incontro con Clay, che si rivelerà essere un agente segreto. La donna finirà col venire coinvolta in un’operazione dei servizi segreti di portata internazionale che potrebbe compromettere gli equilibri politici dell’intero mondo. Leila attraverserà i continenti, mettendo a repentaglio la sua vita, ma soprattutto lottando contro l’attrazione che prova per l’affascinante compagno di avventure.

Contenuti: Francesca Rossini ci racconta una spy story in piena regola, con intrighi internazionali, rapimenti e equilibri fragili, accompagnandola ad alcune tematiche proprie di altri generi, come l’innamoramento, il corteggiamento e l’incontro di due mondi opposti che, inevitabilmente, si attraggono, perlomeno in senso sentimentale. Pur trattandosi di un romanzo con un’ambientazione storica definita, la trama proietta il lettore anche nel mondo variegato del cambiamento del periodo, a partire dallo stesso di concetto di famiglia, dove iniziamo ad assaporare l’idea della donna che si ritrova sola per il fallimento della relazione, spesso con uno o più  figli a carico, e si rimbocca le maniche per andare avanti, con orgoglio e soprattutto con dignità. Leila incarna in tutto e per tutto la donna moderna, che non si riserva mai nel perseguire il bene e la giustizia, e che riesce a tirare fuori risorse personali che, in determinate situazioni, pensava di non possedere nemmeno. Sullo sfondo ritroviamo un America ruggente degli anni 80, con tutti i suoi miti e tutte le sue contraddizioni.

Ambientazione e Personaggi: per quanto il tema rilevante del testo sia comunque l’intrigo internazionale, che si inserisce a tutto tondo nella rivalità tra Occidente e Stati afferenti all’area sovietica, specifica della Guerra Fredda, il romanzo scivola su questo aspetto piuttosto pesante con estrema leggerezza: alcuni dettagli rimandano al periodo senza però dare al quadro politico dell’epoca l’importanza centrale che forse avrebbe aiutato a ricollocare certe scelte e certe azioni all’interno della trama geopolitica del 1983 che, chi non conosce, rischia di perdere. Ma questo aspetto si interseca comunque con una scrittura asciutta nei dettagli, che un po’ si ripercuote anche nella descrizione ambientale e che quindi è un aspetto peculiare dell’autrice e del suo modo di esporre i fatti. La Rossini gestisce l’azione, l’emozione e soprattutto il sentimento in subordine rispetto all’ambiente, che sia geografico o semplicemente climatico. I suoi personaggi sono netti, con uno spessore piuttosto forte, che agiscono su uno sfondo (L’America, La Svizzera, La Germania dell’Est, il bosco  desolato o la cittadina di provincia) che tale rimane, senza interagire o appesantire la trama. La delineazione dei caratteri personali è e rimane la caratteristica più forte della narrazione, che permea il testo in profondità, così come la cura dei dettagli di interazione, a volte però non supportate dal dialogo, quanto dai gesti. Clay è multisfaccetato, prova sentimenti che gli consentono di entrare in collisione coi suoi stessi valori, Leila fa passi da gigante, Rebecca è gelosa, contagia questa sua emozione perfino al lettore, sottendendo tutto il resto. Il crogiuolo dei personaggi comunque agisce, con la medesima rilevanza, anche se non tutti i ruoli riescono a esprimersi al meglio: il lettore vorrebbe sapere molto di più di Greg, che invece sparisce dalla storia troppo spesso, e addirittura si chiede come vada a finire la storia in sospeso tra Vinogradov e i suoi incarichi, ma sono tutti punti in sospeso che a me, personalmente, hanno lasciato intendere la volontà di un divenire, l’intenzione di mettere in campo, un domani, un’altra puntata delle vicende di Clay, Leila e gli agenti segreti americani.

Stile e forma: la narrazione dell’autrice è altalenante, vi sono dei momenti in cui galvanizza totalmente l’attenzione del lettore, con azioni eclatanti ed esternazioni profonde dell’animo intimo dei personaggi, a momenti in cui forse c’è un’eccessiva voglia di raccontare i particolari, di far parlare le persone con dei dialoghi che, in qualche vicissitudine specifica, hanno banalizzato quel racconto quando magari un gesto o un raccordo narrativo avrebbero aiutato  a non appesantire la situazione. Lo stile è asciutto, sobrio e non ama particolari fronzoli prediligendo un modo diretto di esplicazione a volte geniale. Non si sono riscontrati refusi particolari, qualche lieve dimenticanza sugli accordi verbali e qualche piccolo refuso che, in ogni caso, non hanno compromesso la lettura e la godibilità del testo. La gestione della trama invece a mio avviso ha bisogno di qualche ulteriore ritocco: ci sono personaggi che spariscono troppo in fretta, alcune vicende che rimangono sospese, ai margini della storia senza trovare una reale soluzione, ma soprattutto forse il testo aveva bisogno di un maggiore spazio di espressione. Tutti dettagli che, nel bene o nel male, sono comunque legati all’esordio, quando l’autore si cimenta e cerca di collocare le vicende in un modo ottimale. E in questo senso, Francesca Rossini dimostra la sua piena potenzialità nello stupire il lettore e nel accattivarsi la sua simpatia, narrativamente parlando.

Giudizio Finale e conclusioni: Phoenix – Operazione Parrot è un romanzo di genere che sfonda i pregiudizi dei lettori. Parliamo di spie, ma anche di amore e di donne che non hanno paura di mostrarsi come sono pur di vivere e vincere. Un libro dedicato a chi vuole conoscere una particolare versione di lotta tra il bene e il male, senza alcun timore.

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1 Commento

Pubblicato da su 22 gennaio 2015 in Recensioni

 

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Una risposta a “Francesca Rossini – Phoenix Operazione Parrot[RECENSIONE]

  1. The Butcher

    22 gennaio 2015 at 19:10

    Bella recensione. Questo libro mi incuriosisce molto e sarei curioso di leggerlo.

     

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