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Francesco Sansone – Io: nella gioia e nel dolore[RECENSIONE]

02 Apr

Titolo: Io. Nella gioia e nel dolore: diario di un ragazzo in crescita
Autore: Francesco Sansone
Autopubblicato su Amazon
Pagine: 171

Trama: L’adolescente Francesco nel mese di giugno 1999 decide di aprire un diario per condividere i suoi segreti e le sue riflessioni più interne e nascoste. In quasi cinque anni il protagonista si mostra al pubblico in percorso fatto di crescita, gioie e dolori, tra coming out e prime volte, amori intensi e rapporti fugaci che liberano la mente e la persona dalle proprie catene. Una storia normale, che Francesco conclude nel febbraio del 2004, decidendo di vivere e viversi senza rimpianti.

Esperienza di lettura: Non si può prescindere la lettura di questo testo dal suo intento, che l’autore ci svela sin dalla prefazione: le esperienze personali di Francesco, i suoi turbamenti, a volte dolorosi e sin troppo intimi, hanno uno scopo ben preciso: aiutare. Perché il primo dettaglio che si coglie è proprio il senso di inquietudine del protagonista che si sente gay (forse) ma non osa ammetterlo, e piano piano attraverso gli amici e una ragionata filosofia di approccio alla vita decide di viversi per quello che sente dentro. E da quel momento il lettore viene coinvolto in un ballo di vicende, di persone (a volte troppe e troppo in fretta) che gli gravitano intorno regalandogli qualcosa: dal dolore, alla crescita sino a delle emozioni che, seppur semplici, risultano basilari per una condotta di vita normale. Perché credo che l’intento di voler raccontare la propria storia, o meglio, il coraggio di farlo, sia nel condividere ricordi per aiutare qualcuno, magari un adolescente confuso, a sentirsi meno solo. E l’obiettivo, con tutti i limiti che il libro di Sansone ha, viene centrato in pieno dall’autore. Nella dinamica narrativa ritroviamo tutti i temi tipici del mondo LGBT ma anche di una normale fase della vita: la confusione che di fatto diventa lo spauracchio per temere di rivelarsi, l’accettazione di sé e le pulsioni che diventano irresistibili, il rivelarsi e il mondo delle amicizie, alcune false e altre invece sincere, gli amori che ci sembrano impossibili, che ci fanno male ma che hanno il potere di ritornare a tormentarci anche quando credevamo di averne avuto abbastanza… in questo aspetto è quasi magistrale la gestione del rapporto con Matteo, il vero amore di Francesco: doloroso, impossibile, non privo di rinunce, che ha il potere di modificare radicalmente il suo modo di vedere le cose. Forse è più carente il rapporto amicale: Francesco lega con una miriade di persone, che nel corso del tempo sembrano diventare dei pezzi stessi del suo cuore, se non fosse per il continuo ricambio tanto repentino che alla fine il lettore non può fare a meno di chiedersi che fine facciano quelle persone che sembrano importanti e poi svaniscono dai racconti senza una motivazione, nemmeno apparente. Ecco, magari questo aspetto andava curato meglio.
A ogni modo il percorso del protagonista, alla fine, risulta assimilabile a quello di qualunque adolescente di questo mondo, diventando universale anche se frutto di un’esperienza unica e irripetibile, che appartiene a Francesco ma che ha il potere, grazie alla lettura, di diventare quella di tutti quanti noi. Lettori.

Stile e forma: Rimane il tasto dolente dell’esperienza di lettura: lo stile è fortemente acerbo e, per quanto si voglia emulare un approccio adolescenziale alla storia per renderla plausibile, alcune ingenuità si potevano evitare: ripetizioni, qualche imprecisione o refuso sfuggito, qualche personaggio che in sede di revisione ha cambiato nome ma non dappertutto, generando confusione durante la lettura di alcune fasi. Magari era necessaria una revisione maggiore, per evitare dei banali refusi che non disturbano il contenuto e il suo svolgersi, ma che saltano agli occhi. Di sicuro non facilita nemmeno la forma tipica del diario, dove comunque l’incipit e il finale tendono a ripetersi, e i pensieri a volte si mischiano alle azioni in modo troppo repentino, facendo faticare il lettore. Invece c’è di sicuro una buona predisposizione nel costruire i dialoghi e nel farli scivolare nella lettura, a parte qualche piccola ingenuità le parole dette acquisiscono una buona dimensione in gran parte del testo, imprimendogli un buon ritmo.

Giudizio Finale: di fronte a un intento elevato e fortemente voluto, nonostante tutte le pecche che si possono evidenziare e sulle quali è necessario intervenire, l’unico pensiero coerente a fine dell’esperienza di lettura, è un grazie, appena soffiato, a fior di labbra. Un grazie che va all’autore, per aver avuto lo spunto (e il coraggio) di voler condividere questa storia, soprattutto rivolta a chi magari vive un momento di incertezza, e di dolore.

Qualcosa sull’autore:

F. Sansone

Francesco Sansone, Palermo 18 Giugno 1983, è scrittore è blogger. Cura i blog I mio mondo espanso, Il mondo espanso dei romanzi gay, Il mondo espanso del cinema gay e il canale youtube I miei mondi espansi. Ha debuttato nell’editoria stampata con il libro autobiografico Io: nella gioia e nel dolore. Nel 2012 pubblica il libro Oltre l’evidenza – Racconti di vita… gay con la casa editrice Tempesta editore. Nel 2013 scrive il racconto dal titolo Natale in famiglia per l’antologia gratuita Racconti sotto l’albero della casa editrice Triskell edizioni e riprende in mano Un nuovo mondo, il racconto a puntate che pubblica sul blog Il mio mondo espanso. Nel 2014 riadatta e modifica il suo primo lavoro, pubblicandolo autonomamente e aggiungendo la copertina originale, realizzata da Giovanni Trapani, e il sottotitolo “diario di unragazzo in crescita” non inserito nella versione precedente per scelte non dipese dall’autore.

Link blog e canale youtube

www.ilmiomondoespanso.blogspot.com

www.ilmondoespansodeiromanzigay.blogspot.com

www.ilmondoespansodelcinemagay.blogspot.com

Canale youtube I miei mondi espansi

 

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5 commenti

Pubblicato da su 2 aprile 2014 in Recensioni

 

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5 risposte a “Francesco Sansone – Io: nella gioia e nel dolore[RECENSIONE]

  1. Alessandra Sgavetta

    2 aprile 2014 at 11:30

    Personalmente non ci vedo tutte queste imprecisioni soprattutto perché si tratta di un diario, seppur revisionato, di un ragazzo quindicenne, la scrittura può essere acerba (ma abbiamo visto quanto è cambiata negli anni). Le amicizie a quell’età vanno e vengono senza motivo; inizialmente ti sembrano importanti, ma poi capisci che non lo sono. Per cui è comprensibile anche al lettore e quindi non c’è la necessità di fornire spiegazioni sul motivo della loro “scomparsa”, Trattasi pur sempre di un diario e in quanto tale ha tutte le caratteristiche che la letteratura di genere permette. Un commento, a mio parere, un po’ severo. Rispetto comunque la recensione di Francesco Mastinu che è pur sempre uno scrittore, ma non la condivido affatto …

     
  2. Ersilia Stecchi

    2 aprile 2014 at 12:35

    Ho appena terminato di leggere questa recensione, ma… dov’è la recensione? Voglio dire che non ci vengono trasmesse né sensazioni, né sentimenti, né emozioni provate nella lettura del libro, ma solamente una sfilza di correzioni che onestamente mi lasciano un po’ perplessa. Non mi soffermerò su cose specificatamente tecniche, anche perché ultimamente ho sempre trovato errori in tutti i libri letti, sia auto prodotti che seguiti da case editrici, dalla piccola e sconosciuta a quella affermata e rinomata, ma vorrei spendere qualche parola sulla critica fatta alla struttura dell’opera. Prima di tutto non si dovrebbe perdere di vista che stiamo parlando di un diario. Non è che l’autore ha deciso di scrivere un libro calandosi nei panni di un ragazzo, che lascia i suoi pensieri nel suo diario, stiamo parlando proprio del diario che Francesco Sansone ha scritto durante la sua adolescenza. Un ragazzo che, proprio per la sua età, ha mille e più esperienze da raccontare, ma facendolo sempre in maniera diretta ed essenziale, senza inutili fronzoli e a volte senza soffermarsi sui dettagli, con una scrittura acerba che abbiamo potuto constatare è maturata negli anni nelle sue altre pubblicazioni. Un diario ha questa forma proprio perché solitamente non viene scritto per essere pubblicato, ma usato come valvola di sfogo; poi se, come in questo caso, viene decisa la pubblicazione non può comunque essere modificato, perché non sarebbe più la trasposizione di un diario, che in letteratura ha una forma a sé e non ha una collocazione precisa, forma letteraria che, a esempio, non prevede per forza un’uscita di scena dei personaggi, ma che volta per volta si focalizza sul presente. In conclusione non voglio certo avere la folle presunzione di paragonare questo libro, né sono sicura la vorrebbe avere Francesco Sansone, ad altre opere che sono strutturate in questo modo, ma criticarne la forma è come criticare diari ben più famosi come quello di Anna Frank o Italo Svevo. Apprezzo Francesco Mastinu come scrittore, ma questa volta mi vedo in totale disaccordo con la sua recensione.

     
  3. francesca perdicucci

    2 aprile 2014 at 14:07

    Ciao Francesco,non capisco questa riflessione sulla forma, dato che è lo stesso autore che afferma che si tratta di una trasposizione delle pagine cartacee scritte durate gli anni e che non non ha voluto cambiare, salvo alcune sviste e alcune imprecisioni, per non alterare quello che è stato.Per non modificare quello che di fatto è un documento della sua vita.Questo discorso l’ha ripetuto sia per l’edizione 2010 sia per quella attuale.

     
  4. alepeluso

    2 aprile 2014 at 14:30

    L’ha ribloggato su alessandrapeluso.

     
  5. jfmastinu

    2 aprile 2014 at 16:33

    Vi ringrazio della lettura, non si può essere mai tutti d’accordo con un parere, anzi. Il confronto è sempre importante. Grazie per essere passati di qui, e continuate a far girare l’opera dell’autore. 🙂

     

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