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Quello che ricorderò

21 Set

Sub-Emendamento Gitti: “Ai sensi della presente legge, non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente, ovvero assunte all’interno di organizzazioni che svolgono attività di natura politica, sindacale, culturale, sanitaria, di istruzione, ovvero di religione o di culto, relative all’attuazione dei principi e dei valori di rilevanza costituzionale che connotano tali organizzazioni”.

Oggi volevo solo condividere che cosa ricorderò io di questa legge che parte come presupposto di lotta alla discriminazione per i propri orientamenti sessuali e che, mi spiace dirlo, diventa invece la difesa stessa del senso dell’omofobia, tutelando le organizzazioni che a qualsiasi titolo possono esprimere insulti mascherati da opinioni purché siano, appunto, organizzazioni.
Di sicuro mi ricorderò il coro dei no e della delusione delle persone normali, di quelle non politicizzate, il sentirsi traditi da coloro che erano lì per rappresentarci e che hanno distrutto le nostre aspettative, perché ormai il nostro voto se lo sono preso. Sì. Mi ricorderò che il PD ha sostenuto l’omofobia, salvaguardando le chiese e le forze nuove del nostro paese, senza se e senza ma.
Mi ricorderò delle proteste, di quello che a gran voce hanno detto e scritto altri autori, come Marino, Luigi e Sciltian. Mi ricorderò anche del silenzio assordante di altri nostri colleghi, che hanno fatto finta, purtroppo, che non sia successo nulla. E questo la dice tutta sul come a volte anche nel nostro mondo, per quanto possiamo metterci il viso su quello che siamo e su cosa scriviamo, preferiamo stare zitti e andare avanti per la nostra strada, dimenticandoci che ci sono dei momenti in cui la nostra missione dello scrivere significa anche impegno, dissenso, alzare la voce con gli altri, col nostro metodo speciale.
Mi ricorderò delle proteste delle associazioni e di come siano, ancora oggi, divise a sostegno delle proprie influenze partitiche perché non siamo ancora in grado di dire che siamo una comunità estesa e che tutti insieme dovremo saper raggiungere lo stesso obiettivo.
Ma ricorderò anche che per la prima volta nel nostro austero parlamento un gruppo di cittadini eletti non si sono sottratti al dovere di riconoscere il dolore e l’altrui rischio, e hanno avuto il coraggio di sfondare un muro dando rappresentazione di quello che siamo: cittadini come tutti gli altri, e comunque discriminati. Mi ricorderò che per la prima volta ho detto pubblicamente “Grazie”.
Grazie al Movimento 5 Stelle per averlo detto e aver avuto il coraggio di affermarlo, al posto di tutti quelli che ci hanno promesso tutela e ci hanno soltanto preso in giro:

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Pubblicato da su 21 settembre 2013 in Blog, Vita

 

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