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Nadia Arabeschi – Breaking Destiny[RECENSIONE]

04 Nov

Titolo: Breaking Destiny
Autore: Nadia Arabeschi
Editore: ePubblica
Pagine: 121
Prezzo: 1,99 €

Trama: Isobel incontra Jahn nel manicomio di cui il padre è direttore e presso il quale svolge attività di volontariato. Jahn è il componente di una famosa band del passato, i Breaking Destiny, che, a causa di alcuni eccessi non meglio specificati, è finita in tragedia, comportando tra le altre cose il suo ricovero in clinica. Grazie a una serie concatenata di eventi, Jahn riesce a mandare nel passato Isobel affidandole la missione di rimettere le cose a posto ed evitare la tragedia.

Contenuti: il testo, palesemente concepito per rivolgersi a un pubblico giovanile, si propone di affrontare in maniera semplice alcune tematiche cult ma pur sempre attuali: in primo luogo il nodo del successo e degli eccessi a esso connessi, quando delle persone con un progetto di vita e/o artistico si ritrovano inseriti nell’universo dei famosi e si lasciano travolgere dal successo, dove l’importante è apparire, non essere. Si tratta di una tematica che riempie i rotocalchi moderni, di cui si discute soprattutto relativamente ai modelli culturali e comportamentali che le giovani generazioni acquisiscono seguendo le proprie star preferite. Anche in questo romanzo, senza indagare troppo le dinamiche, fa trasparire la tendenza a lasciarsi fagocitare negli eccessi generati nella disponibilità finanziaria e di come questi comportino droga, sesso facile e discordia.
Altra tematica importante, che emerge tra le altre, è la cura della persona ammalata dal profilo psichiatrico e di come queste peculiari patologie necessitino di interventi strutturati e di relazioni il più possibile stabili. E infine la dipendenza dalle sostanze stupefacenti che, forse più per esigenze di trama che per intento sociale, assume un connotato talmente negativo da rovinarla vita delle persone, a volte con danni irreparabili.

Ambientazione e Personaggi: nel corso della storia si è avuto modo di notare come la cura per la descrizione ambientale sia assoggettata alle esigenze di ritmo e di trama presenti nelle varie parti del testo. Sappiamo che ci troviamo in Germania, a Berlino e in altre città limitrofe, ma di fatto non si vive la città quanto più gli ambienti domestici, costruiti in maniera cupa e buia per rimandare l’immaginazione alla tematica difficile del problema e alla necessità della sua risoluzione. I personaggi sono ben caratterizzati, soprattutto quelli che emergono maggiormente nitidi, che hanno modo di esprimere il loro cambiamento all’interno della trama: su questo punto infatti è doveroso specificare che tutti i protagonisti affrontano un percorso personale, che li affranca dal passato ma che soprattutto contribuisce a cambiare loro il futuro. Isobel riuscirà ad accettare la natura dei suoi sentimenti verso Jahn, lo stesso Jahn riuscirà ad abbandonare la sua violenta ritrosia e ad ascoltare maggiormente il prossimo, Fabian imparerà a fidarsi di chi ha accanto come Cameron riuscirà a fare della sua delicatezza emotiva una forza più che una debolezza. L’unico personaggio che rimane permeato fino alla fine delle sue caratteristiche e che di fatto è quasi impossibile inquadrare, rimarrà Aaron: un incubo per tutti, additato come la causa dei mali del gruppo.

Stile e forma: Si è potuto riscontrare un esecuzione formale del testo piuttosto corretta: utilizzo appropriato delle fasi temporali, nessuna svista e quasi nessuna sbavatura a livello di sintassi e ortografia. Anche la costruzione periodica risulta essere piuttosto efficace, soprattutto per far acquisire ritmo alla narrazione nei momenti in cui lo scorrere del tempo è fondante per creare la giusta atmosfera di suspense. Unico neo, a mio avviso, rimane la costruzione invece della trama nel suo insieme: il testo è imperniato sull’alternanza dei salti temporali, ma per alcuni aspetti rimane ancora immaturo. In primo luogo gli avvenimenti, soprattutto inizialmente, trovano una collocazione non precisa nella storia, riempiendo il lettore di tanti dettagli, gran parte inutili, senza invece porre dei capisaldi sulla caratterizzazione dei personaggi e sulla storia in sé, opportunità che, se ben sfruttata, avrebbe aiutato la lettura a entrare in sintonia con gli intenti narrativi senza pregiudicare il gusto della suspense che comunque permane e avvalora l’intera opera. Una tendenza che, per la carenza di questi elementi, rende maggiormente accattivante la lettura nella seconda metà del romanzo, dove ormai il puzzle va a delinearsi e ogni indizio trova collocazione in modo più preciso. La fase emozionale è adeguata, non presenta picchi eccessivi, preferendo mantenere un registro di sobrietà, forse troppo eccessiva anche in quei momenti dove un guizzo sentimentale sarebbe stato preferibile.

Conclusioni finali: trattandosi di un’opera prima, si può affermare che il testo, nonostante le ingenuità presenti, si presti a essere una lettura intrigante, da scoprire poco per volta e che soprattutto l’autrice abbia delle indubbie qualità narrative, da testare comunque con le opere successive. Una lettura che fa riflettere, dedicata al mondo giovanile e a chi soprattutto, vuole tornare indietro nel tempo… e sognare di poterlo fare davvero.

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2 commenti

Pubblicato da su 4 novembre 2013 in Letteratura, Recensioni

 

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2 risposte a “Nadia Arabeschi – Breaking Destiny[RECENSIONE]

  1. Alejandro Nichols

    22 novembre 2013 at 03:10

    Io apprezzo la canzone soprattutto per la sua musica, che mi piace un sacco. Per quanto riguarda il testo, non pensavo alludesse ai TdG, ma effettivamente ciò ha senso. Non sono Testimone di Geova ma rispetto il loro credo, e sono totalmente in disaccordo con tutti quegli ignoranti che criticano e parlano sempre di setta. Ma vi siete mai chiariti la definizione di “setta” sul vocabolario? E poi, praticando io una religione che attualmente è una minoranza, sono particolarmente solidale con chi viene discriminato. La libertà di pensiero e di religione sono diritti FONDAMENTALI, e a meno che non si faccia del male a un altro, ognuno è LIBERO di credere in ciò che vuole e far conoscere ciò in cui crede profondamente.

     

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