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Cristiana Alicata – Ho dormito con te tutta la notte[RECENSIONE]

30 Giu

Titolo: Ho dormito con te tutta la notte
Autore: Cristiana Alicata
Editore: Hacca
ISBN: 9788889920862
Pagine: 208

Trama: Attraverso i ricordi che corrono sul filo, alla ricerca del tu, della sua compagna di vita che un po’ è il risultato delle sue passioni fanciullesche e di gioventù, e un po’ diventa quello specchio dove trovare tutto quello che le manca, la protagonista racconta la sua storia, quella di una famiglia che fa i conti con la malattia mentale, quella di una donna che scivola nella vita rincorrendo le sue passioni, inquieta, per quanto il suo unico desiderio vorrebbe essere quello di fermarsi.
Fermati. Fermati qui. – si dice. E per i lettori arrivano, lo giuro, i brividi.

Contenuti: Cristiana Alicata ci proietta un’altra volta nell’intimità umana, in quella disgregazione che sottende i valori di un tempo, coi quali siamo cresciuti, e che quando crollano, se non impari a correre, rischiano di farti soffocare. La scrittrice ci proietta in un mondo poliedrico, che ha per protagonista nei primi ricordi la famiglia e il rapporto con una madre malata, affetta di uno di quei mali che non trovano giustificazione nella mente di un figlio o di un congiunto, e spesso nemmeno cura. Si tratta della patologia mentale, quella malattia che ha il potere infausto di cambiare le persone dentro, negli atteggiamenti e nell’affettività, tanto da renderle irriconoscibili a chi c’è vicino, che spesso si ritrova a ballare una danza farneticante e sprovvista di pause senza che si riesca a venirne a capo e ad accettare sul serio che chi è portatore del male, non solo non tornerà indietro ma non è più la stessa persona custodita nei ricordi. Ma la Alicata non si limita alla precarietà della vita quando ci si ammala, ma va oltre, restituendoci personaggi che scappano, corrono, sfuggono alle dimensioni terrene per ritrovarsi, accettare il passato e andare avanti. Il lettore scopre la coppia, il desiderio del quotidiano e la ricerca del partner che ci dia sicurezza, ricordandoci chi abbiamo amato in passato e trasferendolo con proiezioni nel presente. Poco importa che si tratti di un amore omoaffettivo, è un legame, e come tale universale. Così, la protagonista, ama Lucia e ama Sabrina, due diversissime compagne di giochi dell’infanzia, che ritrova nelle sue amanti giovanili e nella persona con cui convive e da cui si separa. Il terzo elemento, relativo ancora alla coppia, riguarda proprio la claustrofobia di un rapporto che la quotidianità (o la ricerca mai sopita) può portare a conclusioni differenti dall’idea dell’amore che dura tutta la vita. Ma soprattutto, a mio avviso, il tema centrale non è solo la ricerca del sé attraverso la compagnia degli altri e l’esclusività degli affetti, ma è la stessa solitudine che pervade l’essere umano, nel momento in cui ci si rende conto che una parte di noi, quella meno esposta, rimarrà sola e individuale per sempre, sino alla fine dei nostri giorni.

Ambientazione e personaggi: per tutto l’iter della trama il lettore viene portato a spasso per l’Italia. Viviamo il Mediterraneo (senza che venga definito il dove) del passato più recente e doloroso, ma troviamo anche la provincia bergamasca coi suoi connotati italianissimi e rurali, l’intramontabile Roma, Anzio, ma poi giungiamo anche a Berlino, laddove l’autrice srotola un po’ della ricerca e delle riflessioni della protagonista, facendole vivere degli incontri speciali, importanti. La peculiarità della narrazione è proprio il legame che unisce a doppia mandata l’emozione e il ricordo, col luogo che ha il potere di farlo rivivere, o meglio, di realizzarlo. Di qui la descrizione di alcuni dettagli che accompagnano i sensi, li conducono per mano, in un gioco di colori che riescono a tenere il lettore incatenato nell’atmosfera della storia, lasciando passare la trama stessa. I personaggi sono disegnati a più riprese, a volte coi contorni appena accennati, a volte muovendosi in modo forte e risoluto nello spazio, lasciando ben poco all’immaginazione. Tutti hanno un nome: i ricordi della protagonista come quelli della sua compagna, a parte proprio loro, la cui intimità arriva all’io e al tu che sottende, nonostante l’epilogo, l’unicità del loro sentimento.

Stile e forma: Il racconto è in prima persona, con un intercalare quasi costante verso il tu, che si sposa con l’esigenza di narrare il ricordo della protagonista, forse un po’ meno quando sono i ricordi dell’altra a dover essere condivisi, ma questo stratagemma aiuta il lettore a entrare in confidenza con la lettura, con la sua storia. Non ci sono refusi, o errori strutturali che compromettano la lettura, la prosa risulta accattivante e intensa, ma a questo aspetto l’autrice ci aveva già abituato abbondantemente con i suoi precedenti lavori.

Conclusioni e Giudizio finale: “Ho dormito con te tutta la notte” non è un libro, ma un percorso di vita. Non si limita a raccontare la storia, ma sfonda il muro delle pagine per divenire comune, accostabile a tutti quanti. È una lettura intesa, a tratti malinconica e soffocante, ma si muore con gioia in compagnia delle sue parole. Si tratta pertanto di una bella opera a cui adagiarsi con fiducia, una lettura dedicata a chi vuole avere una conferma, una soltanto: che alla fine la vita è un viaggio, una ricerca continua di sé, attraverso anche gli altri.

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1 Commento

Pubblicato da su 30 giugno 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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Una risposta a “Cristiana Alicata – Ho dormito con te tutta la notte[RECENSIONE]

  1. wwayne

    30 giugno 2014 at 10:31

    Copertina meravigliosa.

     

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