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Daniele Picciuti – Ritorno alla Mary Celeste[RECENSIONE]

04 Dic

Titolo: Ritorno alla Mary Celeste
Autore: Daniele Picciuti
Editore: Dunwich Edizioni
Pagine: 172

Trama: in cinque racconti vengono declinati cinque ambiti del mistero che toccano i tasti del soprannaturale e quelli della letteratura horror: Dall’incontro tra quattro avventurieri e la nave fantasma Mary Celeste, sulla quale pende un mistero lungo diversi secoli, raccontato nel “Ritorno alla Mary Celeste” (racconto che dà il titolo all’intera raccolta), alla rivelazione di Maria e della sua natura in “L’occhio di Arge”, fino alla lotta tra Vampiri per la supremazia della specie e dei principi in “Il sangue delle tenebre”, passando attraverso il mondo dei templari e il destino delle reliquie sacre raccontato in “Reliquia” e attraverso il parallelismo dell’antagonismo tra angeli e demoni, tra minori da salvare e operatori sociali a tutela dei minori di “Dove muore il giorno”. Ogni racconto apre un ventaglio di ipotesi, un nuovo modo di voltarsi alle spalle quando un brivido, leggero, percorre le scapole del lettore da parte a parte.

Contenuti: Al di là delle peculiarità di ciascuna storia, che gettano il lettore nelle spirali di terrore e suspense dalle tinte fosche nella maggior parte delle pagine, i temi che sottendono le trame raccontano sentimenti ed emozioni umane, che sulla base dell’agire dei protagonisti indicano al lettore una morale ben precisa, poliedrica e ricca di spunti interpretativi. Per questo, a parte la storia della nave fantasma, paragoniamo la positività del sentimento al protagonismo personale, imparando che a volte perseguire i propri obiettivi in modo ossessivo rende ciechi e, sovente, imprudenti. Ma ancora meglio impariamo come l’amore può non bastare quando la paura della diversità è più forte e offusca il sentimento, fino a ricordarci di come i fanatismi religiosi non portano mai soluzioni azzeccate alle difficoltà, ma solo conseguenze nefaste, come tutti gli estremismi. Infine, il buon dosaggio dell’elemento sociale a quello sovrannaturale consente al lettore di affrontare in modo immediato il tema dell’abuso sui minori. Di fatto i racconti regalano spunti interessanti, su cui soffermarsi per intravedere un percorso da intraprendere nel proprio intimo.

Ambientazione e personaggi: Uno dei punti di forza della raccolta, inequivocabilmente, resta il modo con il quale attraverso poche ma decise pennellate, il lettore viene gettato nell’atmosfera cupa e silenziosa dell’ambiente dove la storia si concretizza. Non vi sono limiti dettati dai luoghi tra loro diversificati: che si tratti di Sicilia, dell’America o della casa degli orrori, il lettore ha modo di spaziare e di interagire con la storia dall’interno. Nessun dettaglio temporale o fisico è contraddittorio o poco curato, ma consente di appropriarsi della trama senza intoppi. Buona anche la resa descrittiva dei personaggi, che appaiono sempre consapevoli, il loro agire immediato e accattivante, aiutando il lettore a discriminare e parteggiare  per il buon esito della storia. Un unico appunto, dal profilo professionale: nell’ambito delle proprie competenze e delle peculiarità di lavoro, mi è venuto un po’ difficile pensare che una professione medico-diagnostica come quella dello psicologo possa recarsi addirittura a casa (da sola) a seguito di una segnalazione senza l’intervento dei servizi sociali professionali e senza concordare in primo luogo l’intervento con i padroni di casa, per quanto sussista il sospetto di un abuso e per quanto poi l’intento sovrannaturale giustifichi quell’intervento. Nella realtà, a casa, ci vanno soprattutto gli assistenti sociali, che decidono di volta in volta se accompagnarsi con i professionisti psicologi.

Stile e forma: Il narrato si sviluppa secondo un quadro semplice, ma accattivante. I piani espositivi presentano dei quadri immediati, spesso in media res, che consentono al lettore di entrare in sintonia con le vicissitudini senza fare sforzi interpretativi. La forma è corretta, anzi, perfetta: è la prima volta che non mi salta agli occhi nella lettura, nemmeno un refuso piccolo piccolo… e questa consapevolezza è davvero confortante.

Conclusioni: Leggere questa breve raccolta di racconti è un’esperienza piacevole. Il lettore non rimane deluso, vuole il mistero e le tinte scure dell’orrore, e viene accontentato, tenuto stretto da una prosa coinvolgente e diretta. Una lettura dedicata a tutti quelli che, pur volendo assaggiare il terrore, hanno bisogni di ricordarsi che a volte, le cose più spaventose, sono dietro l’angolo.

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Pubblicato da su 4 dicembre 2013 in Letteratura, Recensioni

 

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