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Prisca Turazzi – L’amore e altri guai[RECENSIONE]

07 Set

Titolo: L’amore e altri guai
Autore: Prisca Turazzi
Editore: Milena Edizioni
Pagine: 144
Prezzo: € 10,00

Trama: Sullo sfondo della Milano dei nostri giorni, il giovane Filippo chiede una consulenza per scopi letterari a Francesco, che porterà entrambi a stravolgere il loro rapporto di conoscenza trasformandolo in qualcosa che sfuggirà loro di mano. Tra distacchi, i consigli degli amici, rivoluzioni, convivenze e disaffezioni; i due ragazzi cercheranno di lasciarsi e riprendersi, aiutando il primo a far luce su di sé e il secondo a emanciparsi dalle sue stesse paure.

Contenuti: Seppur breve, “L’amore e altri guai” concentra nella sua storia alcuni dei topos relativi alla letteratura propria della Cultura Gay nostrana, riconoscimento imprescindibile per trasformare la storia che ci racconta la Turazzi da semplice romance M/M disimpegnato e solitamente ricco di cliché a un romanzo che sa indagare nelle contraddizioni del nostro tempo, soprattutto grazie al peculiare momento storico che viviamo nel nostro paese. Per cui, accanto all’amore del titolo il lettore vive l’angoscia del riconoscersi e del sapersi identificare in un etichetta che, per quanto stretta o stigmatizzata, appartiene ai protagonisti, accennando a quel percorso di accettazione che porta per esempio Francesco a emanciparsi da un padre che gli ha dato uno schiaffo e a viversi per quello che è, grazie all’aiuto delle associazioni a cui si rivolge e ai rapporti amicali che lo sostengono, per quanto questo percorso abbia comportato il suo allontanamento dalla famiglia. Di respiro nettamente più ampio è Filippo, che fa vivere al lettore il dilemma della confusione, l’attrazione verso qualcosa che nemmeno lui sa distinguere. Questo testo è uno dei pochi in Italia che racconta la bisessualità senza fronzoli e senza giudizi che di norma, chi etero chi gay, è portato a sentenziare senza porsi mai il problema del vissuto personale di chi si sente attratto indistintamente da uomini e donne. E in un dilemma che procede in un continuo divenire, la soluzione che appacifica un po’ tutti rimane l’amore menzionato all’inizio, col titolo: l’emozione che fa la differenza. Perché non conta solo l’attrazione fisica, ma avere il coraggio di amare in primo luogo la persona. E dal mio punto di vista, in tale aspetto, il libro centra l’obiettivo, come pochi sono riusciti a fare in Italia misurandosi con questo peculiare argomento.

Ambientazione e Personaggi: sui personaggi la narrazione è prioritariamente concentrata sui protagonisti, tanto che gli altri che ci sono attorno fungono un po’ da deus ex machina: parlano, consigliano ma non si mostrano al lettore tanto che tutta la loro storia sfugge, così come i connotati fisici faticano a fissarsi nella memoria, ma a questa carenza supplisce l’attaccamento a fior di pelle che le voci narranti alternate raccontano dei vari rapporti tra loro e gli amici, che comunque costituiscono tutto il mondo di respiro dei due ragazzi. I drammi interni e le interpretazioni personali sull’altro aiutano il lettore a caratterizzare tutte le sfumature di Francesco e Filippo, senza tralasciare nulla al caso. L’ambientazione è Milano: coi ritrovi associativi, i riferimenti della vita omosessuale o giovanile della città, i locali e addirittura alcuni scorci importanti, a volte segreti, che rivelano al lettore la magia del luogo senza citare quei posti turistici che di norma tutti accostano nell’immaginario collettivo. La cornice ambientale agevola l’intimità e l’introspezione, conducendo il lettore nel percorso emotivo e di crescita che i due giovani affrontano per fare i conti con loro stessi e con i propri sentimenti.

Stile e forma: la narrazione è sobria, senza fronzoli né picchi poetici, alcuni tratti riportano il filo delle riflessioni, complicando a volte i periodi, ma nulla che riesca a rovinare la lettura della storia. Non si sono riscontrati refusi e o distrazioni, i dialoghi sono diretti, quasi da evocare la voce stessa di chi pronuncia le parole e o le proprie emozioni. La struttura del romanzo è in prima persona alternata tra Filippo e Francesco, tecnica che aiuta il lettore a entrare dentro la storia senza trascurare tutti i chiaroscuri caratteriali dei giovani, facendo acquisire alla lettura un buon ritmo e un pizzico di suspense.

Giudizio Finale e Conclusioni: Ci sono dei romanzi che, anche se possono piacere o meno o incontrare pareri contrastanti, aiutano i giovani lettori a riflettere e a crearsi un ideale. Quello che va oltre la tanto invocata tolleranza, che va oltre anche  alla tutela ma che aiuta le persone a rispettare e a considerare altri valori importanti, non chi si ama e come si ama. In questo versante il romanzo di Prisca Turazzi è un’ottima palestra, un ottimo lavoro. Una lettura breve, dedicata a chi davvero vuole ragionare sulla psiche umana e sulle sfaccettature personali che spesso non solo trascendono, ma vanno oltre qualsiasi etichetta.

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2 commenti

Pubblicato da su 7 settembre 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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2 risposte a “Prisca Turazzi – L’amore e altri guai[RECENSIONE]

  1. The Butcher

    8 settembre 2014 at 09:55

    Bellissima recensione. Il libro sembrerebbe essere molto interessante e credo proprio che leggerò appena lo trovo.

     

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