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Francesca Masante – Sul Lato oscuro della Luna[RECENSIONE]

28 Apr

Titolo: Sul lato oscuro della luna
Autore: Francesca Masante
Editore: Paola Caramella Editrice
Pagine: 163

Trama: Giulio affronta i cambiamenti derivanti dal senso ineluttabile della vita e della perdita, in un momento delicato della sua adolescenza, proprio quando deve ancora fare i conti con la sua natura, i suoi affetti e i danni più o meno evidenti che la vita apporta al suo presente. In un rocambolesco percorso degenerativo, Giulio finisce per cascare nelle violenze quotidiane di chi ancora non riesce a dare un senso al proprio tempo, ma è proprio grazie ai suoi sbagli, e al supporto dei suoi nuovi amici, che riuscirà a risalire la china e ad andare oltre i propri drammi personali per affermarsi come uomo e come persona speciale, per il mondo e, in un certo senso, per il lettore che con il giovane impara a vivere e a scegliere a sua volta.

Contenuti: pur partendo dai presupposti di un romanzo di formazione con tutti i canoni rispettati, la vera forza del romanzo della Masante risiede proprio nel parlare al lettore di tanti temi d’attrattiva strutturando la stessa storia in diversi piani di lettura sovrapposti. Per questo, accanto ai temi caldi dell’adolescenza, delle frequentazioni sbagliate che appaiono giuste a chi le vive in prima persona e delle tutte le emozioni intense che a quell’età sembrano giganti e totalizzanti, possiamo gustare nel percorso di Giulio e anche nel mondo che gli si dipana intorno una serie di aspetti a forte contenuto sociale e di impatto: Scopriamo il mondo della malattia, in antitesi con l’affetto e con la paura di non riuscire a controllare gli esiti delle situazioni di rischio: Giulio vede la nonna deperire e non ha armi per contrastare il processo di malattia, così come per contestare e imporsi nelle decisioni degli adulti. Ci confrontiamo anche con il rapporto con la natura, e con la violenza che spesso l’uomo perpetra in nome di un raziocinio che distrugge più che legare: Tai il cane che ha subito violenza, reca in sé il messaggio indelebile del dolore provato per la stupidità umana, ma simboleggia anche  la speranza del legame innocente, che ci lega ai nostri animali senza riserve, nel rapporto che difficilmente è comprensibile per chi non lo ha vissuto in prima persona. La scrittrice poi ci parla anche della dicotomia tra sentimento amoroso intenso e le comodità di un amore stabile, quando comunque lo sbilanciamento ci fa fare delle scelte, che possono sembrare sbagliate, ma che permangono in primo luogo nostre, atte a tutelare il benessere proprio e dei nostri familiari. Questo è quello che ci insegna la madre di Giulio, che per quanto abbia amato alla follia il padre del giovane e questo amore non è mai stato cancellato nonostante tutto, cerca di rifarsi una vita con Fabio, uomo diametralmente diverso dall’altro per indole, posizione ma soprattutto per il sentimento che le suscita. Infine Giulio ci mostra tutte le contraddizioni e i dilemmi di un giovane che deve fare i conti con le proprie pulsioni: ama i maschi, ma non disdegna le donne (o meglio, vi si rifugia quando si sente solo o incerto), si innamora di un uomo più grande di lui che rifiuta per paura di farsi/fargli del male, mettendo in luce tutte le contraddizioni di quegli amori importanti caratterizzati dalla maturità di uno dei partner e dall’inesperienza dell’altro. Ed è proprio all’amore e all’amicizia che il lettore ritorna sul finale, riacquistando la pace coi proprio pensieri su emozioni basilari e importanti, in adolescenza come in qualsiasi altra età.

Ambientazione e Personaggi: la cosa che mi ha colpito di più nella narrazione è la gestione delle sensazioni correlate all’atmosfera e all’ambiente circostante nelle variazioni di tempo, più che nella cornice locale. Il libro si ambienta a Torino, ma di Torino ha il nome, perché di fatto la città si snoda sotto gli occhi di Giulio come dei suoi amici quasi in completo anonimato, lasciando invece uno spazio enorme e caratteristico al clima: nella lettura si ha l’impressione di percepire con la pelle e con gli occhi la pioggia, o il tocco timido del sole, o ancora il gelo della neve che ricopre il canile così come il monte dove Chris e Giulio, in una scena romantica e coinvolgente, fanno i conti col senso stesso del narrato e del loro rapporto. Questa descrizione del clima e dell’agente atmosferico, che incarna le scene rendendole vivide e fruibile, ha un bell’impatto nella lettura. Una buona profondità deriva anche dalla presenza funzionale degli ambienti interni: la casa, l’ospizio, il canile, tutto a livello di odorato e visivo acquisiscono la prospettiva che rende la narrazione sobria e godibile. I personaggi sono ben caratterizzati sia nelle motivazioni che nelle scelte, per quanto, come tutti, a volte i gesti non siano in linea con il raziocinio di un coagente esterno. Ecco, magari si sentiva in certi tratti la necessità di conoscere meglio il rapporto tra i genitori di Giulio, approfondire di più il vissuto del padre e le reazioni della madre che forse sono stati più trascurati di tutti gli altri, ma in linea di massima, secondo il punto di vista dell’adolescente, tutte le pedine si muovono nello spazio e nel tempo della storia dando il giusto apporto. Nella lettura emerge con forza il legame interdipendente degli adolescenti, soprattutto le relazioni controverse e intrecciate tra Giulio e i suoi due migliori amici Alberto e Arianna, con i quali il legame amicale, che spesso rasenta l’attaccamento morboso dalle forti tinte amorose, acquisisce una dimensione speciale, che coinvolge e che comunque risulta attuabile e ripetibile a prescindere dall’età di chi legge, forse proprio per il suo potere fortemente evocativo e in quanto tale, indelebile.

Forma e stile: La narrazione si dipana in modo sciolto, conforme e regolare. Il testo è pervaso da un buon ritmo che riesce a dosare ed equilibrare in modo partecipativo emozioni, riflessioni e azioni, senza mai cadere nella noia. La forma è corretta, non si è rilevata la presenza di gravi imprecisioni. A parte l’uso smodato della d eufonica e qualche piccola ripetizione, il pregio della scrittura di Francesca Masante è la sua pacatezza, il forte equilibrio che rende la storia robusta e, nell’esporla, inaffondabile. La gestione della trama è coerente, rispondente all’esigenza di voler descrivere con puntualità e precisioni il mondo dei giovani di oggi, con sentimenti sempre attuali e intensi, anche laddove l’aspetto emotivo è stato tenuto a freno per non caricare troppo la scena e farla trascendere nell’irrealtà tragica che comunque è caratteristica dell’età evolutiva di chi si sta formando la propria personalità.

Giudizio finale e conclusioni: io reputo “Sul lato oscuro della luna” un libro completo e in divenire contemporaneamente. Completo perché ci racconta tutto senza tralasciare nulla, in divenire perché a conclusione quasi ci si aspetta una prosecuzione della storia, solo per capire se alla fine Giulio e Chris ce la faranno e scoprire il sapore agrodolce del rapporto amicale tra i giovani. È un libro lungo, appassionato, una lettura dedicata a tutti quelli che vogliono riscoprirsi ed emozionarsi solo leggendo una storia da cui è difficile non farsi conquistare.

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Pubblicato da su 28 aprile 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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