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Alessandro Frailis – Il primo viaggio di Selene tra le stelle[RECENSIONE]

06 Giu

Titolo: Il primo viaggio di Selene tra le stelle
Autore: Alessandro Frailis
Editore: I sognatori
Pagine: 156
ISBN: 978-88-95068-35-0

Trama: Sullo sfondo di una Cagliari tutta da scoprire, Riccardo racconta la sua storia d’amore con la giovane Selene, una ragazza che sin da subito gli dimostra il suo modo di essere speciale nonostante le difficoltà che ha incontrato fin dalla giovane età. Al momento in cui Riccardo si decide a scrivere questa storia e a renderne partecipi i lettori, si scopre che qualcosa ha separato i due innamorati, ma forse – e ripeto: forse – non è troppo tardi per ricucire sul filo delle stelle il legame che si è spezzato.

Contenuti: In un modo in parte onirico, a tratti surreale ma fondamentalmente emozionale, il narratore ci proietta dentro una storia che racconta il sapore semplice del legame e dell’amore che, a discapito di ogni sconfitta che la vita ci propone, riesce comunque a emergere e a salvare, a volte, le persone. È il caso di Riccardo, che vive in un mondo privo di sfumature, in bilico tra la vita e la non vita, tra la disperazione e l’istinto di sopravvivenza, perché ha imparato a sue spese che una volta incontrata la persona giusta, è drammatico e spesso anche doloroso separarsene, senza mai riuscire a colmare il vuoto che ci ha separato. “Il primo viaggio di Selene tra le stelle” è un romanzo che racconta la separazione, il dolore della perdita e il lasciarsi andare, ma lo fa con speranza e delicatezza. La vita di Selene e di Riccardo è costellata di tanti piccoli drammi, pertanto talmente perenni da sembrare insormontabili, ma ce li descrive con un retrogusto positivo, come una carezza che alla lunga non fa male, perché riescono comunque a trovare il bello delle situazioni ovunque e, soprattutto, sono capaci di rifugiarsi all’interno di un mondo che ottunde la realtà, spezzettandola talmente bene da riuscire a non fare più paura. Il narratore descrive il diventare orfani, la follia che aiuta a sopravvivere, la perdita della serenità, dei figli, l’aborto e il randagismo umano dei barboni, le situazioni estreme di chi non ha nulla da perdere perché non trova più l’unica persona che coi suoi nonsense dava un senso all’esistenza, e il desiderio, mai sopito, di rinascita, di volerci tentare ancora. Alla fine di questo viaggio sognato, tra aspettative mozzafiato e messaggi di giubilo, si desume un unico insegnamento fondamentale: esiste un bello anche nelle cose che pensiamo che non abbiano nulla di bello. E, soprattutto, non c’è nulla che il sogno, la fantasia e il desiderio di riscatto, non riescano a superare.

Ambientazione e Personaggi: la descrizione dei personaggi che si muovono nella scena di trama è lieve, abbozzata in più livelli che ricorrono all’interno della storia dando ogni volta un altro elemento da prendere in considerazione per raffinare la propria idea, come se le caratteristiche, mano a mano che la narrazione prosegue, venissero messe in evidenza con l’aggiunta di una nuova luce che di volta in volta modifica e definisce meglio i contorni della persona. Selene è il personaggio che racchiude in sé la follia e la pazzia, con la quale è cresciuta, ma che vive e pulsa in senso positivo all’interno di tutta la storia, grazie alla visione idealizzata di Riccardo. Perché alla fine lei è il faro, il catalizzatore della sua vita, l’unica ancora capace ancora di tenerlo saldo nella vita che in sua assenza gli si sfalda sotto i piedi. In questo senso la loro relazione è capace di completare l’individuo, di dare speranza, di essere determinante per il futuro di entrambi. Ma Riccardo, senza il mondo attorno di personaggi ed eventi che lo supportano e lo spingono a osare, difficilmente sarebbe riuscito ad avere la forza, e il coraggio, di osare a riconquistare il terreno perduto. In questo senso è interessante la figura del suo collega/amico S., che da burbero si trasforma piano piano in un elemento prioritario per fare uscire Riccardo dal suo bozzolo di paure e quotidianità, e in questo senso il personaggio di S. è quello che meglio di tutti dentro la storia si connota per gradi evidenziando tutte le tematiche dell’eroe moderno, e forse anche della crescita interiore. Altro personaggio che di sicuro colpisce è il clochard Giovanni, che in qualche modo, perlomeno in senso letterario, aiuta a rivalutare la figura di tutte le persone che, come lui, nella vita reale vivono ai margini di quella che noi definiamo società.
Infine, rispetto invece all’ambientazione, volevo spendere due parole sulla Sardegna di Frailis e sul modo con cui lui è riuscito a uscire fuori dallo schema narrativo pre-confezionato che la tradizione letteraria ha perpetrato sinora. Si vive una Cagliari cupa, trasognata, fedele alla realtà moderna e scevra di quei retaggi che, per quanto ancora ci vengano propinati nei romanzi, ormai sono stretti e vetusti, tanto da far rivalutare la Sardegna, come ambiente narrativo, sotto altre ottiche. La sfida dell’autore, a mio avviso pienamente vinta, diventa pertanto quella di trasformare la cornice tipica dell’isola conformandola all’atmosfera surreale e onirica che permea l’intero testo, offrendo spunti interessanti e nuove prospettive al lettore. Un aspetto di certo non trascurabile. La città si riconosce da tanti piccoli riferimenti, che aiutano il lettore a entrare dentro il tessuto urbano, mantenendo fermi i capisaldi citati e tutto il resto sottointeso, secondo una descrizione scura ma densa di significati e di sfumature gradevoli.

Stile e forma: non sono presenti particolari errori di forma e/o refusi. Il romanzo è costruito su un registro narrativo moderno, a metà strada tra il poetico e il meramente emotivo, che comunque aggiunge alla lettura anziché disturbare. La narrazione è alternata, con la medesima prima persona che racconta il presente di Riccardo e il passato di Selene e della loro vita comune sino a culminare nel finale che lascia col fiato sospeso (e scioglie il cuore, fatemelo dire), in una tensione che si accumula durante la narrazione, avvalorata da un buon ritmo mai scontato o contradditorio.

Giudizio finale e conclusioni: Il primo viaggio di Selene tra le stelle è un’esperienza di lettura che va fatta. Non solo per il gusto surreale e poetico che permea la storia, non solo per le belle emozioni che lascia nel lettore, ma anche, e soprattutto per il potenziale che la storia detiene in sé e nel suo avvicendarsi. Una storia leggera, in grado di toccare il cuore e di artigliarlo alla sua vicenda, per far durare il sogno di Selene e Riccardo ben oltre la lettura.

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Pubblicato da su 6 giugno 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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