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Magica la notte[RACCONTO]

23 Set

Oggi è una data speciale. Sarà perché una mia carissima amica compie gli anni proprio oggi e allora ho fatto una ricerca a ritroso, ricordandomi di questo testo che scrissi qualche anno fa per un motivo ben preciso e che in qualche modo era dedicato proprio a lei, perché si trattava della prima volta che parlai di una certa Bruna, un personaggio ispirato proprio a questa persona, la stessa Bruna che poi finì a far parte del mio primo romanzo, Eclissi. Ecco, oggi ho pensato, cogliendo l’occasione di fare gli auguri a questa mia amica speciale, di condividere con tutti voi questo vecchio testo.
Buona lettura 😀

 

MAGICA LA NOTTE

Il palco è illuminato quasi a giorno, i due animatori sono già in posizione. Eccoci qua, mezza città si è riversata sotto di loro per fare quattro salti, imitandone i movimenti.
C’è la luna questa notte, ha fatto capolino per incastonarsi poco sopra la Sella del diavolo. La sua luce illumina una chiazza di mare, sciabordante grazie alla lieve brezza di oggi, se ne poteva sentire il suono tra il vociare dei presenti prima che iniziasse a diffondersi la musica.
Mi accendo una sigaretta, non ho voglia di mischiarmi agli altri in questo momento, non mi sento pronto per questa coreografia. La sua inconfondibile melodia mi ha fatto frenare, questa è la canzone di un’estate, appena cominciata con la sua calura.
Non voglio pensare a tutto ciò che ho lasciato in sospeso con l’università.
“Sarà un problema che mi porrò a settembre” mi dico. Devo staccarmi da ogni cosa che possa farmi pensare a lui e a come è finita.

El Sueño… La Noche… La Musica…

Gli altri si sono buttati nella mischia, io preferisco aspettare ancora.
Avanti – Onda – Di lato – Onda
I passi non sono ancora riuscito a memorizzarli, forse è soltanto una scusa. Potrei anche ritornare indietro, tra i miei pensieri e lontano dalla musica, eppure mi sento incatenato qui.

La Musica… El Sueño… La Luna… El Mar

Sarà il terzo giorno consecutivo che vedo quel tipo qua, non sono mai riuscito a farmi notare o a sapere qualcosa su di lui.
Indietro, incrocia – Onda – Solleva la destra
In realtà ne ammiro i movimenti sinuosi. Oggi indossa una camicia bianca, risalta l’abbronzatura. I polpacci si muovono sotto i bermuda, ha delle gambe sexy. Mi piacerebbe diventasse il mio buon proposito per l’estate, ma non oso sperarci.

Tu eres el mar, pero yo soy la luna
y vivo aqui en el cielo
espero por tu ternura

La sigaretta si consuma tra le mani mentre lo guardo con desiderio. Ha dei folti ricci, non lunghi, che gli danno un tocco mascolino insieme a quel pizzo ben curato. Non l’avevo mai visto prima, è probabile persino che sia etero, eppure avverto come un richiamo.
Salto – Mani in alto – Avanti – Onda
Balla da Dio, e io non ho la più pallida idea di come poterlo avvicinare, vorrei farmi trasportare dalla brezza per ritrovarmi vicino a lui e sentirne il profumo. Vedo nella sua fronte qualche goccia di sudore. “Non posso vivere un’ennesima estate con la fissa per un tipo che non è alla mia portata” penso ancora, demoralizzandomi.
Indietro – Salto – Solleva la destra…
Rimango basito di fronte a quel fondoschiena e a quelle spalle muscolose, della coreografia ormai non me ne interesso più.
Sospiro.

La serata prosegue, c’è caldo nonostante tutto. Siamo passati alla salsa cubana e l’ho perso di vista, ora è il momento delle coppie. Scorgo la luce intermittente del faro sopra il promontorio, gli altri sono vicino a me, parliamo sorseggiando una birra. Non ho molte aspettative sulla serata, oggi non mi sento di compagnia.
– Come speri che ti noti, se continui a fare il palo per tutta la serata?
È Bruna, mi guarda con i suoi occhioni castani. Questa sera ha acconciato un fiore di stoffa tra i capelli, forse per darsi un’aria caraibica. È bella, come sempre, per quanto spesso a causa della sua ironia faccia finta di non rendersene conto.
– È di sicuro etero – le rispondo, schiacciando l’ennesima cicca sotto la suola.
– Sì, basta vedere con chi si accompagna. Certo che mi chiedo come certi fusti del genere siano sempre dell’altra sponda.
La guardo interrogativamente.
– Dici?
– Ho appena visto che parlava con miss Trans 2005. Certo che è gay!
La notizia non mi dà lo sperato sollievo.
Bruna mi afferra il braccio cercando di trascinarmi verso la pista.
– Andiamo!
Mi blocco, sorridendole.
– E tu credi che, vedendomi ballare con te, mi possa notare?
– Lo sanno tutti che sono amica di Mister Gay 2004 – fissa i suoi occhi sui miei – e poi ho una voglia matta di scatenarmi un pochino. Accontentami.
Potrei mai dirle di no?
Ci vuole poco per entrare in sintonia con il ritmo. Ci allontaniamo e ci riprendiamo con qualche giravolta, intorno a noi altre coppie stanno danzando seguendo un proprio schema.
– Eccolo lì – mi dice Bruna prima di roteare di nuovo – l’ho appena visto.
Incespico, ma riesco ad afferrarle i fianchi per accompagnarla nel saltello.
– Non cercarlo subito, finirai per calpestarmi i piedi!
Continuiamo a ballare, provo un desiderio irrefrenabile di voltarmi e guardarlo, ma la posizione mi consente di vedere soltanto le luci del golfo in lontananza.
Finalmente ci spostiamo un po’ di lato. Bruna si mette di spalle davanti a me, mentre estendiamo le braccia continuando i passi avanti e indietro.
– Che ti avevo detto? Ti sta fissando.
Sento il peso di quello sguardo addosso, che si scioglie nel cuore, quasi accelerandone il battito. Con un’ennesima giravolta lo perdo di vista. Bruna mi afferra le mani sussurrandomi appena – Lascia fare a me – prima di mettersi al mio fianco per proseguire la successione dei passi laterali che abbiamo ballato fino allo sfinimento l’anno passato.
Non oso guardarlo direttamente, per quanto mi senta inquieto non voglio fare una brutta figura dinanzi a lui. Ci riabbracciamo di nuovo, spostandoci piano verso l’estremità della pista.
La canzone sfuma, lei mi sorride guardandomi negli occhi.
– Ecco fatto! Buona fortuna.
Mi bacia per poi scomparire nella penombra, senza che io riesca a comprendere cosa stia succedendo.
Mi volto e me lo ritrovo a pochi passi da me.
Sorride. I suoi occhi castani mi sorridono.
È solo.
– Complimenti.
La sua voce è calda, mi piace.
– Grazie – faccio io imbarazzato. Lui si avvicina – tu e la tua ragazza siete molto bravi.
– È solo un’amica. Non stiamo insieme.
Fisso il suo sguardo, ride un po’ esclamando – Tanto meglio per me allora! Io mi chiamo Diego.
– Piacere mio.
La sua mano è calda, avvolgente. Quel primo contatto mi elettrizza.
“È così che succede”.
Iniziamo a parlare, scansandoci dalla musica troppo alta, camminiamo nella sabbia. La luna è più alta rispetto a come l’avevamo lasciata, e per quanto non riesca a crederci, vorrei abbandonarmi all’atmosfera della serata senza riserve.

Abbiamo parlato di tante cose.
Come per magia tutto il resto intorno è scomparso, lasciando soltanto noi. Siamo ritornati in prossimità della pista, alle sue spalle in lontananza si scorge il colle di Monte Urpinu, illuminato dai lampioni del viale sulla sua sommità e sotto le saline. Non ho più pensato alle mie delusioni che mi avevano offuscato l’animo all’inizio della serata, quasi come se Diego, con la sua dolcezza, avesse avuto un effetto catartico sulle mie paranoie per una relazione finita.
– Mi sa che per me è ora di andare, i miei amici mi staranno cercando.
– E ti perdi le ultime canzoni dei balli di gruppo?
Sì. È una nota di malinconia quella che avverto io stesso nella mia voce. Lui mi lancia uno sguardo profondo, vedo brillare tra le sue iridi la mia stessa delusione.
– Purtroppo oggi non guido io.
No. Non posso permettere che finisca così.
– Se vuoi ti do io uno strappo a casa.
Si volta nella mia direzione, annuisce. Sta sorridendo di nuovo.
– Dammi cinque minuti, cerco i miei amici e li avviso.
Lo guardo allontanarsi da me, io sono in preda allo stupore. Mai avrei pensato di aver il coraggio per una simile audacia. Mi accendo un’altra sigaretta, spaesato. Ho le gambe quasi molli dall’emozione, quello che mi è successo questa sera è un sogno.
Scorgo Bruna dall’altra parte della pista, mi sorride facendo ciao con la mano. Sapevo che avrebbe capito, credo che si sia già rimediata un passaggio da qualcuno degli altri per rientrare a casa.
Mi fa un altro gesto. Vuol dirmi – telefonami.
Annuisco.
Vorrei dire di sì al mondo intero, sopra di noi si staglia il promontorio del lungo mare, il faro. Dentro di me l’oceano.
La luna continua a illuminare una porzione di mare, quasi mi sembra di veder brillare la sabbia poco distante dallo stand.
– Eccomi.
Diego è tornato, proprio nel momento in cui mettono nuovamente i balli di gruppo. Gli animatori sono già sul palco, pronti per iniziare.
I primi accordi di mandolino sono inconfondibili, la stessa canzone con cui la serata è iniziata.
– La conosci questa?
– No.

El Sueño… La Noche… La Musica… La Musica…

Ci guardiamo un lungo istante, prima che mi afferri la mano.
– Vieni, te la insegno io.
Mi lascio trascinare in mezzo alla pista, sorrido, anche se lo fa di fronte a tutti. Non mi interessa cosa penseranno di noi, non stanotte.
Avanti – Onda – Di lato – Onda – Muovi il bacino.
Sto bene, provo dentro un’enorme speranza su quello che potrebbe essere d’ora in poi.

Magica la notte porque yo te puedo amar
eres todo lo que tengo,
esta saliendo… esta saliendo…

Sorrido, ogni tanto ci sfioriamo per poi riprendere la posizione della coreografia. Metteranno ancora qualche altra canzone prima di chiudere del tutto la serata.
Ci guardiamo intensamente, un attimo soltanto.
Sento che questa notte sarà magica davvero.

Es magica la notte porque yo te puedo amar
eres todo lo que tengo,
la luna quiere al mar.

Giravolta – Indietro . Muovi il bacino – Onda.
Forse più tardi le mie labbra saranno tra le sue, tutto sembra girarmi intorno e non posso far a meno di ridere. Lievi onde, là in fondo, bagnano la battigia dove io e lui faremo un’altra passeggiata.
Vaffanculo tristezza, voglio chiudere per ora con i pensieri bui di quel che ho perso qualche mese fa.
Avanti – Muovi il bacino – Solleva la destra, poi la sinistra – Onda
Voglio pensare solamente a quello che sta succedendo adesso. Siamo alle battute finali di questa danza caotica.
Vorrei urlare la mia euforia.
Mi volto nuovamente verso di lui, abbiamo avuto la stessa idea. Sorridendo mi stringe forte la mano tra le sue.
Non posso perderlo.

Magica la notte porque yo te puedo amar
eres todo lo que tengo,
la luna quiere al mar

È con me, lo sento.
Il futuro potrebbe essere qui e voglio viverlo adesso.

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Pubblicato da su 23 settembre 2014 in Blog, Letteratura, Vita

 

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