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L’ordine consequenziale delle cose[Pensieri Volanti] #2

07 Nov

E dire che una dei principi che hanno cercato di insegnarmi sempre è mantenere bene in ordine le cose, anche quando sono scritte. Soggetto, predicato verbale e complemento oggetto. Ecco, così come i piani della trama, la loro aderenza, anche quando ti capita, proprio come piace fare a me, di giocare sul passato e sul presente, per imprimergli il ritmo. Ecco, lo sbaglio è forse la mia ossessione nella precisione, nel fatto che i tasselli debbano combaciare, in itinere o alla fine non importa. Che si rimanga, costi quel che costi, fedeli allo schema. Sì, avete letto bene, ho detto sbaglio: soprattutto quando poi mi capita di leggere sonore porcate dove le storie incrociate si mandano a quel paese l’una con l’altra e non hanno attinenza tra loro, però cavolo, tutti ne parlano come se fosse il capolavoro e addirittura le premiamo, e io mi dico: lo sbaglio è il mio, per la mia ossessione a inventare le trame incasinate, ma che alla fine sono coerenti dalla prima all’ultima pagina. E lo ripeto: Lo sbaglio è il mio che prendo seriamente le cose che altri invece prendono come un gioco. Lo sbaglio è il mio, sempre, in loop.

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Pubblicato da su 7 novembre 2013 in Blog

 

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