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Marta Panunzio – Bianco Notte[RECENSIONE]

03 Giu

Nome: Bianco Notte
Autore: Marta Panunzio
Editore: Edizioni 6Pollici
Pagine: 86

BiancoNotte

Trama: (dalla quarta di copertina) Bianco notte è una raccolta di cinque racconti la cui caratteristica fondamentale è l’eloquio colto immerso in un ritmo che fa mancare il respiro per la densità di immagini, emozioni che è in grado di suscitare nel lettore. Ci si trova a rileggerne i brani per la musicalità di cui sono dotati, per la bellezza del colpo d’occhio che offrono. I personaggi delle vicende narrate trasmettono verità nello stesso momento in cui si accorgono di aver colto con lo sguardo un particolare di una scena, di un paesaggio che a loro e al lettore spiega qualcosa di sé.

L’esperienza di lettura: Arenarsi in un testo così breve e così intenso, è un’impresa che avvolge il lettore dall’inizio alla troppo vicina (ahimè) fine. È questo il primo impatto che ho provato con le cinque storie di Marta Panunzio, racchiuse all’interno di una raccolta breve, ma viva e tanto affascinante da non lasciare indifferente nessun lettore, nemmeno quelli più esigenti. Le storie, che spaziano dalla perdita di sé e della propria storia, a quella degli affetti e dei segreti per poi riportare il lettore a una catarsi interna che fa rivivere e dona speranza, prendono vita in uno sfondo affascinante, senza una localizzazione netta, ma che esce allo scoperto soltanto dopo, durante la storia, quasi accompagnandola. Parliamo di perdita, di redenzione, di conquista e di affermazione, in un’atmosfera spesso notturna, sovente impalpabile ma avvolgente, con dei personaggi che si muovono sulla scena quasi in punta di piedi se prendiamo in considerazione la delicatezza con cui l’autrice li tratteggia e li fa rivivere in onde di emozioni e di colori.

Forma e stile: la caratteristica che contraddistingue maggiormente la prosa della Panunzio, al di là di un retrogusto ricercato nello scritto e nella scelta dei vocaboli, è la tendenza a dare corpo alle immagini narrative con i colori e il calore dei colori, nel chiaroscuro della trama e del testo, delineando la storia attraverso l’emozione, la sensazione e il relativo colore associato. I testi non rispondono a un principio comune, ogni storia si sviluppa in maniera autonoma, con una peculiare prospettiva dove viene prediletta la prima persona.  Non ci sono errori formali da segnalare, o imprecisioni, la tendenza al lirismo e all’espressione forbita non disturba, ma arricchisce, la d eufonica, a parte qualche raro caso, non è presente.

Conclusioni e Giudizio finale: Bianco Notte è una di quelle letture destinate a colpire il lettore, a rimanere impressa e a farlo arrabbiare: colpire perché mai nulla è scontato, a rimanere impressa in quanto la tipologia di narrazione e la scelta stilistica crea una eco nella mente e nei pensieri, spesso modificando anche la tendenza e facendo riscoprire il gusto della lettura. Fa arrabbiare, sì, perché è una lettura troppo breve, che finisce nel momento in cui si vorrebbe ancora approfondire. Bianco Notte è una raccolta di racconti da dedicare a chi ama le ore notturne e a chi vuole riscoprirne i segreti durante quelle diurne.

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Pubblicato da su 3 giugno 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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