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Francesco Falconi – Gray[RECENSIONE]

23 Lug

Titolo: Gray
Autore: Francesco Falconi
Editore: Mondadori
ISBN: 9788804639671
Pagine: 372

Trama: Sullo sfondo di una Roma misteriosa e affascinante, Dorian, un uomo che ha barattato la sua normalità per un’immortalità per sempre giovane e che pertanto è oggetto di tormento da parte dell’Anima Nera, incontrerà Layla, una ventenne che ha ancora difficoltà evidenti ad accettare se stessa e la sua identità. In lui scatta la scintilla, che va oltre la sua vita dissoluta, i peccati e le relazioni che ha intessuto nel corso degli anni. Dorian pertanto decide di rischiare il tutto e per tutto, sperando che la relazione con la giovane lo assolva dal suo incubo e gli restituisca la possibilità di poter amare ancora e ritornare a un’esistenza normale. Ma ogni cosa ha il suo prezzo, e nessuno dei due rimarrà indenne dalla catastrofica serie di eventi che si abbatteranno nelle loro vite.

Contenuti: Inquadrare il romanzo di Falconi in un semplice remake della ben più nota storia di Oscar Wilde, il ritratto di Dorian Gray, è forse riduttivo, nonostante le evidenti analogie non solo a livello di protagonista e di patto, ma anche di personaggi che ritornano nella trama del libro. Ma al di là di tutte le speculazioni in tal senso, il romanzo attualizza i concetti classici del tormento personale e dell’accettazione del sé, quello che a volte porta al l’uscire allo scoperto, anche o semplicemente a scendere a patti con la propria vita e i propri vissuti, in chiave soprannaturale, a tratti horror, tanto cari al romanzo di formazione. I protagonisti ci parlano in primo del loro disagio intimo, del sentirsi a volte malfermi in un mondo ostile, o che perlomeno ignora i nostri tempi e le nostre pulsioni, fino a portarci all’ossessione o ai desideri di essere e apparire per non tramontare mai. Ognuno dei personaggi, da Dorian a Layla, da Basilio ad Aurora, ha il suo personale demone, la sua personale battaglia da condurre. Partendo da questa considerazione si può arrivare a riflettere sul secondo tema caldo della storia: la dicotomia tra la superficialità nella vita e l’intimità, che si contrappongono quasi assurgendo a dei modelli di bene e male drammaticamente moderni oggi, dove soprattutto i giovani si fanno affascinare da una vita facile e alla ribalta contrapponendo magari non solo i difetti intimi ma soprattutto una vita dove i protagonisti non siano per forza i riflettori o le scelte più semplici. Il resto è elemento esterno, di contorno: l’amore, l’amicizia, il tradimento negli affetti, un mix di concetti e sensazioni che aiutano di certo il romanzo a trovare riscontri nelle generazioni più giovani.

Personaggi e Ambientazione: in merito ai personaggi, una delle cose più evidenti nella costruzione del loro agire nello spazio, è di sicuro l’incarnazione in ciascuno di loro di un male ben definito: se ad Aurora appartiene l’isteria di mettere in mostra il suo corpo per coprire le sue debolezze, mentre a Basilio viene lasciata l’ossessione per l’uomo giovane e immutabile, a sottendere una cattiva percezione del tempo che passa sul suo e a Giacomo l’insana attrazione incestuosa per la sorella, Dorian diventa lo spirito della bellezza dannata e promiscua (in cui il sesso viene propinato spesso come una pratica lasciva e immorale, stigmatizzata) e Layla il complesso del rapporto cattivo  col proprio corpo, spesso alla base di patologie molto gravi come taluni disturbi alimentari. Nel complesso il quadro sociale di Layla è quello che risente di più di un modello altamente tragico, con un padre che la abbandona e una madre che non la capisce, elevando la giovane a eroina sfortunata, a volte forse calcando un po’ troppo la mano, tanto da rischiare di rendere lei e il suo entourage delle caricature che si muovono per Roma tra i loro drammi. Questa forse è l’unica pecca della storia: magari certe situazioni, per poter essere verosimili, sarebbero dovute essere stemperate maggiormente, con dei lati positivi e forse con meno senso del drammatico a ogni costo che appare un po’ troppo forte e presente in tutta la storia personale della protagonista. Una nota invece senz’altro positiva è l’uso non smodato ma molto calzante dell’ambiente di cornice della storia: Roma, Siena, gli stralci veneziani e fiorentini sono ben resi, pittoreschi, narrativamente avvolgenti. Il lettore viene proiettato nelle vie, nelle case e negli ambienti che, con pochi riferimenti ben assestati diventano vividi, come se ci ritrovassi per quelle vie a percorrere le stesse emozioni di luce, buio e tenerezza.
L’atmosfera grigia si scontra con i chiaroscuri emotivi regalando al lettore un quadro composito, edulcorato e comunque degno di attenzione.

Forma e stile: la storia si dipana in una forma smagliante che calza a perfezione in termini di ritmo e di avvicendamento delle scene. I dialoghi appaiono sobri, senza intoppi e adeguati al registro. Anche la gestione della trama appare ben assestata, con scelte di azione e emozione che non trascendono, con adeguati colpi di scena  che consentono al lettore di stupirsi, soprattutto nell’ultima parte della storia dove la vicenda subisce di certo un’accelerata più consistente.

Conclusioni e giudizio finale: Gray è un libro giovanile, sobrio e carico di emotività, che può racchiudere in sé i mali e la morale del nostro tempo. Non è un remake, ma un’attualizzazione di una storia immortale tanto quanto il suo protagonista, capace di dare dei risvolti autonomi e peculiari, che appartengono di sicuro all’esperienza narrativa dell’autore, del quale questo testo è la prima lettura in cui mi imbatto. È di sicuro una storia attuale, da dedicare in primo luogo a tutti quei giovani che siano in grado di riavvicinarsi alla lettura, proprie grazie a romanzi che perseguono il loro stesso linguaggio. Ma soprattutto Gray è una lettura da ponderare, alla quale abbandonarsi senza pregiudizi, senza aspettarsi nulla. È proprio alle letture di questo tipo che verranno di sicuro riservate le sorprese migliori.

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Pubblicato da su 23 luglio 2014 in Recensioni

 

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