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Angela Di Bartolo – Per altri sentieri[RECENSIONE]

16 Feb

Titolo: Per altri sentieri
Autore: Angela Di Bartolo
Editore: Runa Editrice
ISBN: 9788897674269
Pagine: 188
Prezzo: 10,00 €

Trama (dalla quarta di copertina): La nostalgia, il desiderio, l’amore, la bellezza, il tempo… e i viaggi attraverso il tempo: sentimenti, circostanze o frangenti incontrati o percorsi per altri sentieri, immersi in atmosfere surreali, evanescenti quanto apparentemente tangibili, in un intreccio caleidoscopico di magia, sogni, incubi e follia che si mescolano, riflessi tra la realtà e l’incredibile. Questi sono gli elementi che accomunano i racconti di Angela Di Bartolo, dieci racconti di genere e stile diverso, con ispirazione mitologica o storica o vagamente fantascientifica o fantasy. Un allucinante viaggio nel tempo, dal mito di Ulisse all’antica Roma, da una gita a Pompei ai riverberi di una Venezia sommersa, dalla rinascita di un pittore a uno scrittore perduto nel tempo, fino all’ultimo dei Centauri.

Contenuti: Allontanandoci un attimo dalla peculiarità di ciascuno dei dieci racconti, si ha come l’idea che nel srotolarsi delle vicende vi sia un disegno ben preciso, una mappa costituita da tappe in cui il lettore ha la possibilità di assaggiare via via delle diverse emozioni. Emozioni, sì, perché ogni storia rappresenta, al di là delle vicende narrate, un aspetto della psiche umana, quasi sempre contornata da un tratto onirico e spesso malinconico. Nei racconti scopriamo l’amore che varca le soglie del tempo, il rimpianto delle cose non fatte che si scontra con l’inarrestabile desiderio di varcare i propri limiti, l’inadeguatezza di chi ha tutto ma non si ritiene soddisfatto sino al desiderio malinconico di preservare le proprie origini che comunque sono state fagocitate dal tempo (o da una specie prevalente). Un altro motivo cult è l’evoluzione tecnologica, che rende questi testi parecchio orientati allo sci – fi più che al fantastico, come i diversi modi in cui il protagonista della storia ha modo di viaggiare nel tempo, alcuni magici, altri invece derivanti da specifiche tecnologie e ambientazioni futuristiche. Per quanto il viaggio nel tempo ritorni spesso in diverse storie e possa trarre in inganno il lettore con la ridondanza, a lettura conclusa si ha comunque l’impressione che di fatto ogni racconto rappresenta una sua peculiare evoluzione che non rischia di annoiare il lettore ma anzi di incatenarlo sino all’ultima pagina. Coi protagonisti della scrittrice il lettore piange, si rende compartecipe, lo segue, incentivando quel percorso di crescita interiore propria della scrittura che ha un gran potenziale comunicativo e che riesce, con pochi elementi, a spalancare le menti su argomenti o ragionamenti inusuali o trascurabili, per quanto attuali: inquinamento, estinzione, tecnologia e processo virtualizzante della realtà, sino a scoprire i nodi più intensi dell’agire umano e le plausibili conseguenze, come una Venezia scomparsa e il mare a Bologna che, col surriscaldamento globale, potrebbero essere un domani plausibili.

Ambientazione e Personaggi: dello spazio fisico conosciamo poco nell’esperienza di lettura, e tutto, comunque, filtrato dagli occhi di chi la storia la riporta. Infatti, più che un ambiente, ci viene proposta un’atmosfera dove ogni componente spaziale e fisica assume una rilevanza emotiva, generando l’impressione: spesso malinconica, fredda e brulla, a tratti misteriosa anche nei momenti di luce, ma sempre coinvolgente. La scelta della voce narrante, di norma in prima o seconda persona (ma con qualche racconto in terza) ha una caratteristica quasi costante: di solito il protagonista è un lui, una degli aspetti che più mi ha colpito in assoluto. L’emotività è sempre ponderata, ma pur sempre propria di un personaggio fortemente romantico e legato alle esperienze emozionali, non si trova quasi mai il maschio arrivista e insensibile, ma delicato. Il perché di non aver scelto qualche protagonista femminile in più, lo richiederò all’autrice quanto prima 🙂

Stile e forma: ciò che maggiormente contraddistingue questa raccolta di racconti è lo stile maturo e sobrio, gestito con equilibrio. Non ci sono distrazioni, orrori o refusi ortografici, tutto pare mantenere alto il livello di schematicità della storia. L’uso della terza e della prima persona risulta più efficiente, mentre il tenore della seconda, in alcuni tratti, appare forse più forzato, troppo evocativo e meno fluido, ma nel complesso l’alternanza di voci si fa gradire.

Conclusioni e Giudizio Finale: scrivere un libro è un percorso mistico, che richiede una buona dose di magia e di impegno. Esordire con una raccolta di racconti e riuscire comunque a centrare l’obiettivo emotivo del lettore è una dote che non tutti possono dire di possedere. Per altri sentieri di Angela di Bartolo è una raccolta che emoziona: cattura il lettore, lo getta nei meandri delle riflessioni a margine e consente al lettore stesso di sentirsi il protagonista finale della storia. Dieci racconti che ondeggiano, lievi come dei fili appesi al vento, una lettura leggera e toccante dedicata a chi vuole comunque emozionarsi e pensare in modo concreto a come costruirsi il domani.

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2 commenti

Pubblicato da su 16 febbraio 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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2 risposte a “Angela Di Bartolo – Per altri sentieri[RECENSIONE]

  1. Angela

    16 febbraio 2014 at 18:00

    Grazie anche qui per la bella e accurata recensione!

     

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