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Mara Boselli – Una vita a colori[RECENSIONE]

24 Feb

Nome: Una vita a colori
Autore: Mara Boselli
Editore: Nativi Digitali Edizioni
ISBN: 9788898754076
Pagine: 328
Costo: 2,99 €
Pubblicazione esclusivamente digitale

Trama: In una serata noiosa, una volta adempiuto a tutti i doveri che una mamma single e lavoratrice, Alice si iscrive in un sito di chat per cuor solitari, nella quale conosce Fabio, un uomo dalle mille risorse in grado di toccare le sue corde interiori. Nel corso dei loro incontri virtuali, barcamenandosi tra la quotidianità e il desiderio di vivere qualcosa di più reale nel loro rapporto, Alice compirà delle scelte importanti: fidarsi o non fidarsi di un uomo conosciuto nel mondo virtuale e, in quanto tale, troppo perfetto per essere vero?

Contenuti: Di sicuro il libro di Mara Boselli lancia più di uno sguardo nella modernità delle relazioni interpersonali: in un’epoca dove il social network avvicina persone che prima difficilmente sarebbero entrate in contatto e dove le distanze divengono pertanto relative, chiunque può accedere alla realtà virtuale, anche da neofita, e vivere delle esperienze importanti, per quanto i limiti della virtualità impongono comunque ad Alice di desiderare in modo sempre più forte una consistenza reale al rapporto che instaura. Altro nodo caldo è la cd “disgregazione della famiglia tradizionale”, termine che qua non è gradito in virtù invece dei “nuovi modi di essere famiglia”. Senza parlarne apertamente, ma tracciando in modo chiaro la sua storia, Alice consente al lettore di riflettere sul cosa significhi essere parte di un nuovo modo di vivere e viversi in famiglia, sia per la sua condizione di madre single con minore a carico, verso cui non c’è alcuna demonizzazione, dimostrando in modo semplice e lineare che fare i genitori da soli è possibile, sia per l’apporto che comunque il suo nucleo familiare originario le regala, consentendole di sentirsi meno sola. Non ci sono giudizi o drammi strappalacrime: Alice è sola perché con il padre di Chiara non ha funzionato, è una donna che col suo lavoro cerca di realizzarsi e ha lo sguardo proiettato avanti, con il desiderio di avere un compagno vicino che possibilmente possa essere un buon riferimento anche per la piccola. Infine, questo intreccio si interseca con il mondo emozionale proprio del romance: i legami familiari moderni, i rapporti e soprattutto l’amore, un sentimento umano e reale che comunque è capaci di attecchire persino online. Questi aspetti sono di certo il punto di forza dell’intero romanzo.

Ambientazione e personaggi: Quello che maggiormente salta agli occhi è l’italianità dei personaggi e del loro substrato culturale: a discapito delle tradizioni dove certi tipi di situazioni sembravano appannaggio di altre mete europee, la modernità sembra approdare in un vissuto tutto italiano, non solo per la location e per i riferimenti locali, quanto invece per il senso e il legame di famiglia, la struttura della scuola e ospedaliera. Il resto dei luoghi, brevemente descritti, sono posti personali, intimi: si parla di casa, di infanzia, di emozione legata al senso di appartenenza più che un ambienti fisico interagente. E poi c’è la chatroom, delineata dalle sole sensazioni di Alice e dalla fedele trasposizione dei contenuti, a volte vincente, altre volte, soprattutto nei momenti caldi, un po’ ridondante e artificiosa. I personaggi invece assumono dei connotati netti, dettati dal rapporto: è Alice quella che parla e descrive di volta in volta i suoi familiari e Fabio, ma mentre quest’ultimo è più idealizzato per gran parte del testo in quanto legato agli incontri serali/notturni senza muoversi nello spazio, Alice può nella narrazione descrivere e dare maggiore voce (e quindi consistenza) al padre, legata da un affetto profondo dettato dalla condizione simile, alla madre morta e sempre presente nei suoi pensieri, a Chiara la figlia, alla gatta Gigia ma soprattutto alla sorella minore Lele, con la quale vive il rapporto ambivalente di confidente ma anche di madre surrogata in quanto la sorella è più piccola di lei e della madre non ha avuto pressoché esperienze significative.

Forma e stile: La narrazione è sobria, liquida, scivola leggera senza mai appesantire l’esperienza di lettura. C’è qualche piccola svista ma nulla che possa compromettere comunque il buon esito o la comprensione della storia. La forma è equilibrata, moderna e fresca, agevolata comunque dal senso di appartenenza che aiuta il lettore a immedesimarsi, per quanto certe situazioni siano un po’ troppo ridondanti, sia nell’espressione del concetto che nelle azioni compiute. Un aspetto controverso è il finale, che si inserisce in modo deciso in un momento quasi inaspettato, o meglio, quando il lettore inizia ad assaporare la svolta all’interno del racconto: se da un lato appare affrettato e in antitesi col ritmo generale della narrazione, dall’altro proprio questo particolare risulta avvincente e caratterizza la trama in modo inequivocabile.

Giudizio finale e conclusioni: Il pregio di “Una vita a colori” è quello di far addentrare il lettore, con uno stile brioso e comunque abbordabile ai più, in riflessioni e realtà spesso troppo stigmatizzate dalla morale prevalente rispetto magari ai dati di fatto presenti ormai anche nel tessuto sociale nostrano. Come tutti gli esordi, ha le sue pecche e i suoi punti di forza, rimane comunque una lettura dedicata a chi vuole trascorrere alcune piacevoli ore in compagnia di un amore standard, ma nato e vissuto con i metodi moderni.

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Pubblicato da su 24 febbraio 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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