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Se io dico… Pier Vittorio Tondelli

26 Nov

Al di là di tutte le speculazioni che si potrebbero fare, io penso che comunque sia importante quando affrontiamo una certa tematica a livello letterario, come in questo caso i topos LGBT, confrontarsi e parlare anche dei classici della tematica, ragionarci, o perlomeno conoscerli. Aiutano sempre, sia i lettori che gli autori, a capire chi siamo e dove stiamo andando. Con queste intenzioni ultimamente ho ripreso in mano la lettura di Pier Vittorio Tondelli, le cui opere a mio avviso sono attualissime ed è importante comunque conoscere per dare un connotato a che cosa è la tematica Queer nella scrittura, ancora oggi. Non solo perché di sicuro la sua esistenza aiuta a capire anche la tematica e lo stato delle cose anche a livello sociale ancora oggi. Per questo, prima di parlare di lui, volevo condividere con tutti voi le riflessioni su tre libri che ho letto (e riletto) di recente.

Altri Libertini.
Con questa raccolta di racconti che comunque è legata da un filo narrativo che cresce e si rinsalda pagina dopo pagina, l’autore esordisce nel 1980 ponendo l’accento sugli aspetti tipici della situazione omosessuale ai tempi nostri, in luoghi giovanili, a volte di battuage, a volte di semplice buco, evidenziando comunque sentimenti di sconfitta, di ricerca dell’assoluzione e alcune volte anche di fuga da una realtà che tende a fagocitare l’uomo e i suoi desideri più che a realizzarli. Non troviamo situazioni di estrema discriminazione ma nemmeno dei confini morali netti, che invece lasciano le persone libere di muoversi all’interno della scacchiera e di passare notti in compagnia di donne che amano e di uomini che a volte li mantengono, anche se illusi. Nonostante le vicissitudini di tentata censura a cui è stata sottoposta l’opera (sequestrata addirittura per oscenità), ho trovato questa raccolta fortemente morale e giudiziosa nello sviscerare gli stati d’animo e nel regalare al lettore spunti di riflessione sull’emarginazione forzata e sulla dicotomia di comportamento tra la vita estera (che allora era già ben più evoluta della nostra) e quella turbata e sentimentale vissuta entro i confini nazionali. Questo esordio è riuscito a elevare l’autore tra i nuovi autori più interessanti del suo tempo, letto anche all’estero.

Camere Separate.
Di sicuro finora il libro che ho amato di più, anche se l’ho letto soltanto qualche mese fa, Camere Separate (che qualche recensore ha rievocato come ispiratore parlando del mio Polvere) ha il potere di proiettare la sua storia tra le storie che compongono il puzzle dinamico della trama. Il protagonista Leo affronta il ricordo dell’amore per Thomas, un giovane musicista con il quale intesse una relazione burrascosa, ma invischiante, dove entrambi, nel terremoto delle reciproche incertezze, accettano di scendere a patti con stili di vita alternativi pur di non perdersi. Non solo perché Thomas avrà anche una donna con cui si dividerà insieme a Leo, ma anche perché il protagonista saprà affrontare con lucidità e lirismo la perdita e la conseguente variazione del suo stesso modo di essere e di concepire la vita dopo Thomas. Il giovane infatti si accommiaterà da lui, vittima di un male incurabile, e Leo farà un lungo viaggio, fuori e dentro di sé, alla riscoperta dell’inizio dei suoi drammi per poi finire con il guardarsi dentro e quasi spaventarsi nella consapevolezza di quello che è diventato dopo che la morte gli ha strappato dalle braccia il suo unico amore.
In questa fase, per lui, inizierà una nuova vita, dove Leo stesso confida di essere vittima delle circostanze e di un male incurabile che, in un futuro, non assurgerà a dannazione ma a liberazione per la sua stessa vita. Scopriamo con questa storia quanto siano labili i confini dei sentimenti e degli affetti, quanto a volte siano importanti i momenti di assenza e di separazione per capire sino in fondo che a volte senza chi si ama, non si va avanti.
Di sicuro un bel libro, che io concepisco eterno, che mi ha dato moltissimo a livello personale ed emotivo, tanto che per mio giudizio personale è uno dei romanzi più belli di sempre.

Rimini.
Un romanzo dal tratto più classico che fu stroncato dalla critica perché Tondelli venne accusato di fare una scelta commerciale, per garantirsi comunque il successo. Rimini nel suo tratto principale ci racconta la storia di Marco Bauer, giornalista rampante di Milano che riceve un incarico di prestigio in periferia, andando a gestire l’inserto dell’Adriatico nel periodo estivo per garantirne un’adeguata tiratura. Insieme a una redazione che all’inizio gli pare mal assortita, Marco si barcamena tra misteri e scoop che riuscirà a rastrellare nella costa e nella stessa città che, per pochi mesi all’anno, assurge a metropoli, muovendosi tra intrighi amorosi con la sua collega Susy e conoscendo un mondo nuovo, dove si collocano segreti impronunciabili della politica, tormentati artisti omosessuali e luoghi religiosi quasi settari che nascondono e aiutano persone insospettabili nel momento del bisogno. Alla storia principale si accosterà anche l’intreccio del degrado di un’azienda turistica di famiglia, il cui andare a rotoli rovinerà per sempre i suoi componenti, e la estenuante ricerca di Claudia da parte della tedesca Beatrix, sua sorella, in un percorso che attraverso mezza Italia, ma soprattutto attraverso se stessa e i suoi desideri anche carnali di donna, ricongiungerà tutti i pezzi sospesi del suo animo con il ritrovamento della sua congiunta. Ho trovato questa lettura gradevole, forse un po’ troppo canonica e rigida, con qualche scelta scontata, ma comunque interessante. Soprattutto l’amore di Bruno per il controverso Aelred, con una scena piccante che a mio giudizio è la meglio descritta, dal profilo erotico, di tutta la letteratura LGBT nostrana, perlomeno per quella che ho letto io.

Spero di avervi invogliato a conoscere questo autore italiano, che ha il potere indiscusso di regalare tanto al lettore. Vi lascio, in conclusione, la sua biografia:
Pier Vittorio Tondelli, nato a Correggio il 14 settembre 1944 e deceduto a Reggio Emilia il 16 dicembre 1991, a soli 36 anni per AIDS, è stato un giornalista e scrittore italiano riconosciuto e stimato anche all’estero. Viaggiatore, è un uomo che non ha fatto mistero di sé e dei suoi desideri. Viene indicato come uno dei maggiori autori italiani di tematica Queer, per quanto la sua arte abbia in effetti spaziato al di là degli argomenti trattati, ha pubblicato diverse raccolte di racconti e romanzi. Tra le opere ricordiamo: Altri Libertini (Feltrinelli – 1980) Pao Pao (Feltrinelli – 1982) Rimini (Bompiani – 1985) e Camere separate (Bompiani – 1989).

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Pubblicato da su 26 novembre 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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