RSS

Sciltian Gastaldi – Angeli da un’ala soltanto[RECENSIONE]

21 Ott

Titolo: Angeli da un’ala soltanto
Autore: Sciltian Gastaldi
Editore: attualmente edito con Leaf River Publishing
Pagine: 264
Prezzo: 15,41

 

Trama: Francesco ed Emanuele, un incontro che si trasforma, quasi nell’immediato, in un amore profondo. Sullo sfondo di una Roma dal sapore magico e di tante difficoltà vissute tra coming out, scelte dettate dal cuore e separazioni senza soluzione di continuità, i due giovani impareranno a scoprirsi e a declinare sulla propria pelle le varie fasi dell’amore.

Contenuti: Una storia del genere può essere vissuta esclusivamente aprendo le proprie percezioni personali per rituffarsi in un epopea di vissuto adolescenziale. Francesco e Lele non risparmiano spremute di cuore, notti in bianco, lettere dense e avvolgenti che chiunque di noi, all’epoca (ma anche negli anni adulti) avrebbe voluto ricevere. Il pregio sicuramente maggiore, al di là di tutte le dissertazioni sul modo con cui la storia viene proposta, risiede nel modo in cui il lettore scivola dentro la dinamica amorosa dimenticandosi, quasi, che i due protagonisti sono dello stesso sesso, restituendo pertanto, pur mantenendosi fedelmente ancorata a una gestione della tematica aderente alle dinamiche LGBT, giustizia all’amore, che è identico per tutti, anche per le coppie dello stesso sesso. Un altro argomento, strettamente correlato all’interno della storia amorosa, afferisce proprio alle dinamiche proprio delle fasi di una relazione giovanile: l’innamoramento folle, il desiderio di riscatto, la voglia di coronare i propri sogni che si scontrano con la realtà dei fatti e il disamore, generato da una separazione, dalla consapevolezza di desideri diversificati o semplicemente dalla crescita derivante da un rituale di passaggio dall’adolescenza all’età adulta, in realtà, non ha importanza. Francesco e Lele ci descrivono in modo vivido i loro sentimenti, ci restituiscono la genuinità della passione e della tenerezza e ci conducono nei meandri del litigio e dell’abbandono, proprio per accomunare il lettore alle loro difficoltà, e affrancarlo in modo catartico.
Nel contorno, rimane sempre una società fredda, cupa, spesso grigia, che per quanto può accogliere e accettare i loro sentimenti (e gli amici di Francesco, che pian piano si separano da lui, ne sono esempio) non li comprende appieno, li ingloba per poi risputarli fuori tremanti e disillusi. Altro nodo focale, infine, è il rapporto con la famiglia che non accetta per quello che è e che, insieme a Francesco, deve affrontare un lungo percorso di destrutturazione e ristrutturazione una volta che il giovane rivela di essere omosessuale e lotta per affermare questo particolare della sua personalità. Un cammino doloroso che porterà più di una volta il protagonista (come per tutti nel mondo reale) a mettere in dubbio le sue possibilità di rivalsa da un rifiuto solo perché è capace di amare qualcuno, ma non nel modo in cui i suoi familiari vorrebbero.

Ambientazione e personaggi: La cornice di sfondo rimane Roma, nella sua monumentalità, che accoglie, trattiene e a volte nel suo buio o nei suoi angoli più suggestivi, nasconde i due giovani agli occhi di chi sta intorno, ma non a quelli del lettore attento che ha chiaro, durante lo svolgimento dell’azione, quello che succede e lo sfondo che si colora intorno alle stesse emozioni. La città produce assonanza, diventa quasi incolore e sintomo stesso delle varie fasi emotive. Meno carica di significato è Bologna, proprio perché vissuta in modo piatto da Francesco, che vi si trasferisce per realizzare il suo sogno a metà senza che esso si concretizzi, e anche Berlino, per quanto alcuni dettagli emergano con forza durante la narrazione. In merito ai personaggi, a parte i due protagonisti che emergono con forza straripante in tutte le loro contraddizioni, gli altri personaggi rimangono periferici, agiscono, sono importanti (basti pensare a Laura, la sorella di Francesco o al padre del giovane, che comunque esercitano una pressione sul giovane non indifferente) eppure sono appena tratteggiati, tanto che alla fine in alcuni casi non se ne comprende la presenza. A iniziare dal gruppo di amici di Francesco, che appare, lo sostiene al momento del coming out e della sua fuga di casa, ma si esprime e interagisce poco, fino a scomparire. La cosa che maggiormente rende perplesso il lettore è proprio l’assenza di una motivazione alla loro scomparsa, così come la totale condiscendenza di Francesco che vive la loro assenza come se, in realtà, fosse normale. Anche Laura, che in assoluto è quella che è più presente nella storia, in realtà incide poco, viene fagocitata dall’emozione del fratello, conduce un’esistenza dedita alla famiglia ma di fatto è poco delineata. Idem il padre. La famiglia di Emanuele e il suo contorno di vissuto, la sua rete informale invece, risulta non pervenuta. Emanuele mostra poco di sé, anche se diventa totalizzante per l’io narrante del partner, di fatto si ha la sensazione che la sua caratterizzazione diventi funzionale a Francesco per dare un determinato tratto alla sua esistenza. I due giovani, insieme, all’inizio almeno, sembrano completarsi: Francesco è egocentrico, sognatore, passionale, Emanuele è delicato, dedito all’altro e razionale, fino a che l’altro così lo dipinge al lettore. Nel momento stesso in cui Emanuele, in modo inspiegabile, cambia rotta, entra in antitesi con le simpatie del lettore, quasi scontrandosi con lui. Non viene fatto un accenno plausibile sul perché lui si comporti in quel modo, perlomeno non abbastanza da soddisfare tutti i dubbi che sorgono.

Forma e stile: Il tratto narrativo è schematico, lineare, con qualche fronzolo emotivo a colorire un po’ la trama e il modo di proporsi, ma senza mai appesantire la lettura. Un po’ meno appropriato l’estremo pathos narrativo che, nel bene quando ci si ama come nel male di quando ci si lascia, fa cadere il testo nel melodrammatico, che non sempre aiuta a definire con maggior incisività la storia, ma solo a rendere troppo opprimente l’ordito emozionale dei protagonisti. Forse è questa la caratteristica che rende più debole l’esperienza di lettura: il vissuto delle scene, a volte, è talmente enfatizzato a livello emozionale anche nel periodo, tanto da vanificare proprio l’effetto di incisività che la voce narrante, con tutte le sue riflessioni, vorrebbe imprimergli. Il punto di vista, costruito in prima persona, riesce comunque a descrivere, forse caricandolo un po’ troppo anche laddove poteva essere più asciutto, le vicende senza mai contraddirsi.

Considerazioni finali: Tralasciando le peculiari vicende che questo romanzo ha attraversato e che ce lo restituisce, oggi, alla memoria dei lettori nella forma e nell’edizione che adesso conosciamo, non si può comunque dimenticare che l’esordio di Sciltian Gastaldi con “Angeli da un’ala soltanto” ha contribuito, in modo apprezzabile, ad aprire nuovi orizzonti nel raccontare/raccontarsi in termini LGBT sul versante delle storie moderne. Molti giovani allora, nell’oramai lontano 2004, hanno avuto modo di rispecchiarsi nell’estrema normalità di Francesco ed Emanuele imparando a viversi e ad accettarsi con meno paura dell’ambiente circostante. Ma il merito di questo libro, come degli altri dell’epoca immediatamente precedente, è di sicuro quello di far uscire l’omosessualità da torbidi binari delle relazioni licenziose sbattendo in faccia ai più storie di estrema normalità, appetibili e alla portata di tutti, con l’unica criticità della società attorno ai protagonisti, non pronta allora (e ahimè ancora adesso) a far esprimere i sentimenti senza che questi siano oggetto di giudizi di valore da chi non accetta che due ragazzi come Lele e Chicco possano amarsi e desiderare di farlo per il resto della loro vita. Angeli da un’ala soltanto è un regalo per chi lo legge, che fa versare qualche lacrima sui propri ricordi, o su come il lettore avrebbe voluto che fossero. Un libro denso e avvolgente, dedicato a chi non vuole dimenticare e a chi ha bisogno di rispecchiarsi nel proprio passato per guardare al futuro con fiducia, e semplicità.

Annunci
 
1 Commento

Pubblicato da su 21 ottobre 2013 in Letteratura, Recensioni

 

Tag: , , ,

Una risposta a “Sciltian Gastaldi – Angeli da un’ala soltanto[RECENSIONE]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: