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Omofobia, il giorno dopo.

18 Mag

Ieri non ho avuto il tempo di scrivere nulla, ero preso da troppe cose, in primis la commemorazione di lutti personali, per poter mettere in fila le parole e dire qualcosa di sensato. Per cui, ho pensato di farlo oggi, il giorno dopo della giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia. Per chi non ne fosse informato, il 17 maggio ricorre l’anniversario in cui, nel 1990, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha di fatto rimosso l’omosessualità dalle classificazione delle patologie, di per sé il gesto costituisce pertanto un mattone fondamentale per il rispetto delle diversità personali, sessuali e affettive. In questa giornata (ieri) per tutto il mondo, Italia compresa, si sono avvicendate iniziative personali, istituzionali e associative per stimolare la coscienza civile, il ricordo e omaggiare il rispetto di coloro che, a causa di omofobia e odio, hanno avuto esperienze dolorose o addirittura sono andati incontro alla morte. Solo in Italia, i dati nazionali, parlano di ben 75 casi di violenza, io aggiungo conclamati perché penso che nel nostro paese, dove ancora dire che i froci sono rifiuti della società è un’opinione, a mio avviso questo dato è solo la punta di un iceberg. L’omofobia, purtroppo, ancora oggi ci affligge, è intorno a noi.
Ieri si sono svolte tante iniziative, la giornata è stata persino riportata nei TG nazionali. Io, oggi 18 maggio, mi chiedo se sia sufficiente.
Intendiamoci: le ricorrenze sono importanti e mai nessuno deve metterci le mani e farle sparire, ma l’idea che ieri esponenti politici ieri si siano sentiti in dovere di dirci che c’è tanto da fare (sì, gli stessi di quegli stessi partiti che non sono stati capaci di fare le norme di contrasto all’omofobia come Dio comanda) mi ha fatto accaponare la pelle, perché oggi taceranno nuovamente, parlando di priorità per il paese e di cose che, coi diritti e col rispetto per la comunità LGBT, non centreranno nulla. Basta pensare a chi si mettono accanto per lavorare sulla cittadinanza.

Il mio augurio, prima di lasciarvi in questa domenica abbastanza piovosa, è quello di non smettere. Facciamo cultura, scriviamo, recitiamo, guardiamo Film e manifestiamo contro l’omofobia, non solo il 17 maggio, ma tutti i giorni dell’anno. Chissà, forse solo così inizieremo un reale percorso di rispetto. Perché alla fine, al di là di tutti gli estremismi, a noi manca l’educazione al rispetto delle diversità, e soprattutto l’educazione alla multiculturalità e alla diversità a tutto tondo. Soltanto così avremo, un domani, una società migliore.

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Pubblicato da su 18 maggio 2014 in Blog

 

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