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Germano Gasparini – Una storia comune[RECENSIONE]

10 Ott

Titolo: Una storia comune
Autore: Germano Gasparini
Autopubblicato su: Lulu.com
Pagine: 60
Prezzo: Gratuito

Esclusivamente in formato digitale

Trama: Alberto e D. si incontrano di venerdì. Alcuni anni dopo, proprio di venerdì, si lasciano. La loro storia, fatta di attese, gioia e anche notevole dolore e rifiuto, costituirà per Alberto uno snodo importante per se stesso e la sua vita, ma soltanto rivivendo i ricordi, a tratti anche con malinconia, riuscirà a liberarsi completamente del suo passato e vivere con l’assenza del primo uomo che ha amato.

L’esperienza di lettura: In appena qualche ora si ha modo di venire catapultati dentro la vita di Alberto, e di uscirne con sensazioni contrastanti. È difficile riuscire a parlare di questo testo, senza tirare in ballo l’idea che i fatti riportati sono stai fedelmente descritti dall’autore sulla base di una sua esperienza passata, che in qualche modo ha segnato il suo modo di vivere la vita e di accettare anche non solo l’omosessualità, ma esprimerla al mondo. Partendo da queste considerazioni, sì, lo ammetto, non è semplice fare una critica al testo senza pesare ogni singola affermazione proprio perché la realtà invade con prepotenza il rapporto autore/lettore, disturbandolo, e rendendo tutti consapevoli che qualsiasi giudizio espresso sulla storia, possa essere comunque oggetto di riflessione sulla vita di una persona. I contenuti affrontati nelle pagine comunque categorizzano il testo come un libro dai decisi connotati LGBT: non tanto perché Alberto e D. sono due uomini, quanto perché il loro percorso di vita affronta una serie di tematiche proprie della narrativa di genere: coming out e accettazione del sé in prima istanza, che vengono vissuti come un peso dall’uno e come un percorso invece da parte dell’altro, che ha bisogno in qualche modo di affrancarsi dallo stereotipo e dalla paura di essere giudicato dal mondo esterno. Questa riflessione, che comunque pervade i drammi di tutta la vicenda, si interseca con l’argomento bisessualità che però sembrerebbe non essere uno status consapevole acquisito, un modo di essere di D., quanto invece l’escamotage per evitare di essere coinvolto in una storia con un uomo e mantenere comunque una rispettabilità di facciata.
Altro soggetto cult affrontato è proprio il percorso di separazione, non senza una buona dose di drammaticità, in cui Alberto si trova, sia a causa del continuo rifiuto/desiderio ambivalente della persona amata, che contribuisce a dilaniare il suo pensiero razionale in merito, sia per la sua necessità di potersi vivere con estrema naturalezza, come omosessuale o come uomo occupato, che di fatto D. gli nega con forza. Proprio come un eroe della letteratura romantica, Alberto affronta il cammino impervio dell’autocoscienza che in qualche modo lo affranca dalla dipendenza di D., liberandolo nell’animo e nella vita, rendendolo oggettivo nelle sue considerazioni rispetto al suo passato e aiutandolo ad andare avanti, che poi, ci viene raccontato, è proprio lo scopo catartico che l’autore ha voluto perseguire scrivendo l’opera.

Stile e forma: in certi tratti la scrittura diventa convincente, azzeccata, con un buon ritmo, ma l’impressione generale globale rimane comunque vincolata a una bozza ancora da migliorare e perfezionare, soprattutto a livello di tecnica. L’autore premette di non essere uno scrittore, né di possedere velleità in questo senso. Una storia comune è, per lui, un semplice resoconto, per mettere la parola fine alle emozioni di quella storia, e l’ha scritta così come oggi il lettore ha la possibilità di leggerla. La forma comunque non presenta errori grossolani, quanto solo alcuni piccoli dettagli da revisionare per facilitare la lettura nei passaggi complessi. Un altro aspetto da valutare è la scansione temporale: Alberto racconta la sua storia con gli eventi più importanti, a cui lui ha dato un senso, totalmente slegato da una logica temporale definita o ripetuta, aspetto che però sbilancia il report: ci si concentra più sulla separazione che sugli eventi che cementano il rapporto.

Conclusioni: Una storia comune è un racconto dalla mission definita, che aiuta il lettore ad accettare i propri drammi personali, e magari ad andare avanti, con la consapevolezza che le esperienze tristi riguardano tutti noi. Sì, lo ripeto: aiuta. Ma soltanto perché Germano Gasparini dice di non voler parlare al pubblico quanto a se stesso, e io sono convinto che invece potrebbe parlare ai lettori, con questa e altre storie, esercitandosi forse, migliorando dei dettagli narrativi ancora ingenui. Ma la volontà si concretizza solo con la scelta che riguarda da che parte, effettivamente, lui voglia stare.

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Pubblicato da su 10 ottobre 2013 in Letteratura, Recensioni

 

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