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Intervista a Prisca Turazzi su Hernest – BlogTour Hernest vs Breaking Destiny

26 Feb

Ed eccoci, qua, puntuali come un orologio svizzero, per il nostro appuntamento tanto atteso del Blog Tour di Hernest vs Breking Destiny.
Prima di partire, vi ricordo che per chi commenta ci sono in palio delle copie di libri, e che le regole del Blog Tour le trovate qui.
Siete pronti?

loGO hERNEST

Noi siamo qui oggi per dedicarci nello specifico a Hernest, il libro scritto da Prisca, che ho recensito qualche tempo fa proprio in queste pagine 

Abbiamo deciso quindi di fare un’intervista all’autrice su di sé, il suo pensiero artistico, sul libro e magari anche su qualche segreto succulento che Prisca vuole condividere con noi XD
Eccoci, qua, pertanto, iniziamo 🙂
Sei pronta Prisca? (mi sta guardando in modo feroce 😦 )

1) Definisciti in modo sintetico: chi è Prisca Turazzi?
Prisca Turazzi è pigra, dispersa in un mare di “vorrei” e casinista. Non è proprio facile avere a che fare con lei, soprattutto quando parla di sé in terza persona. E ama i trucchi metateatrali e i paradossi, non so se si è notato.

2) Una domanda sul tuo libro Hernest: attraverso il suo personaggio consenti al lettore di conoscere la sindrome di Asperger e le sue eventuali varianti e personalizzazioni, ma soprattutto sbatti in faccia al lettore comune la dura verità che essere Aspie non vuol dire handicap. Spiegaci meglio cosa significa, nonostante una “patologia”, essere e rendersi una risorsa?
Un’argomentazione piuttosto difficile. Gli Asperger sono effettivamente una risorsa non sfruttata da questo sistema sociale privilegiato ai “normali”: sono svegli, hanno capacità di concentrazione assurde e, soprattutto, riescono a vedere il mondo da angolazioni e sotto aspetti diversi. Non per fare un elogio cieco: gli Aspie sono anche un covo di problematiche, per lo più causate dalla mera incomprensione reciproca e dalle difficoltà nel gestire i rapporti. Dipende spesso dalle caratteristiche individuali, ma in un ambiente tranquillo e con il giusto supporto un Aspie può rivelarsi una persona come tante aldilà della “patologia”.

3) Regala una speranza a tutte le persone romantiche che ti hanno apprezzato: Tra Hernest e Madison, magari un domani e con il giusto equilibrio, potrebbe ancora funzionare?
Sveliamo subito il finale amaro, ahahah! In realtà, fin dalla chiusura del romanzo ho sempre avuto in mente una sorta di sequel in cui Hernest e Madison tornerebbero a convivere molti anni dopo. Non saprei dire se Madison riuscirà a superare ciò che è accaduto – benché di sicuro Hernest mostrerà i benefici di anni di terapia e supporto psichiatrico -, soprattutto perché nel sequel sarà vedova con due figli a carico. Purtroppo la mia ignoranza nell’ordinamento giuridico inglese non mi permette di metterlo su carta, quindi rimarrà solo un sogno proibito.

4) Qual è l’emozione più importante che ti lega a questa storia e quale pensi di aver suscitato nei tuoi lettori?
Nelle poche recensioni che ho ricevuto è stato messo l’accento sull’intreccio tra romance e thriller, ed era questo a cui miravo. Volevo suscitare brividi sia di affetto che di suspance. L’emozione che più mi lega al romanzo è la tensione, quel drammatico filo del rasoio tra l’amore e l’odio.

5) Ti dirò tre elementi riguardanti sia la pubblicazione del tuo testo che afferenti il mondo dell’editoria, ti va di darci la tua personale visione? Sei pronta?
Spara, ahahah! Sarò celere e sintetica, questa volta.

– Editoria a pagamento
L’ennesimo modo per fregare le migliaia di scribacchini ingenui.

-DSM V
Lo vorrei tradotto entro la fine dell’anno, eheh. A parte ciò, uno strumento incredibile se si sa come utilizzarlo.

– Amore impossibile
Per amore io intendo spesso un’alchemica complicità: finché essa esiste in un rapporto, nulla sarà mai impossibile.

– Editoria Digitale
Un altro strumento incredibile, ma sfruttato male. Certi prezzi rendono più economico il cartaceo.

– Fanfiction
Tutto un mondo a parte. Ne ho lette, ne ho scritte e non mi dispiacerebbe riceverle. Purtroppo, come tutto, ha i suoi pregi e difetti. Per me è stata una palestra, fino a un certo punto.

6) Torniamo ancora a Hernest, un attimo soltanto: vuoi dirci qual è il passo/la situazione della trama che ti ha creato maggiori difficoltà nella sua realizzazione? E perché?
Stranamente, la parte romance. Non sono una persona romantica e non volevo cadere nello stucchevole. Ho cercato di personalizzare il loro legame, cucire loro addosso una storia d’amore con un linguaggio unico. Non so se ci sono riuscita, lo spero, ma quei capitoli sono stati una bella sfida.

7) Il tuo libro diventa un colore: dicci quale e perché proprio quel colore.
Ametista: un’elegante unione tra blu e magenta.

8) Se volessi suggerire una lettura legata alla tua storia o comunque qualcosa che in qualche modo potrebbe approfondire qualche aspetto di Hernest o percorrere a grandi linee lo stesso genere, quale sarebbe? (Non EAP o Autopubblicati)
Guardami negli occhi – Io e la Sindrome di Aspeger di John Elder Robison (Sperling & Kupfer): una bellissima autobiografia che mi ha fatto soprattutto ridere e riflettere sulle situazioni. Lo consiglio per guardare ancora più da vicino l’uomo oltre la sindrome, senza veli o mezze parole. Un altro  pregio/difetto degli Aspie è infatti la smisurata sincerità. Non posso, in ultimo, non citare il film Adam di Max Mayer, a cui mi sono ispirata molto e che consiglio sempre.

Benissimo Prisca, grazie ancora per il tempo che ci hai dedicato!

E ora la parola passa a voi, miei cari: avete qualche domanda da fare a Prisca su Hernest? Non siate timidi, ci sono in palio copie dei suoi libri 🙂 Buona lettura e in bocca al lupo!

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Pubblicato da su 26 febbraio 2014 in Blog, Letteratura

 

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