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Roberto Pellico – A pochi passi da te[RECENSIONE]

28 Gen

Titolo: A pochi passi da te
Autore: Roberto Pellico
ISBN: 978-88-6307-406-2
Pagine: 117
Prezzo: 12,50 €

Trama: in undici racconti brevi, il lettore viene gettato a capofitto nel mondo delle emozioni: amore, desiderio, paura del vivere, voglia di affermarsi, apatia e rimpianto. In gran parte sono racconti che ci proiettano nella verità delle cose, in storie di persone comuni che vivono nonostante tutto e che nelle vita cercano di sopravvivere, al di là della loro condizione, del loro modo di essere, insegnano e raccontano con la loro voce che ne vale sempre la pena, costi quel che costi.

Contenuti: I racconti in primo luogo propongono in modo semplice una visione moderna dell’omosessualità, che non si incardina più nei recessi di una condizione da nascondere, da vivere al buio e in ambienti sordidi, quanto invece nella vita di tutti i giorni, con tutte le difficoltà che può comportare non tanto l’essere, quanto il vuoto normativo che non concede lo status di riconoscimento legittimo. Andando oltre alla condizione omosessuale, si parla di adozione, del desiderio di paternità che va oltre le preferenze sessuali, la riscoperta del sé, l’accettazione dei famigliari e soprattutto l’affermazione di quello che sentiamo di essere e il diritto a provarne l’emozione. Pur avvalendosi dell’apporto della quotidianità nella raccolta vengono comunque trattati dei temi caldi all’argomento LGBT, ma presentati al lettore in chiave moderna, senza morali o giudizi esternati, consentendo così a chiunque di poterne trarre le debite conclusioni in autonomia.

Ambientazione e personaggi: La brevità del testo si concentra maggiormente sulla psiche dei personaggi più che sui dettagli fisici o ambientali. Questa modalità espositiva presenta il sicuro pregio di far entrare il lettore nell’impatto della vicenda cogliendo l’emotività e il riflettuto della voce narrante e dei personaggi che agiscono nella scena, ma nel contempo si rischia di provocare forti emozioni nella lettura, ma che poi rimangono poco impresse dopo, proprio a causa dell’assenza di agganci fisici che in qualche modo richiamino (e rinforzino) le stesse emozioni. Questa tendenza, che comunque rimane persistente anche quando interagiamo con la cornice ambientale (non una strada, un luogo fisico che viene definito in modo esauriente), è forse la pecca maggiore dell’intera esperienza narrativa: si viene sfiorati dalla sensibilità narrativa, ma l’emotività fatica a imbrigliare e a racchiudere qualcosa di diverso dal sentimento e dalla storia stessa.

Stile e forma: In una forma quasi mai in fallo rispetto alla sintassi, alla grammatica e alla rappresentazione narrativa, gli undici racconti hanno modo di esprimersi e di portare il lettore a sbrogliare la trama in cerchi concentrici, laddove il vissuto diventa storia e rivela poi i dettagli, come in un gioco di indizi, utili alla comprensione stessa della trama. I testi vengono descritti primariamente in prima e in seconda persona (che per certi versi viene abusata), dando un taglio sin troppo univoco all’intera raccolta che, per quanto possa essere d’effetto sulla soggettività, impedisce al lettore di apprendere la situazione anche secondo angolature più esaustive e spesso più neutre. A ogni modo il testo è ricco di frasi ben costruite, che trovano rilievo nel messaggio veicolato e nel modo con cui il potere della parola riesce a coinvolgere e a far sentire chi legge parte della storia, e della vita.

Conclusioni e giudizio finale: la raccolta di Pellico, pur trattandosi di un esordio, ha un notevole potenziale che colpisce e si fa apprezzare dal pubblico, tanto da poter credere che, con maggior rigore e sperimentando nuovi ambiti, ci si possa aspettare ancora parecchio dall’esperienza artistica di questo giovane autore. Il libro è di certo una lettura sentimentale, ad alto contenuto emotivo, dedicato a chi ha bisogno di riempire il proprio cuore scongiurando il grigiore quotidiano.

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Pubblicato da su 28 gennaio 2014 in Letteratura, Recensioni

 

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