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Intervista a Manuela Micheli – BlogTour di Somnia Animae

26 Apr

Oggi Personaggi in cerca di Editore è tappa per il blogtour di Somnia Animae, l’ultima fatica di Manuela Micheli. Io, se siete d’accordo, prima dell’intervista all’autrice, inizierei con la quarta di copertina del suo libro, che ne dite?

“Dal punto di vista di Angela, gli attacchi di panico e i problemi legati al sonno sarebbero scomparsi con il tempo, come era accaduto anni prima. Aveva accettato di affrontare un percorso di psicoterapia solo perché per la madre era diventata un’ossessione e per questo motivo il dottor Grivaldi, il medico al quale si era affidata, sapeva che non sarebbe stata una paziente facile.”
Angela è una giovane donna che, costretta a convivere con attacchi di panico improvvisi e disturbi del sonno che la tormentano, cerca di costruirsi una vita nonostante i problemi di salute. Il trasferimento da Guascerno, difficile da raggiungere e scarsamente popolato, a casa di Patrizio, un amico d’infanzia che abita in città, le permette non solo di avvicinarsi al luogo in cui lavora, studia e ha sede lo psicologo che la segue, ma anche di allontanarsi per qualche tempo dalla madre, apprensiva e soffocante, e da Augusto, il fratello con il quale ha instaurato un rapporto morboso e per certi versi ossessivo.
I conflitti in famiglia, il ritrovamento di un diario nel quale aveva l’abitudine di scrivere da bambina, il percorso di psicoterapia, i tentativi falliti di affrontare Augusto, aiutano Angela a ricomporre il mosaico della propria adolescenza, fino a farle tornare alla mente quello che, per evitare un dolore eccessivo, aveva rimosso.
E se il passato ormai è risolto l’incertezza del futuro non può che aprire di fronte alla donna strade imprevedibili.

micheli

 

 

Iniziamo dai, che vogliamo subito rompere il ghiaccio:
1)      Chi è Manuela Micheli? Cosa ci vuoi svelare di te stessa?
Sono una persona che finalmente ha le idee chiare dopo una serie di esperimenti. Mi spiego meglio: fino ai 27 anni circa ho vissuto per tentativi, cercando di capire cosa volessi “fare da grande”. Sono riuscita a costruirmi una posizione lavorativa dopo aver però sbagliato corso di studi universitari. Ho abbandonato la facoltà d’Ingegneria quando ormai ero entrata nel mondo del lavoro e ho iniziato a studiare quel che veramente mi piace e incuriosisce, l’Archeologia, che non ha però niente a che vedere con la professione che svolgo. Il tutto dopo un passato al liceo classico.
Scrivo da sempre ma anche in questo non ho subito intrapreso la strada che avrei preferito. Scrivevo per giocare online a giochi di ruolo, per pubblicare qualche articolo su alcune riviste online, non ho mai capito che cosa volessi realmente fare se non “in ritardo”.
Ora chi sono? Sono una donna che come prima passione, sopra a qualsiasi altra cosa, mette la scrittura, la fantasia, la creazione di qualcosa che per quanto irreale possa essere in qualche modo le tira fuori quel che di nascosto c’è in lei.

2)      Il titolo del tuo lavoro attrae la curiosità dei lettori, che vengono attratti dal gusto antico della lingua latina: perché utilizzi il latino e, soprattutto, vuoi raccontarci che cosa significa, per te, “Somnia Animae”?
Letteralmente “Somnia Animae” significa “I sogni dell’anima” ma il latino è una lingua bellissima per i diversi significati che le parole possono assumere (molto più che in italiano). Si può parlare di sogno ma anche di “sonno” e quindi di torpore. La protagonista del romanzo soffre di incubi ricorrenti, i suoi sogni hanno il sapore latente di ricordi repressi e la terrorizzano. Sono la chiave che permette di leggere con consapevolezza tutta la sua storia. Allo stesso tempo però proprio perché una piccola parte della sua infanzia è repressa e dimenticata, si può dire che Angela non è in grado di uscire da una sorta di torpore che la culla; non si rende conto di cosa si cela nel suo passato e non ha la forza ma nemmeno la voglia di svegliarsi.

3)      Il tuo romanzo ha un gusto psicologico notevole, che fa entrare il lettore in contatto con i meandri della psiche umana e dei suoi meccanismi. Tratti questi argomenti in quanto attratta dalla psicologia e psichiatria, o perché avevi il bisogno di affrontare questa tematica per altri motivi?
Sono attratta dalla psicologia da molto tempo, per l’esame di maturità posi al centro della mia tesina Freud e la sua Interpretazione dei Sogni. Ho letto molti suoi libri e trattati, ne sono affascinata, un po’ perché sebbene alcune sue teorie siano considerate dalla psicologia accademica come sorpassate io le trovo molto attuali, un po’ perché io per prima ho sofferto di crisi di panico, di sonnambulismo, di incubi ricorrenti, di ansia. Diciamo che in un certo senso Angela mi rispecchia molto sotto questo aspetto. Si dice che la prima regola di uno scrittore dovrebbe essere quella di non scrivere mai di qualcosa che non si conosce, io l’ho presa alla lettera e ho voluto portare nel mio romanzo le sensazioni realmente vissute.

4)      Ti va di parlarci della tua passione dello scrivere? Com’è nata e come hai coltivato il tuo talento?
Ho talento? Dimmelo ancora, ti prego.
Sono venuta per caso in contatto con comunità online di persone che nutrivano il mio stesso interesse per la scrittura. All’inizio avevo quasi paura della condivisione. Poi mi sono buttata una volta, un’altra, un’altra ancora, ho superato la mia inibizione e “c’ho preso gusto”. Piano piano mi sono messa sempre di più in gioco e ho raggiunto un mio equilibrio. Ho pubblicato un racconto a seguito di un concorso indetto da una piccola casa editrice e ho preso fiducia. Ora non passa un giorno senza che metta su carta (perché prima di tutto io scrivo su carta, poi sistemo tutto su pc) qualche riga.

5) Adesso facciamo un gioco… Ti dirò alcuni elementi riguardanti sia la pubblicazione del tuo testo che afferenti il mondo dell’editoria, ti va di darci la tua personale visione? Sei pronta?

– EAP

– Self Publishing

– Psicoterapia

– Trauma infantile

– Racconto breve

EAP = Personalmente Evito Accuratamente (vabbè cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia).

Self Publishing = non ci vedo niente di male. Secondo me l’unica differenza, nel momento in cui però l’autore è una persona che prende seriamente il proprio lavoro, risiede nel fatto che con una casa editrice alle spalle hai meno lavoro da fare (promozione, formattazione, etc) e sicuramente verrà fatto meglio (inutile nascondersi dietro un dito, alla fine è così bisogna essere onesti).

Psicoterapia = alcune persone la reputano una perdita di tempo e denaro o comunque non considerano lo psicoterapeuta un medico a tutti gli effetti. Secondo me non c’è niente di più sbagliato. Tutti avrebbero bisogno di piccole terapie nel mondo d’oggi. La frenesia e lo stress prevalgono, senza uno sfogo e un aiuto da parte di uno specialista sicuramente diventa tutto più difficile. E poi anche gli stessi psicologi vanno in terapia spesso, vorrà dire qualcosa?

Trauma infantile = è un argomento delicato. Quando un bambino ha un trauma non sa come esprimerlo, non ha la maturità affettiva e  intellettuale per elaborarlo, diventa complicata ogni azione più semplice. Non è qualcosa con cui un genitore vorrebbe avere a che fare, anche perché non sempre si è in grado di affrontare la cosa.

Racconto breve = personalmente apprezzo tantissimo i racconti brevi. Se scritti bene danno la possibilità di perdersi in essi senza però quel qualcosa di “snervante” che il romanzo rischia sempre di avere (se l’autore non è bravo).

6)      Qual è stata la parte più complessa del romanzo che hai dovuto scrivere? Ti va di raccontarci com’è andata?
Il momento in cui la protagonista ricorda ciò che la sua mente aveva rimosso è stato traumatico anche per me che dovevo renderlo. Ho studiato come certi meccanismi si innescano ma non sapevo come rendere il fatto che non sia qualcosa d’improvviso ma un processo lento ed elaborato. Ho impiegato parecchio tempo a cercare di rendere la cosa nel miglior modo possibile. Spero di esserci riuscita. La psiche di ognuno di noi è differente, reagiamo in modo diverso agli stessi stimoli, Freud aveva cercato di stabilire delle regole che se uno va a vedere sembrano quasi matematiche. Forse generalizzare le reazioni è un modo estremo per analizzarle però.
Ecco, credo che nella contraddizione di ciò che ho appena scritto si capisca quanto sia stato difficile rendere quel momento esatto della narrazione.

7)      il tuo libro diventa una nota musicale. Vuoi dirci quale e perché?
*mi, senza dubbio!
Non deve essere una nota alta, perché la storia è scandalosa, si parla di un disagio psicologico che rovina l’intera esistenza delle persone che ne vengono a contatto e quindi mi viene in mente un motivetto che non può essere allegro ma piuttosto dovrebbe dare l’idea di una tristezza appena percepita.

8)      Che consigli daresti a un autore in erba che vuole cimentarsi nell’attività dello scrivere?
Deve avere fiducia in sé stesso… talmente tanta fiducia da non pensare di dover pagare perché una casa editrice lo prenda in considerazione. Non deve buttarsi via in questo modo.
Questo non significa però che non debba essere umile quanto basta per non pensare che tutto gli sia dovuto.

Ringraziamo Manuela per aver partecipato alla nostra intervista!
Grazie 🙂

E io vi ricordo che il libro di Manuela è acquistabile qui, dove troverete tutte le informazioni del caso. Buona lettura!

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Pubblicato da su 26 aprile 2014 in Blog, Letteratura

 

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